Heinrich Himmler
Heinrich Himmler

Heinrich Luitpold Himmler (Monaco di Baviera, 7 ottobre 1900Luneburgo, 23 maggio 1945) Reichsführer delle Schutzstaffeln dal 1929, comandante della polizia dal 1936 e delle forze di sicurezza della Germania nazista (Reichssicherheitshauptamt o RSHA, Ufficio centrale della sicurezza del Reich) dal 1939; nel 1943 venne nominato ministro dell'Interno del Reich. Fu uno degli uomini più importanti della Germania nazista.

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Biografia[modifica]

La gioventù[modifica]

Himmler da bambino

Heinrich Himmler nacque a Monaco di Baviera il 7 ottobre 1900, secondo dei tre figli di Gebhard Himmler, insegnante di scuola superiore, e di Anna Maria Heyder, una casalinga, fervente cattolica, figlia di un uomo d'affari. Il padre era un genitore che si interessava molto all'educazione di Heinrich e dei suoi fratelli Gebhard (il primogenito, più vecchio di due anni) e Ernst (l'ultimo, più giovane di cinque anni).

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Himmler, che allora aveva quattordici anni, seguì con vivo interesse gli avvenimenti e spinse i genitori a servirsi delle loro amicizie (il padre infatti era stato il precettore del principe Enrico di Wittelsbach) per aiutarlo a trovare un posto di ufficiale cadetto ancor prima di finire il ginnasio. Tuttavia la guerra finì prima che gli fosse data l'opportunità di andare al fronte.

L'ingresso nel Partito Nazionalsocialista[modifica]

Dall'aprile del 1919 Himmler si iscrisse a diversi Freikorps, tra i quali il "Landshut", "Oberland", "21° Schützenbrigade" e "Einwohnerwehr", per "cancellare l'onta di Versailles" e abbattere la "dittatura marxista". Terminati gli studi universitari nel 1922 con un diploma in agraria, trovò immediatamente lavoro presso una ditta di concimi, la "Stickstoff-Land".

Iscrittosi al Partito nazionalsocialista nel 1923 (tessera n° 156), lo stesso anno partecipò al fallito putsch di Monaco, ma mentre Röhm e Hitler vennero arrestati, Himmler venne considerato un comprimario insignificante. Nella primavera del 1925 venne licenziato, e, disoccupato, decise di entrare nella nuova formazione politica "Movimento di liberazione nazionalsocialista" di Erich Ludendorff. In quel periodo conobbe anche Gregor Strasser, di cui divenne di lì a breve segretario personale; Strasser, infatti, dopo lo scioglimento d'autorità del movimento nazionalsocialista, stava tentando di ricostruire il partito.

Dopo la ricostituzione, il 27 febbraio 1925, dello NSDAP, Himmler riuscì rapidamente a scalare i vertici del partito: funzionario del Gau (una suddivisione territoriale, paragonabile alle nostre Regioni) della Bassa Baviera, con sede a Landshut, provvide a rivitalizzare le sezioni nazionalsocialiste della zona. Sempre nel 1925 venne promosso vice-Gauleiter della Bassa Baviera-Alto Palatinato. L'anno seguente venne nominato facente funzioni di Gauleiter dell'Alta Baviera-Svevia, poi vice responsabile nazionale della propaganda del partito e, infine, nel 1927, facente funzione di dirigente nazionale delle Schutzstaffel.

L'ingresso nelle SS[modifica]

Le SS, che negli anni venti contavano poche decine di uomini, crebbero insieme all'avanzare della carriera di Himmler.

Il 6 gennaio 1929, Hitler nominò Himmler Reichsführer delle Schutzstaffel: la piccola formazione paramilitare era ancora una formazione marginale all'interno delle SA, le Sturmabteilung di Ernst Röhm che erano diventate un vero e proprio esercito al servizio del partito. Himmler si mise subito al lavoro: secondo i suoi progetti, mentre nelle SA contava la quantità, le SS si sarebbero contraddistinte per la qualità, per formare una guardia elitaria, sull'esempio dei pretoriani della Roma imperiale, vincolando gli uomini con un giuramento personale a Hitler, divenendo in tal modo disposti ad eseguire ogni ordine risolutamente e senza troppe domande.

Esempio concreto, e vistoso, di questa cieca ubbidienza, divenne il motto "Meine Ehre heißt Treue" ("Il mio onore si chiama fedeltà") che venne inciso sulle fibbie delle cinture delle divise delle SS e sui "pugnali d'onore": fu proprio Adolf Hitler, nell'aprile del 1931, a rendere omaggio in questo modo alla lealtà delle unità SS di Berlino che, guidate da Kurt Daluege, repressero sul nascere il tentativo di rivolta delle SA più radicali.

Nel frattempo, le SS e, di pari passo, Himmler uscirono a poco a poco dall'ombra: i duecento uomini del 1928 erano saliti a mille l'anno seguente, raggiungendo una forza di 50 000 uomini nel 1934. Nel 1931, inoltre, sotto la guida di Reinhard Heydrich, venne creato un servizio segreto all'interno delle stesse SS, il famigerato Sicherheitsdienst (SD).

Il consolidamento del potere[modifica]

Dopo la vittoria alle elezioni del 1933 e la nomina a Cancelliere, Hitler si accorse che le squadre delle SA, indisciplinate e violente, non erano più necessarie; anzi, costituivano un fattore di disturbo e di pregiudizio per la sua immagine di uomo votato all'ordine e alla pace sociale, ed erano altresì un ostacolo alla strada per il rafforzamento del suo potere. Il generale Werner von Blomberg, ministro responsabile della Reichswehr, era stato molto chiaro: Hitler avrebbe potuto contare sull'appoggio dell'esercito, della marina e della nascente aviazione solo se fossero rimaste le uniche forze armate del Reich. Anche negli ambienti tradizionalisti e conservatori dell'economia e della politica si guardava con diffidenza e con paura all'armata popolare, animata da idee rivoluzionarie ed anticapitaliste, guidata dal turbolento Ernst Röhm.

Anche all'interno dello stesso NSDAP vi erano correnti, spinte da interessi personali, che volevano infrangere il potere delle SA: una era guidata da Hermann Göring, che temeva che l'aumento del potere di Röhm lo avrebbe scalzato di fatto da "numero due" del partito; l'altra corrente era guidata appunto da Himmler, che mal sopportava che le SS fossero ancora formalmente subordinate alle SA.

Le SS ebbero un ruolo di assoluto rilievo nella preparazione e nell'esecuzione di quella che sarebbe passata alla storia come la "notte dei lunghi coltelli": fu lo stesso Heydrich a provvedere alla falsificazione dei documenti che avrebbero dovuto dimostrare che le SA stessero preparando un colpo di Stato, mentre Himmler portò personalmente la notizia e le "prove" del complotto di Röhm a Hitler. Il 30 giugno 1934 Röhm, i vertici delle SA e altri vecchi avversari di Hitler, come Kurt von Schleicher, Gustav von Kahr e Gregor Strasser, vennero eliminati come nemici dello Stato.

Mostrina

Come "ricompensa" per il ruolo svolto, Himmler ottenne il controllo della Gestapo, la polizia politica segreta, e il 20 luglio 1934 Hitler firmò un decreto con il quale elevava le SS a organizzazione autonoma nell'ambito dello NSDAP. Himmler però non avanzò solamente all'interno del partito ma anche nell'ambito dello Stato. Infatti, quando il Partito nazionalsocialista, il 9 marzo 1933, aveva preso il potere in Baviera, Himmler aveva assunto il controllo della polizia: da lì mosse anche all'assorbimento delle forze di polizia degli altri Länder, fino a che, nel maggio del 1934 ebbe il comando di tutte le forze di polizia con l'eccezione di quella della Prussia (ancora sotto il controllo di Göring in qualità di ministro degli Interni dello stato prussiano). Il 20 novembre dello stesso anno, Göring, suo malgrado, gli trasmise tutti i poteri e le competenze operative della polizia prussiana.

Nel giugno del 1936 Himmler venne nominato Chef der Deutschen Polizei (ChdDtP), ovvero comandante dell'intera attività di polizia, politica e segreta dell'intera Germania: in questa sua nuova funzione, Himmler poteva partecipare alle riunioni del governo Hitler, poiché la sua carica equivaleva a quella di un ministro; da allora la polizia non fu più un organo dello Stato, ma uno strumento del potere del Führer. Il 26 giugno 1936 Himmler emise un decreto per procedere alla riorganizzazione della polizia tedesca: Kurt Daluege divenne comandante delle forze di polizia preposte all'ordine pubblico (Orpo); mentre Reinhard Heydrich assunse il controllo sulla polizia politica (Gestapo) e su quella investigativa (SD).

La seconda guerra mondiale e l'Olocausto[modifica]

Himmler nel 1942

Il nome di Himmler è comunque indissolubilmente legato alla "Soluzione finale": egli delegò prima il suo braccio destro Reinhard Heydrich e, in seguito, Adolf Eichmann a portare avanti il programma di sterminio degli Untermenschen ovvero degli "inferiori" rispetto alla razza ariana.[1]

Fu la guerra contro l'Unione Sovietica ad offrire le condizioni per procedere all'esecuzione di una vera e propria campagna di annientamento: per questo vennero costituite unità speciali, le famigerate Einsatzgruppen, per procedere all'eliminazione di tutti gli ebrei, i funzionari comunisti e gli zingari nelle retrovie del fronte.

Himmler comunque si preoccupò anche della "salute mentale" dei propri uomini che operavano in queste "missioni": difatti uno dei problemi più complessi da risolvere fu individuato nel riuscire a procedere all'eliminazione di grandi masse di persone, come in occasione delle fucilazioni di massa a Babi Yar, in Ucraina, senza che agli esecutori ne derivassero danni psichici o rimorsi di coscienza. La "soluzione" di Himmler, per l'omicidio "pulito e corretto", venne comunicata ai Gruppenführer nel famoso discorso di Posen del 4 ottobre 1943:

  « Non ne dibatteremo mai in pubblico, però è venuto il momento di parlare molto francamente fra di noi. Mi riferisco all'evacuazione degli ebrei, allo sterminio del popolo ebraico. È uno di quei principi che è facile enunciare: "Il popolo ebraico va eliminato", dice ogni membro del partito, "ed è ovvio che così sia perché così è scritto nel nostro programma. Bisogna togliere di mezzo gli ebrei, farli fuori, ma certo!" Poi però vengono tutti, uno per uno, i nostri cari ottanta milioni di tedeschi e ognuno di loro ha il suo bravo ebreo da proteggere. Sì, è vero, tutti gli altri sono porci, tuttavia questo ebreo in particolare rappresenta un'eccezione [...] ma non uno di quelli che parlano così ha mai assistito a ciò che poi di fatto succede, non uno che abbia dovuto superare questa prova. I più di voi sanno cosa significa trovarsi davanti a cento cadaveri, a cinquecento o a mille. Aver provveduto a tutto questo e, a parte le eccezioni costituite da alcuni episodi di umana debolezza, essere rimasti ugualmente corretti: ecco cosa ci ha resi duri.[2] »
   

Alla fine la soluzione venne trovata nell'istituzione dei campi di concentramento. Il primo lager venne costruito già nel 1933, subito dopo la vittoria alle elezioni del Partito nazista, a Dachau, vicino Monaco di Baviera, per internare gli avversari politici.

All'inizio della Seconda guerra mondiale, nei sei grandi campi di concentramento allora già esistenti, erano rinchiusi circa 21.000 detenuti; ma nel 1940 questo numero era già salito a 800.000.

Dopo i campi di concentramento l'istituzione dei campi di sterminio fu solo una conseguenza: Auschwitz, Sobibór, Chełmno, Majdanek, Treblinka, Bełżec, tutti istituti nel Governatorato Generale (il nome assunto dalla Polonia occupata) perché la popolazione tedesca non si accorgesse di nulla.

Il tradimento e la morte[modifica]

Con le sorti della guerra ormai compromesse, Himmler si presentò l'ultima volta presso il Führerbunker di Hitler a Berlino, il 20 aprile 1945 in occasione del compleanno del Führer. Nelle stesse ore nella tenuta di Felix Kersten, medico e massaggiatore personale di Himmler, lo stava aspettando Norbert Masur, un inviato del Congresso mondiale ebraico. All'incontro, avvenuto il 21 aprile, Masur chiese che fossero immediatamente liberati tutti gli ebrei detenuti nelle località da cui fosse possibile raggiungere i confini con la Svizzera e con la Svezia; oltre alla consegna, senza resistenza, dei campi di concentramento alle truppe alleate e la liberazione di una lista di detenuti svedesi, francesi e norvegesi, oltre a mille donne ebree recluse a Ravensbrück.

Himmler si dimostrò disposto a patteggiare: promise che gli ebrei olandesi rinchiusi a Theresienstadt e le mille donne ebree di Ravensbrück sarebbero stati liberati e che tutti i campi di concentramento sarebbero stati abbandonati, indenni, all'avvicinarsi delle truppe alleate. In realtà Himmler sapeva benissimo che in quegli stessi momenti erano in corso le "marce della morte" dai campi di Sachsenhausen, Dachau e Flossenbürg, e lui stesso aveva impartito ordini specifici perché nessun detenuto cadesse vivo nelle mani del nemico.

Il corpo di Heinrich Himmler nel quartier generale della 2ª Armata britannica (24 maggio 1945)

Pochi giorni dopo, il 23 aprile, Himmler incontrò nella cantina del consolato svedese di Lubecca il conte Folke Bernadotte, proponendogli la resa tedesca sul fronte occidentale, ma non su quello orientale. Gli Alleati occidentali si guardarono bene dal prendere in considerazione la proposta di pace di Himmler; tuttavia l'offerta fatta venne divulgata attraverso la stampa e il 28 aprile Radio Londra annunciò: "Il Reichsführer delle SS sostiene che Hitler è morto e di esserne il successore". A Berlino Hitler, in preda ad un attacco d'ira incontenibile, lo sollevò da tutti i suoi incarichi politici e militari e ne ordinò anche l'arresto e la fucilazione, solo che questi non furono eseguiti per via della difficile situazione di stallo in cui si trovano tutti i reparti dell'esercito del Terzo Reich.

Tuttavia il 1º maggio Himmler si presentò ugualmente al nuovo Presidente del Reich, il Grandammiraglio Karl Dönitz, per tentare di avere un posto nel nuovo governo tedesco, ma nonostante ripetuti incontri, si risolse in un nulla di fatto. Himmler decise allora di nascondersi cercando di confondersi con i militari sbandati della Wehrmacht. Il 12 maggio Himmler e un piccolo drappello di uomini delle SS attraversarono l'Elba con l'obiettivo di raggiungere la Baviera; tra questi vi erano l'SS-Sturmbannführer Josef Kiermayer (sua guardia del corpo) l'SS-Standartenführer Rudolf Brandt (suo assistente personale), i due aiutanti maggiori l'SS-Obersturmbannführer Werner Grothmann e l'SS-Sturmbannführer Heinz Macher, oltre ad altri sette uomini delle SS e al professor Karl Gebhardt, medico di Ravensbrück.

Il 22 maggio alla periferia del villaggio di Barnstedt, fra Bremervörde e Amburgo, il piccolo drappello e Himmler (che aveva assunto l'identità di Heinrich Hitzinger) vennero fermati da una pattuglia militare inglese e tradotti nel campo di prigionia 031, presso Bramstedt. Himmler, rivelando la propria identità, chiese allora di avere un colloquio con il capitano T. Sylvester, comandante del campo, nel vano tentativo di assicurarsi un trattamento privilegiato.

Maschera del viso di Himmler da morto

Il giorno successivo, 23 maggio 1945, Himmler fu sottoposto ad un nuovo interrogatorio e ad un'ulteriore perquisizione per evitare che nascondesse del veleno: fu allora che spezzò la capsula di cianuro che aveva inserito in una fessura tra i denti. Gli inglesi gli somministrarono immediatamente un emetico e lo sottoposero ad una lavanda gastrica nel tentativo di salvargli la vita, ma dopo dieci minuti di agonia Himmler morì. Nei giorni successivi ufficiali statunitensi e sovietici ispezionarono la salma per accertarsi della vera identità.

Il 26 maggio il cadavere fu interrato da alcuni soldati inglesi in qualche punto di un bosco nei pressi di Luneburgo.

La razza ariana e l'occulto[modifica]

Negli anni dal 1933 al 1935 la tessera delle SS fu conferita solamente a 60.000 uomini, una crescita enorme rispetto ai 200 uomini del 1929, ma pur sempre una forza modesta, se paragonata ai tre milioni di uomini delle SA. Himmler difatti era deciso a fare delle SS un'élite razziale, e, come lui stesso ebbe a dire nei suoi diari, esaminava personalmente le fotografie degli aspiranti e scartava quelli "il cui aspetto può apparire stravagante a un occhio tedesco"; ad esempio, a suo dire, zigomi troppo pronunciati rimandavano quasi certamente a sangue mongolo o slavo.[3]

Proprio per preservare la purezza della razza ariana, il 28 ottobre 1938 Himmler fece diffondere fra tutti i membri delle SS una nota secondo la quale era un "dovere", per ogni uomo delle SS, procreare almeno quattro figli per preservare il proprio "buon sangue" prima della partenza per il fronte. Proprio in questa prospettiva è da sottolineare l'attuazione del "progetto Lebensborn" ("Sorgente della vita"), dove ragazze e donne dall'aspetto nordico ricevevano cure in caso di gravidanza, ma anche, nel corso della guerra, "germanizzando" bambini non tedeschi ma che comunque presentavano caratteri nordici (alla fine della guerra saranno più di 80.000 i bambini strappati alle proprie famiglie).

Himmler fu inoltre un fanatico dell'occulto. Nell'estate del 1936 fece celebrare a Quedlinburg il millenario della morte di Enrico I l'Uccellatore, primo re dei tedeschi che aveva respinto le incursioni dei boemi e dei magiari e che aveva posto le basi per la creazione del Sacro Romano Impero, e fu proprio in quell'occasione che illustrò la sua visione della "missione" delle SS:

  « Noi dobbiamo onorare la sua memoria e farne in questo sacro luogo, in silenziosa meditazione, il nostro modello. Noi dobbiamo proporci e riproporci di fare nostre le sue virtù umane e di comando, quelle con cui rese felice il nostro popolo un millennio or sono. E dobbiamo infine convincerci che il miglior modo d'onorarlo è di onorare l'uomo che mille anni dopo re Enrico ha ripreso la sua eredità umana e politica con una grandiosità senza precedenti: e quindi di servire il nostro Führer, Adolf Hitler, per il bene della Germania e del germanesimo, con i pensieri, le parole e i fatti, con l'antica fedeltà e nell'antico spirito. »
   

Inoltre Himmler si dichiarava la reincarnazione dello stesso Enrico I.

La partecipazione giovanile alla Società Thule influenzò Himmler a tal punto che divenne ossessionato dalla cultura pagana germanica: nel 1937 dichiarò, durante un discorso radio, che era

  « molto meglio essere pagani, che cristiani [...] molto meglio adorare le entità tangibilmente presenti nella natura e quelle degli antenati, che non una divinità invisibile e i suoi fasulli rappresentanti in terra [...] poiché un popolo che onora i propri antenati, e cerca di onorare se stesso, avrebbe sempre dato vita a nuovi figli e perciò avrebbe vissuto in eterno. »
   

Himmler infatti si considerava come il fondatore di un nuovo Ordine pagano, che sarebbe giunto a diffondersi per tutta l'Europa.

La morbosa passione per la storia tedesca, i cui ideali dovevano formare le nuove generazioni, spinsero Himmler a fondare la Ahnenerbe Forschungs und Lehrgermeinschaft ("Associazione per la ricerca e la diffusione dell'eredità ancestrale"), che avrebbe dovuto svolgere ricerche nel campo della storia antica, studiando i fatti da un punto di vista scientifico, in maniera oggettiva e senza falsificazioni. Questa associazione finanziò una serie di scavi alla ricerca di antiche presenze nordiche per tutta l'Europa e una missione tedesca in Tibet.

Altro esempio concreto di questa sua forte passione per il paganesimo è Wewelsburg. Himmler era difatti un sostenitore dell'antica leggenda secondo la quale un castello della Westfalia sarebbe stato l'unico superstite dell'assalto degli slavi dall'Est; per questo nel 1934 il Reichsführer fece perlustrare in lungo e in largo la Germania occidentale, finché non trovò le rovine della fortezza di montagna di Wewelsburg presso Paderborn, dal nome del cavaliere brigante Wevel von Büren, che era stata un centro della resistenza dei Sassoni agli Unni e che era stata ricostruita in forma triangolare nel XVII secolo. Himmler decise allora di trasformare la fortezza nel quartier generale delle SS. Nel 1937, al termine dei lavori di ristrutturazione, Wewelsburg si era trasformato in un vero "sacrario", con decine di statue di Enrico I l'Uccellatore, di Federico di Hohenstaufen e di altri eroi tedeschi; la parte più importante era il "Sacrario dei defunti", una sorta di rifacimento della tavola rotonda di re Artù, che doveva ospitare le spoglie dei 12 più importanti generali delle SS.

 

Fonte:   Wikipedia