BITTNER

Costruttrice: Bittner

Modello: 7,7 mm.

Calibro: 7,7 mm. Bittner

Funzionamento: otturatore alternativo, percussore lanciato Sicurezza: leva manuale sotto l'otturatore

Caricatore: serbatoio a blocco girevole

Posizione del fermo: sulla destra del fusto

Capacità caricatore: 6 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: a tangente con tacca a V Lunghezza totale: 266 mm. Lunghezza canna: 114 mm. Numero righe: 8

Direzione rigatura: destrorsa Peso scarica: 0,88 kg. Contrassegni: sprovvista

Questa pistola, opera di Gustav Bittner di Weipert, Boemia, fu creata poco dopo il 1890 e posta in vendita verso il 1893. E’ del tipo cosiddetto di transizione, essendo un modello intermedio tra un revolver a tamburo e una pistola automa­tica. Essa è infatti una « pistola a ripetizione» e il registro brevetti dell'epoca elenca diverse variazioni e adattamenti di un'arma del genere.

La pistola Bittner contiene un caricatore girevole sistemato nello stesso punto in cui si trova il tamburo in un revolver. La differenza sta nel fatto che, mentre in quest'ultimo il tamburo ruota e costituisce la camera di scoppio rimanendo completamente visibile, nella Bittner la sezione rotante è nascosta dalla carenatura esterna ed è semplicemente un serbatoio.

Lo studio di questo caricatore deriva dal serbatoio rotante Spitalsky adottato nel 1886 dalla Mannlicher per un tipo di fucile a ripetizione. Esso fu poi migliorato e modificato da Schulhof per una pistola a ripetizione e in seguito adattato da Bittner. E’ costituito da una semplice struttura metallica, in cui i colpi sono trattenuti da nottolini a molla e che a ogni fase ruota per presentare una nuova cartuccia di fronte al percussore.

Il serbatoio viene caricato smontandolo dalla pistola e facendo ruotare all'indietro il coperchio dello stesso ricavato sul lato destro. Le cartucce vengono sistemate nelle loro sedi di ritegno e il serbatoio è riportato al suo posto, dove ingra­na nel meccanismo di caricamento e sparo. Il coperchio viene richiuso e l'arma è pronta per il tiro.

Dietro la canna si trova l'otturatore alternativo che com­prende il percussore. Con la pistola impugnata normalmente, l'indice passa attraverso l'anello collegato all'otturatore. Spingendo con il dito la leva di armamento in avanti, l'ottu- ratore arretra e il serbatoio ruota in modo da allineare una delle sezioni cariche tra l'otturatore stesso e la camera. Tirando indietro l'anello, l'otturatore avanza e mette in ca­mera la cartuccia. La parte posteriore dell'anello è dotata di una fessura in modo che quando esso torna a riposo, in posizione arretrata, il grilletto sporge attraverso la fessura stessa e si trova al di sotto del dito. Continuando la pres­sione verso la parte posteriore, il grilletto scatterà liberando il percussore e farà partire il colpo. E’ inutile dire che l'ot­turatore è saldamente bloccato, in posizione avanzata, dal­l'azione della leva di armamento, e la partenza del colpo non lo spingerà indietro.

Dopo lo sparo, l'anello viene spinto nuovamente in avanti, facendo ritirare l'otturatore ed estrarre il bossolo sparato che viene espulso attraverso l'apertura in alto a destra della scatola del serbatoio. Questo ruota di un settore e l'ottura­tore si richiude.

Sebbene la grande efficienza meccanica della leva di arma­mento, in base alle dimensioni della pistola, l'operazione ri­chiede uno sforzo notevole del dito al momento del carica­mento, per superare l'inerzia di una cartuccia a tenuta o per la resistenza di un bossolo allargatosi durante l'estrazione.

Il sistema fondamentale della Bittner variava di volta in volta man mano che l'inventore vi apportava delle piccole migliorie, ma l'arma rimase ben poco sul mercato, dato che l'avvento delle pistole automatiche la rese oltremodo anti­quata.