SAUER

La J.P. Sauer und Sohn di Suhl era nota e apprezzata da molti anni per la produzione di fucili e armi da caccia di alta classe, ancor prima che si dedicasse alle pistole. Il suo modello definitivo prima della Seconda Guerra Mondiale fu una delle armi più avanzate mai poste sul mercato, e solo lo scoppio del conflitto impedì che divenisse rinomato come le Mauser e le Walther. Il primo dei modelli che ottenne un grosso successo commerciale fu il tipo 1914, conosciuto in genere come "Tipo Antiquato ", che fu il punto di partenza dei successivi modelli.

SAUER MODELLO 1914

Modello: 1914 6,35 mm.

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra del fusto, dopo il grilletto Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 108 mm.

Lunghezza canna: 70 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,41 kg.

Costruttrice: Sauer


Modello: 1914 7,65 mm.

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra del fusto, dopo il grilletto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo:. fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 144 mm.

Lunghezza canna: 75 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,57 kg.

Contrassegni: sul dorso del carrello: J. P. SAUER & SOHN SUHL. Sulla sinistra del carrello: PATENT; sulla destra dello stesso:

CAL 7,65 o CAL 6,35. Sulle guancette: sinistra SAUER CAL 7,65 (o CAL 6,35); destra S & S.

Marchi di prova: N coronata sul fusto o sul coperchio zigrinato.

Numero di serie: completo sul fusto sopra la guancetta; una volta smontata, si trova un numero di quattro cifre sul retro del fusto, con gli ultimi tre numeri riportati anche sul carrello, sull'otturatore e all'interno del coperchio zigrinato.

Questi numeri si riferiscono al sistema di lavorazione della fabbrica, mentre quello esterno è il numero di serie vero e proprio.

Prodotta come si è visto nei calibri 6,35 e 7,65, e simile in entrambi i modelli tranne per le dimensioni, è una normale pistola a chiusura labile che però mostra un'interessante con­cezione. Invece di essere dotata del solito carrello-otturatore, quest'arma ha i due elementi separati, con l'otturatore con­tenuto nel carrello; l'otturatore stesso è un pezzo complesso ottenuto per fresatura e il sistema è preferibile forse a quello tradizionale. Per smontare la M14, dopo avere tolto il caricatore e scaricato l'arma, si preme il fermo a molla che fa da alzo. Questo sgancia un ritegno interno e libera il coperchio zigrinato' posteriore del carrello. Tale coperchio può ora essere svitato, sebbene occorra tenere saldamente carrello e fusto, in quanto il suo smontaggio allenta la tensione della molla di recupero. Si deve fare attenzione negli ultimi giri della svita tura per evitare che schizzi via anche la molla del per­cussore. Tolto dunque il coperchio insieme con la molla del 

percussore, si può lasciar scorrere il carrello in avanti per sfilarlo dal fusto. Si potrà quindi estrarre dalla parte poste­riore del fusto l'otturatore e toglierne il percussore. Le guan­cette del calcio sono fissate non dalla solita vite nel fusto ma da chiavistelli che fanno presa dall'interno del fusto e che sono bloccati mediante le viti al centro di ciascuna guan­cetta. Girandole di 90°, finché la solcatura della vite sia pa­rallela alla canna, si permetterà la rimozione delle guancette di plastica.

Il rimontaggio sarà effettuato naturalmente seguendo il procedimento inverso. Si deve prestare attenzione, riavvitando il coperchio posteriore, a tenere abbassato l'alzo prima di dare gli ultimi giri, nonché a far sì che il ritegno dell'alzo non sia sganciato nell'apposita fessura del coperchio, ma che il coperchio stesso continui a essere riavvitato finché tale fessura si trova sotto il carrello e non in vista.

MODELLO 1930

Modello: 1930

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla parte posteriore sinistra del grilletto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpì

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 146 mm.

Lunghezza canna: 77 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,62 kg.

Contrassegni: come nel Mod. 14 con l'aggiunta di S & S CAL 7,65 sul fondo del caricatore. La guancetta sinistra porta inciso 7,65 e il monogramma S u S.

Marchi di prova: N coronata sulla canna in volata, sul fusto e sul coperchio di culatta.

Numero di serie: completo sulla destra del carrello; le ultime tre cifre sulla parte inferiore dello stesso. Si noti che questo modello ha la parte superiore del carrello zigrinata per non creare riflessi.

Questa pistola è nota talvolta come « Behorden Modell» (o Modello « Autorità»), anche se tale denominazione non è giustificata, essendo l'arma stata impiegata da esercito e polizia come tante altre della sua classe.

Nell'aspetto generale e nella concezione non si discosta praticamente dal Mod. 14, tuttavia il calcio è stato disegnato con l'intenzione di offrire una presa migliore. L'arma è dotata di un manicotto sulla canna che funge da supporto per la molla di recupero, di un avviso di arma carica costituito da una piccola asta che sporge dal coperchio di culatta quando la cartuccia è in canna, e del grilletto, che è assai leggero nella sua azione per il montaggio di un ritegno molto sensi­bile. Questo sporge dal bordo. anteriore del grilletto stesso e si sblocca a comando perconsentiI"e alla pistola di sparare con una leggerissima pressione.

Nel Mod. 1914 il grilletto aveva una corsa lunga e lenta; mantenendo lo stesso meccanismo e alleggerendo la pres­sione del dito, avrebbe reso il modello poco sicuro contro un urto improvviso e addirittura poteva portare allo scarico dell'arma in successione automatica per effetto delle vibra­zioni dovute al ritorno del carrello in sede. L'aggiunta del ritegno evita detti pericoli e fa sì che la pistola spari soltanto quando è correttamente impugnata.

Lo smontaggio del Mod. 30 è analogo a quello del Mod. 14, ma quando si toglie l'otturatore, l'articolazione e la piccola asta dell'avviso di arma carica possono essere estratte vin­cendo la "resistenza della molla del percussore. Durante que­sta operazione, conviene tenere un dito sulla parte dorsale dell'otturatore e dell'asta e quindi spingere sulla parte ante­riore dell'otturatore stesso. Diversamente i due pezzi possono cadere lontano e andare perduti.

MODELLO 1938

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, cane interno, doppia azione

Sicurezza: leva manuale sulla parte posteriore del carrello, sicura nel caricatore

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: sulla sinistra in alto della guancetta

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira a U registrabile

Lunghezza totale: 171 mm.

Lunghezza canna: 83 mm.

Numero righe: 4

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,72 kg.

Contrassegni: sulla sinistra del carrello: J .. P. SAUER & SOHN SUHL CAL 7,65; sulla destra del carrello: PATENT.

Sulla guancetta sinistra: monogramma S u S.

Fondo del caricatore: monogramma S u S e CAL 7,65.

Marchi di prova: N con Aquila sulla canna, sul fusto e sulla parte anteriore sinistra del paragrilletto.

Numero di serie: completo sulla destra del fusto; gli ultimi tre numeri sotto il carrello, proprio dietro la volata.

Questo fu l'ultimo prodotto della Sauer e sono dell'opinione che, se non fosse scoppiata la guerra, esso avrebbe conqui­stato il mercato mondiale delle tascabili, data la sua eccezio­nale efficienza. Il modello era sufficientemente pesante come arma da tiro (la maggior parte delle 7,65 è troppo leggera e quindi poco precisa) e aveva. molte caratteristiche nuove, alcune delle quali mai più imitate.

Nell'aspetto la Sauer Mod. 38 si distacca completamente da quello tubolare dei precedenti modelli e usa il sistema di riunire carrello e otturatore in un unico pezzo. Una leva di sicurezza è disposta sulla parte posteriore del carrello, ed è azionata dal pollice se si spara con la mano destra; un indi­catore di colpo in canna sporge dal retro del carrello quando l'arma è carica. Nella pistola è presente un'altra sicura che impedisce lo sparo nel caso il caricatore sia sfilato. Al di sopra della guancetta sinistra (subito dietro il grilletto) vi è un fermo azionabile col pollice che a prima vista sembra una sicura, ma è una particolarità singolare della M 38. Si tratta di una leva di armamento che può servire ad abbas­sare gradualmente il cane su una camera carica oppure, se il cane e già abbassato, ad alzarlo e armarlo con una secca pressione. Inoltre lo scatto è sistemato per la doppia azione, cioè il carrello può essere arretrato per armare il cane e caricare l'arma nel modo consueto, mentre basta una pres­sione sul grilletto per sganciare il cane e far partire il colpo; in alternativa, dopo aver armato il cane, si può premere la leva d'armamento con gradualità per abbassarlo. All'occor­renza basta poi tirare decisamente il grilletto, alzando e abbassando il cane con un solo movimento, oppure si può riarmare il cane per mantenere l'arma in condizione di spa­rare con una pressione più lieve sul grilletto stesso. Natural­mente la doppia azione è utile in caso di improvvisa neces­sità, ma è più opportuno il secondo metodo se il tiro deve essere accurato.

L'arma fu adottata dall'Esercito tedesco in sostituzione della Mauser d'ordinanza; nelle ultime fasi del conflitto, prodotta anche con carrello e fusto in lega leggera e sprov­vista di sicura, fu l'arma preferita di interi reparti della polizia, dell'aeronautica e delle truppe corazzate, oltre che di numerosi ufficiali.

La scomposizione segue questo procedimento: una volta sicuri che la pistola è scarica, si sfila il caricatore premendo il bottone proprio dietro il grilletto e si abbassa il cane con la leva di armamento. Quindi si abbassano le due alette zigrinate che sporgono dal fusto davanti al grilletto e all'in­terno del ponticello. Si arretra il carrello al massimo e se ne solleva l'estremità posteriore. Ciò porta a liberarla dal fusto e a sfilarla in avanti dalla canna che rimane avvolta dalla molla di recupero. Le guancette possono essere tolte svitan­dole dall'impugnatura per consentire l'accesso al meccanismo di scatto e alla leva di armamento. L'esame del carrello rive­lerà che l'otturatore è montato con apposite scanalature internamente ad esso ed è fissato al carrello stesso mediante un perno trasversale. La ricomposizione segue il procedi­mento inverso.