L'incredibile e poco conosciuta storia di Felix Kersten - Il medico di Himmler

Il Dott. Felix Kersten, ridente e pasciuto masso terapeuta dalle mani miracolose,  si trovo, suo malgrado, di fronte al numero 8 della Prinz Albrecht Strasse. A prima vista sembrava uno dei tanti palazzi anonimi della burocrazia tedesca, salvo il fatto che, al suo interno vi era il quartier generale di Heinrich Himmler, capo assoluto delle Schutzstaffel(le SS ) e della Gestapo , dopo Hitler l’uomo più temuto del Reich. Il Dott. Kersten andò a visitare Himmler su pressione di un suo grande amico, il quale vedeva minacciati i suoi affari nel campo della chimica. Mai avrebbe potuto pensare che questa scelta avrebbe fatto di lui un salvatore di vite. Dopo aver attraversato dei lunghi corridoi e stanze piene di soldati affaccendati nel loro lavoro, Kersten si ritrovò faccia a faccia con l’uomo che da li a poco avrebbe terrorizzato l’Europa intera. Himmler soffriva di fortissimi crampi addominali,  che nessuno fino ad allora era riuscito ad alleviare, nemmeno la morfina riusciva a calmare questi dolori.

Kersten, senza proferir parola si mise all’opera e in breve tempo libero Himmler dai suoi dolori.

Il Reichsführer, euforico per il successo, propose a Kersten di entrare nelle SS e di restare al suo fianco per curarlo nei momenti di bisogno.

Il Dottore rifiutò con  garbo e gentilezza l’offerta di Himmler, spiegando che in tutta Europa c’erano molti pazienti che avevano bisogno di lui. Infatti fra i suoi pazienti vi erano tante personalità importanti ed influenti in varie parti d’Europa,  come il Conte Ciano in Italia, di cui era amico, o il Principe Hendrik d’Olanda. Nelle settimane seguenti Kersten fece ripetute sedute ad Himmler poiché era in preda a dolori lancinanti. Alla fine dell’ennesima seduta Himmler disse: «Caro Kersten, non potrò mai esprimerle la mia gratitudine. E non ho la coscienza apposto: non le ho dato mai un soldo.»

Kersten sapeva che accettando i soldi  sarebbe crollato il rapporto di fiducia che si stava venendo a creare, quindi levando la mano a mezz’aria rispose: «Lasciamo le cose come stanno, quando starà meglio non la risparmierò.» Kersten fece per andare, ma ad un tratto si ricordo di avere nel portafogli  il nominativo di un fattore che era detenuto in un campo di concentramento e la cui unica colpa era quella di essere un socialdemocratico. Il nominativo gli era stato segnalato da un suo paziente, che nonostante fosse uno degli industriali più ricchi di Germania, non riusciva a far nulla. Cosi Kersten decise di dare una svolta alla sua vita, apri il portafogli, prese l’appunto e disse: «Ecco il mio conto, Herr Reichsführer. Desidererei la libertà per quest’uomo.» In questo momento Kersten correva il rischio di finire davanti alla Gestapo come nemico della Germania, rischiava l’arresto e la deportazione insieme ai suoi tre figli e la moglie. Dopo un breve silenzio, che sicuramente fece impallidire Kersten, Himmler acconsenti alla sua richiesta e fece liberare il prigioniero. C’è l’aveva fatta, aveva salvato quell’uomo che per lui era un perfetto sconosciuto, mettendo a rischio la sua vita e quella dei propri cari.

Da qui in poi continuò a chiedere questi pagamenti in “natura” che Himmler soddisfaceva tranquillamente, in quanto ormai si fidava della lealtà di Kersten. In questa prima fase salvo molti olandesi la cui colpa era quella di essere dei socialdemocratici o degli intellettuali contrari ad Hitler o più semplicemente degli omosessuali. Kersten a causa del suo lavoro era in continuo peregrinare per l’Europa e proprio questo gli permise di avere molti contatti in vari paesi, che ospitarono a vario titolo  le persone che riuscì a salvare. Aveva contatti in Finlandia, in quanto era cittadino finlandese, nonché ex ufficiale, ed era in stretto contatto con le ambasciate in Norvegia e Svezia, le quali giravano le informazioni ai servizi alleati,  inoltre aveva molti contatti nella “neutralissima” Svizzera. Kersten approfittava dei momenti in cui Himmler stava male per chiedergli questi “pagamenti”, infatti, proprio in queste circostanze era vulnerabile alle sue richieste e firmava ordini di grazia e di libertà per i nominativi che il dottore gli proponeva. Ma tutto  questo trambusto non poteva certo sfuggire alle SS, ne tantomeno all’efficientissima Gestapo che ormai da tempo lo teneva sotto controllo e faceva delle pressioni più o meno velate sulla sua persona. Inoltre Kersten era malvisto da tutti, in quanto era uno delle pochissime persone che poteva vedere Himmler quando voleva e senza preavviso. Tutti gli altri, anche alti ufficiali delle SS e generali, dovevano effettuare una lunga trafila per parlare con lui. Kersten comunque era riuscito a costruirsi delle amicizie anche all’interno delle SS e precisamente con il Generale Gottlob Berger, che era il comandante delle Waffen SS ed il Colonnello Walter Schellenberg, oltre che con Rudolf Brandt, il segretario personale di Himmler, con il quale modifico molte liste di persone graziate aggiungendo nomi in più alla fine. Amicizie che lo aiuteranno nei suoi salvataggi e che salveranno  egli stesso dalla morte. Infatti, una mattina mentre il Dott. Kersten usciva per andare in soccorso di Himmler, vide sopraggiungere a forte velocità un soldato in motocicletta che gli passo una lettera, dicendo che era urgente e che la mandava il Colonnello Schellenberg. “Attenzione – recitava il biglietto – Kaltenbrunner si prepara a farla assassinare, non passi attraverso Oranienburg, come fa di solito. Correrebbe pericolo di morte.” Kersten penso un attimo se fidarsi o meno del biglietto, in quanto proprio questo poteva essere una trappola. Ma sapeva che Kaltebrunner – Il capo della Gestapo – avrebbe fatto di tutto per eliminarlo. Quindi salì sulla macchina e disse al proprio autista di cambiare strada, questo gli permise di arrivare sano e salvo. In seguito, Himmler, messo al corrente dell’accaduto, controllo se la cosa fosse vera. Scopri che Kaltenbrunner aveva inscenato un posto di blocco, con lo scopo di crivellare la macchina del Dott. Kersten, per poi dichiarare che non si era ferma all’alt della pattuglia (sembra una storia dei nostri giorni). Himmler in preda all’ira convoco  Kaltenbrunner e testualmente gli disse che se mai fosse accaduto qualcosa al Dott. Kersten, lui non sarebbe sopravvissuto più di un’ora. Per uno scherzo del destino Kersten doveva la vita ad un ufficiale delle SS e sempre per uno scherzo del destino, la sua incolumità futura era protetta dal capo delle SS in persona. Per questa volta, il nostro buon dottore era riuscito ad evitare la partita a scacchi con la morte, quindi ricomincio ad intercedere presso Himmler affinché firmasse ordini di scarcerazione e di grazia. Intercesse anche per un suo caro amico, che nonostante tutti i suoi sforzi fini sulla forca, non sempre si riusciva a salvare tutti. In cambio del suo amico, furono liberati cinquanta poliziotti danesi, cinquanta studenti francesi e tremila donne tra olandesi, francesi, polacche e belghe, che riparano in Svezia grazie alle amicizie del dottore. Si sa che l’appetito vien mangiando e Kersten durante le crisi di dolore di Himmler chiedeva di tutto, un giorno lo informo che dei suoi contatti in svizzera erano pronti ad accoglier ventimila ebrei. «Non ci pensi nemmeno» sentenzio Himmler e dopo un continuo tira e molla  disse che al massimo gliene poteva concedere tremila. La discussione sembro finita li,  sennonché due mesi dopo arrivò una telefonata al quartier generale, in cui si chiedeva l’autorizzazione a partire per un convoglio di deportati  nella misura di 2.700 ebrei. «Duemilasettecento? – chiese Himmler a Brandt – Ne troppi, ne troppo pochi. Proprio quel che ci voleva per accontentare uno dei soliti capricci del nostro buon dottore.» Cosi con grande sorpresa i deportati furono fatti scendere e scortati con estrema cortesia da una compagnia di SS fino al confine svizzero, dove furono presi in consegna dalla croce rossa, che era stata allertata dai contatti svizzeri di Kersten. Il buon dottore fino all’ultimo mediò affinché fossero liberati più prigionieri possibili, non si arrese mai, mettendosi in contatto con tutte le fonti che aveva. Alla fine del conflitto la sua lotta non fini, in quanto ora Kersten era l’ex medico di Himmler, quindi un possibile criminale di guerra. Riparo in Svezia dove per molti anni fu vittima di attacchi verso la sua persona, in quanto medico personale di uno dei maggiori boia d’Europa. Molte persone salvate da Kersten, si indignarono profondamente e fecero pressione sul governo olandese affinché facesse chiarezza sulla vicenda. Nel 1949, dopo quattro anni e dopo decine e decine di testimonianze e centinaia di documenti raccolti a favore del Dott. Kersten, la speciale commissione istituita dal governo olandese,  dichiarò pienamente riabilitata la figura del dottore.
Il buon dottore mori per attacco cardiaco nell’aprile del 1960, la sua salute era stata minata anche da tutte le battaglie che aveva condotto durante e dopo la guerra.      
Non saprei dirvi quante furono le persone salvate dal buon dottore, so che deluderò gli amanti delle statistiche,  ma il mio intento era quello di portare alla luce un nome che in Italia è pressoché sconosciuto.

 

Fonte: http://www.tiempolibresite.com