LASZLO CSATARY

Laszlo Csatary a sinistra insieme a Ernst Röhm capo delle SA
Laszlo Csatary a sinistra insieme a Ernst Röhm capo delle SA

 

La storia di Laszlo Csatary è molto simile a quella di così tanti altri criminali di guerra nazisti che dopo la disfatta del regime hitleriano sono riusciti a sfuggire per decenni alla giustizia vivendo tranquilli e beati in qualche angolo della terra senza nutrire alcuno scrupolo o senso di colpa. Anche lui, l'ex ufficiale della Magyar Kiraly Rendorség (la famigerata polizia reale ungherese dell'ammiraglio antisemita Horthy, fedelissimo alleato di Hitler) responsabile della deportazione di migliaia di ebrei nel campo di sterminio di Auschwitz, è deceduto ieri per cause naturali alla venerabile età di 98 anni in una clinica di Budapest.

Anche i suoi crimini resteranno per sempre impuniti e c'è chi teme addirittura che gli ambienti antisemiti ed estremisti ungheresi corteggiati dal premiér Viktor Orban, possano addirittura organizzare per Csatary un funerale in pompa magna festeggiandolo come una sorta di eroe nazionale. L'ex ufficiale ungherese è stato accusato di aver ordinato tra il 1941 e il 1944 la deportazione di almeno 15.700 cittadini ebrei dal ghetto della cittadina slovacca di Kosice nei campi di sterminio nazisti. Secondo molte testimonianze raccolte dal Centro Simon Wiesenthal di Vienna e con-fermate poi anche dalle inchieste avviate da diversi paesi europei, Laszlo Csatary svolgeva il suo "compito" in modo estremamente meticoloso e spietato. Era uno degli esecutori più affidabili ed efficienti della Shoah, tanto che nelle liste dei criminali di guerra più ricercati, il suo nome figurava sempre ai primi posti.

 

 

 

Laszlo Csatary negli ultimi tempi
Laszlo Csatary negli ultimi tempi

LA LUNGA LATITANZA

 

Nell'immediato dopoguerra riuscì però a far perdere le sue tracce fuggendo in Canada dove, sotto falso nome e spacciandosi cinicamente per un povero sopravvissuto della Seconda guerra mondiale, riuscì a ricostruirsi una seconda esistenza. Solo nel 1995 le autorità canadesi scoprirono la sua vera identità ordinando la sua immediata estradizione. Csatary fuggì di nuovo, rientrò nella sua patria ungherese vivendo tranquillamente ed irriconosciuto in un elegante appartamento residenziale di Buda, l'esclusivo quartiere lungo la riva occidentale del Danubio a Budapest. Solo grazie alla tenacia investigativa del Centro Simon Wiesenthal per la caccia ai criminali nazisti nel 2011 il boia di Kosice venne finalmente scovato e denunciato alle autorità ungheresi e alla stampa internazionale. Ci volle però ancora un anno prima che la magistratura ungherese ordinò il fermo di Csatary mettendolo agli arresti domiciliari ed incriminandolo formalmente due mesi dopo per crimini contro l'umanità. Anche la Slovacchia ne aveva chiesto l'estradizione per metterlo subito alla sbarra e aveva già fissato per il mese di settembre l'inizio del processo nei suoi confronti. Ma grazie ad una polmonite Laszlo Csatary è riuscito ancora una volta a sfuggire alla giustizia.