LUFTWAFFE

La Luftwaffe era l'aviazione militare tedesca, parte integrante della Wehrmacht durante il secondo conflitto mondiale. Utilizzata in tutti i teatri di guerra, contribuì, soprattutto durante i primi anni di scontri, alla buona riuscita della tattica della "guerra lampo" adottata dalle forze armate tedesche. Vittoriosa in Polonia e in Francia, subì una prima battuta d'arresto nella battaglia d'Inghilterra scontrandosi contro la Royal Air Force, per poi rivolgere gran parte della sua attenzione al fronte orientale, dove durante l'operazione Barbarossa conquistò in poco tempo la superiorità aerea a scapito dell'inesperta aviazione sovietica.

Il procedere del conflitto e il rovesciamento delle sorti della guerra significarono per la Luftwaffe la progressiva concentrazione delle forze nella difesa dello spazio aereo tedesco minacciato dai bombardieri britannici e statunitensi. L'avanzata Alleata fu però inesorabile e l'aviazione tedesca, in inferiorità numerica e con scarse quantità di carburante, non riuscì ad arginare l'offensiva Alleata nonostante l'impiego congiunto dei reparti contraerei (FlaK) e di rivoluzionari caccia a reazione, la cui produzione non fu mai abbastanza sufficiente a colmare le lacune in termini di unità.

La Luftwaffe, durante la sua esistenza, ebbe sotto il proprio controllo le unità di paracadutisti (Fallschirmjäger) e altre formazioni terrestri.

Indice

[nascondi]

Nomenclatura[modifica]

Schema riportante l'organizzazione parziale della Luftwaffe

Prima di iniziare a leggere la pagina, è bene conoscere il significato di alcune scritture "tecniche" usate per descrivere i reparti della Luftwaffe e i loro aerei.

  • Riguardo alle sigle "KG", "StG", "SchG", "ZG" e "JG", vedi la fine del primo paragrafo intitolato "Periodo antecedente alla seconda guerra mondiale";
  • Per comodità, i nomi degli aerei a volte sono abbreviati con la sigla corrispondente, di seguito sono riportate quelle più comuni:
  • Scritte del tipo "I/KG 77" significano che l'aereo appartiene al I gruppo, stormo da bombardamento nº 77. Allo stesso modo, la scritta "II/JG 26" indica che l'aereo appartiene al II gruppo, stormo da caccia nº 26.

Per qualche informazione in più si può consultare la pagina relativa all'organizzazione della Luftwaffe.

Catena di comando[modifica]

Hermann Göring, capo della Luftwaffe dalla sua istituzione fino al 25 aprile 1945

Durante la sua vita sotto il Terzo Reich, la Luftwaffe ebbe solo due comandanti in capo. Il primo fu Hermann Göring, il secondo Robert Ritter von Greim, ultimo ufficiale tedesco della seconda guerra mondiale ad essere promosso Generalfeldmarschall.

Nel settembre 1939 la Luftwaffe era composta da quattro flotte aeree (Luftflotte), con sede a Stettino, Braunschweig, Roth e Reichenbach; a queste se ne aggiunsero altre tre nel corso della guerra, di cui una, la Luftflotte Reich, creata appositamente per la difesa del territorio tedesco. Ogni flotta contava fino a 1.250 aerei raggruppati in Fliegerkorps o nelle più piccole Fliegerdivision a seconda della dimensione, entrambe suddivise a loro volta in Geschwader (l'equivalente degli stormi per la Regia Aeronautica) composte da tre Gruppe (gruppi) formati da tre o quattro Staffel (squadriglie) di 12 aerei ciascuno.[1]

Una Geschwader era comandata da un Geschwaderkommodore, che poteva essere un maggiore, un tenente colonnello o un colonnello assistito da un suo stato maggiore organizzato in un quartier generale denominato "Stabschwarm". Forte di circa 120-125 aerei, le Geschwader avevano un proprio modo di abbreviare i nomi delle unità dei documenti ufficiali: "JG 1" (con la sigla "JG" a caratterizzare uno Jagdgeschwader, cioè uno stormo di caccia) nel caso degli stormi, "I./JG 1" indicava il 1º gruppo del 1º stormo caccia, "1./JG 1" era usato invece per riferirsi alla 1ª squadriglia del 1º gruppo caccia.[2] Ogni Gruppe era alle dipendenze di un Kommandeur, così come una squadriglia era diretta da un Staffelkapitän. Questi comunque non erano gradi veri e propri, bensì qualifiche.

Esistevano vari tipi di Geschwader, vale a dire:

  • Aufklärungsgeschwader, da ricognizione;
    • Tre stormi tutti rinominati nell'agosto 1939.[3]
  • Jagdgeschwader (JG), che impiegavano caccia monomotore;
    • 42 unità create in totale.[4]
  • Kampfgeschwader (KG), che avevano in dotazione bombardieri a medio raggio;
    • 36 unità create in totale.[5]
  • Kampfgeschwader zbV, traducibile come "stormo da battaglia con compiti speciali" ("zbV" significa zur besonderen Verwendung, cioè "con compiti speciali"), erano quattro stormi da trasporto tutti rinominati, eccetto uno sciolto nel novembre 1939, Transportgeschwader nell'aprile 1943;[6]
  • Lehrgeschwader (LG), unità che sperimentavano nuove tattiche o nuovi aerei;
    • Due unità create in totale; una usata per formare uno stormo da attacco al suolo nel novembre 1939.[7]
  • Luftlandegeschwader, stormi appositamente attrezzati con alianti del tipo del Gotha Go 242 addetti al trasporto truppe;
    • Due unità create in totale.[8]
  • Nachtjagdgeschwader (NJG), ovvero stormi da caccia notturna;
    • 12 unità create in totale.[9]
  • Schlachtgeschwader (SchG), unità per gli attacchi al suolo;
    • 15 unità create in totale.[10]
  • Schnellkampfgeschwader (SKG), equipaggiate con Bf 109, Fw 190, Bf 110 o Messerschmitt Me 210 e addette all'attacco al suolo;
    • Due unità create in totale; una convertita in Schlachtgeschwader nell'ottobre 1943 e l'altra in Zerstörergeschwader nel gennaio 1942.[11]
  • Sturzkampfgeschwader (StG), con bombardieri da picchiata;
    • 16 unità create in totale.[12]
  • Transportgeschwader (TG), stormi da trasporto con aerei Ju 52 o Messerschmitt Me 323;
    • 5 unità create in totale più un'altra non ultimata.[13]
  • Zerstörergeschwader (ZG), i cui equipaggi volavano in caccia pesanti bimotore del tipo del Messerschmitt Bf 110;
    • 6 unità create in totale.[14]

Aerei in dotazione[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce lista di aerei della Luftwaffe nella seconda guerra mondiale.

Storia[modifica]

Origini[modifica]

Una parata del 1937

A seguito della sconfitta nella prima guerra mondiale e alla firma del trattato di Versailles, alla Germania fu imposto lo scioglimento dell'aviazione militare (Luftstreitkräfte) e lo smantellamento di tutti gli aerei rimasti. Ciononostante, lo stato tedesco riuscì a mantenere segretamente una propria forza aerea che divenne sempre più forte con il passare degli anni. L'addestramento clandestino dei piloti iniziò sin dal 1926 grazie a compagnie aeree civili che fornirono aerei militari come lo Junkers Ju 86 e l'Heinkel He 111 camuffati da aerei di linea o da trasporto, alianti e ultraleggeri su cui i piloti della futura Luftwaffe poterono fare pratica. Nel 1930, il partito nazista si dotò di un iniziale proprio organo, il Nationalsozialistisches Fliegerkorps, per dare ulteriore impulso all'addestramento dei piloti.

La vera svolta però venne data dal governo nazista in seguito alla decisione di Hitler di riarmare la Germania. La Luftwaffe venne fondata clandestinamente nel 1933 con circa 4.000 addetti[15] mentre erano già da tempo in produzione vari tipi di aerei militari, e due anni dopo, nel 1935, la creazione venne resa pubblica a tutto il mondo. A capo dell''Oberkommando der Luftwaffe (OKL) nel 1935 fu incaricato l'ex asso dell'aviazione tedesca, nonché ministro dell'aviazione, Hermann Göring, il quale si circondò di collaboratori come Erhard Milch (ispettore generale della Luftwaffe), Hans Jeschonnek (responsabile dei rifornimenti, dell'addestramento, della telecomunicazione e delle azioni di guerra) ed Ernst Udet (capo dell'ufficio tecnico).[16]

Le strategie di attacco erano ancora in fase di sperimentazione; in particolare, vi erano due linee di pensiero distinte: Walther Wever, comandante dello Stato Maggiore generale dell'aviazione fino al 1936, sosteneva l'importanza dei bombardamenti strategici compiuti da aerei quadrimotore; Ernst Udet invece era convinto che l'aviazione dovesse essere usata solamente a supporto delle truppe a terra e per contrastare i velivoli nemici. Forte dell'esperienza bellica in Spagna dove i bombardieri in picchiata svolsero egregiamente il loro compito, e complice la morte accidentale di Wever, Udet riuscì a convincere l'intero comando della Luftwaffe che la sua linea di pensiero era quella da seguire. I progetti per i grandi aerei da bombardamento, come il Dornier Do 19 e lo Junkers Ju 89, vennero quindi abbandonati.

La guerra civile spagnola[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Legione Condor.

Quando il futuro dittatore spagnolo Francisco Franco chiese aiuto a Hitler per proseguire e vincere la guerra civile che infervorava in Spagna, il 22 luglio 1936 il dittatore nazista rispose inviando la Legione Condor, una forza di circa 100 aerei (ma anche carri Panzer I e unità navali) costituita interamente da volontari posti inizialmente sotto il comando del Generalmajor Hugo Sperrle, sostituito in seguito dai parigrado Helmuth Volkmann e Wolfram von Richthofen.[17] La squadre da attacco era, per quello che concerne il bombardamento, il KG/88, mentre la caccia era presente con il JG/88 (88º gruppo caccia),[18] diventati tristemente famosi per il bombardamento della città di Guernica. La Legione Condor ebbe il suo asso dell'aviazione nel capitano Werner Mölders, con 14 vittorie all'attivo.[19]

La guerra civile spagnola fu un ottimo banco di prova per la giovane Luftwaffe che ebbe modo di constatare l'efficacia del bombardamento in picchiata effettuato dagli Stuka, mettere alla prova i piloti e testare l'incredibile versatilità del cannone 8,8 cm FlaK, usato contro obiettivi aerei e terrestri.

Seconda guerra mondiale[modifica]

Mobilitazione[modifica]

Nell'estate 1939 la Luftwaffe contava 9 Jagdgeschwader in gran parte equipaggiate con i Bf 109, 4 Zerstörergeschwader dotate dei Bf 110, 11 Kampfgeschwader montate su He 111 o Dornier Do 17, e 4 Sturzkampfgeschwader.[20] Lo Junkers Ju 88 era disponibile in soli 12 esemplari per via di problemi nello sviluppo. Gli aerei operativi erano 4.021 (1.191 bombardieri, 361 cacciabombardieri a tuffo, 788 caccia, 431 caccia pesanti e 488 velivoli da trasporto).[21]

La Luftwaffe in ogni caso non venne mobilitata al completo prima della primavera del 1940, momento in cui, grazie alle disposizioni di Ernst Udet tese ad aumentare la produzione di aerei, erano attive 51 squadriglie in più dall'inizio della guerra (30 di bombardieri, 16 di caccia e 5 di caccia pesanti).[22] La Luftwaffe espanse anche del 42% il numero di scuole di addestramento portandole ad un totale di 63. Queste strutture vennero collocate in massima parte nella Germania orientale, al riparo da eventuali minacce Alleate. Sempre considerando la primavera 1940 rispetto agli albori della seconda guerra mondiale, le fila del personale di volo arrivarono a contare 4.727 uomini (+ 31%), anche se si contarono 997 morti e 700 feriti nei corsi di addestramento, durante i quali vennero persi anche 946 aerei. La forza totale della Luftwaffe era ora di 2.200.000 uomini.[23]

L'invasione della Polonia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce campagna di Polonia.
Un gruppo di Ju 87 decolla verso il territorio polacco. Fino al 1939, la lettera sulla fusoliera fu il simbolo identificativo del singolo aereo

Il 1º settembre 1939 la Germania dette inizio all'operazione Fall Weiss invadendo il territorio della Polonia con il supporto di circa 520 caccia, 800 bombardieri, 340 Ju 87 e 250 aerei da trasporto.[24] L'obiettivo principale della Luftwaffe era quello di distruggere a terra l'aviazione polacca, ma, complice la fitta nebbia che caratterizzò i primi giorni di guerra e l'abile mossa dei comandanti nemici che spostarono ad est i campi d'aviazione in luoghi nascosti, durante tutta la campagna l'aviazione tedesca riuscì a distruggere al suolo solo 24 aerei.[25] Gli aerei della Luftflotte 1 (assegnata come supporto al gruppo d'armate Nord) e 4 (assegnata al gruppo d'armate Sud) inoltre non avevano ancora sperimentato attacchi a supporto della fanteria, e si limitarono a colpire obiettivi strategici scelti dai generali dell'aviazione; le prime vere missioni di supporto aereo ravvicinato iniziarono solo durante la battaglia del fiume Bzura. L'intervento della Luftwaffe si rivelò prezioso per la Wehrmacht in molte occasioni, ma non sempre l'esito finale fu il successo, come nel caso dell'attacco al ponte di Tczew, che i polacchi riuscirono a minare e a far esplodere impedendo il passaggio dei mezzi corazzati.

Il 10 settembre i KG della Luftwaffe iniziarono a bombardare Varsavia con ingenti perdite e scarsa precisione, ma con il tempo si arrivò ad impiegare anche 400 bombardieri al giorno con risultati migliori.[26] Vista persa ogni speranza di vittoria, il centro di comando polacco chiese infine il "cessate il fuoco" che entrò in vigore il 28 settembre. Durante la campagna la Luftwaffe registrò la perdita di 285 aerei, dei quali 126 abbattuti dai caccia polacchi,[27] troppo inferiori di numero per imporre la propria volontà. L'inizio della guerra fu dunque favorevole all'aviazione tedesca, che ebbe modo di perfezionare le tecniche di assalto aereo e prepararsi per le operazioni future.

Una volta occupata la Polonia, ci fu un periodo di stallo delle operazioni terrestri (chiamato dai tedeschi "Sitzkrieg", "guerra seduta", nota anche come "strana guerra") che durò fino al maggio 1940. Eccetto che per le operazioni in mare, nel fronte occidentale non ci furono movimenti di truppe o azioni militari. In questo periodo, la Luftwaffe fu impegnata in molte missioni di carattere aeronavale nonché occasionali intercettazioni di bombardieri britannici, che culminarono nella battaglia della Baia di Helgoland. Di pari passo cominciarono, il 16 ottobre 1939, i raid tedeschi sul Regno Unito ad opera di alcuni Ju 88 ed He 111 che attaccarono le navi britanniche a Rosyth, nel Firth of Forth, perdendo tre velivoli abbattuti dagli Spitfire. Il giorno successivo, in un'analoga azione a Scapa Flow, un Ju 88 venne fatto precipitare dalla contraerea sull'isola di Hoy. Il primo aereo della Luftwaffe a schiantarsi nell'isola principale del Regno Unito fu invece un Heinkel He 111 caduto ad Haddington (East Lothian) il 29 novembre 1939.[28][29]

Sempre fra il 1939 ed il 1940, numerosi scontri aerei avvennero sopra la linea Maginot e la linea Sigfrido, tra i caccia e i ricognitori dell'Armée de l'air e della Luftwaffe, nel tentativo di entrambi gli schieramenti di spiare dal cielo le truppe avversarie posizionate al confine.

Le offensive in Scandinavia e Francia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci operazione Weserübung, occupazione della Danimarca, campagna di Norvegia e campagna di Francia.
9 aprile 1940: Junkers Ju 52 sorvolano il suolo danese durante l'operazione Weserübung

In aprile la Germania di Hitler prese l'iniziativa e invase Norvegia e Danimarca. Dopo aver conquistato in un solo giorno il territorio danese, la Luftwaffe poté usufruire dell'aeroporto di Aalborg come base per le future operazioni in Norvegia, che si materializzarono in azioni di attacco al suolo, scorta ai bombardieri, trasporto truppe aviotrasportate e difesa antinave. All'avvio delle ostilità, la Wehrmacht poteva contare su un supporto di 39 Ju 87R, 419 bombardieri, 38 Bf 109E, 21 aerei antinave (Fw 200 e Ju 52) e 548 aerei da trasporto.[30] Quando le azioni belliche terminarono, la RAF aveva perso 70 aerei contro i 117 della Luftwaffe, che mise però in campo un numero di forze maggiore rispetto all'aviazione nemica.[31]

Piloti e Bf 109 del JG 51 si riposano nell'agosto 1940, ad operazioni belliche terminate

Il 10 maggio 1940 la Wehrmacht lanciò un'offensiva con tre gruppi d'armate contro la Francia, il Belgio ed i Paesi Bassi, ignorando lo stato di neutralità di questi ultimi due stati. La Luftwaffe entrò in azione con le Luftflotte 2 e 3 schierando 1.100 bombardieri a medio raggio e 400 Stuka scortati da 1.200 tra Bf 109 e Bf 110,[32] attaccando principalmente nelle Ardenne. La tecnica fu simile a quella adottata in Polonia: i KG e gli StG attaccarono i campi d'aviazione nemici e bombardarono i centri di comunicazione, di rifornimento e anche numerose città. Nel frattempo, circa 500 aerei da trasporto,[32] seppur con gravi perdite, paracadutarono unità di Fallschirmjäger in obiettivi strategici come il forte Eben-Emael, catturato con successo l'11 maggio 1940.

I caccia tedeschi si rivelarono nettamente superiori ai loro "colleghi" francesi e agli Hurricane britannici, e anche quando gli aerei Alleati riuscirono a superare la caccia tedesca, vennero spesso abbattuti dalla contraerea. Insieme a tanti successi, arrivò anche il primo smacco al prestigio della Luftwaffe, verificatosi nei cieli di Dunkerque. I piloti dei Bf 109 infatti si trovarono di fronte un nuovo aereo, lo Spitfire, che causò perdite tra i bombardieri a picchiata tedeschi i quali non riuscirono ad evitare la fuga in Gran Bretagna a circa 338.000 soldati alleati.[33]

La battaglia d'Inghilterra[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce battaglia d'Inghilterra.
Aviatori del KG 51 si preparano per una missione di bombardamento sull'Inghilterra. L'aereo è un Ju 88

Dopo Polonia, Scandinavia, Paesi Bassi, Belgio e Francia, solo la Gran Bretagna poteva opporsi all'avanzata tedesca in Europa. Hitler decise così di dare il via alla preparazione dell'operazione Seelöwe, ma prima bisognava neutralizzare l'aviazione britannica, la Royal Air Force (RAF) per assicurare protezione totale alle navi della Kriegsmarine che avrebbero dovuto attraversare La Manica.

GLI 11 MIGLIORI ASSI DELLA LUFTWAFFE NELLA BATTAGLIA D'INGHILTERRA[34]
Pilota Unità Vittorie
Helmut Wick Stab JG 2 42
Adolf Galland Stab JG 26 35
Walter Oesau III/JG 51 34
Werner Mölders Stab JG 51 28
Hermann-Friedrich Joppien I/JG 51 26
Herbert Ihlefeld I/LG 2 24
Gerhard Schöpfel III/JG 26 23
Siegfried Schnell II/JG 2 18
Horst Tietzen II/JG 51 18
Hans Hahn III/JG 2 17
Erich Schmidt III/JG 53 17

Nel giugno e luglio del 1940 Göring fissò le linee generali dell'operazione volta a distruggere la RAF, con priorità di attacco alle basi aeree e alle industrie aeronautiche. La Luftwaffe intanto eseguì piccoli raid in territorio britannico e contro i convogli nella Manica partendo dalle sue basi nel continente scoprendo la grande vulnerabilità degli Stuka nei confronti dei caccia britannici, fatto che si manifestò in tutta la sua evidenza nei mesi a seguire.

Il vero attaccò iniziò infatti nella seconda settimana di agosto, quando Göring riunì 1.482 bombardieri a medio raggio (42 unità KG), 365 Stuka (9 unità StG) e altri cacciabombardieri (una unità SchG), 976 caccia monomotore (26 unità JG), alcune centinaia di aerei da ricognizione e 280 caccia bimotore (9 unità ZG). Queste forze vennero divise tra Luftflotte 2 al comando di Albert Kesselring in Francia orientale e Paesi Bassi, Luftflotte 3 agli ordini di Hugo Sperrle operante nella Francia occidentale e Luftflotte 5 al comando di Hans-Jürgen Stumpff in Scandinavia. La Gran Bretagna poteva contrapporre circa 900 aerei agli ordini di Hugh Dowding divisi in quattro gruppi con ognuno una propria zona di competenza.[35]

Il 15 agosto (chiamato Adlertag, "giorno dell'aquila") ci fu il primo grande attacco contro obiettivi prestabiliti. Subito le perdite della Luftflotte 5 furono pesanti, perché i bombardieri, a causa della grande distanza che li separava dagli obiettivi, dovettero essere scortati obbligatoriamente dai Messerschmitt Bf 110 che superavano in autonomia i Bf 109, ma che non erano all'altezza dei più veloci e agili caccia britannici. Le Luftflotte 2 e 3 intanto ingaggiarono sanguinosi scontri con gli aerei della RAF e bombardarono basi aeree e fabbriche registrando notevoli perdite (in un solo giorno non rientrarono alle basi 75 aerei)[36] ma spingendo al collasso la produzione nemica. A quel punto, Winston Churchill ordinò al Bomber Command di eseguire dei raid su Berlino e Hitler, adirato, ordinò alla Luftwaffe di allentare la pressione sulle fabbriche britanniche per concentrarsi unicamente sulle città.

Effetti del bombardamento di Coventry nel centro storico della città

È da tenere presente che i piloti della RAF erano avvantaggiati rispetto ai loro colleghi tedeschi perché operavano da basi molto vicine ai teatri di battaglia, dunque potevano caricare meno carburante con un vantaggio in termini di agilità; inoltre, se venivano abbattuti e non morivano, venivano subito recuperati e reintrodotti nelle loro squadriglie, mentre un pilota tedesco abbattuto o veniva catturato o periva in mare se i soccorsi tardavano ad arrivare. Per quanto riguarda gli aerei, i bombardieri tedeschi non erano stati progettati per condurre bombardamenti strategici a lungo raggio, inoltre si rivelarono vulnerabili agli attacchi aerei nemici, complice anche la scarsa protezione offerta loro dai Bf 110 o dai Bf 109 (la cui scarsa autonomia li costringeva a rientrare alla base prematuramente); i Ju 87 Stuka erano efficaci e precisi come cacciabombardieri, ma in scontri con altri caccia di solito aveva la peggio; l'unico elemento di parità era quando si scontravano Bf 109 e Spitfire, comunque inferiore di numero rispetto all'Hawker Hurricane. Da non dimenticare, inoltre, è il fatto che i britannici disponevano del Chain Home, un sistema di stazioni radar posto sulle coste che permetteva di avvistare con largo anticipo le formazioni di aerei tedeschi.

Uno Spitfire fa manovra dopo un attacco fallito ad un Do 17 nel dicembre 1940, quando l'offensiva della Luftwaffe era da tempo nella fase discendente

L'OKL iniziò a condurre anche operazioni di bombardamento notturno volte a diminuire le perdite di equipaggi, e per questo introdusse l'utilizzo di apparecchiature radio per aumentare la precisione delle bombe che altrimenti sarebbero state sganciate quasi alla cieca. Il sistema Knickebein permise al pilota di seguire un segnale radio fino al punto prestabilito, e quando si sentiva un secondo segnale il navigatore sganciava il carico bellico. I britannici riuscirono però a captare i segnali radio e a modificarli in modo da far cadere le bombe in luoghi disabitati, e lo stesso fece con il sistema X-Gerät, più preciso del Knickebein. Neanche con il nuovo Y-Gerät si riuscì ad impedire agli operatori d'oltremanica di manomettere i segnali inviati agli apparecchi tedeschi.

A settembre la Luftwaffe, su richiesta di Hitler, intensificò i bombardamenti, anche notturni, sulle città inglesi (Coventry, Birmingham, Liverpool, Plymouth, Bristol e specialmente Londra). Le perdite furono spropositate rispetto ai risultati conseguiti e fra i piloti iniziò a serpeggiare il malcontento, anche perché nuove strategie per ridurre le perdite, come un maggiore utilizzo dello Junkers Ju 88, più veloce rispetto all'Heinkel He 111, non ebbero successo. Il volgere dell'attenzione verso le città anziché ai campi d'aviazione permise ai caccia britannici di rafforzarsi e respingere una volta per tutte la Luftwaffe: dal 7 al 15 settembre 1940 i tedeschi persero ben 175 velivoli.[37] A Hitler non rimase che rinviare la tanto attesa operazione Seelöwe, anche se gli attacchi contro Londra e i porti della Manica continuarono fino al 1941 inoltrato.

La battaglia d'Inghilterra fu la prima grande battuta d'arresto per le forze armate tedesche, con la Luftwaffe che perse un totale di 1.789 velivoli, dei quali 1.385 in combattimento.[38]

Mediterraneo e Africa settentrionale[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce campagna del Nordafrica.
Messerschmitt Bf 109 in volo nel Nordafrica. La banda bianca vicina alla coda era il simbolo di riconoscimento per gli aerei che prestavano servizio nel Mediterraneo

La prima presenza di aerei tedeschi nel mar Mediterraneo si ebbe nel giugno 1940, quando la Luftwaffe stipulò un accordo con la Regia Aeronautica per trasportare truppe italiane in Albania; solo alla fine di quell'anno, quando fu inviato il X Fliegerkorps, si poté parlare di una "vera" Luftwaffe nel Mediterraneo.

Il compito principale di questa unità era l'attacco alla base inglese di Malta e alle navi in una zona che comprendeva l'intero Mediterraneo centrale, compresa la Sicilia, la Sardegna e il Nordafrica. Due iniziali successi furono il danneggiamento della portaerei Illustrious e l'affondamento dell'incrociatore Southampton.

Nel febbraio 1941 venne istituita in Libia con i Bf 110 (VII/ZG 26 e VIII/ZG 26) e gli Stuka (I/StG 1 e II/StG 2)[39] la nuova Fliegerführer Afrika per supportare direttamente l'Afrika Korps di Rommel. Con l'arrivo ad aprile di nuovi Bf 109 dotati di filtri antisabbia la Fliegerführer Afrika si scontrò subito con i più numerosi caccia Hurricane e Curtiss P-40, riportando importanti vittorie grazie alla superiorità tecnica dei loro aerei e all'esperienza dei piloti. Dopo una breve pausa per entrambi gli schieramenti durante l'estate, l'attività della Luftwaffe riprese anche se limitata dalla penuria di carburante e pezzi di ricambio per gli aerei. A dicembre, dopo il fallimento dell'operazione Crusader iniziata dalla Gran Bretagna, l'OKL inviò 400 aerei tolti al fronte orientale e nel gennaio 1942 spostò la Luftflotte 2, ancora al comando di Kesselring, in Sicilia.

A gennaio le forze del X e II Fliegerkorp e del Fliegerführer Afrika ammontavano a circa 650 velivoli, ed era giunto anche un convoglio di rifornimenti e carburante dall'Italia.[40] Tuttavia, la sabbia e il vento logorarono velocemente gli aeroplani in volo, cosicché a febbraio ci fu un nuovo stop, e fino a maggio le azioni si materializzarono in voli di caccia libera sopra Tobruk e bombardamenti su Malta.

L'asso di picche era il Geschwaderzeichen (simbolo di stormo) del JG 53, uno dei migliori stormi che la Luftwaffe schierava in Africa
Un Ju 52 distrutto al suolo in Tunisia nel maggio 1943

Il 26 maggio 1942 Rommel si decise a conquistare Tobruk. Preceduto da un intenso bombardamento terrestre e aereo (compiuto dai soliti Ju 87 e Ju 88), le forze italo-tedesche fecero breccia nella città che si arrese il giorno dopo. Il successo venne coronato dalla cattura di enormi quantità di mezzi, viveri e carburante, elementi che nell'Afrika Korps non erano mai in abbondanza. Fiduciose della vittoria, le potenze dell'Asse iniziarono una nuova veloce avanzata nel deserto conquistando territori e catturando rifornimenti mentre i soldati britannici, demoralizzati, si ritirarono in tutta fretta; fortunatamente per loro però, l'avanzata di Rommel si allungò troppo verso est, con il risultato che i rifornimenti di gasolio ai panzer erano lenti ad arrivare. Le forze del Commonwealth, ora sotto il comando del generale Claude Auchinleck, si riorganizzarono in fretta a El Alamein (avvantaggiati anche dall'abbondanza di risorse a loro disposizione) e la RAF iniziò a rendere la vita dura ai piloti dei cacciabombardieri della Luftwaffe, che non poté così più garantire una valida copertura aerea. Nonostante l'arrivo di qualche nuovo Bf 109 e un Geschwader di Ju 88 da Creta,[41] gli inglesi non cedettero e anzi bloccarono le truppe tedesche e italiane con un pesante sbarramento di artiglieria.

Alla fine di agosto Rommel attaccò le linee difensive inglesi del nuovo generale Montgomery con la RAF che non dette tregua agli aeroporti tedeschi e la Luftwaffe che perse, a causa di un guasto al suo Bf 109, Hans-Joachim Marseille, in assoluto il migliore pilota tedesco di tutto il fronte occidentale durante la guerra.[42] In ottobre Montgomery contrattaccò e costrinse Rommel a ritirarsi con gli ultimi 30 Stuka e 60 Bf 109 rimasti.[41] Quando gli statunitensi sbarcarono in Marocco e Algeria (operazione Torch), l'ombra di un annientamento totale si riversò sui pochi superstiti dell'Afrika Korps, ma Hitler, deciso a resistere fino all'ultimo, ordinò di inviare ingenti quantità di rinforzi in Tunisia, ultima roccaforte dell'Asse in Africa. La Luftflotte 2 si ritrovò così, nel dicembre 1942, con 1.220 velivoli da combattimento tra cui i nuovi Focke-Wulf Fw 190 che si alzarono in volo dalla Sicilia; la Fliegerführer Afrika venne sostituita con la Fliegerführer Tunisien. L'inesorabile perdita di territori costrinse la Luftwaffe a operare quasi esclusivamente dalla Sicilia, e neanche l'ultimo contrattacco compiuto con i rimanenti Bf 109, Ju 87, Fw 190 e Hs 129 ribaltò la situazione.[43]

Nel maggio 1943 la quasi totalità della Fliegerführer Tunisien venne trasferita in altre zone di guerra.

Balcani, Grecia e mar Egeo[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce campagna dei Balcani.
Come dimostrano i simboli sulla coda di questo Bf 109 E-7 dello JG 27, il pilota di questo aereo aveva all'attivo 21 vittorie. Il JG 27 partecipò sia alla campagna dei Balcani che all'operazione Marita

Lasciata alle spalle la battaglia d'Inghilterra, Hitler focalizzò l'attenzione verso i Balcani per assicurarsi il fianco meridionale in vista dell'operazione Barbarossa. Senza aspettare troppo, la Wehrmacht iniziò l'invasione della Jugoslavia affidando alla sua forza aerea la completa distruzione della capitale Belgrado. Il 6 aprile le bombe tedesche colpirono pesantemente la città e la base aerea di Zemun per tutto il giorno, riducendola ad un cumulo di macerie. Per le truppe a terra non fu difficile completare l'opera di occupazione.

Nonostante i Ju 87 si fossero dimostrati vulnerabili, in Grecia non incontrarono un'opposizione degna di tale nome perché l'esercito e l'aviazione greca non avevano sufficienti mezzi da dispiegare. Insieme ai bombardieri medi, questi aerei sganciarono sul Pireo mine navali e bombe su navi e depositi. Fu colpita anche una nave delle SS trasportante materiale bellico, la Glenn Fraser, che con la sua esplosione rase al suolo l'intero porto.[44] Le azioni di attacco proseguirono con attacchi al suolo contro i mezzi degli Alleati.

La Wehrmacht iniziò ad impossessarsi anche delle isole del mar Egeo controllate da piccole guarnigioni della Regia Marina che avevano deciso di restare fedeli al re Vittorio Emanuele III dopo l'8 settembre 1943. Preceduti dagli inglesi a Coo, Samo e Lero, i tedeschi sbarcarono invece a Rodi con la protezione aerea del III/JG 27 e del III/StG 3,[45] e da qui ripartirono alla volta di Coo sopraffacendo il presidio anglo-italiano in breve tempo. Nel frattempo gli Stuka bombardarono anche Lero e a novembre i Ju 52 vi paracadutarono un gruppo di paracadutisti, che ebbero la meglio dell'avversario solo dopo cinque giorni di duro combattimento.

N.B.: riguardo alla battaglia di Creta, vedi più sotto, nel paragrafo "Forze ed operazioni terrestri della Luftwaffe".

Le ostilità con l'Unione Sovietica[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci operazione Barbarossa e operazione Blu.
Agosto 1941, vicino a Leningrado: manutenzione di un Bf 109 del JG 54

La Luftwaffe si stava da tempo preparando all'invasione del territorio sovietico sorvolando con degli aerei da ricognizione le basi dell'aeronautica sovietica (VVS), che al momento dell'invasione, il 22 giugno 1941, aveva piloti inesperti e aerei inadatti a fronteggiare un potente attacco. Con oltre 1.945 aerei,[46] tra cui i vecchi Henschel Hs 123 per ingrossare le fila, per i piloti tedeschi fu dunque facile spazzare via dai cieli e dalle basi a terra il nemico: in un solo giorno la Luftwaffe distrusse 1.800 aerei perdendone solo 35.[47] Anche qui, come in Africa, il simbolo di riconoscimento degli aeroplani germanici era una banda verticale dipinta sulla fusoliera, ma era gialla anziché bianca.

Agli inizi di ottobre, con l'operazione Tifone, la Wehrmacht si accinse ad accerchiare e conquistare Mosca le cui vie di comunicazione sarebbero state interrotte dall'aviazione. Ma il freddo intenso (che congelava il carburante all'interno dei velivoli) e l'arrivo di rinforzi all'Armata Rossa, costrinsero le forze della Germania a fermarsi. L'avanzata riprese lentamente a novembre, con la Luftwaffe impegnata anche nel trasporto dei rifornimenti alle truppe, ma, ancora una volta, l'inverno pose non pochi problemi ai piloti.

Un Ju 88 del KG 3 sorvola il territorio sovietico nel 1942

Fino all'inizio della primavera del 1942 la Luftwaffe supportò con lanci di rifornimenti e paracadutisti le unità della Wehrmacht assediate dai soldati dell'Unione Sovietica, e non appena iniziò il disgelo ricominciarono le azioni di supporto al suolo, caccia libera e bombardamento. Questa volta il principale aereo schierato al fronte era il Focke-Wulf Fw 190, che eccelleva sia nel ruolo di caccia che in quello di cacciabombardiere.

Con 1.500 aeroplani alle dipendenze della Luftflotte 4 nel settore Don-Caucaso e altri 600 inquadrati nel Luftgaukommando-Ost, la Luftwaffe tornò in massa a supportare l'operazione Blu e l'attacco a Sebastopoli, dove in sole tre settimane fu sganciata una quantità di bombe superiore a quella lanciata in Gran Bretagna nel 1940,[48] spezzando così l'ultima resistenza della città. In assenza di una valida opposizione di caccia, gli Stuka ritornarono alla loro funzione principale di eliminare il nemico per liberare la strada alla Wehrmacht. Dopo i successi di Rostov e Voronež, la Luftwaffe si impegnò nell'attacco a Stalingrado con i Fliegerkorps I, IV e VIII conducendo massicci bombardamenti che rasero al suolo la città.

Controffensive Alleate[modifica]

Campagna d'Italia[modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce campagna d'Italia (seconda guerra mondiale).
A causa dell'inesperienza e della penuria di uomini e mezzi, i soldati tedeschi durante la campagna d'Italia dovettero affidarsi prevalentemente sulla contraerea per fronteggiare le aviazioni nemiche

Prima di far sbarcare le truppe in Sicilia, il generale Patton si accordò con l'USAAF per farsi precedere da un devastante attacco contro le ormai esigue forze aeree dell'Asse, colpendo ripetutamente gli aerei a terra conquistando la totale supremazia del cielo. La Luftwaffe fu costretta a spostare la maggior parte dei suoi equipaggi lontano dal raggio d'azione dei bombardieri quadrimotore statunitensi e britannici, tanto che al momento dell'operazione Husky poteva schierare solo 25 dei suoi ultimi 625 aerei presenti nel Mediterraneo.[49] Mentre la Regia Aeronautica fece quel che poté, a terra l'esercito tedesco (compresa la 1ª divisione paracadutisti) evitò una completa catastrofe grazie anche all'abilità del generale Albert Kesselring.

Il 23 agosto l'aeronautica tedesca bombardò Palermo dove il 3 settembre affondò anche due sommergibili, il 25 agosto insieme alla Regia Aeronautica colpì Siracusa, il 28 agosto fu la volta di Augusta, rivisitata il 3 settembre così come Catania, colpita precedentemente il 29 agosto.[50] Dopo la capitolazione dell'Italia l'8 settembre 1943, la Wehrmacht invase rapidamente tutto il territorio italiano e si preparò a respingere in mare le truppe statunitensi sbarcate a Salerno in seguito all'operazione Avalanche. La rinforzata Luftwaffe attaccò con i suoi cacciabombardieri e bombardieri medi le navi e le forze terrestri Alleate, anche con buoni risultati, ma la Wehrmacht non riuscì nel suo intento. D'ora in poi, la presenza di aerei tedeschi fu minima e non influì più in maniera significativa sulle sorti della campagna italiana. Il 23 ottobre 20 Ju 88 bombardarono Napoli in rappresaglia alla rivolta che aveva scacciato la Wehrmacht dalla città.[51]

Nel febbraio 1944, durante il contrattacco tedesco su Anzio, la Luftwaffe riuscì ad eseguire circa 600 sortite al giorno,[45] ma già a Montecassino i velivoli in grado di volare erano decisamente pochi, per di più i piloti non potevano vantare una grande esperienza di combattimenti alle spalle.

Stalingrado, Kursk e ultime azioni in territorio sovietico[modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci battaglia di Stalingrado, battaglia di Kursk e operazione Bagration.
GLI 11 MIGLIORI ASSI DELLA LUFTWAFFE NEL FRONTE ORIENTALE[52]
Pilota Vittorie[53]
Erich Hartmann 350
Gerhard Barkhorn 301
Günther Rall 271
Otto Kittel 267
Walter Nowotny 255
Wilhelm Batz 234
Hermann Graf 202
Helmuth Lipfert 200
Einrich Ehrler 198
Walter Schuck 189
Joachim Brendel 189

La 6ª armata tedesca guidata da Friedrich Paulus attaccò senza sosta la città di Stalingrado, riuscendo ad impadronirsi, al massimo della sua avanzata, di più della metà della città grazie anche al costante supporto aereo messo a disposizione dalla Luftwaffe. A novembre ci furono altri poderosi attacchi tedeschi, ma l'Armata Rossa riuscì con una tenace difesa a tenere le posizioni e ad accerchiare gli uomini della 6ª armata, che si ritrovarono così costretti a chiedere aiuto alla Luftwaffe per ricevere munizioni e rifornimenti. Göring assicurò di riuscire a soddisfare le necessità quotidiane di Paulus (800 tonnellate di materiale),[54] ma in realtà gli aerei disponibili erano insufficienti e la contraerea sovietica a terra complicò molto le cose: di fatto, nonostante gli sforzi degli equipaggi, si riuscì a paracadutare solo una media di 118 tonnellate di materiale al giorno, con un massimo di 362 tonnellate.[55] Quando, nel febbraio del 1943, Paulus si arrese, la Luftwaffe aveva perso 1.100 equipaggi e 488 aerei, di cui 266 erano Ju 52, 165 He 111, 42 Ju 86, 9 Fw 200 e 6 He 177.[56]

Euforici della vittoria a Stalingrado, i sovietici cominciarono a riprendersi i territori persi nell'estate del 1942, ma Erich von Manstein riorganizzò l'esercito, e a marzo contrattaccò conquistando Char'kov e stabilizzando il fronte. Se la situazione sorrideva alle divisioni corazzate, che ricevettero nuovi carri, altrettanto non si poté dire per la Luftwaffe: nel luglio 1943 molti velivoli furono trasferiti in Germania per difenderla dagli attacchi angloamericani, e la contraerea fu prestata alle forze di terra per usarla contro i mezzi corazzati sovietici; le Luftflotte 4 e 6 non avevano carburante sufficiente a mantenere operativi tutti gli aerei disponibili, inoltre il livello di esperienza dei piloti sovietici era aumentato così come la qualità degli aerei da essi pilotati. Quando a luglio cominciò l'operazione Cittadella, gli alti comandi germanici si trovarono di fronte un nemico ben preparato che inflisse gravissime perdite alle divisioni corazzate e alla Luftwaffe, che perse 220 velivoli.[57]

Nonostante le enormi perdite subite, l'Armata Rossa continuò ad avanzare e l'aviazione militare tedesca, con i Fliegerkorps I e VIII, non riuscì ad opporre resistenza nonostante gli aerei a disposizione fossero i soliti ottimi Bf 109 e Fw 190, pilotati però da uomini inesperti dato che molti veterani erano periti durante gli scontri passati.

Neanche il cacciabombardiere pesante Hs 129 riuscì ad arrestare l'avanzata sovietica

Di fronte all'inarrestabile avanzata dell'Armata Rossa, la Wehrmacht non poté fare altro che ritirarsi ritardando il più possibile l'ingresso in territorio tedesco ai nemici. Nel luglio 1944 anche la Luftwaffe era in affanno, con soli 1.700 aerei disponibili, la maggior parte stanziati a sud per difendere i campi petroliferi rumeni.[58] Nello stesso mese i sovietici iniziarono a fare sul serio: con una produzione mensile di migliaia di aerei e carri armati iniziarono ad attaccare il gruppo d'armate Centro. L'aviazione tedesca concentrò i suoi sforzi nel settore spostando aerei da sud e richiamando unità di caccia dalla Germania (III/JG 52 e IV/JG 51) e cacciabombardieri dall'Italia (I/SchG 4 e II/SchG 4),[59] ma queste mosse non impedirono al gruppo d'armate Centro di essere spazzato via in pochi giorni. Avendo lasciati scoperti i pozzi petroliferi rumeni, la Luftwaffe inoltre non riuscì a contenere i bombardamenti che vi effettuarono i quadrimotori dell'USAAF, e nulla poté contro la deposizione del dittatore rumeno Antonescu.

I cittadini di Varsavia approfittarono della situazione per tentare un'insurrezione nei confronti di Hitler, ma gli Stuka e i bombardieri medi distrussero completamente la città dando alle SS un aiuto significativo nel riprendersi la capitale polacca. Nel frattempo i sovietici continuarono la loro avanzata con la Luftwaffe che, nonostante l'introduzione del Messerschmitt Me 410 per sostituire i Bf 110, non riuscì a contrastare la schiacciante superiorità della VVS.

Ad ottobre, causa mancanza di carburante, tutte le operazioni aeree vennero sospese. A dicembre la Luftflotte 4, guidata dal Generaloberst Otto Dessloch, era stanziata nella Polonia meridionale insieme al Luftwaffen-Kommando Südost proveniente dai Balcani; la Luftflotte 6 invece affrontò i sovietici in Polonia settentrionale sotto il comando del Generaloberst Robert Ritter von Greim.[60]

Europa nordoccidentale[modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci operazione Steinbock, sbarco in Normandia e operazione Market Garden.
Un He 177 decolla per una sortita nel 1944

Il primo passo della Luftwaffe nel gennaio 1944 fu quello di attuare l'operazione Steinbock (stambecco), un'offensiva notturna attuata fino a maggio con lo scopo di distruggere obiettivi militari e civili nell'Inghilterra meridionale. Hitler ordinò al generale Dietrich Peltz di organizzare l'operazione in risposta ai continui bombardamenti che il Bomber Command effettuava sulla Germania. Peltz riuscì a raccogliere, anche sottraendoli al fronte orientale e italiano, 499 bombardieri tra He 177, He 111, Ju 88, Ju 188, Do 217 e Me 410 e 25 cacciabombardieri Fw 190.[61] Il primo attacco della serie partì la notte del 21-22 gennaio 1944. Novantacinque aerei tedeschi puntarono su Londra riuscendo ad appiccare qualche incendio e a distruggere numerosi edifici, ma la contraerea e i caccia notturni britannici riportarono 25 vittorie.[62] Al secondo attacco sulla capitale britannica, la notte del 29-30 gennaio, parteciparono 285 bombardieri ma 18 vennero abbattuti e i restanti non fecero gravi danni.[63] A febbraio la Luftwaffe tornò su Londra le notti del 18-19, 20-21, 22-23, 23-24 e 24-25 con un totale di circa 1.300 aerei che però non riuscirono a far lievitare in maniera significativa i danni procurati a terra, mentre al contrario aumentarono le loro perdite.[63] Londra tornò ad essere oggetto di attacchi nelle notti dall'1 al 2, 14-15, 21-22 e 24-25 marzo 1944. La notte del 20-21 marzo fu invece colpita Kingston upon Hull e in quella del 27-28 il Galles.[63] Il "baby blitz", come lo definirono gli inglesi paragonandolo alla ben più grande sciagura che si riversò su di loro durante il biennio 1940-1941, nell'ambito della battaglia d'Inghilterra, era già nella sua fase discendente. La Luftwaffe aveva subito perdite ingenti senza che al nemico fosse stato arrecato nessun danno di una certa entità.

Al momento dello sbarco in Normandia Hitler aveva trasferito 200.000 uomini della Luftwaffe sul fronte orientale, sicuro che le difese terrestri avrebbero contenuto l'avanzata Alleata. Contro lo strapotere statunitense in cielo, il 6 giugno 1944, giorno dell'invasione Alleata, almeno in un primo tempo si alzarono in volo solo due aerei tedeschi: i Fw 190 di Josef Priller e Heinz Wodarczyk.[64] In seguito l'aviazione tedesca poté contrapporre circa 300 aerei, e neanche quando giunsero i rinforzi le sorti della battaglia cambiarono.

Nell'autunno del 1944 furono apportate modifiche agli He 111 del III/KG 3 per permettere il trasporto e il lancio delle nuove armi V1; il numero degli aerei impegnati salì circa fino a 100 grazie anche ad aerei del KG 53,[65] e l'ultimo missile fu lanciato nel marzo 1945. Nel settembre 1944 Montgmomery diede il via all'operazione Market Garden con l'obiettivo di conquistare ponti strategici per permettere una rapida avanzata delle forze inglesi nei Paesi Bassi e quindi in Germania. Gli scontri nei cieli si fecero immediatamente molto duri con perdite non indifferenti per entrambi gli schieramenti, ma la Luftwaffe riuscì ad abbattere ugualmente un discreto numero di C-47 trasportanti i paracadutisti della 1ª divisione aviotrasportata britannica.

N.B.: l'offensiva delle Ardenne, anche se iniziata nel dicembre 1944, è inserita più in basso nella sezione "1945", paragrafo "L'attacco nelle Ardenne".

L'attacco nelle Ardenne e l'ultima resistenza[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce offensiva delle Ardenne.
Un Fw 190 D caduto durante l'operazione Bodenplatte

La Germania preparò un ultimo attacco nella zona delle Ardenne che prese il via nel dicembre 1944. L'intento era quello di respingere gli Alleati oltre Anversa e impadronirsi dei magazzini di rifornimento incontrati lungo il percorso. Le poche centinaia di aerei del Luftwaffen-Kommando West furono rinforzati per l'occasione da 1.200 caccia della Luftflotte Reich e della Luftflotte 6 che supportarono l'avanzata tedesca.[66] Il maltempo complicò le cose rendendo frammentarie le azioni militari dell'aviazione di entrambi gli schieramenti, ma non appena migliorò la superiorità numerica dell'USAAF e della RAF si fece sentire di nuovo. Nonostante gli sforzi delle unità della Luftwaffe, che subirono gravi perdite, alla fine di dicembre la Wehrmacht dovette sospendere l'avanzata.

Il 1º gennaio 1945 la Luftwaffe era pronta a scatenare la sua ultima offensiva ad occidente per ridurre drasticamente l'attività della caccia nemica colpendo a sorpresa gli aerei mentre erano ancora a terra negli aeroporti; all'operazione fu dato il nome di "Bodenplatte", e vi presero parte circa 800 aerei appartenenti a vari JG della 5. Jagddivision insieme ad altri caccia notturni, aerei da ricognizione e Messerschmitt Me 262 del I/KG 51.[67] Alla mattina i caccia germanici si alzarono in volo con una debole nebbia che causò dei ritardi, fatto che provocò episodi di fuoco amico dato che gli operatori della FlaK si videro venire incontro decine di aerei ad un orario diverso da quello prestabilito. Nonostante questo imprevisto il fattore sorpresa non saltò, e 196 velivoli alleati vennero messi fuori uso, per la maggior parte a terra; tale successo venne però ridimensionato dalle perdite subite dalla Luftwaffe: 300 aerei persi, 170 piloti uccisi e 67 catturati.[68] In definitiva, l'operazione Bodenplatte risultò essere un fallimento.

ULTIME VITTORIE LUFTWAFFE CONFERMATE[69]
Data (1945) Pilota Unità Vittima
1 maggio Erwin Teske 8/JG 4 Yak-9
1 maggio Hermann Guhl 2/JG 26 Spitfire
1 maggio Heinz Marquardt 13/JG 51 Spitfire
2 maggio Kurt Hammel 3/JG 77 La-5
4 maggio Klaus Faber JV 44 P-47
8 maggio Fritz Stehle 2/JG 7 P-39
8 maggio Erich Hartmann Stab I/JG 52 Yak-9
8 maggio Gerhard Thyben 4/JG 54 Pe-2

La situazione della Luftwaffe si fece di giorno in giorno più disperata, con la RAF e l'USAAF che bombardavano i depositi di rifornimento protetti da una numerosa scorta di Spitfire e Mustang. Il 14 gennaio 1945 un'imponente flotta di quadrimotori Alleati si diresse verso Magdeburgo, Colonia e Stendal con la loro scorta che abbatté ben 161 aerei tedeschi (appartenenti quasi tutti al JG 300 e al JG 301) perdendone solo 15.[70] Il 7 aprile si alzarono in volo, con il suono della marce militari trasmesso via radio, 183 Bf 109 del Sonderkommando Elbe con l'ordine di distruggere più aerei nemici possibile: al termine della giornata le perdite Alleate furono minime, mentre 70 piloti tedeschi non fecero ritorno a casa.[71]

All'Oberkommando der Wehrmacht e all'Oberkommando der Luftwaffe preoccupò molto di più l'avanzata sovietica a est, ed entro la fine di gennaio circa 20 Jagdgruppe furono trasferiti nel settore. Il 12 aprile 1945 von Greim riuscì a riunire 1.850 caccia della Luftflotte 6 da impiegare nella difesa di Berlino,[72] anche se il carburante era scarsissimo e l'aviazione sovietica numericamente superiore. Il 30 aprile Hitler si suicidò, ma alcuni piloti tedeschi volarono sino al termine ultimo per deporre le armi, cioè fino al 9 maggio.

Dal 1º settembre 1939 gli arruolati nella Luftwaffe furono più di 3.400.000; andarono persi in totale 95.000 aerei e più di 512.000 uomini (165.014 morti, 155.450 feriti, 192.594 dispersi e 120 disertori).[73][74]

Propulsione a razzo[modifica]

L'Me 262 fu il primo caccia della storia con motore a reazione ad entrare in servizio operativo

Il Messerschmitt Me 163 Komet fu il primo caccia a reazione del mondo, iniziando ad essere operativo nel 1944 e i cui primi prototipi erano testati dallo speciale squadrone Erprobungskommando 16. Con una velocità massima di 960 km/h, una quota di tangenza di 12.040 m e una maneggevolezza fuori dal comune,[75] il Komet era di gran lunga superiore a qualunque caccia a pistoni dell'epoca. I suoi punti deboli erano una limitatissima autonomia che lo costringeva, dopo l'eventuale attacco ad un bombardiere, a planare fino a terra esposto agli attacchi dei caccia di scorta, e al propellente che poteva esplodere in seguito agli scossoni prodotti in fase di atterraggio. La prima unità ad essere equipaggiata interamente con questo aereo fu il I/JG 400, che compì la sua prima azione di guerra il 28 luglio 1944.[76]

L'altro aereo a reazione che stupì i piloti dei P-51 Mustang, convinti di volare sull'aereo più veloce del momento, fu il Messerschmitt Me 262, prodotto in tante versioni come caccia classico, caccia notturno, bombardiere leggero e cacciabombardiere. La prima unità ad essere equipaggiata con questo innovativo velivolo fu il Kommando Nowotny, che prese il nome dall'asso che la comandava, Walter Nowotny. Dopo la morte del comandante avvenuta per mano nemica, l'unità costituì il nuovo JG 7[77] insieme ad altri piloti. Gli Me 262 erano estremamente vulnerabili in fase di atterraggio e decollo, perciò gli aviatori britannici e statunitensi si specializzarono a colpirli proprio in queste due situazioni.

La Germania sviluppò anche il primo bombardiere a reazione del mondo, l'Arado Ar 234.

La Luftwaffe sul mare[modifica]

Focke-Wulf Fw 200, pattugliatore marittimo a lungo raggio della Luftwaffe

Le forze di mare della Luftwaffe (Seeluftstreitkräfte, forze aeree navali) erano organizzate in Künstfliegergruppe (Kü.Fl.Gr.) principalmente con aerei Do 18, He 59, He 60 ed He 115. Le loro missioni, sempre in collaborazione con la Kriegsmarine, erano di ricognizione o di posa di mine navali, vi era inoltre il Bordfliegergruppe (BFGr) 196 che si era addestrato per operazioni di siluramento. Nel 1939 tutte le unità aeronavali (300 aerei)[78] vennero rese indipendenti dalla Kriegsmarine e inquadrate sotto la Luftflotte 2, 10. Flieger-Division.[79]

Per le operazioni di ricognizione a lungo raggio la Luftwaffe adottò nella primavera del 1940[80] il Focke-Wulf Fw 200 Condor, che con la sua elevata autonomia poteva avvisare il comando dell'avvistamento di un convoglio di navi nemiche e condurre lui stesso operazioni di bombardamento. La prima unità a ricevere l'aereo fu il KG 40.[81]

Altri aerei adottati dalla Luftwaffe per operazioni marine furono lo Ju 188, l'Ar 196, lo Ju 88, l'He 111, lo Ju 52, il Do 24, il Do 217, l'He 177 e lo Ju 290

Operazioni artiche[modifica]

Un Ju 52 MS (MagnetSpule) dotato del dispositivo di individuazione delle mine conosciuto come anello Mausi

Utilizzando anche il Blohm & Voss BV 138, le unità Künstflieger furono di vitale importanza per l'operazione Weserübung, in quanto garantirono le comunicazioni, attaccarono il naviglio britannico e si preoccuparono di rendere inoffensive le mine antinave. Gli equipaggi atti a quest'ultimo scopo avevano aerei in cui era montato il Minensprengring, una struttura metallica che faceva detonare le mine grazie ad un campo magnetico indotto nell'anello (in cui scorreva corrente) dalla struttura metallica delle mine stesse, ed erano soprannominati Mausiflugzeug (cacciatopi).

Nel 1942 Göring ordinò alla Luftwaffe di cooperare con la Kriegsmarine per effettuare dei lanci di siluri ostacolando le navi Alleate che portavano rifornimenti all'Unione Sovietica, così il I/KG 26, dotato di Ju 88 e He 111 iniziò ad addestrarsi per tale compito. Da marzo ad aprile, coordinati dagli Fw 200, gli aerei tedeschi affondarono due incrociatori e 15 mercantili.[82]

La battaglia dell'Atlantico[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce battaglia dell'Atlantico (1939-1945).
Tra i vari aerei utilizzati dalla Luftwaffe in mare, vi era anche il Dornier Do 217

Fallita la battaglia d'Inghilterra, la Germania provò a bloccare i rifornimenti diretti verso l'isola servendosi della Luftwaffe. Nel 1941 fu creato il Fliegerführer Atlantik con il compito di controllare le coste che si affacciavano sull'oceano, mentre al Fliegerkorps XI nei Paesi Bassi fu chiesto di posare le mine antinave.[83] Anche se lo scopo principale era quello di individuare le navi e trasmettere le coordinate ai sottomarini, spesso i piloti tedeschi si cimentarono in attacchi contro i porti delle città inglesi e contro le navi stesse.

Una zona operativa molto calda durante la guerra fu il golfo di Biscaglia, dove le Künstflieger furono costantemente impegnate a difendere gli U-Boot che dovevano obbligatoriamente passare in queste acque per raggiungere la loro zona operativa. A loro difesa furono poste pattuglie di Ju 88 che scrutarono il cielo alla ricerca di aerei nemici (solitamente Beaufighter o Mosquito); i risultati ottenuti furono soddisfacenti, ma le perdite furono alte anche per la Luftwaffe.

Negli ultimi anni di guerra le risorse destinate alle unità aeree navali vennero ridotte, e l'introduzione di nuovi aerei come lo Junkers Ju 290 non portò a nessun cambiamento dato che le unità dovettero controllare migliaia di km di coste con un numero insufficiente di aerei; la superiorità numerica degli Alleati fece il resto.

Operazioni nel mar Baltico e nel Mar Nero[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci teatro del mar Baltico (1939-1945) e teatro del Mar Nero (1941-1944).

Le unità navali della Luftwaffe stanziate nel mar Baltico iniziarono ad essere operative dal 1º settembre 1939, effettuando missioni di ricognizione per conto della Kriegsmarine. Durante l'invasione della Scandinavia da parte della Wehrmacht queste unità si resero utili anche per il trasporto truppe.

Una volta che il teatro di guerra si spostò a ovest, le unità nel Baltico rimasero sostanzialmente inattive, monitorando solamente le navi sovietiche. Quando però Hitler decise di intraprendere l'operazione Barbarossa l'attività riprese in pieno: passando sotto il controllo della Luftflotte 1, le unità navali intrapresero attacchi contro la Voenno Morskoj Flot SSSR (la marina sovietica), ricognizioni e missioni di ricerca e salvataggio.[84]

Negli anni futuri l'attività aumentò proporzionalmente all'avanzata dell'Armata Rossa; nel 1945 le unità navali della Luftwaffe aiutarono ad evacuare la Wehrmacht dagli stati baltici e dalla Curlandia servendosi anche dei Ju 52 e del BV 222.

Nel Mar Nero le forze aeree navali operarono in maniera ridotta rispetto ad altri fronti. Le azioni si limitarono alle solite ricognizioni e recuperi assistendo le navi colpite da mine o gli equipaggi di aerei abbattuti, anche se col passare del tempo furono intraprese missioni di attacco ad obiettivi costieri, navi e sottomarini della marina sovietica.

Operazioni nel Mediterraneo[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce teatro del Mediterraneo (seconda guerra mondiale).

A supporto dell'Italia di Mussolini la Germania inviò, nel 1941, l'Afrika Korps, e con esso giunsero anche reparti aerei antinave del Fliegerkorps X. Poco esperti nella pratica del siluramento aereo, così importante nel Mediterraneo, i tedeschi chiesero aiuto agli italiani, che addestrarono il I/KG 26 e il III/KG 26 a Grosseto.[85]

I reparti aerei della Luftwaffe, insieme a quelli della Regia Aeronautica, inflissero pesanti perdite alla Royal Navy fino al 1942, portandola addirittura a non avere più navi da battaglia (grazie anche all'aiuto dei siluri a lenta corsa italiani). La sorte di queste unità della Luftwaffe andò di pari passo con quelle terrestri: nel 1943 gli aerei aiutarono ad evacuare la Tunisia per non farvi più ritorno.

La difesa del Reich[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vallo Atlantico.

La Germania possedeva un sistema di stazioni radar che andava dalla costa francese fino alla Danimarca, ma non era presente un comando centrale che coordinasse gli aerei sulla base dei dati ricevuti, come invece avveniva in Gran Bretagna. Una vera difesa aerea era presente solo a Berlino e nella zona industriale della Ruhr, mentre nel resto del territorio i caccia monomotore erano poco presenti.

Fino al 1940 - 1941 comunque la Luftwaffe ebbe facilmente la meglio sui bombardieri della RAF che si inflitravano nel territorio tedesco perché i caccia inglesi non avevano abbastanza autonomia per scortarli, così il Bomber Command fu costretto a colpire gli obiettivi di notte, con meno perdite ma più imprecisione. Quando Hitler decise di invadere l'Unione Sovietica, molte unità aeree furono spostate dall'Europa occidentale al fronte orientale, lasciando il compito di difendere i confini a ovest ai soli JG 2 e JG 26 con circa 240 aerei. Queste due unità furono le prime ad essere equipaggiate con il nuovo caccia multiruolo Fw 190 nel 1941 - 1942.[86]

Durante l'ultimo anno di guerra ai caccia che difesero i cieli del Reich fu dipinta una banda verticale rossa nella parte della fusoliera vicina alla coda.

La difesa diurna ad Occidente[modifica]

L'Fw 190 fu una sgradita sorpresa per i piloti inglesi e americani

Finché la Gran Bretagna fu l'unica a condurre operazioni sul territorio tedesco la Luftwaffe riuscì ad arginare i suoi attacchi, rendendo un incubo il viaggio di andata e ritorno ai piloti inglesi. Nell'agosto 1942 entrò però in scena l'Eighth Air Force degli Stati Uniti d'America con i suoi B-17, e per la Luftwaffe iniziò una nuova sfida.

La RAF e l'USAAF si accordarono per compiere bombardamenti senza sosta (Round the Clock Bombing), e decisero che di giorno sarebbero intervenuti i B-17 e i B-24 statunitensi, mentre di notte avrebbero preso il volo i Lancaster e gli Halifax inglesi. Prima dell'introduzione del P-51 Mustang, cioè fino al 1944, i bombardieri alleati non ebbero una valida scorta capace di compiere lunghe distanze, dunque adottarono formazioni di volo molto serrate in modo da coprirsi a vicenda in caso di attacco tedesco. Questo fatto spinse la Luftwaffe ad istituire un nuovo sistema di assegnazione punti per i piloti: 3 punti per chi abbatteva un bombardiere quadrimotore, 2 per isolarne uno dalla formazione (rendendolo quindi vulnerabile) e 1 per chi abbatteva un caccia; con 20 punti si otteneva la Croce Tedesca d'oro e con 40 la Croce di Ferro.[87]

Postazione d'avvistamento tedesca per le squadriglie di caccia
Anche se non riuscirono a cambiare le sorti della guerra, i cannoncini del Messerschmitt Me 262 erano molto efficaci contro i bombardieri Alleati, in questo caso un B-17 USAAF

Almeno in un primo momento, la Luftwaffe sembrò avere la meglio anche sulla Eighth Air Force. Ne è un esempio il tentativo di bombardare una fabbrica di bronzine a Schweinfurt portato avanti dai B-17 statunitensi: per distrarre la caccia tedesca, si decise di condurre contemporaneamente un bombardamento sulla città di Ratisbona, ma a causa di una fitta nebbia il gruppo di bombardieri che doveva bombardare Schweinfurt arrivò con un ritardo che permise ai piloti del JG 26 (vittoriosi nel frattempo contro il gruppo di bombardieri di Ratisbona) di seminare il panico tra essi: dei circa 200 B-17 che parteciparono alla missione, 60 furono abbattuti e altri 60 danneggiati dai caccia tedeschi.[88] Ulteriori successi fecero credere, erroneamente, agli alti comandi della Luftwaffe di poter tener testa anche al nuovo nemico.

All'inizio del 1943, la Eighth Air Force disponeva solo dei caccia P-47 Thunderbolt, che con la loro autonomia, partendo dalle basi in Inghilterra, non riuscivano ad oltrepassare di molto il fiume Reno. Nel novembre del 1943 giunsero i P-38 Lightning, appositamente attrezzati con serbatoi ausiliari per compiere grandi distanze, ma non erano in grando di competere efficacemente con i Bf 109 e gli Fw 190. L'aereo da caccia di cui gli Alleati avevano disperatamente bisogno era il North American P-51 Mustang, che entrò in servizio nel gennaio 1944. Il P-51 vantava un larghissimo raggio di azione, e nei dogfight si rivelò molto competitivo contro i caccia tedeschi, specie ad alta quota. Grazie all'arrivo dei P-51, nel febbraio 1944 l'USAAF e la RAF sferrarono vari attacchi volti a distruggere la caccia avversaria, riuscendo ad eliminare oltre 300 caccia della Luftwaffe, al costo di 348 bombardieri pesanti.[89]

Forti della nuova scorta, i bombardieri strategici USAAF iniziarono ad effettuare attacchi "triangolari" partendo dall'Inghilterra e rifornendosi nelle basi sovietiche, per ripartire poi alla volta della Puglia e quindi di nuovo in Inghilterra. La Luftwaffe si accorse ben presto di questi nuovi percorsi e il 21 giugno 1944, nei cieli sopra Berlino e nella base aerea sovietica di Poltava, distrussero 91 aerei statunitensi, record giornaliero di perdite per la Eighth Air Force.

A lungo andare comunque la Luftwaffe non ebbe più piloti e aerei da rimpiazzare, le uniche speranze furono così riposte nei rivoluzionari jet Messerschmitt Me 262, comunque troppo pochi per incidere sull'esito finale del conflitto. Nel 1945 i piloti tedeschi avevano, in termini di tempo, un addestramento pari a un terzo di quello seguito dagli aviatori alleati.

Caccia notturna e guerra elettronica[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce caccia notturna tedesca.
Operatori della Luftwaffe presso un radar Würzburg Riese
Molto usato dalla caccia notturna tedesca era il Bf 110, qui dotato di radar e antenna

Il sistema di difesa radar tedesco era chiamato linea Kammhuber, dal nome del generale che lo dirigeva (Josef Kammhuber), ed era composta principalmente da radar Würzburg Riese ognuno dei quali copriva un'area di circa 30 km². Se una formazione di aerei veniva avvistata, si avvertivano gli aerei e si azionavano, al momento più opportuno, riflettori e artiglieria contraerea.

Le unità notturne della Luftwaffe erano riunite in Nachtjagdgeschwader (NJG, stormi da caccia notturna), il primo dei quali (I/NJG 1) istituito nel luglio 1940. Questi stormi svilupparono tattiche di attacco particolari per abbattere i bombardieri nemici: la più comune era avvicinarsi da dietro e mettere fuori uso la postazione del mitragliere di coda e poi l'intero aereo, ma il IV/NJG 1 introdusse un nuovo metodo di combattimento: siccome i bombardieri inglesi non avevano mitragliatrici ventrali, i piloti si avvicinavano dal basso per poi alzare il muso a una distanza di circa 45 m e sparare a volontà.[90] In un attacco su Magdeburgo i piloti dei bombardieri inglesi riferirono di aver visto esplodere parecchi aerei per cause ignote, probabilmente la colpa era degli Schräge Musik, dei cannoncini installati sulla parte superiore della fusoliera dei caccia notturni tedeschi che facevano fuoco verso l'alto, dando la possibilità al pilota di non essere visto. Tutto ciò era parte integrante della Zahme Sau, una tattica che guidava i piloti contro gli aerei nemici grazie alle segnalazioni da terra. Nell'agosto 1943 arrivò la Wilde Sau teorizzata dal major Hajo Herrmann, consistente nell'inviare ad intercettare le formazioni nemiche, oltre che i classici caccia notturni, normali caccia diurni alle stesse quote, se necessario, battute dalla FlaK.[91] Tale tattica venne però abbandonata perché generava caos e costringeva la contraerea a trattenere il fuoco.[92]

Il primo sistema radar montato sugli aerei notturni era il Lichtenstein CN-2 con un raggio minimo di 200 m, seguito dallo "SN-2", che però aveva una portata minima di 400 m, troppo per individuare un bombardiere ad occhio nudo, perciò molti piloti rimasero fedeli al primo sistema radar.

All'inizio del 1944 lavoravano alla difesa dei cieli del Reich circa 889.000 uomini.[92] Nel settembre dello stesso anno i NJG disponevano di circa 1.018 caccia notturni inquadrati principalmente nel I Jagdkorps della Luftflotte Reich, e benché prive dei sistema radar sofisticati montati sui bombardieri alleati, esse abbatterono un consistente numero di velivoli. Equipaggiate solitamente con Messerschmitt Bf 110, Junkers Ju 88 o Heinkel He 219, da gennaio a marzo 1944 le unità notturne tedesche abbatterono un totale di 595 bombardieri sopra i cieli berlinesi.[93]

Forze ed operazioni terrestri della Luftwaffe[modifica]

Paracadutisti[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Fallschirmjäger.
Un fallschirmjäger con il tipico fucile FG 42 appostato in Francia nel 1944

A differenza di quello che avveniva negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i paracadutisti tedeschi (Fallschirmjäger) erano sotto il diretto comando della Luftwaffe. Nel 1933 fu istituita la divisione corazzata paracadutisti Hermann Göring, e a partire dal 1942 furono costituite 13 Fallschirmjägerdivisionen (divisioni paracadutisti), numerate da 1 a 11, 20 e 21. Erano disponibili anche 20 Luftwaffefeldivision (divisioni campali).

Composizione della 7. Flieger-Division[94]
Composizione della 7. Flieger-Division[94]
  • 1º Reggimento paracadutisti
  • 2º Reggimento paracadutisti
  • 3º Reggimento paracadutisti (formato nel 1940)
  • 7º Gruppo artiglieria paracadutisti
  • 7º Gruppo controcarri paracadutisti
  • 7º Gruppo contraerei paracadutisti (formato dopo il 1940)
  • 7º Battaglione mitraglieri paracadutisti (formato dopo il 1940)
  • 7º Battaglione genio paracadutisti (formato dopo il 1940)
[[|Leggi...]]

All'inizio della seconda guerra mondiale i paracadutisti erano inquadrati nella 7. Flieger-Ddivision (7ª divisione dell'aria,[95] non ancora ad organici completi), comandata dal generale Student, ma dopo che questo fu ferito accidentalmente nell'occupazione di Rotterdam il comando fu assunto dal generale Richard Putzier. La divisione aveva unicamente compiti amministrativi e di supporto, in quanto non era previsto che le unità dipendenti operassero congiuntamente. Gli uomini che ne facevano parte erano altamente addestrati e capaci, e presero parte a numerose battaglie come la campagna Norvegese, la presa del forte Eben-Emael, l'occupazione del ponte sul Canale di Corinto e la liberazione di Benito Mussolini prigioniero sul Gran Sasso.[96] La divisione venne utilizzata al completo per il lancio su Creta, dove rappresentò un elemento critico nel raggiungimento del successo di tutta l'operazione. Tuttavia, proprio le perdite subite a Creta spinsero l'OKW a rinunciare all'impiego della divisione nel suo ruolo naturale, ma unicamente come fanteria scelta. I superstiti della divisione operarono in Unione Sovietica fino al 1943, dopo di che furono inviati in Francia, dove la divisione fu sciolta.[97] Nel 1942 parte del personale della divisione fu trasferito alla 1. Fallschirmjäger-Division che combatté, tra l'altro, a Montecassino[98] insieme alla 3. Fallschirm-Panzer-Division e alla 4. Fallschirmjäger-Division che contrastarono con efficacia le unità Alleate in avanzata attraverso la penisola.[99]

Attacco su Creta[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce battaglia di Creta.

L'isola di Creta era un ostacolo decisamente pericoloso per le potenze dell'Asse, da qui infatti la Royal Navy poteva organizzare azioni in mare e il Bomber Command (comando bombardieri della RAF) era abbastanza vicino ai pozzi petroliferi di Ploieşti in mano tedesca. L'OKW decise così di impadronirsi dell'isola organizzando un lancio di paracadutisti protetti da una massiccia copertura aerea.

Un gruppo di fallschirmjäger in azione a Creta

A capo dell'operazione era il generaloberst Alexander Lohr con la Luftflotte 4, che propose di lanciare la 7ª divisione paracadutisti a ovest per poi proseguire verso est. Kurt Student, capo dei parà, era invece dell'idea di aviolanciare gli uomini in tre punti a ovest e al centro dell'isola. Si giunse così al compromesso di lanciare i paracadutisti prima su Maleme/La Canea la mattina del 20 maggio 1941, e poi altri a Rethymno e Candia. Al Fliegerkorps XI composto dalla 7. Flieger-Division fu affidato il compito di trasportare circa 8.000 paracadutisti avvalendosi di 500 Junkers Ju 52 e 72 alianti DFS 230, il tutto con il supporto aereo del Fliegerkorps VIII composto da 180 caccia, 200 Ju 87 e 200 bombardieri a medio raggio.[100]

I piloti tedeschi si misero subito in volo iniziando a colpire ogni cosa sulle coste e all'interno per agevolare l'imminente sbarco di uomini. Il 22 maggio furono affondati gli incrociatori Gloucester e Fiji, il 23 le cacciatorpediniere Kelly e Kashmir.[101] Ciò nonostante molti alianti e aerei da trasporto vennero abbattuti in volo, e le truppe neozelandesi a terra falciarono numerosi parà prima ancora che toccassero terra. I tedeschi riuscirono comunque a conquistare parte degli obiettivi posti, e, grazie anche a rinforzi arrivati due giorni dopo, la conquista dell'isola fu completa.

La vittoria costò molto cara alla Luftwaffe: quasi metà degli aerei da trasporto andarono persi e circa 3.400 fallschirmjäger persero la vita.[102] Da questo momento in poi, i paracadutisti non furono mai più impiegati in attacchi di queste dimensioni.

Le divisioni campali della Luftwaffe[modifica]

A partire dal 1942, su autorizzazione di Hitler, la Luftwaffe cominciò a costituire divisioni campali (Feld-Division), praticamente divisioni di fanteria, col personale in eccesso.[103] La decisione fu presa essenzialmente per motivi politici, su esplicita richiesta di Göring, perché la Luftwaffe era (a torto o a ragione) considerata più fedele dell'esercito al Partito Nazionalsocialista,[104] e questo portò Hitler a costituire una serie di divisioni poco addestrate per operazioni di fanteria. Le Feld-Division della Luftwaffe furono 22 più una divisione (Luftwaffe Feld-Division Meindl) che operò per meno di un anno nel 1942.[105] Le Feld-Divisionen operarono in massima parte sul fronte orientale, le uniche che operarono in Mediterraneo o sul fronte occidentale furono la 11. Luftwaffen-Feld-Division (Egeo e Grecia), la 14. Luftwaffen-Feld-Division (Norvegia e Danimarca), la 16. Luftwaffen-Feld-Division (Olanda e Normandia), la 17. Luftwaffen-Feld-Division (Francia), la 18. Luftwaffen-Feld-Division (Francia e Belgio), 19. Luftwaffen-Feld-Division (Francia e Belgio) e la 20. Luftwaffen-Feld-Division (Danimarca e Italia).

La Divisione Hermann Göring[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring".
Il cannone 8,8 cm FlaK

La divisione Hermann Göring (o, per darne il nome completo, la 1. Fallschirm-Panzer-Division Hermann Göring - 1ª divisione corazzata paracadutisti Hermann Göring) fu un'unità composta totalmente da volontari, eccetto gli stranieri che non potevano farne parte.[106] Date le caratteristiche la denominazione di "paracadutisti" era puramente onoraria, fu creata a livello divisionale nel 1942 in Belgio, organizzandola attorno al Flakregiment Hermann Göring (reggimento contraerea Hermann Göring) che aveva combattuto in Polonia, in Francia e nell'operazione Barbarossa (in quest'ultimo caso con funzioni anticarro). Alcuni reparti operarono in Tunisia, mentre la divisione al completo operò in Italia e in Unione Sovietica.

FlaK[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce FlaK.

Molto temuta dai piloti sovietici, inglesi e americani era anche la FlaK (Fliegerabwehrkanonen, artiglieria antiaerea), la contraerea posta a difesa del territorio tedesco, delle basi della Luftwaffe e direttamente sul campo per supportare le unità di fanteria. Allo scoppio della guerra, circa 800.000 uomini erano assegnati alla FlaK, e nel 1944 la cifra salì a 1,25 milioni.[107]

Il cannone in uso più noto è il calibro 8,8 cm. Mentre le divisioni FlaK erano organiche alla Luftwaffe e comprendevano calibri fino a 12,8 cm, nelle divisioni dell'esercito erano presenti batterie antiaeree con pezzi di calibro fino a 8,8 cm, ma con una netta prevalenza dei pezzi di calibro minore (2 cm).

Inizialmente la FlaK era organizzata in comandi locali nelle principali città della Germania, e nel 1938 questi furono trasformati in divisioni, operanti nella maggior parte dei casi con l'esercito di campagna. Le divisioni FlaK erano numerate da 1 a 31. Diverse di queste divisioni operarono anche come supporto ad operazioni terrestri, in quanto i cannoni 8,8 cm FlaK erano ottimi anche come artiglieria controcarro e i vari modelli di 2 cm FlaK erano estremamente efficaci contro uomini e mezzi leggeri. Oltre alle Flak-Division furono costituite due Flakscheinwerfer-Divisionen destinate ad appoggiare la difesa antiaerea notturna con riflettori.

 

Fonte:  Wikipedia