SCHWARZLOSE

Andreas Schwarzlose è soprattutto noto per la sua mitragliatrice che dal 1907 ha armato l'Esercito austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale e che fu impiegata, specialmente dalle truppe coloniali italiane, nella Campagna Etiopica e nella Seconda Guerra Mondiale. Meriterebbe invece di essere ricordato particolarmente per i suoi studi sulle pistole, rivelando per ognuno originalità di concezione e padronanza tecnologica. Il suo primo progetto, brevettato nel 1892, era a canna rinculante e con un sistema di chiusura labile dovuto a un otturatore imperniato anteriormente e posteriormente in una specie di bloccaggio rudimentale. Pare che prima della guerra esistesse un esemplare di quest'arma in un Museo belga; in effetti ne furono costruiti pochi che non apparvero mai sul mercato.

Nel 1895 Schwarzlose brevettò un'arma a lungo rinculo un'arma cioè in cui canna e otturatore rinculavano insieme per l'intera lunghezza della cartuccia, dopo di che l'otturatore si sbloccava mentre la canna ritornava nella sua posizione originaria; quindi l'otturatore che si era fermato la seguiva camerando una nuova cartuccia. Poche pistole basate su questo principio e funzionanti sono state prodotte e, come - abbiamo già detto, l'esempio più comune è quello delle Frommer ungheresi. Il Modello Schwarzlose certamente non raggiunse mai il pubblico. Abbandonando questo sistema, egli produsse allora il Modello Militare 1896, ma poté lanciarlo sul mercato proprio mentre appariva la Mauser e quindi la Mannlicher. Poiché queste si dimostrarono superiori alla Schwarzlose, poche di queste ultime poterono essere vendute. A questo proposito si racconta che nel 1905 i Rivoluzionari russi, mentre cercavano chi potesse fornire loro pistole automatiche, s'imbatterono in un commerciante di Berlino che disponeva di un grosso quantitativo di Schwarzlose. Offerte senza dubbio a prezzi di liquidazione, esse furono naturalmente acquistate e mandate in Russia. Alcune furono impiegate nel fallito tentativo dei rivoluzionari, ma la maggior parte fu sequestrata dalle autorità. Con esse vennero armate diverse unità della Polizia Imperiale e di Confine, in modo che la Schwarzlose divenne più comune in Russia che altrove, spiegandone così la sua rarità in Occidente.

MODELLO MILITARE 1896

Costruttrice: Schwarzlose

Modello: 1896

Calibro: 7,63 mm. Mauser

Funzionamento: canna e otturatore rinculanti, chiusura stabile con otturatore rotante, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra del fusto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira a U registrabile

Lunghezza totale: 273 mm.

Lunghezza canna: 163 mm.

Numero righe: 4

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,94 kg.

Marchi di prova: N coronata su canna e otturatore.

Numero di serie: sulla destra del fusto.

Esaminando recentemente un volume che illustrava questa pistola, si è constatato che essa veniva chiamata « imitazione Mauser ». Ciò risulta errato, in quanto l'unico punto in comune fra le due armi è il fatto che sono entrambe came­rate per la cartuccia 7,63 Mauser.

Si tratta di una pistola automatica a chiusura stabile, come può apparire ovvio data la potenza della cartuccia; canna e otturatore rinculano insieme per circa 2 cm., mentre que­st'ultimo ruota di 45° per mezzo di una scanalatura elicoidale. Una volta sbloccato, l'otturatore continua la sua corsa all'indietro, comprimendo la molla di recupero, mentre la canna ritorna in avanti di circa 5 mm. e viene trattenuta da un ritegno. Il rinculo porta indietro l'otturatore, che sfila una cartuccia dal caricatore, e va a incastrarsi nuovamente nella culatta seguendo il percorso inverso. Quando le due parti si uniscono, il ritegno si sgancia e canna e otturatore ritornano insieme in sede.

Questa pistola presenta molti punti interessanti che dimo­strano l'ingegnosità del progetti sta e la sua intenzione di rendere ogni congegno atto a servire a più di uno scopo.

Perciò molle del percussore e di recupero sono combinate in una sola unità; percussore ed estrattore avanzano insieme quando si preme il grilletto, cosicché l'estrattore aggancia il bordo della cartuccia contemporaneamente all'arrivo del per­cussore sulla capsula, sistema che rende difficile l'estrazione di una cartuccia senza spararla. L'espulsore, attivo e non passivo come nella maggior parte delle pistole, funziona con­venientemente, essendo imperniato sotto l'otturatore e venen­do sollevato al momento in cui questo rincula; in tal modo, a causa della violenza del rinculo, il bossolo viene espulso con una certa forza.

L'arma è dotata dell'avviso di caricatore vuoto, anche se non completamente automatico; il serbatoio mantiene aperto l'otturatore una volta sparato l'ultimo colpo, ma sfilando il caricatore stesso l'otturatore si chiude. Tuttavia, sulla sinistra del fusto esiste una leva che, se spinta in alto prima di estrarre il caricatore, fa rimanere l'otturatore aperto. Inse­rendo un caricatore pieno non avviene nulla finché la leva non è abbassata, e solo allora l'otturatore si chiude e porta in canna il primo colpo.

Se Schwarzlose avesse potuto lanciare sul mercato la sua pistola quattro o cinque anni prima, essa ai giorni nostri potrebbe essere comune come la Mauser, in quanto alcuni degli inconvenienti minori, come quello dell'avviso di arma scarica in due fasi, sarebbero stati ovviati in base alle espe­rienze. Dato però che la domanda era molto scarsa al mo­mento dell'apparizione dell'arma, !'inventore tedesco preferì passare alla progettazione di nuove idee, con il risultato che la M96 è attualmente un ambitissimo pezzo da collezione.

Il successivo modello di Schwarzlose fu lo studio di una pistola con snodo a ginocchio modificato, in cui lo snodo in parola si piegava in alto quando la culatta si chiudeva e si distendeva durante il rinculo (quasi l'inverso del funziona­mento delle Luger), somigliando al tipo di articolazione delle mitragliatrici Maxim. Anche se brevettato, questo modello sembra tuttavia non sia mai stato realizzato.

MODELLO 1908

Modello: 1908

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: otturatore avanzato, cane interno

Sicurezza: nell'impugnatura, nella parte anteriore del calcio, ritegno a molla su «F"

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a U

Lunghezza totale: 140 mm.

Lunghezza canna: 105 mm.

Numero righe: 4

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,52 kg.

Contrassegni: sulla parte posteriore destra del fusto:

SCHWARZLOSE su una incisione di mitragliatrice; si riporta che sono state viste pistole di questo tipo senza il nome dell'inventore, ma con quello dell'armaiolo o del rivenditore. Marchi di prova: N coronata sulla canna e sul fusto.

Numero di serie: sulla destra del fusto.

Questo è un nuovo tipo di pistola, diverso da quanto è stato realizzato in precedenza e in corso di fabbricazione a quel tempo. Invece del solito sistema a chiusura labile, Schwarz­lose scelse quello in cui la culatta si mantiene fissa con il fusto e in cui la canna scorre in avanti allo sparo della cartuccia, liberandosi del bossolo e vincendo la resistenza di una forte molla di recupero. Inoltre la canna stessa è più lunga del solito e relativamente pesante, in modo da superare il punto d'inerzia durante il funzionamento.

Un espulsore meccanico, analogo a quello del Modello 1896, espelle la cartuccia sparata, e la molla di recupero riporta la canna sulla culatta, inserendo in camera la pallottola del colpo successivo. Allo stesso tempo, il ritorno della canna arma il cane per mezzo di un'articolazione meccanica. Sotto il grilletto, nella parte anteriore dell'impugnatura, vi è una sicurezza «a presa» con una robusta molla che deve essere stretta con forza allo scopo di permettere al grilletto di essere premuto, ma che può essere bloccata in posizione di sparo come nei tipi Ortgies successivi.

Può sembrare dapprima strano caricare la pistola, a causa della necessità di spingere in avanti la canna e abbandonarla, invece del contrario. Ma in realtà essa spara molto bene, con un rinculo relativamente modesto, ed è molto precisa, certa­mente per la lunghezza della sua canna.

Data la semplicità del modello, è di facile smontaggio.

Tolto il caricatore e scaricata l'arma, si fa uso di un caccia­vite sottile, oppure di un punteruolo o di un filo di ferro, passandolo attraverso il foro nel portamolla di recupero che sporge sotto la volata. Quest'asta è fissata alle sue estremità a un blocco che appoggia contro un fermo proprio sotto la culatta. La molla di recupero si avvolge intorno al portamolla così, quando la canna avanza, il fermo preme contro il blocco e spinge in avanti il portamolla, comprimendo la molla stessa. La superficie inferiore del fusto porta un gradino sotto la molla di recupero. Tirando verso l'esterno e verso l'alto il portamolla e poi abbandonandolo, si permette al blocco di ancorarsi contro questo gradino e sotto il livello dell'arresto della canna. Ora si può sfilare dalla parte anteriore del fusto il blocco-canna, e volendo si può sganciare il portamolla dal gradino e farlo retrocedere nel fusto fino a smontarlo. Non occorre smontare ulteriormente l'arma. Il rimontaggio è esattamente l'inverso.