PISTOLE MODELL 1937 FEMARU

Costruttrice: Fegyvergyar (Budapest)

Modello: Pistole Modell 37 (Li)

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, cane interno

Sicurezza: leva manuale sulla parte posteriore sinistra del fusto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 182 mm.

Lunghezza canna: 110 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,77 kg.

Contrassegni: esemplari ungheresi: sulla sinistra del carrello FEMARU FEGYVER ES GEPGYAR R.T. 37M; esemplari tedeschi: P. MOD 37 KAL 7,65, codice della ditta costruttrice jhv, più le ultime due cifre dell'anno di costruzione. Marchi di prova: il modello ungherese ha la corona magiara sull'aletta anteriore della canna e sulla sinistra del paragrilletto.

Il modello tedesco porta il marchio d'accettazione della Wehrmacht (WaA58) sul paragrilletto.

Numero di serie: sulla sinistra posteriore del fusto, sulla sinistra anteriore del carrello e sulla canna. Circa il "jhv ».

Si tratta di un'altra pistola straniera utilizzata dall'Esercito tedesco durante il corso della guerra 1939-45. In origine il Modello 37 dell'Esercito ungherese, fabbricato dalla Femaru Fegyver di Budapest, al momento dell'adozione da parte della Wehrmacht fu sottoposto a lievi modifiche, quali l'aggiunta di una sicurezza azionabile col pollice e l'ovvio cambiamento dei contrassegni.

Il Modello 37 è un'arma di tipo convenzionale a chiusura labile, robusta, efficiente e semplice, dotata in più di un blocco del carrello e di una sicurezza nell'impugnatura, oltre a quella manuale richiesta dalla specifica tedesca. Essa spara bene, ma il calibro 7,65 mm. può essere considerato troppo modesto per l'impiego militare.

Il modello originale ungherese fu anche prodotto in 9 mm. corto, sebbene si trattasse solo di un piccolo miglioramento.

Per smontare questa pistola si sfila dapprima il caricatore e si scarica l'arma. Quindi si arretra il carrello fino a che il sistema di bloccaggio sulla sinistra del fusto può incastrarsi nell'ultima delle due tacche incise nel bordo inferiore del carrello. Ora si afferra la parte sporgente della canna che viene ruotata in senso antiorario di circa 1200 finché non esce il carrello. Si tiene il carrello stesso contro la pressione della molla di recupero e si sgancia il blocco sulla sinistra; il carrello può quindi essere libero di sfilarsi dal fusto insie­me alla molla con relativa asta di guida. Togliendo il blocco del carrello (prima che cada) e smontando le guancette, dopo aver allentato le solite viti, si lascia esposto il meccanismo di scatto. Esaminando le parti sarà evidente che la canna è tenuta in sede da quattro “costole” zigrinate sulla parte inferiore che si incastrano in solcature nel carrello.

Per rimontare l'arma, il procedimento va semplicemente invertito. Se la canna non può essere girata in posizione bloc­cata, bisogna verificare che il fermo laterale del carrello sia incastrato nell'apposita tacca; se esso è inserito nella tacca anteriore non vi sarà spazio sufficiente per l'incastro delle alette.