LA NASCITA DEL TERZO REICH

Per raccontare la storia del Terzo Reich non si può non partire dal racconto della vita Di Adolf Hiltler, anonimo austriaco di origine contadina che nessuno avrebbe mai immaginato che prendesse l'eredità di Bismarck, degli Hohenzollern e del grande presidente Hindenburg. Era il terzo figlio di un modesto doganiere austriaco che essendo figlio illegittimo fino a 35 anni portò il cognome della madre, Schicklgruber. Il cognome Hitler figura sia nei parenti della madre sia a quelli del padre, infatti la madre di Adolf era la cugina di secondo grado di suo padre, questo perchè entrambi gli antenati dei genitori vivevano nello stesso distretto a Waldviertel nella Bassa Austria ed erano frequenti i matrimoni fra consanguinei. La madre era Klara Poezl e la famiglia abitava da molte generazioni a Spital, mentre la storia del padre è discretamente anomala in quanto la sua famiglia si spostava spesso, non avevano un mestiere fisso e, fondamentalmente erano restii ad evere rapporti umani duraturi, soprattutto con le donne. Alois Hitler come detto fu illegittimo e solamente dopo circa 40 anni fu riconosciuto dal padre, Johann Georg Hiedler che successivamente cambiò il cognome in Hitler trasmettendolo al figlio.   

Alois Hitler, il padre
Alois Hitler, il padre

Si sposò tre volte, la terza fu con Klara Poezl  ed ebbero come figli Adolf, Edmund ( morto all'età di 6 anni) e Paula che sopravvisse al suo celebre fratello. Da menzionare il fatto che Adolf ebbe una sorellastra di nome Angela, l'unica con la quale mantenne rapporti con i suoi parenti, la quale fece per un periodo di tempo la domestica presso il Berchtesgarden e la figlia di nome Geli Raubal fu l'unica ad intrecciare una relazione amorosa con Adolf. 

LA GIOVINEZZA DI ADOLF HITLER

Un giovane Adolf Hitler
Un giovane Adolf Hitler

L'infanzia del futuro Fuhrer fu caratterizzata da continui spostamenti, difatti dopo che il padre si ritirò da funzionario delle dogane, la sua famiglia cambiò spesso luogo e di conseguenza ben cinque scuole diverse fino a quando a sette anni il padre lo iscrisse alla scuola media di Linz, cosa che costò molto al padre segno delle grosse aspettative che riponeva su di lui. Il suo sogno era difatti che il figlio intraprendesse il lavoro di impiegato statale, cosa che invece Adolf detestò e che fece nascere un profondo conflitto con il padre rigido e autoritario e che descrisse sommariamente nel suo Mein Kampf. I risultati scolastici del giovane Hitler furono catastrofici, dovette abbandonare la scuola di Linz e successivamente anche quella di Steyr prima di ottenere la licenza media e ciò fece nascere in lui un avversione verso la classe degli insegnanti che esternò molto spesso durante i suoi colloqui con i camerati, generali o gli incontri oziosi.

 

"Quando ricordo i miei maestri di scuola, mi rendo conto che metà di loro erano anormali ... A noi alunni della vecchia Austria si insegnava a rispettare i vecchi e le donne. Ma noi con i nostri professori non avevamo clemenza, per noi essi rappresentavano i nostri nemici naturali. La maggior parte di loro era alquanto anormale e non pochi finirono la loro esistenza come veri dementi ... io godevo di una pessima reputazione presso i miei professori. Non avevo la minima disposizione per lo studio delle  lingue straniere, ma avrei potuto acquistarla se il mio professore non fosse stato un idiota congenito. Non lo potevo vedere". [29 agosto 1942]

L'avversione agli studi continuò anche dopo la morte del padre avvenuta il 2 gennaio 1903, allorquando la madre si sentì obbligata a continuare a spingerlo a studiare per poter intraprendere la carriera di impiegato statale. Dopo un anno lontano da scuola per una malattia, ripreso gli studi ed aver strappato voti sufficenti tranne un ottimo in disegno, lasciò la scuola e visse 2/3 anni più felici come da lui descritto nel Mein Kampf bighellonando per le strade di Linz o di Vienna tra la lettura di qualche libro e l'ascolto a Teatro delle opere di Richard Wagner. A sedici anni il suo amico August Kubizek nel suo libro The Young Hitler I knew lo descrisse come un ragazzo con numerosi conflitti, spesso irascibile ed già a quell'età interessato alla politica in particolare era avverso contro le razze non germaniche e la monarchia asburgica. L'amico scrisse che frequentava la biblioteca di Linz nella quale divorava decine di libri di storia e della mitologia tedesca e compiuto 18 anni si trasferì per due mesi a Vienna dove prese contatti anche con l'Accademia delle Belle Arti per le pratiche di iscrizione. L'anno dopo sostenne gli esami di ammissione con risultati disastrosi ( fu giudicato con scarse attitudini e insufficente alla prova di disegno). L'anno dopo ancora, con speranze più accese neanche venne ammesso all'esame. Nel frattempo la madre, che l'aveva mantenuto fino ad allora morì di cancro e per il giovane Adolf fu un grosso colpo poichè non avrebbe più avuto l'aiuto economico che comunque la madre cercava di non fargli mancare.

Siamo nell'anno 1909 quando Hirler si trasferì nella lussuosa e ricca Vienna senza un soldo e senza una prospettiva lavorativa. Non si iscrisse nemmeno alla scuola di architettura dove gli fu consigliato per le sue doti e preferì lavorare saltuariamente come facchino e manovale e frequentando mense per i poveri. Ma la fame non fece crescere in lui la spinta di cercare un posto fisso, riuscì a sbarcare il lunario solamente dipingendo dei quadretti scialbi e grossolani ritraendo alcuni scorci di Vienna, ma secondo alcune fonti erano addirittura delle copie di altre opere non essendo in grado di dipingere al naturale. Chi lo conobbe racconta che bighellonava tra le vie sempre con gli stessi vecchi indumenti, come un cappotto sgualcito scuro lungo fino alle caviglie e la bombetta sulla testa, poco curato, non aveva vizi come i suoi coetanei ( non beveva e non fumava) e a causa della sua timidezza non frequentava donne.

L'ideologia

L'Austria a quei tempi era attanagliata da conflitti nazionalistici poichè la popolazione era una accozzaglia di gruppi etnici come gli ungheresi, slavi, cèchi, sloveni, serbi e croati i quali rivendicavano la parità dei diritti nei confronti della minoranza di lingua tedesca che governava il paese. Anche proteste sociali cominciavano a nascere come i lavoratori che rivendicavano il diritto di scioperare e salari più dignitosi. Il giovane Hitler era contrario a questi nuovi sviluppi, difatti in lui si stava radicando sempre di più l'idea che l'Austria doveva essere governata dai germanici con assoluta autorità, mentre le altre razze come i cèchi e gli slavi li considerava inferiori.

A quei tempi ancora non frequentava la politica ma seguiva le attività dei tre maggiori partiti politici, i socialdemocratici, i cristiano sociali e i nazionalisti pantedeschi. Odiava i socialdemocratici ma ne ammirò il suo successo studiandolo e analizzandolo. Capì che erano tre le ragioni dei loro risultati raggiunti: sapevano come creare un movimento di massa, molto importante per un partito politico; sapevano l'arte della propaganda fra le masse; impiegavano ciò che lui chiamò il "terrore spirituale e fisico". In particolare nel Mein kampf scrive:

"Compresi l'ignobile terrore spirituale che questo movimento esercita, in modo speciale sulla borghesia, la quale non è moralmente né mentalmente in grado di tener testa a questi attacchi; esso scatena a un dato momento un'autentica valanga di calunnie e di menzogne contro qualunque avversario che sembri davvero perlcoloso, fino al momento in cui i nervi delle persone attaccate crollano ... È, questa, una tattica basata sul 'calcolo preciso di tutte le debolezze umane, e i suoi effetti conducono con certezza quasi matematica al successo ...

 

Raggiunsi una uguale comprensione dell'importanza del terrore fisico nei riguardi dell'individuo e delle masse ... Così, mentre nelle file dei sostenitori la vittoria riportata sembra essere un trionfo della giustezza della loro causa, nella maggior parte dei casi l'avversario battuto dispera del successo di qualsiasi ulteriore resistenza".

Georg Heinrich von Schönerer
Georg Heinrich von Schönerer

A quel tempo il giovane Hitler era interessato al Partito nazionalista pangermanico fondato da Georg Ritter von Schonerer il quale aveva come principi base l'estremo nazionalismo, l'antisemitismo, l'antisocialismo e l'unione dell'Austria con la Germania, ma lui stesso lo criticò fermamente per la scarsa attenzione che poneva nei confronti della massa ed ai suoi problemi sociali e inoltre non assicurarsi l'appoggio delle istituzioni come l'esercito, il Capo dello Stato fu ritenuto da Hitler tutte cause dell'insuccesso del partito, errori che lui non avrebbe commesso quando prese il potere. Comunque durante il suo soggiorno a Vienna ci fu un personaggio politico che Hitler ammirò molto: fu tale Karl Lueger, borgomastro di Vienna e dirigente politico del Partito cristiano-sociale. Pur non conoscendolo personalmente, fu lui il suo primo mentore politico, appoggiato dagli strati più bassi della borghesia era un uomo molto colto e apprezzato finanche dai suoi oppositori, la sua politica comprendeva un aspro antisemitismo che però non sfociò mai violenza e intolleranza. Ciò non piaceva a Hitler che però non potè non riconoscere le straordinarie doti da oratore come mezzo di agitazione di massa unito alla importante propaganda politica.  

Karl Lueger, borgomastro di Vienna
Karl Lueger, borgomastro di Vienna

Nel Mein Kampf scrisse:

... La forza che mette in moto le grandi valanghe sia religiose che storiche, è sempre stata in funzione della magia della parola pronunciata.
I larghi strati del popolo soggiacciono sempre alla violenza della parola. E tutti i grandi movimenti sono sempre movimenti di popolo, sono scoppi vulcanici di passioni umane e di sentimenti dell'animo, messi in azione o dalla crudele dea della necessità, o dalla fiaccola incendiata delle parole scaraventate nella massa; ma non sono mai l'espressione gracile di letterati estetizzanti e di eroi da salotto...


Per quanto riguarda gli ebrei, Hitler scrisse che da giovanissimo non sapeva quasi dell'esistenza di questo popolo e che la loro conoscenza la approfondì durante il soggiorno a Vienna leggendo molti libri antisemiti che lo portarono alla formazione delle sue prime idee di odio. E' interessante il fatto che l'avversione nei confronti degli ebrei nei primi tempi abbracciava soprattutto l'aspetto morboso della sessualità, difatti all'epoca esisteva un settimanale di Norimberga, il "Der Sturmer" diretto da uno dei suoi futuri stretti collaboratori, quel Julius Streicher, gerarca nazista noto per la sua impenitente perversione sessuale. Hitler cominciò a detestare gli ebrei accusandoli di molestare e sedurre le giovani cristiane, inquinando in questo modo il sangue della razza. Forse in questo aspetto è stato ipotizzato una invidia causata dalla sua inesistente vita sessuale. Da lì fu il principio inesorabile del suo odio che sfocerà nella distruzione della guerra.

Vagabondo senza un lavoro solo e senza amici, nella primavera del 1913 lasciò Vienna, ormai odiata sempre più per la presenza di quel coacervo di razze che non sopportava e soprattutto l'avversione sempre più profonda verso gli ebrei, così si trasferì a Monaco, terra tanto amata nel quale l'avrebbe atteso un destino che neanche lui avrebbe mai pensato. Poi nel 1914 venne la guerra e lui stesso si offrì volontario, per poter servire finalmente la sua amata patria ( nonostante fosse ancora cittadino austriaco) per così dimenticare le frustrazioni del suo passato. Per lui fu una liberazione, fu entusiasta nel dover vivere quel periodo che per milioni di persone fu solo morte, mentre per lui fu "il periodo più memorabile della mia vita".  ( Mein Kampf).

LA NASCITA DEL PARTITO NAZISTA

Adolf Hitler si arruolò nel 1914 e venne subito mandato al fronte come addetto alla staffetta di collegamento del 16° reggimento bavarese di fanteria che fu decimata nei combattimenti contro le truppe britanniche nella prima battaglia di Ypres. Si ferì anche nel 1916 ad una gamba durante la battaglia della Somme, fu promosso caporale e prese parte alla battaglia di Arras ed alla terza di Ypres. Fu decorato al valor militare nel 1914 con la croce di ferro di seconda classe e nel 1918 con la croce di prima classe si dice per aver catturato quindici soldati inglesi ma su ciò non esistono documenti ufficiali. Dai suoi compagni d'armi fu descritto come un taciturno e alquanto strano uomo, non riceveva mai lettere e non si lamentava mai di nulla, anzi era quasi felice di trovarsi lì e alcuni raccontano che ogni tanto lo sentivano inveire contro gli ebrei e i marxisti. Durante la convalescenza per la ferita alla gamba girò per Monaco ed ebbe modo di raccontare che vide dappertutto ebrei divenuti  padroni della finanza e imboscati che vivevano come parassiti impiegati nei pubblici uffici.

Hitler il primo seduto a sin. insieme ad alcuni suoi commilitoni
Hitler il primo seduto a sin. insieme ad alcuni suoi commilitoni

Quando nel novembre del 1918 Hitler seppe che la Germania si era arresa agli Alleati firmando l'armistizio a Compiègne, in Francia, egli era ricoverato in un ospedale tedesco per una ferita agli occhi. Per lui fu una tragedia sapere che il Kaiser era fuggito in Olanda abbandonando una intera nazione e soprattutto lasciandosi alle spalle quasi due milioni di morti sui campi di battaglia.  Lui stesso, insieme alla maggioranza della popolazione, se la prese con una fantomatica "pugnalata alla schiena" ossia per loro l'esercito tedesco non fu sconfitto sul campo ma bensì ci fu un tradimento dall'interno. Ma ciò non ebbe mai nessun riscontro ossia nessuno potè mai testimoniare se non che l'armistizio fu chiesto dagli stessi capi militari e la disfatta non fu assolutamente colpa del governo civile. Ma la stessa evidenza non fu mai presa in considerazione dai tedeschi che presero come capri espiatori coloro i quali firmarono la resa e istituito un governo democratico. Per Adolf Hitler fu altrettanto maledettamente certo chi fossero i colpevoli e  decise proprio allora di entrare in politica.    

Ma dopo la guerra Hitler si trovava senza soldi e senza amici ed a Monaco esisteva il caos. La Baviera era in mano ai socialdemocratici, dopo che il re aveva abdicato, capitanati da Kurt Eisner che insieme a qualce centinaio di manifestanti occupò il Parlamento, proclamando la repubblica. Fu assassinato tre mesi dopo da un giovane di destra. Dopo una piccola parentesi di una repubblica sovietica proclamata dai lavoratori, il 1^ maggio 1919 il governo comunista fu abbattuto e Monaco fu occupata da alcune truppe inviate da Berlino e da volontari ( Freikorps). Ufficialmente il governo era socialdemocratico moderato ma in pratica era in mano alla destra formata dall'esercito regolare, la Reichswehr e dai monarchici che volevano il ritorno del re. In seguito la destra rappresentava i soldati reduci di guerra distrutti dalla disfatta della guerra e incapaci di reinserirsi nella società, ormai diventati violenti dalla guerra. Grazie ai Freikorps, equippaggiati dalla Reichswehr, e specificatamente la brigata Ehrhardt occupò Berlino proclamando cancelliere Wolfgang Kapp, politico di estrema destra. Uno scipero generale indetto dai sindacati ripristinò il regime repubblicano.

Più successo ebbe la Reichswehr nel marzo del 1920 quando rovesciò il governo socialista di Hoffmann e instaurando un regime di destra con a capo Gustav von Khar. Tale governo fu l'espressione più concreta di un regime autoritario dove, insieme ai volontari e alla brigata Ehrhardt, ed esprimevano tutta l'avversione contro la repubblica e le imposizione del Trattato di Versailles. Questo estremismo sfociò in alcuni assassini politici degni del tempo che dovrà avvenire, così in questo caos la carriera di Hitler iniziò.

Dopo la guerra tornò a Monaco e iniziò a lavorare che, come lui stesso lo definì, fu "la prima attività più o meno politica" che consisteva nel fornire informazione ad una commissione d'inchiesta per trovare i responsabili del breve regime sovietico a Monaco. Fu così apprezzato che gli fu assegnato un secondo incarico più importante: all'ufficio stampa del reparto politico del comando militare. Durante una conferenza dove prese parte fu molto apprezzato per un suo intervento antisemita contro un espressione di un tale favorevole agli ebrei. Fu notato dai suoi superiori che lo trasferirono ad un reggimento di Monaco come addetto all'istruzione della truppa ( Bildungsoffizier) e lì fece sfoggio della sua qualità di oratore, elemento fondamentale secondo lui per una carriera politica.

Nel settembre del 1919 su ordine del dipartimento politico dell'esercito fu mandato a controllare un nuovo movimento politico chiamato Partito dei lavoratori tedeschi poichè all'epoca l'esercito aveva il timore che i movimenti dei lavoratori fossero in realtà organizzazioni comuniste. Hitler inizialmente non trovò particolare rilevanza in questo movimento non di più degli altri che, per la situazione politica e sociale di quel tempo, spuntavano come funghi per poi eclissarsi poco dopo. Durante una riunione di questo movimento, presso una birreria, un tizio propose come rimedio alla situazione lo sganciamento della Baviera dalla Prussia e la creazione di una nazione tedesca meridionale insieme con l'Austria. Ciò fece letteralmente imbestialire Hitler che ribattè con un intervento  quasi violento da lasciare di stucco l'intera sala. Questo fece sì che lo notò una persona, tal Anton Drexler, che gli consegnò un opuscolo.

Anton Drexler
Anton Drexler

Anton Drexler si può certamente definire come il padre del nazionalsocialismo, non fu certo un genio dopotutto faceva il fabbro, pessimo oratore e scrittore, organizzò un comitato di lavoratori per combattere il marxismo all'interno dei sindacati e accendere le coscienze per una giusta pace. Ma non riuscì a raggruppare molti membri, così si unì con un gruppo simile , il Circolo politico dei lavoratori diventando il Partito dei lavoratori tedeschi con un centinaio di iscritti.

Hitler, una mattina sdraiato sulla branda della camerata del 2^ reggimento fanteria, mentre guardava i topi mangiare le molliche del suo pane ( aneddoto descritto sul Mein Kampf) si ricordò dell'opuscolo che gli aveva consegnato, rimase molto meravigliato nel leggere pressochè le sue stesse idee che aveva maturato fino ad allora ossia la difesa della classe operaia ma di orientamento decisamente nazionalista e la avversione verso i borghesi così staccati dal popolo più umile.

Con sua sorpresa un giorno gli pervenne una lettera in cui gli si comunicava la sua iscrizione al Partito dei lavoratori tedeschi ma lui stesso non sapeva se esserne contento, dopotutto quel movimento non era il massimo. Venne addirittura convocato alla riunione del comitato e prima di decidere se andarci fu veramente combattuto. La cuiosità lo spinse a parteciparvi, ecco come la descrisse sul Mein Kampf:

"La trattoria dove la seduta doveva aver luogo era la vecchia Alte Rosenbad nella
Eerrengasse; un luogo piuttosto squallido, dove solo di rado capitava qualcuno ...
Attraversai la sala principale, poco illuminata; non c'era nessuno. Aprii la porta della
saletta, ed ecco davanti ai miei occhi la « seduta ». Nella mezza luce di una lampada a
gas pressoché fuori uso sedevano attorno a un tavolo quattro giovani, tra i quali vi era
l'autore dell'opuscolo; costui mi salutò cordialmente e mi diede il benvenuto come nuovo
membro del partito. lo ero piuttosto stupefatto ... Venne letto il verbale della seduta
precedente e approvato. Poi fu la volta della relazione di cassa - la società possedeva in
quel momento 7 marchi e 50 pfenning - e anche al cassiere fu espressa la fiducia dei
membri, e messa a verbale. Poi vennero lette le risposte del primo presidente a una
lettera arrivata da Kiel, a un'altra da Di.isseldorf e a una terza da Berlino, e anche qui tutti
erano d'accordo. Poi venne comunicato l'ordine di arrivo delle risposte a quelle risposte ...
Disastroso! Disastroso! Non potevo immaginare una riunione più mediocre e inane;
e avrei dovuto entrare in una simile organizzazione?"

Alla fine si convinse ad aderire poichè trovava in quella squallida retrobottega in quel gruppo di semifalliti un vivo desiderio di far nascere un partito diverso dagli altri e così fu il settimo iscritto nel comitato del partito dei lavoratori tedeschi.

Ai fini storici è interessante sapere che in quel gruppo facevano parte Ernst Rohm, grezzo e tozzo individuo con la faccia sfregiata che odiava la repubblica democratica e pensava che per ricostruire la Germania nazionalista dovessero essere persone provenienti dai ceti meno abbienti. Era un ufficiale del settimo distretto di Monaco e ebbe il merito di far aderire al partito molti reduci delle Freikorps.

Faceva parte anche del gruppo tale Dietrich Eckart

 

Alla fine si convinse ad aderire poichè trovava in quella squallida retrobottega in quel gruppo di semifalliti un vivo desiderio di far nascere un partito diverso dagli altri e così fu il settimo iscritto nel comitato del partito dei lavoratori tedeschi.

Ai fini storici è interessante sapere che in quel gruppo facevano parte Ernst Rohm, grezzo e tozzo individuo con la faccia sfregiata che odiava la repubblica democratica e pensava che per ricostruire la Germania nazionalista dovessero essere persone provenienti dai ceti meno abbienti. Era un ufficiale del settimo distretto di Monaco e ebbe il merito di far aderire al partito molti reduci delle Freikorps.

Faceva parte anche del gruppo tale Dietrich Eckart ( foto a des.) giornalista e scrittore di opere di teatro mai rappresentate, alcolizzato anche lui aveva una vita senza un ruolo, dopo la guerra parlava in una cantina di Monaco ai suoi amici decantando la superiorità della razza ariana così come l'eliminazione degli ebrei. Fu lui però che ebbe il merito di mettere le basi per l'ideologia del partito e capì che Hitler poteva essere la persona, proveniente dal nulla, che poteva arringare la folla con la parola, istigare  i più reconditi istinti di rivolta per cui lo aiutò nella sua ascesa al partito, gli prestò dei libri per migliorare a parlare e, tramite le sue conoscenze, riuscì a convincere uomini facoltosi a finanziare il partito. E' per questo che egli fu uno dei pochi che ebbe per sempre l'ammirazione e la gratitudine di Hitler.

Pertanto inizialmente il partito era formato dal fabbro Drexler che formò il gruppo, lo scrittore ubriacone Eckart che sviluppò la filosofia, un eccentrico economista Feder una sorta di ideologia e il rozzo Rohm l'appogio dell'esercito. Inizialmente la situazione fu disastrosa, nessuno veniva alle loro riunioni ma Hitler si dette subito da fare facendo pubblicare un annuncio su giornale locale, ciò fece partecipare un centinaio di persone alla loro riunione e così permise a Hitler di parlare la prima volta in pubblico, lui raccontò che fu un successo tanto che riuscì a raccogliere trecento marchi. Hitler si occupò della propaganda elemento fondamentale per lui e organizzò un vero raduno nel 24 febbraio 1920 invece delle solite riunioni senza significato ma ciò provocò un malcontento che sfociò nelle dimissioni di Harrer, capo del partito. Il posto lo prese Drexler nonostante anche lui non fosse d'accordo nell'idea di Hitler. L'oratore principale del raduno fu un certo Johannes Dingfelder che però non fece particolare breccia tra i presenti, poi fece un intervento lo stesso Hitler che sul Mein Kampf descrisse così:

 "Dopo che il primo oratore ebbe finito, io presi la parola. Pochi istanti dopo grandi­narono le interruzioni, scoppiarono nella sala litigi violentissimi, gruppetti di fedeli came­rati di guerra si scontrarono coi disturbatori, e riuscirono gradatamente a ristabilire la calma. lo potei continuare a parlare. Dopo una mezz'ora, gli applausi soverchiarono le interruzioni e gli insulti...
Quando, dopo circa quattro ore, il salone cominciò a sfollarsi e la massa, come un lento fiume, riflui verso l'uscita, io sapevo che i principi del movimento cominciavano a spargersi nel popolo tedesco, né sarebbe più stato possibile dimenticarli."

Nel suo discorso elencò i 25 punti programmatici del partito, che il 1^ aprile 1920 si chiamò Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, frettolosamente scritti da lui insieme a Drexler e Feder ( foto a des.) che lui stesso dichiarò approvati e immodificabili. Tale programma era chiaramente demagogica e propagandistica al solo scopo di accendere la massa anche con argomenti vicino al socialismo, difatti alcuni punti successivamente furono presto dimenticati ( come ad esempio il punto 16 dove si dichiarava la municipalizzazione dei grandi magazzini e il loro appalto ai piccoli commercianti). C'erano però dei punti che effettivamente sono stati fondamentali nel proseguio della vita del terzo reich come il non riconoscimento dei trattati di Versailles e di Saint-Germain ed il 25^ che ispirava la creazione di un forte potere centrale dello Stato ( ciò fu molto coraggioso da parte di Hitler poichè in baviera invece aspiravano all'autonomia  e all'autogoverno).

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PROGRAMMA DEL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA
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Ma un programma politico e le sue idee non potevano bastare per crescere la popolarità e le adesioni, a Hitler servivano  anche simboli riti e manifestazioni che potevano accendere le masse ma ciò che per primo fece fu organizzare un proprio esercito di picchiatori per occuparsi degli oppositori durante i raduni ma soprattutto  incutere quel terrore che poi fu la base di tutta la disciplina che caratterizzò il regime hitleriano. Per questo si servì di ex combattenti abituati a menare le mani che, dopo aver cambiato il nome al partito in NSDAP ( Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi) lì raggruppò in squadre chiamate Ordnertruppen sotto il comando di Emil Maurice

Ma un programma politico e le sue idee non potevano bastare per crescere la popolarità e le adesioni, a Hitler servivano  anche simboli riti e manifestazioni che potevano accendere le masse ma ciò che per primo fece fu organizzare un proprio esercito di picchiatori per occuparsi degli oppositori durante i raduni ma soprattutto  incutere quel terrore che poi fu la base di tutta la disciplina che caratterizzò il regime hitleriano. Per questo si servì di ex combattenti con attitudini per la violenza che, dopo aver cambiato il nome al partito in NSDAP ( Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi) lì raggruppò in squadre chiamate Ordnertruppen sotto il comando di Emil Maurice ( a des. con Hitler nel 1924). Dopodichè, nel 1921 si chiamarono Sturmabteilungen, abbreviato in SA comandate da Johann Ulrich Klintzizh. ( sotto una interessante foto delle SA del marzo 1922).

Per il simbolo, come descrisse nel Mein Kampf, ebbe una intuizione che si rivelerà eccezionale: la croce uncinata, simbolo vecchio come il mondo! I colori rosso ( l'idea sociale ) bianco ( l'idea nazionalista) e nero li scelse come ideali per la Germania. 

LA CRESCITA DEL POTERE DI hITLER

Grazie al suo talento come oratore e alla sua bravura come organizzatore e propagandista, Hitler prese potere all'interno del partito a tal punto che alcuni membri del direttivo durante una sua assenza, decidettero di toglierli un pò di spazio e pensarono che per farlo occorreva allearsi con chi erano suoi nemici come un certo Julius Streicher organizzatore di un altro movimento militare antisemita. Venuto a sapere di questa operazione, Hitler tornò immediatamente a Monaco e presentò le proprie dimissioni che furono necessariamente respinte dato che senza di lui il partito non poteva avere futuro. Ciò gli consentì di accrescere di più il suo ruolo e pretendere poteri dittatoriali nelle sole sue mani abolendo il comitato direttivo. Per questo i suoi oppositori guidati da Anton Drexler prepararono un opuscolo con un ufficiale atto d'accusa nei suoi confronti nel quale egli venne colpevolizzato di usare il partito esclusivamente per i suoi scopi personali. Ma ciò non ebbe i risultati sperati, durante due sedute pubbliche Hitler ribadì le sue condizioni e così Drexler dovette cedere, venne eletto presidente onorario ma non ebbe più alcun ruolo direttivo e qui venne sancito, nel luglio del 1921 il "principio dell'autorità del Fuhrer" ( Fuhrerprinzip).