ROTH-SAUER

Costruttrice: Roth-Sauer

Modello: 7,65 mm.

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: a culatta chiusa, utilizzazione del rinculo, otturatore rotante, percussore lanciato

Sicurezza: sprovvista

Caricatore: integrale, nell'impugnatura, caricato a piastrina

Posizione del fermo: sprovvista

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 168 mm.

Peso scarica: 0,67 kg.

George Roth, molto noto come fabbricante austriaco di muni­zioni, fu anche un fecondo progettista di armi complete e di particolari congegni per le stesse. Egli prestò la sua attiva collaborazione a Frommer (ungherese) e a Krnka (boemo), e tutti e tre sembrano essere gli inventori del sistema detto a « lungo rinculo". In questo metodo di funzionamento l'ottu­ratore, rinculando, porta con sé la canna per quasi tutta la corsa, naturalmente per una distanza maggiore della lunghez­za della cartuccia. Raggiunto questo punto, l'otturatore si di­simpegna e si ferma, mentre la canna può ritornare nella sua posizione di riposo. L'otturatore si libera e quindi torna anch'esso in avanti, camerando una nuova cartuccia finché non incontra la canna a cui si unisce nuovamente.

Pochissime pistole o altre armi sono state realizzate in modo da sfruttare efficacemente questo sistema. Il lungo rin­culo è adatto per un'arma lunga, ma in una pistola piccola e poco potente lo spostamento alternativo di tutte queste masse è molto scomodo per il tiratore. Il miglior record di tutti i tempi sotto questo aspetto è detenuto dalla pistola inglese “ Mars", un'arma a lungo rinculo di eccezionale po­tenza, il cui colpo, al momento dello sparo, per la sua vio­lenza fa sollevare in alto la mano del tiratore.

Roth non pare abbia dimostrato particolare interesse alla produzione delle pistole di sua progettazione; troviamo così la Roth-Steyr, fabbricata in Austria secondo il suo progetto, l'ungherese Frommer e la pistola qui considerata, la Roth­Sauer.

Quest'arma fu realizzata dalla J.P. Sauer prima della Prima Guerra Mondiale, probabilmente mentre la Casa perfezionava

i propri modelli originali. Si tratta in sostanza di una versio­ne tascabile della Roth-Steyr d'ordinanza austriaca cal. 8, una pistola ben più potente adottata nel 1907 che costituì la prima automatica adibita a impiego militare da una grande potenza. Essa ha diverse caratteristiche che sono riprodotte nella più piccola Roth-Sauer. La cartuccia utilizzata è la 7,65 Roth-Sauer, appositamente studiata da Roth. È leggermente più corta della normale 7,65 per automatiche e piuttosto infe­riore in quanto a potenza. Ciononostante la pistola spara a culatta chiusa. Generalmente questo porta a squilibri durante il tiro che però non si verificano in tale pistola. Quando si spara, canna e otturatore rinculano insieme. Alla fine del rinculo l'otturatore viene ruotato da una camma di circa 20° e trattenuto, permettendo alla canna di ritornare in sede sotto l'azione della molla di recupero, che espelle così la cartuccia sparata, prima trattenuta naturalmente dall'estrat­tore sulla testa dell'otturatore. La canna è fermata proprio prima di raggiungere la posizione di sparo, e l'otturatore avanza nuovamente per effetto della molla, sfilando una car­tuccia e inserendola in camera. L'aletta dell'otturatore entra nel suo recesso, e canna e otturatore riprendono ad avanzare insieme in posizione di sparo, movimento durante il quale l'otturatore viene ruotato per bloccarsi.

L'azione di rinculo ha parzialmente armato il percussore, azione che viene portata a termine al momento in cui si preme il grilletto. Mentre avviene questo, la prima parte del movimento completa l'armamento del percussore aumentando la tensione della relativa molla finché il dente d'arresto scatta e permette al percussore di colpire la capsula della cartuccia.

Tuttavia questa non è a doppia azione, come comunemente si pensa; una volta che il grilletto è premuto, il percussore scatta e in caso di colpo mancato non si riarma premendolo nuovamente. Si tratta soprattutto di un sistema di sicurezza; per riarmare il percussore bisogna arretrare l'otturatore.

La Roth-Steyr, da cui deriva quest'arma, era una pistola pesante da cavalleria; l'Esercito austro-ungarico temeva che un normale dente d'arresto fosse troppo sensibile per l'im­piego da parte delle truppe a cavallo, poiché se la pistola fosse stata armata un improvviso scatto dell'animale avrebbe provocato inavvertitamente la partenza di un colpo.

Da qui il progetto di questo grilletto con relativo mecca­nismo di percussione costruiti in modo da non completare l'armamento finchè il tiratore non preme il grilletto con de­terminazione. È la ragione per cui questa pistola manca di congegni di sicurezza.

L'altra particolarità dell'arma è il caricatore, caratteristico dei Modelli Steyr. Esso è situato all'interno del calcio, ma è integrale e quindi inamovibile. Per caricare la pistola, si arre­tra al massimo l'otturatore finché la piattaforma dell'eleva­tore si solleva e mantiene l'arma aperta; si inserisce quindi nelle guide una piastrina con 8 colpi che blocca il movimento dell'otturatore. La piastrina è provvista di un appoggio per pollice in modo da facilitare il caricamento, che avviene appunto premendo su questo appoggio. Ultimata l'operazione. si sfila la piastrina e1'otturatore può avanzare per camerare la prima cartuccia.

Se si desidera svuotare il caricatore senza sparare, si può spingere l'otturatore- avanti e indietro fino all'espulsione del­l'ultimo colpo, oppure lasciare aperto l'otturatore e premere il ritegno sulla sinistra del fusto. Questo spinge indietro il fermo a molla che regola l'alimentazione del caricatore, per­mettendo l'espulsione, con una certa violenza, di tutte le car­tucce ivi contenute attraverso l'otturatore aperto.