ORTGIES

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: posteriore nell'impugnatura, con bottone di fermo

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 133 mm.

Lunghezza canna: 69 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,40 kg.

Modello: 7,65 mm.

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: posteriore nell'impugnatura, con bottone di fermo

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

 

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a U

Lunghezza totale: 165 mm.

Lunghezza canna: 87 mm. Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,64 kg.

Modello: 9 mm.

Calibro: 9 mm. corto / 0,380in Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: posteriore nell'impugnatura, con bottone di fermo, ma con leva manuale sulla sinistra del fusto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 7 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 165 mm.

Lunghezza canna: 87 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,60 kg.

Contrassegni: quelli del fabbricante erano di due tipi.

Tipo I: a sinistra del carrello: DEUTSCHE WERKE AKTIENGESELLSCHAFT. WERK ERFURT. ORTGIES PATENT. Sulla canna, visibile attraverso il portello di espulsione: CAL. 6,35 mm. (o 7,65, o 9). Sulle guancette: una borchia con inciso il monogramma HS.

Tipo II: sulla sinistra del carrello: DEUTSCHE WERKE (monogramma) WERK ERFURT. A destra del carrello: ORTGIES PATENT. Sulla canna, visibile attraverso il portello d'espulsione: CAL 7,65 mm. (o 6,35 ecc.).

Su ciascuna guancetta, un monogramma inciso su una borchia 

contenente la lettera D, formato da un animale mitologico con una lunga coda che si prolunga fin sopra la testa.

Lo stesso monogramma divide l'iscrizione sul carrello. Marchi di prova (su tutti i modelli): N coronata sulla canna in culatta (visibile attraverso il portello d'espulsione), sulla sinistra del carrello e sulla destra del fusto. Numero di serie (su tutti i modelli): numero completo sotto il fusto davanti al paragrilletto, sulla canna presso la culatta e sul fusto sotto la sezione posteriore del carrello. Le ultime 4 cifre sulla superficie interna del dente d'arresto del cane.

Le pistole Ortgies sono armi ben costruite e di linea eccezio­nalmente «pulita» che furono largamente esportate neglI anni venti e trenta, specie negli Stati Uniti. Tutti e tre i calibri (6,35 mm., 7,65 mm. e 9 mm. corto) sono identici nella forma, eccetto che nelle dimensioni. Il modello è quello dì una semplice pistola a chiusura labile, ma ha tre caratteri­stiche brevettate, come il montaggio della canna, il metodo d'attacco delle guancette, e il disconnettore (che evita la ripetizione automatica). Tali caratteristiche, brevettate in diversi periodi tra il 1916 e il 1918, sembra non siano state mai adottate da nessun'altra ditta costruttrice. Esse possono essere meglio apprezzate e descritte nel corso dello smontag­gìo dell'arma.

Dopo aver scaricato la pistola si preme il bottone situato posteriormente, nell'estremità superiore della guancetta di sinistra. (Nel caso della 9 mm., il più arretrato dei due bottoni). Questo controlla la sicurezza dell'impugnatura, ma anche un nottolino sotto il carrello che si inserisce in un solco per mantenere in sede il carrello sul fusto. Con il bot­tone abbassato, il carrello stesso può essere arretrato lieve mente, rialzato direttamente verso l'alto e alla fine accompa­gnato in avanti per far sfilare la molla di recupero dalla canna. Percussore, molla e perno premistoppa possono essere rimossi dalla loro sede ricavata nella cùlatta.

Si afferra quindi il fusto con la mano destra, tenendo il calcio nel modo consueto, e poi la canna, che viene ruotata intorno al suo traversino di fissaggio. Essa sarà girata di 90", sbloccando una specie di fermo a baionetta che la collega al fusto, e sarà quindi libera di separarsi dallo stesso. Proprio al di sotto del punto di collegamento della canna, da un foro

praticato nel fusto sporge un fermo a molla; questo, quando l'arma è in posizione di riposo, si trova nella solcatura all'in­terno del carrello. Non appena l'arma ha fatto fuoco e il carrello rincula, la solcatura arretra e il piolo è indotto, dalla sagomatura della superficie interna del carrello, a disconnet­tere il grilletto dal dente d'arresto del cane. Questi riman­gono indipendenti finché il carrello è ritornato in posizione di caricamento; nel frattempo il dente d'arresto del cane è ritornato in sede mettendo il percussore in posizione per il colpo successivo. Il percussore serve a due scopi: come di 

sconnettore per impedire il fuoco automatico e come sicurez­za automatica che ostacola la partenza del colpo se il car­rello non è completamente chiuso.

L'azione del meccanismo può essere studiata molto facil­mente quando l'arma è smontata, premendo il grilletto e quindi il bottone con l'unghia del pollice.

L'altra interessante caratteristica della Ortgies è data dalla sicurezza nell'impugnatura; questa sporge dalla parte poste­riore del calcio come di regola e, una volta smontata l'arma, si può vedere che termina con una specie di gancio nella parte posteriore del fusto. Spingendo il bottone di smontag­gio e tirando il gancio, uscirà la sicurezza dell'impugnatura. Con l'arma montata, la molla del percussore esercita pres­sione sulla sicurezza dell'impugnatura ogni qualvolta si spinge il bottone.

Così, impugnando la pistola, la sicurezza viene automatica­mente tolta e per azionarla nuovamente occorre premere il bottone. Altra caratteristica di rilievo è che, quando la sicu­rezza sporge, la molla del percussore è meno compressa, men­tre quando la sicurezza è rientrata, pronta al fuoco, la molla 

stessa è più compressa. Questo è un ingegnoso sistema per assicurare che la molla non sia in completa tensione se la pistola, carica, non è impugnata.

Alla fine viene il metodo di fissaggio delle guancette. Vi è un semplice fermo a molla nel vano del caricatore, circa alla metà del bordo posteriore. Infilando un cacciavite nel vano e premendo contro la molla, le guancette vengono liberate e possono essere tolte.

Si noti che questo congegno è azionato dalla molla di rite­gno del caricatore, in modo che quando il serbatoio è in sede, vi è maggior tensione nel fermo delle guancette, che sono più salde.

Merita una parola di lode anche la finitura di queste pistole che risulta particolarmente evidente al momento della scom­'posizione. Tutte le parti metalliche sono assai levigate, e car­rello e fusto presentano un'ottima brunitura azzurra; l'ade­renza delle guancette è perfetta.

La 9 mm. (O,380in) ha due piccole differenze dalle prece­denti versioni, in quanto è provvista di una sicura a mano proprio al Gli sopra della guancetta sinistra, e le guancette in particolare sono fissate a vite. Questo modello fu l'ultimo a essere realizzato e può darsi che ciò rappresenti un ripensa­mento circa il sistema migliore di sicurezza.

Il rimontaggio della Ortgies presenta un altro accorgimento.

Le guancette devono essere fissate al fusto con il loro bordo

anteriore incastrato nell'apertura e poi, schiacciando insieme le due estremità posteriori, si preme sul fermo a molla finché esse scattano in sede. Per rimettere a posto la canna, bisogna infilarla nell'anello e girarla finché la volata non sia nella direzione giusta; si deve poi cercare di allineare la canna quanto più sia possibile con il fusto, in modo che collimino perfettamente, anche se basta un po' di usura perché questo non si verifichi più. Bisogna infine tener presente che il percussore con molla e premistoppa deve essere infilato nella sua sede nel carrello. Un esame mostrerà presto che, data la notevole sporgenza di questo complesso, il montaggio appare impossibile. Ma poco dietro il supporto del percussore, nella solcatura nel carrello, vi è una piccola scanalatura laterale semicircolare. Usando un cacciavite sottile, si spinge allora il piolo del premistoppa e la molla verso il percussore finché l'anello del premistoppa può incastrarsi nella scanalatura laterale; ma bisogna fare molta attenzione, poiché basta poco a farlo sfuggire nuovamente, e a farlo schizzare con la molla a notevole distanza. Per evitare ciò, si deve tenere il carrello con un dito intorno all'estremità aperta, in modo da prendere la molla se si libera. Con l'altra mano si afferra il fusto, si infila la canna nella molla di recupero, che esce dal carrello e che viene inserita in modo che la canna stessa penetri nella sua apertura anteriore. Poi si fa pressione sulla parte poste­riore del carrello stesso fino a fare scattare il fermo.