LANGENHAN

Fritz Langenhan di Suhl realizzò tre tipi di pistole automa­tiche di disegno particolare, una delle quali entrò in servizio quale arma militare nella Prima Guerra Mondiale, in man­canza di esemplari di modello regolamentare. Sono tutte e tre costruite ottimamente e i modelli civili hanno anche un'eccellente estetica, ma dato il disegno della loro culatta vengono considerate da molti con una certa riserva.

Langenhan Modello 2 

Costruttrice: Langenhan

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, cane interno

Sicurezza: leva manuale sulla parte posteriore sinistra del fusto Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 146 mm.

Lunghezza canna: 80 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: D,50 kg.

Contrassegni: sulla destra dell'otturatore: LANGENHAN 6,35. Sulle guancette: monogramma FL stampato nella parte superiore.

Marchi di prova: N coronata sulla volata, sulla destra dell'otturatore e sulla destra del carrello.

Numero di serie: completo, sulla parte inferiore del calcio.

I due tipi piccoli sono abbastanza sicuri, ma il Modello Militare può essere pericoloso se logorato. Bisogna prestare attenzione con tutte le pistole, tuttavia non vi sono dubbi circa la pericolosità insita in questo particolare sistema di costruzione adottato da Langenhan, se il grado di deteriora­mento è evidente.

Costruttrice: Langenhan Modello: 3

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, cane interno

Sicurezza: leva manuale sulla parte posteriore sinistra del fusto Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura Capacità caricatore: 5 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 121 mm.

Lunghezza canna: 58 mm.

Numero righe: 4

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,47 kg.

Contrassegni: come sul Modello 2.

Queste due pistole sono essenzialmente uguali, tranne per il fatto che il Modello 2 è leggermente più grande, con una canna più lunga e un calcio e' un caricatore di maggiori dimensioni.

Si tratta di normali pistole a chiusura labile, con cane interno e con otturatore separato e collegato al carrello da un grosso perno assicurato da una vite. La molla di recupero è montata in un incavo al di sopra della canna e tenuta in sede da una vite in volata, all'estremità anteriore del carrello. Queste molle sono di sagoma inconsueta, essendo a sezione

piatta a nastro invece che rotonda come di consueto.

Sulla sinistra del fusto, proprio dietro la guancetta, vi e una leva di sicurezza azionata dal pollice; quasi sempre que­ste leve sono così consumate che non danno alcun affida­mento in posizione di sicurezza e basta una forte pressione del grilletto per sparare ugualmente, facendole scivolare sulla posizione di fuoco.

Per smontare queste due armi il procedimento è identico e può presentare difficoltà sebbene in teoria esse avrebbero dovuto essere di facile manutenzione. Scaricata l'arma ed 

estratto il caricatore, la grossa vite sulla destra del carrello deve essere rimossa. Sarà ora possibile spingere fuori il perno e sganciare il carrello stesso dall'otturatore quando questo avanzerà di circa 13 mm. sotto la pressione della molla di recupero. Quello che avviene normalmente è che il perno stenta a muoversi, per cui è necessario un adatto attrezzo per farlo uscire. Una volta separati i due componenti, il carrello si sfila in avanti sopra la canna, mentre l'otturatore può essere estratto dal fusto posteriormente. Quando si arriva a questo punto, si può osservare la particolare costru­zione dell'otturatore; solo la parte sinistra è trattenuta dal fusto, invece quella destra scorre avanti e indietro sulla parte superiore del fusto stesso che è più basso sulla destra che sulla sinistra.

Questa sembra fragile ma, se il carrello è fissato a dovere, non vi ò è ragione che il blocco otturatore debba sollevarsi col tormento dello sparo. Il grande pericolo in tale metodo di costruzione è naturalmente che il perno trasversale si tranci.

In questo caso l'otturatore, al momento del rinculo, ver­rebbe a essere proiettato indietro e colpirebbe in viso il tiratore.

Un altro difetto della Langenhan piccola è dato dal gril­letto più duro, solitamente mai presente in un'arma corta.

L'operazione di rimontaggio dell'arma segue l'ordine inverso della scomposizione: si rimette a posto l'otturatore da dietro e il carrello dalla parte anteriore, unendoli poi con il perno trasversale.

LANGENHAN TIPO ESERCITO

Costruttrice: Langenhan

Modello: 7,65 mm. Esercito

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, cane interno

Sicurezza: leva manuale sulla parte posteriore sinistra del fusto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 168 mm.

Lunghezza canna: 105 mm .

Numero righe: 4

Direzione rigatura: destrorsa Peso scarica: 0,67 kg.

Contrassegni: sulla destra dell'otturatore: F. L. SELBSTLADER DRGM 625263-683251. Quando sono montate guancette in gomma: monogramma FL stampato nella parte superiore.

Marchi di prova: N coronata sulla volata, sulla destra del carrello e sulla destra dell'otturatore.

Marchio d'accettazione: Ministero della Guerra Prussiano sulla sinistra del fusto.

Numero di serie: completo sulla destra del fusto, dietro il paragrilletto; le ultime tre cifre sotto il carrello e sull'estremità superiore dell'otturatore.

Il modello, frequentemente citato come « F.L. Selbstlader", fu prodotto durante la Prima Guerra Mondiale unicamente per uso militare, e non apparve mai sul mercato anche se la sua originaria destinazione era l'impiego civile. Ogni esem­plare conosciuto reca il marchio del Ministero della Guerra Prussiano sul fusto, e cioè una W gotica sormontata da una corona.

Esistono poche variazioni tra i diversi esemplari, alcuni dei quali hanno guancette in legno e altri in gomma dura stampata, e la leva di sicurezza può presentare qualche diffe­renza nella forma: opportune modifiche introdotte nel corso della produzione e non vere e proprie variazioni di modello.

Anche in questa pistola vi è la separazione tra carrello e otturatore, caratteristica delle Langenhan, ma l'unione tra queste due parti è ottenuta diversamente. Questo sarà più evidente durante la scomposizione dell'arma. Prese le adeguate misure di sicurezza, si allenta sulla parte posteriore del carrello la grossa vite che non solo ha la presa per il cacciavite ma è anche zigrinata in modo da essere girata con le dita. Normalmente viene stretta e allentata con il giravite, ma in caso di necessità si può anche svitare a mano. Dopo aver allentato tale vite di qualche giro, sarà infatti possibile ruotare verso l'alto la parte incernierata che forma la presa del carrello per l'arretramento e, quando questa si separa dall'otturatore, il carrello si sposterà in avanti sotto la pressione della molla di recupero. Il blocco otturatore può ora essere sfilato da dietro per mettere in evidenza lo stesso sistema costruttivo già esaminato nel modello 6,35 mm. Le prese del carrello possono essere smon­tate allentando le relative viti per presentare il semplicissimo sistema di bloccaggio. Sotto l'otturatore si trovano le due viti che trattengono in sede l'estrattore e il percussore; posterior

mente all'otturatore stesso vi è una piccola vite, che quando viene tolta lascia un foro attraverso il quale può essere estratto il percussore.

 

La caratteristica negativa di questa pistola è l'attacco del­l'otturatore al carrello; se la vite si allenta al momento dello sparo, il rinculo può far sollevare la staffa e .il colpo succes­sivo farà partire all'indietro l'otturatore, fuori dal carrello. e direttamente in viso al tiratore, con le conseguenze facIl­mente immaginabili. Perciò è necessario che chiunque abbia intenzione di sparare con queste armi si assicuri che le due parti in contatto del carrello e dell'otturatore non presentino tracce di usura e che la vite di bloccaggio sia stretta con il giravite e non con la semplice pressione delle dita. Se la vite viene allentata, la profondità di sede della staffa fa sì che non vi sia pericolo di sconnessione prima che la vite abbia fatto sette giri completi in senso antiorario.

A scopo scientifico ho sparato recentemente con una di queste armi, dapprima con la vite stretta col cacciavite e poi con le mie dita il più forte possibile (e la mia presa non può essere considerata eccezionale). Prima di allentarsi, nel primo caso la vite sopportò 27 colpi, mentre nel secondo bastarono 15 ad allentarla. Il che è un peccato, perché l'arma spara bene e ha un grilletto assai buono, a differenza di quello della 6,35.

Per ricomporre l'arma si segue il procedimento inverso.

Non bisogna però lasciarsi tentare dallo svitare la vite di ritegno della molla di recupero dalla parte frontale del car­rello, in alcun caso. A causa del più violento rinculo di questa pistola, la molla è molto più potente di quella della 6,35 mm. e sarà difficilissimo rimetterla a posto.