VOLKSPISTOLE

Costruttrice: Volkspistole

Calibro: 9 mm. Parabellum

Funzionamento: chiusura labile ritardata dalla pressione dei gas

Sicurezza: sprovvista

Caricatore: quello della Walther (serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura) tipo P38

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: sprovvista

Alzo: sprovvista

Lunghezza totale: 286 mm.

Lunghezza canna: 130 mm*

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,96 kg.

Contrassegni: sprovvista

* senza manicotto di prolungamento, che aumenta queste misure di 76 mm.

Volkspistole
Volkspistole

È un'arma misteriosa, di cui sono apparsi solo scarsi riferi­menti nelle pubblicazioni del dopoguerra; nessun costruttore ne ha rivendicato la paternità, e nonostante le ricerche effet­tuate non si è potuto trovare copia di un rapporto sulle sue prove valutative che risulterebbe stilato nel 1945. Risulta perciò difficile conoscerne con esattezza l'origine, anche se un suo esame permette di trarre logiche conclusioni. In base a quanto si sa al riguardo, ne esistono solo tre esemplari: quello da noi esaminato, conservato nella Sala Modelli della Royal Small Arms Factory, e altri due che farebbero parte della Collezione dell'Aberdeen Proving Ground (Stati Uniti). La versione di Enfield appare diversa dai due esemplari che si trovano in America.

L'aspetto generale della pistola ricorda alcune delle prime Walther, e particolarmente i tipi 4,6 e 7. Il caricatore è infatti quello della P38, almeno su questo esemplare. Potrebbe quindi sembrare che i progettisti di Walther abbiano contribuito alla costruzione dell'arma. Tuttavia, anche se a prima vista sem­bra una normale pistola a chiusura labile, da un esame più attento ci si accorge che è un tipo ad azione ritardata, otte­nuta mediante presa di gas dalla camera e convogliamento degli stessi in due piccoli getti rivolti in avanti per colpire le superficie ricavate nella parte inferiore del carrello. La pressione così generata ritarda l'apertura del carrello finché la pallottola è ormai in movimento e la pressione nella ca­mera è discesa a un livello di sicurezza. Perciò, nonostante la leggerezza di costruzione, si può usare la cartuccia 9 mm. Parabellum con piena tranquillità; si è sentito anche parlare di quest'arma camerata per la 9 mm. Mauser, ancora più potente, ed è dubbio se tale cartuccia sarebbe davvero sicura con il sistema a chiusura labile.

Inoltre l'opportunità di camerare la pistola con una cartuc­cia così rara causa un certo scetticismo, lasciando ritenere che si sia trattato di un espediente dell'ultima ora per l'armamento dei franchi tiratori, «Lupi Mannari" e «Milizie popo­lari », durante l'ultima battaglia della Germania nel 1945. Questa opinione è rafforzata dalla considerazione che il siste­ma ritardato era stato già adottato da Bametzke di Gustloff· werk per il fucile semiautomatico Wolkssturm-Gewehr, rea­lizzato per lo stesso impiego.

Una particolarità inconsueta è data da un prolungamento di canna non rigato che si avvita alla volata e che raddoppia all'incirca la lunghezza della canna stessa. Forse si tratta di una misura economica, risparmiando la rigatura di mezza canna, oppure un espediente per tentare di migliorare la pre­cisione di tiro nelle mani di tiratori poco esperti, o può essere semplicemente un rompifiamma. Un'altra ragione probabile è quella di prolungare la curva pressione-tempo e aumentare il ritardo dell'apertura rispetto a quanto potrebbe avvenire con una canna più corta.

Il modello è «in bianco ", finito cioè come esce dalla sala di lavorazione senza brunitura o coloritura protettiva, con le saldature ancora evidenti e mancante di qualsiasi punzona­tura, così da non confermare o smentire le congetture da noi avanzate.

Per riassumere, è chiaro che si tratta di un'arma d'emer­genza, basata sul sistema Barnetzke e probabilmente montata dalla Walther.

Per smontare la Volkspistole, si sfila il caricatore, si aziona il carrello e si preme il grilletto. Si abbassa il nottolino del carrello davanti al grilletto, come in alcune delle Mauser, e poi si arretra il carrello stesso sollevandone l'estremità po­steriore per svincolarlo dalle guide. Dopo di che esso viene 

lasciato libero di passare sulla canna nello stesso modo della Walther. Ora si può quindi rimuovere il percussore dal carrello. Lo smontaggio dell'arma è più facile se si è svitato preventivamente il prolungamento della canna.