IL PROCESSO DI NORIMBERGA

 

Processo di Norimberga è il nome comunemente usato per indicare due distinti gruppi di processi ai nazisti coinvolti nella seconda guerra mondiale e nella Shoah. I processi si tennero nella città tedesca di Norimberga (Nurnberg) dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946 nel Palazzo di Giustizia di Norimberga (l'unica corte tedesca abbastanza grande da poter contenere l'evento e che non fosse stata distrutta dai bombardamenti alleati). Il primo e più famoso di questi processi fu il Processo dei principali criminali di guerra davanti al Tribunale militare internazionale (IMT), che giudicò ventiquattro dei più importanti capi nazisti catturati (o ancora ritenuti in vita). Il secondo gruppo di processi fu per criminali di guerra inferiori, tenuto sotto la Legge numero 10 del Consiglio di Controllo dal Tribunale militare di Norimberga (NMT), e comprese anche il famoso Processo ai dottori. Questa voce tratta principalmente i processi del primo gruppo. Per i processi del secondo gruppo si veda la voce Processi secondari di Norimberga.


Terza conferenza di Mosca[modifica]

La decisione di porre a processo i principali esponenti dell'Asse fu presa ancor prima della cessazione della guerra. Dal 18 ottobre all'11 novembre del 1943 si svolse a Mosca la terza conferenza tripartita di Mosca, con la presenza dei tre ministri degli esteri dell'alleanza, Cordell Hull, Anthony Eden e Vyacheslav Molotov. Fu stilato un primo elenco degli uomini politici che avrebbero dovuto essere processati in caso di vittoria dell'alleanza:

Come ebbe a scrivere Churchill nelle sue memorie, "l'uccisione di Mussolini ci risparmiò una Norimberga italiana".[1] Al termine dell'incontro venne stilato un documento[2] nel quale i tre capi della coalizione, Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt e Stalin, si impegnavano al termine della guerra a far sì che i criminali nazisti venissero processati secondo le leggi del paese nel quale i crimini fossero stati commessi. Nella successiva Conferenza di Teheran, dal 28 novembre al 1º dicembre dello stesso anno, venne esteso il concetto di crimine nazionale ad un più ampio livello, e superato il concetto della punibilità nazionale.

Creazione della corte[modifica]

Durante gli incontri della conferenza di Teheran (1943), della conferenza di Jalta (1945) e della conferenza di Potsdam (1945), le tre principali potenze del tempo di guerra Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito, si accordarono sul metodo per punire i responsabili dei crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale. Anche la Francia riuscì a guadagnarsi un posto all'interno del tribunale. Oltre 200 tedeschi imputati di crimini di guerra vennero processati a Norimberga, mentre altri 1.600 attraverso i tradizionali canali della giustizia militare.

L'Unione Sovietica avrebbe voluto che i processi si fossero svolti a Berlino, venne scelta Norimberga per le seguenti ragioni:

  • Era convenientemente situata nel settore statunitense (a quell'epoca, la Germania era divisa in quattro settori controllati dalle nazioni vincitrici).
  • Il Palazzo di Giustizia era spazioso e praticamente intatto. Una grande prigione faceva parte del complesso.
  • Norimberga era stata nominata la città delle "Celebrazioni di Partito" (Reichsparteitag), e c'era un valore simbolico nel renderla la sede della sconfitta finale del partito nazista.

Si concordò che Berlino sarebbe divenuta la sede permanente del Tribunale Militare Internazionale (IMT) e che il primo processo (ne erano stati previsti diversi) si sarebbe tenuto a Norimberga. A causa della guerra fredda non ci furono altri processi.

Ognuna delle quattro nazioni giudicanti fornì un giudice, un sostituto e i procuratori. I giudici erano:

Il procuratore capo statunitense era Robert H. Jackson. Quello britannico era Hartley Shawcross.

Validità della corte[modifica]

Imputati alla sbarra. Prima fila, da sinistra: Göring, Hess, von Ribbentrop, Keitel. Seconda fila, da sinistra: Dönitz, Raeder, Schirach, Sauckel.

Il processo, presumibilmente, aveva tutte le insidie di una corte schierata. Il professor A.L. Goodheart, dell'Università di Oxford, rifiuta questo punto di vista, scrivendo:

  « Anche se questo argomento può suonare attraente in teoria, esso ignora il fatto che va contro l'amministrazione della legge di qualsiasi nazione. Se fosse vero, allora nessuna spia potrebbe avere un processo legale, perché il suo caso è sempre trattato da giudici che rappresentano la nazione nemica. Eppure nessuno in questi casi ha mai sostenuto che fosse necessario chiamare una giuria neutrale. I prigionieri avevano il diritto di chiedere che i loro giudici fossero equi, ma non che fossero neutrali. Come fece notare Lord Writ, lo stesso principio è applicabile alla legge criminale ordinaria perché "un ladro non può lamentarsi per essere giudicato da una giuria di cittadini onesti". »
 
(The Legality of the Nuremberg Trials, Juridical Review, aprile 1946)

Di parere opposto, invece, è stato il professor Noam Chomsky, il quale sostiene:

  « Un giusto processo dovrebbe quanto meno basarsi sull'elementare principio morale dell'universalità: accusatori e accusati devono essere soggetti agli stessi standard. Per quanto riguarda i tribunali sui crimini di guerra, i precedenti sono discutibili. Anche la corte di Norimberga - che pure, fra tutte, fu quella con meno pecche - utilizzò questa definizione operativa di "crimine": "Ciò che i tedeschi hanno fatto e gli alleati no". »
 

Anche durante lo svolgimento del processo si alzarono voci contrarie alla legittimità della corte. L'avvocato difensore di Göring, Otto Stahmer, invocò il principio del diritto romano Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali, il quale non ammette l'emanazione di leggi retroattive, contestando inoltre il diritto ai vincitori di processare i vinti. L'obiezione fu respinta, poiché i giudici considerarono i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e i crimini contro la pace come violazione di leggi internazionali già esistenti (Convenzioni dell'Aia, Convenzioni di Ginevra e Patto Briand-Kellogg).

Il principale giudice sovietico, Iola Nikitchenko, aveva preso parte ai processi spettacolo di Stalin, cosa che negli anni successivi avrebbe danneggiato la credibilità del processo di Norimberga. I processi vennero condotti in base a delle proprie regole di prova; gli atti d'accusa vennero creati ex post facto e non erano basati sulle leggi di nessuna nazione, la difesa tu quoque venne eliminata, e l'intero spirito dell'assemblea fu la "giustizia dei vincitori", elementi che contribuirono a diminuire la credibilità dei processi[senza fonte].

Processo principale[modifica]

Il Tribunale Militare Internazionale venne aperto il 18 ottobre 1945 negli edifici della Corte Suprema di Berlino. La prima sessione venne presieduta dal giudice sovietico, Nikitchenko. I procuratori presentarono gli atti d'accusa contro i 24 principali criminali di guerra e contro sei "organizzazioni criminali" - la leadership del partito nazista, le Schutzstaffel (SS) e la Sicherheitsdienst (SD), la Gestapo, le Sturmabteilung (SA) e l'alto comando dell'esercito. Le imputazioni erano per:

  1. Cospirazione per commettere crimini contro la pace.
  2. Aver pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d'aggressione.
  3. Crimini di guerra.
  4. Crimini contro l'umanità.

La definizione di cosa costituisce un crimine di guerra è descritta nei Principi di Norimberga, un documento che venne prodotto da questi processi.

I ventiquattro accusati erano:

Nome Ruolo Imputazione Sentenza Note
1 2 3 4
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Martin Bormann
Segretario del partito nazista Imputato Non imputato Colpevole Colpevole Morte[3] Condannato a morte in contumacia, il corpo venne ritrovato nel 1972.
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Karl Dönitz
Grandammiraglio, comandante della Kriegsmarine dal 1943 e, dopo la morte di Adolf Hitler, Presidente del Reich Imputato Colpevole Colpevole Non imputato 10 anni[4] Divenne il successore di Hitler come Presidente del Reich dopo la sua morte e firmò l'armistizio tedesco; molti tedeschi continuarono a chiamarlo Grandammiraglio anche dopo la fine della guerra, perché secondo la tradizione tedesca un ufficiale conserva sempre il suo titolo.
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Hans Frank
Governatore del Governatorato Generale Imputato Non imputato Colpevole Colpevole Morte[5] Durante il processo espresse pentimento.
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Wilhelm Frick
Ministro dell'Interno del governo Hitler Imputato Colpevole Colpevole Colpevole Morte[6] Responsabile delle Leggi razziali di Norimberga.
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Hans Fritzsche
Popolare commentatore radiofonico Imputato Imputato Imputato Non imputato Assolto[7] Era a capo del notiziario del Ministero della Propaganda nazista. Venne processato al posto di Joseph Goebbels, morto suicida durante l'attacco a Berlino. Durante il processo espresse pentimento.
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Walther Funk
Ministro dell'Economia del governo Hitler Imputato Colpevole Colpevole Colpevole Ergastolo[8] Successore di Schacht al comando della Reichsbank, fu rilasciato il 16 maggio 1957 per problemi di salute.
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Hermann Göring
Era il comandante in capo della Luftwaffe fino a quando, pochi giorni prima della conclusione della guerra, Adolf Hitler lo rimosse da ogni incarico politico e militare per aver tentato un colpo di stato. Fu la persona più importante del nazismo al processo. Colpevole Colpevole Colpevole Colpevole Morte[9] Non venne giustiziato da vivo perché riuscì a suicidarsi la notte prima dell'esecuzione con una capsula di cianuro; nonostante questo la sentenza fu eseguita impiccandone il cadavere.
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Rudolf Heß
Successore designato di Hitler e segretario del partito nazista fino al 1941 Colpevole Colpevole Imputato Imputato Ergastolo[10] Fu l'unico imputato già detenuto durante la guerra; nel 1941 era volato in Scozia ed era stato imprigionato dagli inglesi.
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Alfred Jodl
Secondo di Keitel era Capo dello Staff dell'OKW Colpevole Colpevole Colpevole Colpevole Morte[11] Il 28 febbraio 1953 fu assolto postumo da una corte tedesca che lo trovò non colpevole secondo il diritto internazionale.
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Ernst Kaltenbrunner
Capo dell'RSHA, maggior gerarca delle SS sopravvissuto alla guerra Imputato Non imputato Colpevole Colpevole Morte[12] Responsabile degli Einsatzgruppen e dei campi di concentramento, chiamò Rudolf Höß a difenderlo.
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Wilhelm Keitel
Capo dell'OKW Colpevole Colpevole Colpevole Colpevole Morte[13] Nonostante la sua richiesta d'essere fucilato da soldato, fu impiccato come tutti gli altri condannati a morte.
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Gustav Krupp von Bohlen und Halbach
Uno tra i maggiori industriali tedeschi Imputato Imputato Imputato Imputato Non processato[14] Non processato per motivi di salute. Suo figlio venne condannato a 12 anni nel 1948.
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Robert Ley
Capo del DAF, il Fronte Tedesco dei Lavoratori Imputato Imputato Imputato Imputato - Si suicidò impiccandosi nella sua cella il 25 ottobre 1945, prima dell'inizio del processo.
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Konstantin von Neurath
Ministro degli Esteri del governo Hitler fino al 1938 e Governatore del Protettorato di Boemia e Moravia Colpevole Colpevole Colpevole Colpevole 15 anni[15] Nel 1943, in disaccordo con Hitler si dimise dai suoi incarichi. Fu rilasciato per motivi di salute il 6 novembre 1954
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Franz von Papen
Ambasciatore tedesco in Turchia Imputato Imputato Non imputato Non imputato Assolto[16] Fu Cancelliere tedesco fino al 1932 e vice cancelliere dal 1933. Nel 1947 fu riconosciuto colpevole da una corte tedesca e condannato a 8 anni di lavori forzati.
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Erich Raeder
Grandammiraglio e comandante della Kriegsmarine fino al 1943 Colpevole Colpevole Colpevole Non imputato Ergastolo[17] Fu rilasciato il 26 settembre 1955 per motivi di salute
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Joachim von Ribbentrop
Ministro degli Esteri del governo Hitler dal 1938 Colpevole Colpevole Colpevole Colpevole Morte[18] Ideatore del patto di non aggressione fra il Terzo Reich e l'Unione Sovietica.
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Alfred Rosenberg
Ideologo del partito nazista e padre delle teorie razziste Colpevole Colpevole Colpevole Colpevole Morte[19] "Protettore di territori occupati a est", ossia il Ministro responsabile per i territori occupati
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Fritz Sauckel
Plenipotenziario del programma di sfruttamento del lavoro dei prigionieri Imputato Imputato Colpevole Colpevole Morte[20] Le sue ultime parole furono: «Muoio innocente. La mia sentenza è sbagliata. Dio protegga la Germania».
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Hjalmar Schacht
Presidente della Reichsbank prima della guerra e Ministro dell'economia del governo Hitler Imputato Imputato Non imputato Non imputato Assolto[21] Durante il processo ammise di aver violato il trattato di Versailles.
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Baldur von Schirach
Capo della Hitlerjugend Imputato Non imputato Non imputato Colpevole 20 anni[22] Durante il processo espresse pentimento.
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Arthur Seyß-Inquart
Gauleiter in Olanda Imputato Colpevole Colpevole Colpevole Morte[23] Fu uno degli artefici dell'Anschluss.
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Albert Speer
Ministro degli armamenti del governo Hitler Imputato Imputato Colpevole Colpevole 20 anni[24] Fu responsabile degli armamenti e l'architetto favorito di Hitler. Espresse pentimento durante il processo.
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Julius Streicher
Giornalista, direttore del settimanale Der Stürmer ("L'attaccante") Imputato Non imputato Non imputato Colpevole Morte[25] Le sue ultime parole furono: «Questa è la mia celebrazione del Purim 1946. Sto andando da Dio. I bolscevichi vi prenderanno tutti un giorno! Adele, mia cara moglie... Heil Hitler!»

Tutti gli imputati condannati a morte vennero impiccati il 16 ottobre 1946 (tranne Hermann Göring, che riuscì a suicidarsi il giorno prima dell'esecuzione con del cianuro di potassio), nel seguente ordine: von Ribbentrop, Keitel, Kaltenbrunner, Rosenberg, Frank, Frick, Streicher, Sauckel, Jodl, Seyß-Inquart. Il boia fu il sergente statunitense John C. Woods. I cadaveri dei gerarchi vennero poi cremati e le loro ceneri gettate nel rio Conwentz (Conwentzbach).

Gli esperimenti medici condotti dai dottori tedeschi portarono alla creazione del Codice di Norimberga per controllare i futuri processi che coinvolgevano esseri umani, e al cosiddetto processo ai dottori.

Processi secondari[modifica]

Dopo il primo e più seguito atto, ci furono altri due procedimenti noti come "processi di Norimberga" dei quali del terzo il regista statunitense Stanley Kramer trattò nel film Vincitori e vinti. Questi ebbero luogo dopo breve tempo rispetto al primo filone d'inchiesta, accusando per lo più soldati delle SS ed altri nazisti di minor importanza. In questo caso però i procedimenti ebbero esiti ben diversi dal primo processo di Norimberga. Buona parte degli imputati venne assolta, mentre le condanne effettivamente scontate non andarono oltre i 10 anni, grazie alla buona condotta o alla grazia.

Influenza sullo sviluppo del diritto penale internazionale[modifica]

I processi di Norimberga ebbero grande influenza sullo sviluppo del Diritto penale internazionale. La Commissione del diritto internazionale, che agisce su richiesta dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, produsse nel 1950 il rapporto Principi di Diritto Internazionale riconosciuti nel Capitolo del Tribunale di Norimberga e nei giudizi del tribunale (Yearbook of the International Law Commission, 1950, vol. III). L'influenza del tribunale si può anche vedere nelle proposte per una corte penale internazionale permanente e nella stesura dei codici penali internazionali, successivamente preparati dalla Commissione del diritto internazionale.

I processi di Norimberga diedero il via a movimenti per la pronta costituzione di una corte penale internazionale, che portò cinquant'anni dopo all'adozione dello statuto della Corte Penale Internazionale.

 

Fonte:  http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_di_Norimberga


PROCESSI SECONDARI DI NORIMBERGA

I Processi secondari di Norimberga (formalmente i Processi per crimini di guerra davanti al Tribunale Militare di Norimberga (NMT)) furono una serie di dodici processi militari americani per crimini di guerra contro i membri sopravvissuti del potere militare, politico, e economico della Germania nazista, tenuti a Norimberga dopo la Seconda guerra mondiale dal 1946 al 1949 proseguendo il Processo dei principali criminali di guerra davanti al Tribunale Militare Internazionale (IMT).


L'antefatto [modifica]

Anche se inizialmente era stato stabilito di tenere più processi internazionali davanti al Tribunale Militare Internazionale (IMT), le crescenti divergenze sorte tra i quattro paesi vincitori (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia ed Unione Sovietica) resero questo progetto irrealizzabile. Nonostante ciò la Control Council Law No. 10 promulgata il 20 dicembre 1945 dal Consiglio di controllo alleato (Allied Control Council) stabiliva che ogni singola autorità d'occupazione potesse svolgere processi indipendenti a sospetti criminali di guerra all'interno della sua area d'influenza. Basandosi su questa leggi le autorità d'occupazione americane svolsero dodici processi «secondari» successivi al grande processo contro i maggiori criminali di guerra. Tutti i giudici dei processi erano americani, così come i pubblici ministeri, a capo dei quali fu posto il brigadier generale Telford Taylor. Anche nelle altre zone d'occupazione, in base alla stessa legge, si tennero processi similari.

Processi [modifica]

I dodici processi davanti al NMT, che cominciarono il 9 dicembre 1946 e si conclusero il 13 aprile 1949, furono:

  1. Il Processo ai dottori
  2. Il Processo Milch
  3. Il Processo ai giudici[1]
  4. Il Processo Pohl
  5. Il Processo Flick
  6. Il Processo all'IG Farben
  7. Il Processo agli ostaggi
  8. Il Processo all'RSHA
  9. Il Processo agli Einsatzgruppen
  10. Il Processo Krupp
  11. Il Processo ai ministri
  12. Il Processo all'alto comando

I dodici casi richiesero 1200 giorni di procedimenti legali e la trascrizione di questi procedimenti su 330.000 pagine, senza contare centinaia di documenti, verbali e altri dossier.

Dei 177 imputati che furono processati, 35 furono rilasciati e 142 condannati. Dei 142 condannati 26 furono sentenziati alla pena di morte (7 nel processo ai dottori; 4 nel Processo Pohl e 15 nel processo agli Einsatzgruppen); dei 118 non condannati a morte, 20 furono condannati al carcere a vita e 98 ottennero una sentenza inferiore ai 25 anni.

Processo ai dottori

Il Processo ai dottori (ufficialmente United States of America v. Karl Brandt, et al.) fu il primo dei 12 "Processi secondari di Norimberga" che le autorità militari americane indissero a Norimberga, Germania, dopo la seconda guerra mondiale contro i sopravvissuti appartenenti a organizzazioni militari, politiche e economiche della Germania nazional-socialista.

I dodici processi vennero celebrati esclusivamente da corti militari statunitensi e non davanti all'International Military Tribunal (IMT), che aveva promosso il principale processo di Norimberga contro i vertici della Germania nazionalsocialista, anche se ebbero luogo presso lo stesso palazzo di Giustizia di Norimberga.

La corte militare del Control Council Law n.10, processò 23 persone, tra dottori e amministratori, accusati di avere preso parte a crimini di guerra e crimini contro l'umanità partecipando a esperimenti nazisti su esseri umani in nome della scienza[1]

Le accuse rilevarono che nella Germania nazional-socialista i medici tedeschi pianificarono e attuarono il "Programma eutanasia", l'uccisione sistematica di persone ritenute "indegne alla vita" (ritardati mentali, internati e disabili) e che durante la seconda guerra mondiale i medici tedeschi condussero pseudo esperimenti scientifici nei campi di concentramento sui prigionieri senza il loro consenso[2]. Ebrei, polacchi, russi e zingari erano i "prescelti"; la maggior parte morì o rimase permanentemente menomata.

Il processo incominciò il 9 dicembre 1945; le imputazioni furono elencate il 25 ottobre 1946 e si chiuse il 20 agosto 1947.
Furono ascoltati 85 testimoni e esaminati 1471 documenti[3]

  « Gli Stati Uniti d'America, nella persona del sottoscritto Telford Taylor, Capo del Consiglio per i crimini di guerra, debitamente riconosciuto a rappresentare il Governo nella persecuzione dei criminali di guerra, accusa gli imputati di aver partecipato in un disegno comune o cospirazione a commettere e perpetrare crimini di guerra e crimini contro l'umanità, come definito dal Control Council Law n.10, stabilito dagli alleati il 20 dicembre 1945. Questi crimini includono uccisioni, brutalità, crudeltà, torture, atrocità e altri comportamenti inumani, come esposto nei capi d'accusa 1, 2 e 3 di questo processo... »
 
(Avvocato Telford Taylor[4])

I giudici in questo processo davanti al Tribunale Militare I, erano:

Dei 23 imputati, venti erano medici (Brack, Rudolf Brandt e Sievers erano ufficiali nazisti); tutti gli imputati si dichiararono non colpevoli; 7 furono assolti, 7 ricevettero condanna di morte; i rimanenti furono condannati al carcere con diversi gradi di imputazione.

Indice

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Le imputazioni [modifica]

Il dottor Georg Weltz

Capo d'accusa 1 [modifica]

Cospirazione a commettere crimini di guerra e crimini verso l'umanità come descritto nei capi d'accusa 2 e 3.

Gli imputati da settembre 1939 ad aprile 1945 presero parte ad un disegno comune e cospirarono accettando insieme e con altri a commettere crimini di guerra e contro l'umanità; tutti gli imputati insieme o con altri parteciparono come leader, organizzatori, investigatori e complici nella formulazione e nelle esecuzioni dei crimini.

Capo d'accusa 2 [modifica]

Crimini di guerra

Gli imputati, da settembre 1939 ad aprile 1945, illegalmente, volontariamente e intenzionalmente, commisero crimini di guerra come definito dall'Art.II del Control Council Law n.10, precisamente esperimenti medici senza il consenso del paziente, su prigionieri di guerra e civili nelle zone occupate, e partecipazione allo sterminio di massa nei campi di concentramento.

  • Esperimenti sulle altitudini. Da marzo ad agosto 1942 gli esperimenti condotti a Dachau, a beneficio della Luftwaffe, erano fatti sulla resistenza umana ad elevate altitudini. In una camera a bassa pressione venivano ricreate le condizioni atmosferiche di altitudini molto elevate (circa 68.000 piedi) in cui venivano rinchiusi dei prigionieri.
    Karl Brandt, Handloser, Schroeder, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Sievers, Ruff, Romberg, Becker-Freyseng e Weltz furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti sul freddo. Da agosto 1942 a maggio 1943 condussero al campo di Dachau, a beneficio della Luftwaffe, esperimenti sugli effetti del freddo e sull'assideramento dell'uomo. In una serie di esperimenti i soggetti furono forzati a rimanere in una vasca di acqua ghiacciata per più di tre ore. In altri furono costretti nudi a rimanere all'aperto a temperature sottozero.
    Karl Brandt, Handloser, Schroeder, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Sievers, Becker-Freyseng e Weltz furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti sulla malaria. Da febbraio all'aprile 1942 esperimenti furono condotti al campo di Dachau per la ricerca sul vaccino della malaria. Prigionieri sani del campo furono infettati dalle zanzare o da iniezioni di estratti delle mucose delle zanzare. Dopo aver contratto la malaria furono trattati con svariate droghe per vederne la relativa efficacia. Oltre 1000 prigionieri furono utilizzati in questi esperimenti.
    Karl Brandt, Handloser, Rostock, Gebhardt, Blome, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, e Sievers furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti sul gas. Da settembre 1939 a aprile 1945, diversi esperimenti sul gas furono condotti nei campi di Sachsenhausen, Natzweiler e altri campi delle Forze tedesche, nello specifico sul lost, gas velenoso e conosciuto anche come "Mustard gas". Ferite volutamente inflitte furono infettate con il gas.
    Karl Brandt, Handloser, Blome, Rostock, Gebhardt, Rudolf Brandt, e Sievers furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti con sulfamidici. Dal luglio 1942 a settembre 1943 esperimenti sull'efficacia dei sulfamidici furono condotti al campo di Ravensbruck a beneficio delle Forze armate. Furono deliberatamente inflitte ferite e poi infettate con batteri come streptococco, cancrena e tetano.
    Karl Brandt, Handloser, Rostock, Schroeder, Genzken, Gebhardt, Blome, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Becker-Freyseng, Oberheuser, e Fischer furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Rigenerazione di ossa, muscoli e nervi e trapianto di ossa. Da settembre 1942 a dicembre 1943 furono condotti esperimenti al campo di Ravensbruck a beneficio delle Forze armate. Sezioni di ossa, muscoli e nervi furono rimossi dai soggetti. Le vittime soffrirono intense agonie, mutilazioni e inabilità permanente.
    Karl Brandt, Handloser, Rostock, Gebhardt, Rudolf Brandt, Oberheuser, e Fischer furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti sull'acqua di mare. Da luglio 1944 a settembre 1944 furono condotti al campo di concentramento di Dachau a beneficio della Luftwaffe e della Marina militare tedesca, diversi studi sui metodi di assimilazione dell'acqua di mare. I soggetti venivano privati di qualsiasi cibo e nutriti solo da acqua di mare chimicamente modificata.
    Karl Brandt, Handloser, Rostock, Schroeder, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Sievers, Becker-Freyseng, Schaefer e Beiglboeck furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti epidemici sull'itterizia. Da giugno 1943 a gennaio 1945 ai campi di Sahsenhausen e Natzweiler furono effettuati esperimenti a beneficio delle forze armate, alla ricerca delle cause e vaccini sull'epidemia itterica. I soggetti venivano deliberatamente infettati dall'ittero provocandone la morte o gravi danni fisici. Karl Brandt, Handloser, Rostock, Schroeder, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Sievers, Becker-Freyseng, Schaefer e Beiglboeck furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti di sterilizzazione. Da marzo 1941 a gennaio 1945 esperimenti di sterilizzazione furono condotti nei campi di Auschwitz e Ravensbruck. Il fine di questi esperimenti era sviluppare un metodo che risultasse appropriato alla sterilizzazione di milioni di persone in poco tempo e con minimo sforzo. Furono utilizzati i raggi X, operazioni chirurgiche e svariate droghe, provocando la sterilizzazione e molteplici menomazioni fisiche e mentali, se non la morte.
    Karl Brandt, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Brack, Pokorny, e Oberheuser furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Esperimenti sul tifo petecchiale. Da dicembre 1941 a febbraio 1945 furono condotti esperimenti nei campi di Buchenwald e Natzweiler a beneficio delle forze armate, sull'efficacia di vaccini contro il tifo petecchiale. A Buchenwald numerosi prigionieri furono deliberatamente infettati con il batterio per valutarne la sopravvivenza; più del 90% morirono. Ad altri detenuti furono iniettati svariati vaccini e sostanze chimiche per valutarne l'efficacia: il 75% fu vaccinato o alimentato con sostanze chimiche e dopo un periodo di 3-4 settimane, infettati dal batterio di tifo petecchiale. L'altro 25% furono infettati senza prevederne una vaccinazione per vedere i risultati. Furono condotti esperimenti sulla febbre gialla, vaiolo, tifo e paratifo A e B, colera, difterite.
    Karl Brandt, Handloser, Rostock, Schroeder, Genzken, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Sievers, Rose, Becker-Freyseng, and Hoven furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini
  • Esperimenti sul veleno. Da dicembre 1943 a ottobre 1944 al campo di Buchenwald furono condotti esperimenti sugli effetti di diversi veleni sull'essere umano. Il veleno veniva segretamente somministrato ai prigionieri nel loro cibo; chi non moriva per avvelenamento, veniva ucciso per poter effettuarne l'autopsia.
    Genzken, Gebhardt, Mrugowsky, and Poppendick furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini
  • Esperimenti su bruciature. Da novembre 1943 a gennaio 1944 furono condotti esperimenti a Buchenwald per testare gli effetti di diverse preparazioni farmaceutiche su bruciature da fosforo. Queste ferite erano inflitte sperimentalmente con il fosforo bianco (utilizzato già nella preparazione di bombe incendiarie) provocando dolore e menomazioni fisiche. Genzken, Gebhardt, Mrugowsky, and Poppendick furono incriminati con specifiche responsabilità per la partecipazione in questi crimini.
  • Da giugno 1943 a settembre 1944 Rudolf Brandt e Sievers volontariamente, deliberatamente e illegalmente si resero partecipi di crimini di guerra provocando la morte di civili e appartenenti alle forze armate loro nemiche durante la guerra contro la Germania e mentre erano in loro prigionia. Centododici ebrei furono selezionati per gli esperimenti all'Università di Strasburgo. Furono misurati e fotografati, poi furono uccisi. Successivamente furono fatti test comparando le misure anatomiche, razza, caratteristiche patologiche, forma e taglia del cervello.
  • Da maggio 1942 a gennaio 1944 Blome e Rudolf Brandt volontariamente, deliberatamente e illegalmente si resero partecipi di crimini di guerra provocando la morte di civili e appartenenti alle forze armate loro nemiche durante la guerra contro la Germania e mentre erano in loro prigionia. Infettarono 10.000 persone di nazionalità polacca dal batterio della tubercolosi senza poi provvedere ad un'adeguata assistenza medica.
  • Da settembre 1939 a aprile 1945 Karl Brandt, Blome, Brack e Hoven, volontariamente, deliberatamente e illegalmente si resero partecipi di crimini di guerra partecipando e consentendo l'attuazione del cosiddetto programma "eutanasia" per lo sterminio di migliaia di persone ritenute insane, incurabili, deformi e ritardati mentali, utilizzando gas, iniezioni letali o altre soluzioni.

Gli anzidetti crimini di guerra costituiscono violazione alle convenzioni internazionali, in particolare agli art. 4, 5, 6, 7, e 46 della Corte Penale Internazionale di L'Aia del 1907, e agli Art.2, 3, e 4 delle convenzioni sui prigionieri di guerra di Ginevra del 1929.

Capo d'accusa 3 [modifica]

Crimini contro l'umanità

Da settembre 1939 a aprile 1945 tutti gli imputati volontariamente, deliberatamente e illegalmente parteciparono, consentirono e collaborarono ai piani e agli esperimenti senza il consenso dei soggetti, civili tedeschi e di altre nazionalità, dando morte e commettendo brutalità, crudeltà, torture, atrocità e atti inumani in riferimento al capo d'accusa 2.

Capo d'accusa 4 [modifica]

Membro di un'organizzazione criminale

Karl Brandt, Genzken, Gebhardt, Rudolf Brandt, Mrugowsky, Poppendick, Sievers, Brack, Hoven e Fischer sono colpevoli di essere membri dell'organizzazione dichiarata criminale dal Tribunale Internazionale Militare, la Schutzstaffeln der nationalsozialistichen deutschen arbeitpartei, conosciuta come SS.

Le SS furono dichiarate organizzazione criminale dal Tribunale Internazionale Militare.

Gli imputati [modifica]

Nome Ruolo Imputazione Sentenza
1 2 3 4
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Dott. Hermann Becker-Freyseng
Stabsarzt Capitano del servizio medico delle Luftwaffe I C C   20 anni; carcere, pena commutata a 10 anni
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Dott. Wilhelm Beiglböck
medico consulente delle Luftwaffe I C C   15 anni; carcere, pena commutata a 10 anni
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Dott. Kurt Blome
Vice segretario di Stato alla Sanità presso il Ministero degli Interni (Reichsgesundheitsführer); I I I   assolto
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Viktor Brack
Oberführer (colonnello) nelle SS e Sturmbannführer (Maggiore) nelle Waffen SS; capo amministrativo della Cancelleria del Fuhrer nel NSDAP I C C C Impiccagione
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Dott. Karl Brandt
Gruppenführer Comandante di divisione SS e Tenente generale delle Waffen-SS, commissario del Reich per la Sanità, medico accompagnatore personale di Adolf Hitler; membro del "Consiglio delle Ricerche del Reich" (Reichsforschungsrat) I C C C Impiccagione
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Rudolf Brandt
Standartenführer (Colonnello) nelle SS; Funzionario personale amministrativo del "Reichsführer SS" Himmler, Consigliere ministeriale e a capo dell'ufficio ministeriale del Ministero degli interni del Reich I C C C Impiccagione
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Dott. Fritz Fischer
"Sturmbannführer" (Maggiore) delle Waffen SS e assistente medico di Gebhardt alla clinica di Hohenlychen I C C C carcere a vita; pena commutata a 15 anni
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Dott. Karl Gebhardt
"Gruppenführer" (.. SS) e "Generalleutnant" (general maggiore nelle Waffen SS); medico personale di Himmler; Capo chirurgo dello Staff dei medici del Reich e della Polizia; Presidente della Croce Rossa Tedesca. I C C C Impiccagione
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Dott. Karl Genzken
Gruppenführer comandante di Divisione delle SS e Generalleutnant (Maggiore) nelle Waffen SS; Responsabile del dipartimento medico delle Waffen SS I C C C carcere a vita; pena commutata a 20 anni
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Dott. Siegfried Handloser
Generaloberstabsarzt (Comandante capo) e ispettore del servizio medico delle Waffen SS; Responsabile della Sanità delle Forze Armate (Chef des Wehrmachtsanitätswesens) I C C   carcere a vita; pena commutata a 20 anni
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Dott. Waldemar Hoven
"Hauptsturmführer" - Capitano delle Waffen SS e Responsabile medico nel campo di concentramento di Buchenwald I C C C Impiccagione
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Dott. Joachim Mrugowsky
"Oberführer" - colonnello brigadiere e responsabile dell'istituto d'Igiene delle Waffen-SS e della sezione medica del Reich (Oberster Hygieniker, Reichsarzt SS und Polizei) I C C C Impiccagione
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Dott. Herta Oberheuser
Medico al campo di concentramento di Ravensbrück e assistente medico di Gebhardt alla clinica di Hohenlychen I C C   20 anni di carcere, pena commutata a 10 anni
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Dott. Adolf Pokorny
Medico specialista in malattie della pelle e veneree I I I   assolto
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Dott. Helmut Poppendick
Obersturmführer (comandante superiore) nelle SS e Responsabile dello Staff personale dei medici SS e della polizia. I I I C 10 anni di carcere
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Dott. Hans Wolfgang Romberg
Dottore dello Staff del Dipartimento medico dell'aviazione e dell'istituto tedesco di esperimenti per l'aviazione. I I I   assolto
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Dott. Gerhard Rose
"Generalarzt" Brigadiere generale del servizio medico Luftwaffe; Vice-Presidente e insegnante al Robert Koch Institute della medicina tropicale I C C   carcere a vita, pena commutata a 15 anni
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Dott. Paul Rostock
Direttore di chirurgia della clinica ortopedica dell'università di Berlino; consulente chirurgico militare e capo dell'ufficio medico scientifico e ricerca I I I   assolto
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Dott. Siegfried Ruff
Direttore del dipartimento medico dell'aviazione dell'istituto tedesco di esperimenti per l'aviazione[5] I I I   assolto
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Dott. Konrad Schäfer
Dottore dello Staff dell'Istituto medico di aviazione a Berlino I I I   assolto
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Dott. Oskar Schröder
Generaloberstabsarzt (Comandante generale del servizio medico); Responsabile dell'Ispettorato alla Sanità alla Luftwaffe I C C   carcere a vita; pena commutata a 15 anni
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Wolfram Sievers
Standartenführer (colonnello) nelle SS; Segretario generale della "Ahnenerbe" e direttore dell'istituto per le ricerche militari. I C C C Impiccagione
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Dott. Georg August Weltz
Oberfeldarzt Luogotenete colonnello del servizio medico delle Luftwaffe e responsabile dell'istituto per la medicina aeronautica a Monaco I I I   assolto

I — Indiziato   C — Colpevole

Le sentenze di Impiccagione furono eseguite alla prigione di Landsberg, Baviera il 2 giugno 1948.

Le pene furono commutate in sede d'appello il 31 gennaio 1951 dal giurista John Jay McCloy preposto al controllo militare della zona U.S. in Germania.

La differenza tra il ricevere una sentenza di carcere a vita o di morte fu decretata dall'appartenenza ad "un'organizzazione dichiarata criminale da una sentenza del Tribunale Internazione militare", le SS.

Il processo a Erhard Milch

Erhard Milch (Wilhelmshaven, 30 marzo 1892Düsseldorf, 25 gennaio 1972) è stato un generale tedesco che supervisionò la formazione della Luftwaffe durante il riarmo tedesco conseguente alla prima guerra mondiale.

Indice

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Biografia [modifica]

Il servizio nella prima guerra mondiale [modifica]

Erhard Milch nacque il 30 marzo 1892 a Wilhelmshaven da Anton Milch, farmacista ebreo nella Kaiserliche Marine, e Clara Rosenau.

Fu arruolato nell'esercito tedesco nel 1910, dove ricoprì il ruolo di sottotenente di artiglieria. In seguito fu trasferito nella Luftstreitkräfte, l'aeronautica militare dell'esercito, dove funse da osservatore aereo e da comandante del 6º gruppo caccia (Jagdgruppe 6) negli ultimi giorni di guerra (quando era già stato promosso capitano).[1]

La parentesi civile e il contributo alla Luftwaffe [modifica]

Milch si licenziò dall'esercito nel 1920 per iniziare a lavorare nell'aeronautica civile, e con il suo ex-commilitone Gotthard Sachsenberg, diede vita ad una piccola compagnia aerea a Danzica subordinata alla Lloyd Luftdienst, a sua volta riunita sotto la Norddeutscher Lloyd. La compagnia di Milch e Sachsenberg, che collegava Danzica agli Stati baltici, fu da loro denominata "Lloyd Ostflug". Nel 1923, quando la Lloyd Luftdienst si fuse con una sua rivale per formare la Deutsche Aero Lloyd, Milch e Sachsenberg optarono per passare alle dipendenze della Junkers Luftverkehr dove tra l'altro Sachsenberg ricoprì la posizione di amministratore delegato fino al 1925, quando gli successe Milch che, nel 1926, unì la sua azienda con la Deutsche Aero Lloyd diventando così di fatto il primo direttore della Deutsche LuftHansa (DLH), l'attuale Lufthansa.

Nel 1933, Milch entrò come segretario di Stato nel nuovo Reichsluftfahrtministerium (Ministero dell'Aria del Reich), chiamato da Hermann Göring. In questa nuova veste contribuì, dapprima come responsabile agli armamenti nonostante il vero mandante delle commesse militari fu Ernst Udet, alla nascita della Luftwaffe, manipolando in breve tempo l'industria aeronautica bellica a suo piacimento. In particolare, vietò al progettista Willy Messerschmitt di presentare un progetto per un nuovo aereo da caccia, ma fortunatamente Messerschmitt riuscì ad aggirare la messa al bando e il suo Bf 109 vinse la gara con i concorrenti. La posizione di Milch all'interno del ministero ne risentì negativamente,[2] ma a Messerschmitt non fu permesso acquisire la Bayerische Flugzeugwerke fino al luglio 1938.

Nel 1935 Milch risultò indagato dalla Gestapo in quanto suo padre Anton era ebreo. Göring soffocò le indagini facendo firmare alla madre di Milch un foglio nel quale giurava che il vero padre era in realtà Karl Brauer, cioè il suo zio.

Seconda guerra mondiale [modifica]

Milch (al centro) con il ministro degli armamenti Albert Speer (a sinistra) e il progettista Willy Messerschmitt

Quando iniziò la seconda guerra mondiale Milch, ora generale, fu al comando della Luftflotte 5 dal 12 aprile al 9 maggio 1940[3]. Dopo la sconfitta della Francia fu promosso feldmaresciallo e nominato ispettore generale delle forze aeree. Milch in questo periodo fu anche a capo dei piani di produzione della Luftwaffe e i suoi errori condizionarono irrimediabilmente in negativo la superiorità aerea tedesca nel corso della guerra: i suoi frequenti ordini di cambiamento delle specifiche degli aerei fecero sì che aziende come quella di Messerschmitt incontrarono difficoltà a gestire la produzione, causando una diminuzione dei velivoli sfornati dalle fabbriche.

Quando Adolf Hitler si suicidò il 30 aprile 1945, Milch tentò di sottrarsi alla cattura ma fu bloccato da un commando Alleato in uno stato baltico, il 4 maggio. Quando si presentò al comandante Derek Mills-Roberts, gli consegnò il suo bastone da feldmaresciallo, ma Roberts, che aveva visto gli orrori del campo di concentramento di Bergen-Belsen, glielo ruppe sulla testa.[4]

Processo a Norimberga [modifica]

Il processo contro Milch (ufficialmente gli Stati Uniti d'America contro Erhard Milch) fu il secondo dei processi secondari di Norimberga, dopo quello ai dottori.

Il feldmaresciallo fu accusato il 14 novembre 1946 di aver commesso crimini di guerra e contro l'umanità.[5]. Il giudice Michael Musmanno sintetizzò il tutto nei seguenti punti:[6]

  1. Erhard Milch è accusato di aver consapevolmente commesso crimini di guerra in quanto responsabile della schiavizzazione dei lavoratori delle fabbriche e di aver volontariamente e consapevolmente usato prigionieri di guerra durante operazioni militari contrariamente a quanto scritto nel diritto militare internazionale e al costume di condurre una guerra;
  2. Milch è accusato di aver consapevolmente e volontariamente partecipato ad esperimenti medici fatali condotti su soggetti non consenzienti;
  3. Per terza cosa Milch è accusato di aver ricoperto un ruolo di responsabilità per quello che riguarda il lavoro in schiavitù e gli esperimenti medici, negli stessi modi citati nei precedenti due punti, su persone di nazionalità tedesca e non.

I giudici erano Robert Toms, Fitzroy Donald Phillips, Michael Musmanno e John Speight. Il capo della commissione d'accusa era Telford Taylor mentre la difesa era composta da Friedrich Bergold e Werner Milch (fratello di Erhard).

Erhard Milch si dichiarò innocente da tutte le accuse il 20 dicembre 1946. Il processo durò dal 2 gennaio al 17 aprile 1947, e vide Milch colpevole per i punti numero 1 e 3 con conseguente condanna all'ergastolo da scontare in una prigione vicino Monaco di Baviera. La sentenza fu commutata dall'alto commissario per la Germania John McCloy a 15 anni di reclusione nel 1951, ma nel giugno 1954 fu rilasciato in libertà condizionale.[7][8]

Durante il carcere Milch presentò una domanda di Habeas corpus verso la Corte Suprema degli Stati Uniti (in pratica chiese di essere ricevuto), che però rigettò l'istanza con 4 voti favorevoli e 1 astenuto su un totale di 9 membri.

Erhard Milch trascorse il resto della sua vita a Düsseldorf, dove morì nel 1972.

Processo ai giudici

Il Processo ai giudici (ufficialmente The United States of America vs. Josef Altstötter, et al.) fu il terzo dei dodici processi per crimini di guerra che le autorità statunitensi inidissero a Norimberga nell'ambito dei processi secondari di Norimberga alla fine della seconda guerra mondiale. Il processo, come gli altri undici processi collaterali, ebbe luogo nelle stesse sale del Palazzo di Giustizia di Norimberga dove avvenne il processo principale, e vide di fronte alle autorità americane 16 imputati, tutti avvocati e giuristi tedeschi funzionari del Ministero della Giustizia del Reich, ed altri pubblici ministeri e giudici di tribunali speciali e tribunali popolari della Germania nazista. Molti di loro furono inoltre responsabili nell'attuazione e nella promozione dei programmi nazisti di politica razziale ed eugenetica.

I giudici del processo furono Carrington T. Marshall (presidente), l'ex presidente della Corte Suprema dell'Ohio, James T. Brand, il giudice della Corte Suprema dell'Oregon, Blair Mallory B., l' ex giudice della terza Corte di Appello del Texas; e Justin Woodward Harding dello Stato dell'Ohio come giudice supplementare. Marshall fu costretto ad uscire dal processo per malattia il 19 giugno 1947, per cui Brand divenne il presidente e Harding ne divenne un membro fisso. Il Procuratore capo d'accusa fu Telford Taylor e il suo vice fu Charles M. LaFollette. L'accusa venne presentata il 4 gennaio 1947; il processo durò dal 5 marzo al 4 dicembre 1947. Dieci degli imputati furono dichiarati colpevoli; quattro condanne furono di detenzione a vita mentre il resto delle pene furono di varia durata, mentre quattro imputati furono prosciolti da ogni accusa.

Indice

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Accusa [modifica]

I capi d'accusa a carico degli imputati furono:

  1. Partecipazione a piani comuni e cospirazioni per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
  2. Partecipazione a crimini di guerra attraverso l'abuso del potere giudiziario e penale, per agevolare e acconsentire omicidi di massa, torture e saccheggi della proprietà privata.
  3. Crimini contro l'umanità attraverso le stesse modalità, favorendo inoltre il lavoro forzato.
  4. L'appartenenza a un'organizzazione criminale, il NSDAP o le SS.

Il quarto capo d'accusa venne applicato a Altstötter, Cuhorst, Engert, Joel (per quanto riguarda l'appartenenza alle SS) e per Cuhorst, Oeschy, Nebelung, e Rothaug per quanto riguarda l'appartenenza allo NSDAP.

Il primo capo d'accusa fu in parte tralasciato, in quanto la Corte dichiarò che era al di fuori della sua giurisdizione nonostante il dissentire del giudice Blair che presentò un parere divergente affermando che la Corte aveva tale giurisdizione.

Tutti gli imputati si dichiararono "non colpevole".

Imputati [modifica]

Nome Sentenza
Josef Altstötter 5 anni, incluso il periodo già scontato in carcere; rilasciato nel 1950; morì a Lower Bavaria il 13 Novembre 1979
Wilhelm von Ammon 10 anni, incl. periodo già scontato; rilasciato nel 1951 da John J. McCloy; morì il 13 dicembre 1992 a Memmingen
Paul Barnickel assolto; morì il 4 giugno 1966 a Monaco di Baviera
Hermann Cuhorst assolto; morì il 5 agosto 1991 a Kressbronn am Bodensee
Karl Engert assolto causa malattia; morì l' 8 settembre 1951
Günther Joel 10 anni, incl. periodo già scontato, morì nel 1969
Herbert Klemm ergastolo; data del decesso sconosciuta
Ernst Lautz 10 anni, incl. periodo già scontato; morì il 22 gennaio 1979 a Lubecca
Wolfgang Mettgenberg 10 anni, incl. periodo già scontato; morì il 7 aprile 1950 nella prigione di Landsberg
Günther Nebelung assolto; morì il 10 febbraio 1970 a Seesen
Rudolf Oeschey ergastolo; morì il 10 febbraio 1980 a Neuss
Hans Petersen assolto; morì il 12 Settembre 1963 a Darmstadt
Oswald Rothaug ergastolo; rilasciato il 22 dicembre 1956; morì il 4 dicembre 1967 a Colonia
Curt Rothenberger 7 anni, incl. periodo già scontato; morì il 1 settembre 1959 ad Amburgo
Franz Schlegelberger ergastolo; rilasciato nel 1950 morì il 14 Dicembre 1970 a Flensburg
Carl Westphal si suicidò nel 1946 prima dell'inizio del processo.

I più alti funzionari giudiziari del regime nazista non furono però processati, Franz Gurtner, ministro della Giustizia morì il 29 gennaio 1941; Otto Georg Thierack, ministro della Giustizia dal 1942, si suicidò il 22 novembre 1946, e Roland Freisler, il presidente del Tribunale del Popolo dal 1942 fu ucciso il 3 febbraio 1945 da un raid aereo su Berlino. Hans Globke, l'unico ancora vivo, non fu processato poiché non iscritto al partito nazionalsocialista. Nel dopoguerra operò in qualità di Direttore della Cancelleria della Repubblica Federale di Germania tra il 1953 ed il 1963 divenendo uno dei più stretti collaboratori del cancelliere Konrad Adenauer. Morì il 13 febbraio 1973 a Bonn.

L'opinione pubblica considerò le sentenze generalmente troppo leggere, la maggior parte dei detenuti furono rilasciati già nei primi anni del 1950, alcuni (Lautz, Rothenberger, Schlegelberger) ricevettero persino delle pensioni di anzianità in Germania Ovest.

Tutti i condannati sono stati riconosciuti colpevoli di tutte le accuse che gli è sottoposto, tranne Rothaug, che fu condannato solo per il terzo capo d'accusa mentre fu dichiarato "non colpevole" per i capi d'accusa 2 e 4. Tuttavia, il giudice nella sua sentenza ha commentò che:

  « Con i suoi modi e metodi ha fatto della sua corte uno strumento di terrore e vinse la paura e l'odio della popolazione. Dalle testimonianze dei suoi più stretti collaboratori, nonché le sue vittime, si scopre che Oswald Rothaug rappresentava in Germania la personificazione degli intrighi e dei segreto nazisti. Egli era ed è un uomo sadico, un demonio. [...] [1] »
   

Il processo ai giudici inspirò il film del 1961 Judgment at Nuremberg.

Processo all'IG Farben

Il Processo all'IG Farben, (ufficialmente The United States of America vs. Carl Krauch, et al.) fu il sesto dei dodici processi secondari di Norimberga per i crimini di guerra che le autorità militari americane indissero nelle zone occupate dopo la seconda guerra mondiale.

Gli imputati in questo processo erano tutti direttori della IG Farben, una grande industria chimica tedesca. La compagnia crebbe notevolmente durante la prima guerra mondiale quando fu incaricata dello sviluppo del "processo di Haber" per produrre ammoniaca, per poi arrivare al nitrato sintetico, importante componente nella fabbricazione di esplosivi come dinamite e TNT (allora importato dal Cile, ma insufficiente).

La società incorporò l'Agfa, Basf, Bayer, Hoechst e altre piccole imprese chimiche tedesche.

Durante la seconda guerra mondiale, una sussidiaria della IG Farben produsse il velenoso gas Zyklon B utilizzato nei campi di sterminio. La IG Farben si occupò anche della produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) derivata dal carbone ad Auschwitz, il che segnò l'inizio dell'attività delle SS e dei campi durante l'olocausto. Al suo massimo, nel 1944, la fabbrica faceva uso di 83.000 schiavi.

I giudici in questo processo, facenti parte del Tribunale Militare VI, erano:

Le accuse furono fatte il 3 maggio 1947; il processo si protrasse dal 27 agosto 1947 al 30 luglio 1948.

Dei 24 imputati[1], 13 furono ritenuti colpevoli di almeno un capo d’accusa e condannati al carcere da un anno e mezzo a 8 anni. Dieci imputati furono prosciolti dalle accuse. Max Brüggemann fu processato il 9 settembre per ragioni di salute.


Imputazioni [modifica]

Capo d’accusa 1 [modifica]

Tutti gli imputati, operando in vece della IG Farben[2], parteciparono al piano di preparazione, inizio e entrata in guerra della Germania, con l’aggressione e l'invasione di altri Paesi in violazione alle leggi internazionali ed ai trattati.
Tutti gli imputati avevano alte posizioni nella finanza, nell’industria e nell’economia tedesca e commisero crimini contro la pace come definito dall’art.2 del Control Council Law No. 10 e precisamente contro

l’Austria, 12 marzo 1938
la Cecoslovacchia, 1º ottobre 1938 e 15 marzo 1939
la Polonia, 1º settembre 1939
l'Inghilterra e Francia, 3 settembre 1939
la Danimarca e la Norvegia, 9 aprile 1940
il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo, 10 maggio 1940
la Jugoslavia, e la Grecia, 6 aprile 1941
l'U.R.S.S., 22 giugno 1941
l'U.S.A., 11 dicembre 1941

Le imputazioni dichiaravano:

L’alleanza tra la Farben, Hitler e lo NSDAP
La Farben operò secondo i piani dell’alto comando tedesco
La Farben partecipò alla preparazione del Four-Year Plan e in base alla richiesta economica della Germania in guerra
La Farben partecipò alla creazione e all’equipaggiamento militare tedesco per la guerra
La Farben procurò e stoccò materiale militare per offensive belliche
La Farben partecipò all’indebolimento dei potenziali nemici della Germania
La Farben partecipò al saccheggio, privazione, riduzione in schiavitù e uccisione come parte degli invasori

Capo d'accusa 2 [modifica]

Crimini di guerra e crimini contro l'umanità per aver saccheggiato e derubato i territori occupati e installazioni in Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Norvegia, Francia e Russia. Vennero incorporate dalla Farben:

  • Austria: Skodawerke — Wetzler A.G.[3]
  • Cecoslovacchia: Prager Verein[4]
  • Polonia: Przemysl Chemiczny Boruta S.A. Zgierz (Boruta), Chemiczna Fabryka Wola Krzysztoporska (Wola) e la Zaklady Chemiczne w Winnicy (Winnica).
  • Norvegia: Norsk-Hydro[5]
  • Francia: Compagnie Nationale de Matières Colorantes et Manufactures de Produits Chimiques du Nord Réunies Êtablissements Kuhlmann; Societé Anonyme des Matières Colorantes & Produits Chimiques de Saint Denis; Compagnie Française de Produits Chimiques et Matières Colorantes de Saint-Clair-du-Rhône.
  • Russia: diverse industrie chimiche e tessili, ottenute grazie alla cosiddetta "Operazione Barbarossa", piano di aggressione e distruzione delle risorse sovietiche, in totale disaccordo alle convenzioni dell'Aia del 1907.

Capo d'accusa 3 [modifica]

Crimini di guerra e crimini contro l’umanità per aver partecipato alla deportazione e riduzione in schiavitù su gigantesca scala dei detenuti nei campi di concentramento, dei civili delle zone occupate, dei prigionieri di guerra, e di averli maltrattati, terrorizzati, torturati e uccisi. Le imputazioni chiarivano:

  • Ruolo della Farben nel programma del campo di lavoro. Cinque milioni di uomini (tra cui donne e bambini) furono deportati in Germania e ridotti alla schiavitù con torture e crudeltà, senza acqua, cibo, medicinali. La Farben costruì impianti nelle vicinanze dei campi lavoro per poter attingere a questa forza lavoro[6].
  • Utilizzo del gas tossico e esperimenti medici sui prigionieri[7]
  • Collegamenti tra la Farben a Auschwitz.

Capo d'accusa 4 [modifica]

Membri dell’organizzazione criminale SS.
Tre imputati, Schneider, Buetefisch, e Von der Heyde, furono accusati di essere membri delle SS, organizzazione dichiarata criminale dal tribunale militare internazionale (IMT)[8].

Capo d'accusa 5 [modifica]

Cospirazione a commettere i crimini menzionati nei capi d’accusa 1, 2 e 3.

Imputazioni [modifica]

Nome Funzioni Capi d'accusa Sentenza
    1 2 3 4 5  
Carl Krauch Presidente del consiglio d'amministrazione;
membro dell'ufficio di Göring per il Four-Year Plan
I I C   I 6 anni, incluso il periodo del processo
Hermann Schmitz Presidente del consiglio esecutivo (CEO);
membro del Reichstag
I C I   I 4 anni, incluso il periodo del processo
Georg von Schnitzler Wehrwirtschaftsführer (Military Economy Leader);
Capitano delle SA
I C I   I 2½ anni, incluso il periodo del processo
Fritz Gajewski Direttore della AGFA I I I   I assolto
Heinrich Hörlein Capo delle ricerche chimiche I I I   I assolto
August von Knierim Capo consigliere; Capo del dipartimento legale I I I   I assolto
Fritz ter Meer Responsabile del dipartimento II, l'impianto chimico di Buna, vicino a Auschwitz I C C   I 7 anni, incluso il periodo del processo
Christian Schneider Capo del dipartimento I, produzione di azoto e benzina;
capo del personale; "socio sostenitore" delle SS
I I I I I assolto
Otto Ambros Capo della commissione delle strategie chimiche di guerra;
capo produzione di Buna e Auschwitz
I I C   I 8 anni, incluso il periodo del processo
Max Brüggemann Responsabile all'impianto I I I   I Processo rinviato per motivi di salute
Ernst Bürgin Responsabile all'impianto I C I   I 2 anni, incluso il periodo del processo
Heinrich Bütefisch Capo produzione a Auschwitz, Obersturmbannführer[9] Tenente colonnello delle SS I I C I I 6 anni, incluso il periodo del processo
Paul Häfliger Capo del dipartimento metallurgico I C I   I 2 anni, incluso il periodo del processo
Max Ilgner Capo dei servizi segreti e propaganda I C I   I 3 anni, incluso il periodo del processo
Friedrich Jähne Capo ingegnere I C I   I 1½ anno, incluso il periodo del processo
Hans Kühne Responsabile all'impianto I I I   I assolto
Carl Lautenschläger Responsabile all'impianto I I I   I assolto
Wilhelm Mann Farmaceutico; membro delle SA I I I   I assolto
Heinrich Oster Manager del sindacato (Nitrogen Syndicate) I C I   I 2 anni, incluso il periodo del processo
Karl Wurster Responsabile all'impianto I I I   I assolto
Walter Dürrfeld Capo costruzioni all'impianto di Auschwitz e Monowitz (Auschwitz III) I I C   I 8 anni, incluso il periodo del processo
Heinrich Gattineau Servizi segreti e centrale di polizia I I I   I assolto
Erich von der Heyde Vicedirettore dei servizi segreti e alla centrale di polizia;
Hauptsturmführer Capitano delle SS, membro del OKW
I I I I I assolto
Hans Kugler responsabile vendite vernici per il sud-est Europa I C I   I 1½ anni, incluso il periodo del processo

I — Indiziato   C — Colpevole

Gli imputati Ilgner e Kugler furono rilasciati subito dopo il processo perché avevano scontato interamente il periodo di custodia appena sentenziato.
Gli imputati trascorsero il periodo di detenzione alla prigione di Landsberg am Lech, Baviera.

 

Processo agli Einsatzgruppen

Il Processo agli Einsatzgruppen (ufficialmente The United States of America vs. Otto Ohlendorf, et. al.) è stato il nono dei dodici processi per crimini di guerra tenuti dalle autorità statunitensi a Norimberga dopo il termine del secondo conflitto mondiale.

I dodici processi vennero celebrati esclusivamente da corti militari statunitensi e non davanti all'International Military Tribunal (IMT), che aveva promosso il principale processo di Norimberga contro i vertici della Germania nazionalsocialista, anche se ebbero luogo presso lo stesso palazzo di Giustizia di Norimberga. I dodici processi statunitensi sono collettivamente conosciuti come processi secondari di Norimberga o, più propriamente, Trials of War Criminals before the Nuremberg Military Tribunals (NMT, «Processi per crimini di guerra davanti al Tribunale Militare di Norimberga»)

 

Il caso [modifica]

Gli Einsatzgruppen erano speciali unità composte da membri delle SS e della Polizia che operarono numerosi massacri di ebrei, comunisti e partigiani in Europa orientale (principalmente in Unione Sovietica e Polonia[1]). Tra il 1941 ed il 1943 queste «squadre della morte» uccisero - principalmente attraverso fucilazione - oltre un milione di ebrei, decine di migliaia di partigiani (o supposti tali), zingari, disabili e commissari politici.

I 24 accusati del processo erano tutti ufficiali degli Einsatzgruppen pesantemente coinvolti nelle operazioni di massacro. Il tribunale sentenziò nel suo giudizio:

(EN)
« [...] In this case the defendants are not simply accused of planning or directing wholesale killings through channels. They are not charged with sitting in an office hundreds and thousands of miles away from the slaughter. It is asserted with particularity that these men were in the field actively superintending, controlling, directing, and taking an active part in the bloody harvest.[2] »
(IT)
«  [...] In questo caso gli imputati non sono semplicemente accusati di aver pianificato o diretto uccisioni massive attraverso canali di comando. Non sono accusati di aver seduto in un ufficio a centinaia o migliaia di miglia lontano dal massacro. È stato dimostrato con dovizia di particolari che questi uomini ebbero un ruolo attivo sul campo supervisionando, controllando, dirigendo e prendendo attiva parte al sanguinoso raccolto. »
 

I giudici di questo caso, appartenenti dal Tribunale Militare II-A, furono Michael A. Musmanno (giudice presidente) della Pennsylvania, John J. Speight dell'Alabama e Richard D. Dixon del North Carolina. Il capo del consiglio d'accusa fu Telford Taylor e il pubblico ministero Benjamin B. Ferencz. L'accusa venne depositata inizialmente il 3 luglio e modificata il 29 luglio 1947 per includere gli accusati Steimle, Braune, Hänsch, Strauch, Klingelhöfer e von Radetzky. Il processo ebbe luogo tra il 29 settembre 1947 ed il 10 aprile 1948.

Le accuse [modifica]

  1. Crimini contro l'umanità attraverso la persecuzione su basi politiche, razziali e religiose, assassinio, sterminio, detenzione ed altri atti inumani compiuti contro popolazioni civili inclusi cittadini tedeschi e di altre nazioni come parte di un sistematico progetto di genocidio. Suddivisi in più unità, l'Einsatzgruppe A operava nella regione baltica; Einsatzgruppe B nella regione moscovita; Einsatzgruppe C nei dintorni di Kiev in Ucraina; Einsatzgruppe D nell'area sud della Russia[3].
  2. Crimini di guerra per le stesse ragioni; maltrattamenti ai prigionieri di guerra e alla popolazione civile dei territori occupati e per la sfrenata distruzione e devastazione non giustificata dalle necessità militari in violazione alle convenzioni internazionali, Art.43 e 46 delle Convenzioni dell'Aia del 1907 e sui prigionieri di guerra della Convenzione di Ginevra del 1929.
  3. Appartenenza ad organizzazioni criminali. Le SS, l'SD e la Gestapo - dalle quali provenivano molti dei membri degli Einsatzgruppen - erano state dichiarate «organizzazioni criminali» nel corso del precedente processo di Norimberga.

Tutti gli imputati vennero accusati di tutti i capi d'accusa e tutti si dichiarono «non colpevoli». Il tribunale li giudicò colpevoli di tutte le accuse ad esclusione di Rühl e Graf trovati colpevoli solamente del terzo capo di accusa.

Imputazioni e condanne degli imputati [modifica]

Nome Funzione Sentenza Amnistia del 1951
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Otto Ohlendorf
SS-Gruppenführer;[4] membro dell'SD; comandante dell'Einsatzgruppe D morte per impiccagione giustiziato il 7 giugno 1951
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Heinz Jost
SS-Brigadeführer; membro dell'SD; comandante dell'Einsatzgruppe A ergastolo pena commutata in 10 anni di carcere
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Erich Naumann
SS-Brigadeführer; membro dell'SD; comandante dell'Einsatzgruppe B morte per impiccagione giustiziato il 7 giugno 1951
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Otto Rasch
SS-Brigadeführer; membro dell'SD e della Gestapo; comandante dell'Einsatzgruppe C Dismesso dal processo il 5 febbraio 1948 a causa delle condizioni di salute.  
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Erwin Schulz
SS-Brigadeführer; membro della Gestapo; comandante dell'Einsatzkommando 5 (Einsatzgruppe C)[5] 20 anni di carcere pena commutata in 15 anni di carcere
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Franz Six
SS-Brigadeführer; membro dell'SD; comandante del Vorkommando Moscow (Einsatzgruppe B) 20 anni di carcere pena commutata in 15 anni di carcere
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Paul Blobel
SS-Standartenführer; membro dell'SD; comandante del Sonderkommando 4a (Einsatzgruppe C) morte per impiccagione giustiziato il 7 giugno 1951
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Walter Blume
SS Standartenführer; membro dell'SD e della Gestapo; comandante del Sonderkommando 7a (Einsatzgruppe B) morte per impiccagione pena commutata in 25 anni di carcere
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Martin Sandberger
SS Standartenführer; membro dell'SD; comandante del Sonderkommando 1a (Einsatzgruppe A) morte per impiccagione pena commutata al carcere a vita
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Willy Seibert
SS Standartenführer; membro dell'SD; vice responsabile del Einsatzgruppe D morte per impiccagione pena commutata a 15 anni di carcere
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Eugen Steimle
SS Standartenführer; membro dell'SD; comandante del Sonderkommando 7a (Einsatzgruppe B) e del Sonderkommando 4a (Einsatzgruppe C) morte per impiccagione pena commutata a 20 anni di carcere
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Ernst Biberstein
SS Obersturmbannführer; membro dell'SD; comandante del Einsatzkommando 6 (Einsatzgruppe C) morte per impiccagione pena commutata al carcere a vita
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Werner Braune
SS Obersturmbannführer; membro dell'SD e della Gestapo; comandante del Sonderkommando 11b (Einsatzgruppe D) morte per impiccagione giustiziato il 7 giugno, 1951
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Walter Hänsch
SS Obersturmbannführer; membro dell'SD; comandante del Sonderkommando 4b (Einsatzgruppe C) morte per impiccagione pena commutata a 15 anni
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Gustav Nosske
SS Obersturmbannführer; membro della Gestapo; comandante del Einsatzkommando 12 (Einsatzgruppe D) ergastolo pena commutata a 10 anni
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Adolf Ott
SS Obersturmbannführer; membro dell'SD; comandante del Sonderkommando 7b (Einsatzgruppe B) morte per impiccagione pena commutata al carcere a vita
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Eduard Strauch
SS Obersturmbannführer; membro dell'SD; comandante del Einsatzkommando 2 (Einsatzgruppe A) morte per impiccagione[6]; consegnato alle autorità Belghe; morì in ospedale  
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Emil Haussmann
SS Sturmbannführer; membro dell'SD; ufficiale del Einsatzkommando 12 (Einsatzgruppe D) suicida dopo la sentenza il 31 luglio, 1947  
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Waldemar Klingelhöfer
SS Sturmbannführer; membro dell'SD; ufficiale del Sonderkommando 7b (Einsatzgruppe B) morte per impiccagione pena commutata al carcere a vita
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Lothar Fendler
SS Sturmbannführer; membro dell'SD; vice responsabile del 'Sonderkommando 4b (Einsatzgruppe C) 10 anni[7]; pena ridotta a 8 anni
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Waldemar von Radetzky
SS Sturmbannführer; membro dell'SD; vice responsabile del Sonderkommando 4a (Einsatzgruppe C) 20 anni rilasciato
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Felix Rühl
SS Hauptsturmführer; membro della Gestapo; ufficiale del Sonderkommando 10b (Einsatzgruppe D) 10 anni[8]; rilasciato
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Heinz Schubert
SS Obersturmführer; membro dell'SD; ufficiale dell' Einsatzgruppe D morte per impiccagione pena commutata a 10 anni
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Mathias Graf
SS Untersturmführer; membro dell'SD; ufficiale dell' Einsatzkommando 6 (Einsatzgruppe D) Rilasciato per decorrenza dei termini d'accusa  

Delle 14 sentenze di morte, ne furono eseguite quattro; le altre furono commutate in prigionia nell'amnistia del 1951. Nel 1958 tutti i detenuti furono rilasciati.