L'ORCHESTRA ROSSA

L'Orchestra Rossa (die Rote Kapelle) è il nome dato dalla Gestapo a reti di spionaggio a favore dell'Unione Sovietica che operavano durante la seconda guerra mondiale nell'Europa occupata dai nazisti o in Svizzera, o a gruppi di resistenza antinazista in Germania che non svolgevano necessariamente attività di spionaggio.

Indice

Generalità

Il nome "Rote Kapelle" (Orchestra Rossa) fu dato dalla RSHA, il controspionaggio nazista. Nel gergo dei servizi segreti tedeschi, il gestore di una rete era il "direttore d'orchestra" : coordinava e dirigeva l'attività dei "pianisti" (gli operatori radio) e dei loro "strumenti musicali" (le radio trasmittenti). La Gestapo includeva nell'"Orchestra Rossa" tre gruppi che non avevano necessariamente connessioni fra di loro:

  1. il gruppo di Leopold Trepper, una rete che, con la copertura di società commerciali, raccoglieva informazioni economiche, politiche e militari in paesi controllati dalla Germania (Belgio, Francia, Paesi Bassi, e paesi scandinavi);
  2. die Rote Drei ("Le tre rosse"), una rete spionistica operante in Svizzera;
  3. il gruppo Schulze-Boysen-Harnack, un gruppo tedesco di resistenza antinazista, politicamente indipendente, che operava a Berlino.

La storia dell'Orchestra Rossa fu conosciuta nel periodo della Guerra Fredda solo in base alle informazioni della Gestapo. Solo con la caduta del muro di Berlino e l'accesso ai documenti degli archivi del KGB è stato possibile capire che i gruppi berlinesi di Schulze-Boysen e di Harnack erano indipendente da quelli di Trepper, essendo composti da resistenti antinazisti talora critici verso l'Unione Sovietica di Stalin[1].

La risposta tedesca all'attività di spionaggio in favore dell'Unione Sovietica, come pure all'attività di resistenza sospettata di svolgere attività di spionaggio in favore dell'Unione Sovietica, consistette nella creazione di un gruppo di lavoro dedicato alla sua distruzione, il Sonderkommando Rote Kapelle ("Distaccamento speciale Orchestra Rossa"): costituito all'inizio del 1942 da personale della Gestapo, del Abwehr, e del Sicherheitsdienst, dipendeva direttamente da Hitler.

Il gruppo Trepper

Zone occupate in Francia durante la Seconda guerra mondiale
Panzer VI Tiger I

L'organizzazione diretta da Leopold Trepper, un polacco marxista di religione israelita[2], era una rete spionistica che lavorava per la GRU sovietica. La rete, che operava con la copertura di una società commerciale, raccoglieva informazioni economiche, politiche e militari in Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e nei paesi scandinavi.

La rete venne creata nei primi mesi del 1939 su richiesta del generale Berzin, capo dei servizi segreti dell'Armata Rossa. Trepper venne inviato a Bruxelles, con la copertura di un imprenditore canadese dirigente della "Foreign Excellent Raincoat Company", una società di esportazione con sede a Bruxelles e filiali in alcuni grandi città portuali europee. Oltre che da copertura, la società commerciale avrebbe dovuto servire anche da fonte di finanziamento della rete spionistica. Obiettivo primario dell'organizzazione era la raccolta di informazioni sulle capacità militari e sulle risorse produttive tedesche, nonché tutte le altre informazioni utili per individuare i piani militari della Germania nazista.

Dopo la caduta del Belgio (maggio 1940) Trepper si trasferì a Parigi alla guida delle società "Simex" (a Parigi) e "Simexco" (a Bruxelles). Entrambe le società realizzavano profitti vendendo merci al mercato nero. Alla testa di queste società Trepper, che si farà chiamare anche Adam Milker, pose uomini reclutati in segreto nei movimenti di resistenza francesi, belgi, olandesi e tedeschi. Tutti i membri della rete, non necessariamente comunisti, agivano mossi principalmente dalle loro convinzioni antinaziste. Attraverso i contatti commerciali con gli industriali tedeschi, Trepper fu in grado di raccogliere informazioni importanti sul morale e sulle opinioni dei militari tedeschi, sui movimenti di truppe, e su piani militari per il fronte orientale. Inoltre, i contatti tra la società "Simex" e il suo principale cliente , l'Organizzazione Todt, mettevano Trepper in grado di ottenere informazioni anche sulle fortificazioni militari tedeschi e sui movimenti delle truppe dell'Asse. Un ulteriore vantaggio proveniva dalla facoltà, data ad alcuni agenti di Trepper, di potersi muoversi liberamente nelle aree occupate dai tedeschi.

L'organizzazione di Trepper fornì all'Unione Sovietica informazioni militari, politiche ed economiche di alto livello (piani di attacchi da parte della Wehrmacht in Unione Sovietica, attività delle truppe tedesche nei territori occupati, dati sulla produzione industriale di carri armati o aerei, analisi sulla situazione politica interna in Germania, Italia e nei paesi occupati, ecc.) Fra i successi di questa rete vi fu l'annuncio dell'Operazione Barbarossa, il piano di invasione dell'URSS da parte della Germania nazista, e il progetto del Panzer VI Tiger I, il carro armato pesante tedesco.

I servizi di controspionaggio tedeschi conobbero l'esistenza della rete di Trepper in seguito all'intercettazione di alcuni messaggi radio provenienti dall'NKVD, il servizio segreto sovietico. Il 14 luglio 1942 la stazione tedesca di monitoraggio intercettò un messaggio in codice, proveniente da Mosca, che lasciava trapelare maldestramente i nomi e gli indirizzi di alcuni aderenti. L'Abwehr, attraverso la triangolazione radio fu in grado di localizzare una trasmittente di Bruxelles. Dopo aver sottoposto a tortura gli arrestati, il controspionaggio tedesco fu in grado di distruggere la rete entro la primavera del 1943. La maggior parte degli agenti furono giustiziati. Lo stesso Trepper fu arrestato il 5 dicembre 1942 a Parigi, ma più tardi riuscì a fuggire e a rifugiarsi presso una formazione della resistenza francese dove rimase fino alla liberazione di Parigi nel 1944[2].

il gruppo Schulze-Boysen e Harnack

Francobollo commemorativo per Arvid Harnack, Harro Schulze-Boysen e John Sieg
Scheda del CIC dove Mildred Harnack viene indicata come aderente all'Orchestra Rossa

Gli appartenenti alla rete di Berlino erano guidati da Harro Schulze-Boysen, un ufficiale dell'aviazione, e da Arvid Harnack, un funzionario del ministero tedesco dell'economia. Il gruppo era rappresentativo della società tedesca: vi erano aderenti di tutte le età (da 16 a 86 anni), sesso (il 40% erano donne), religione (protestanti, cattolici, ebrei e atei), opinioni politiche (conservatori, liberali e comunisti), accomunati dalla partecipazione alla lotta contro il nazismo. Fra gli aderenti: Alexander Erdberg, Adam Kuckhoff (un produttore teatrale), sua moglie Grete Kuckhoff (che lavorava nel dipartimento della politica razziale diretto da Alfred Rosenberg), Horst Heilmann (specialista in cifrari nella divisione delle comunicazioni della Wehrmacht), Günther Weisenborn (scrittore tedesco), Herbert Gollnow (addetto al servizio di controspionaggio tedesco), Johann Graudens (meccanico aeronautico assegnato alle basi militari della Luftwaffe), i coniugi Hilde e Hans Coppi (due militanti comunisti).

Il gruppo antinazista di Berlino non aveva primariamente finalità di spionaggio. Prima dell'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania nazista, il gruppo Schulze-Boysen/Harnack aveva avuto contatti soprattutto con gli Stati Uniti, attraverso l'addetto economico dell'ambasciata americana a Berlino Donald Heath, e aveva fornito informazioni di tipo economico e politico a sovietici, americani e inglesi. I tentativi di informare le nazioni avversarie della Germania nazista, soprattutto USA e URSS, delle atrocità di Hitler e dei piani nazisti di guerra, erano solo una piccola parte dell'attività di resistenza. La maggior parte degli aderenti si dedicava a distribuire volantini, suscitare la disobbedienza civile della popolazione tedesca, aiutare gli oppositori e i perseguitati del regime a nascondersi o a fuggire dalla Germania, innervosire i governanti. L'operazione Barbarossa spinse alcuni aderenti a tentare trasmettere informazioni anche di tipo militare a Mosca dopo soli quattro giorni dall'inizio dell'invasione tedesca dell'URSS. Tuttavia, i trasmettitori forniti dai sovietici non funzionavano. Il controspionaggio tedesco giunse al gruppo di Berlino nel 1942 nel corso delle indagini sulla rete di Trepper. Nel luglio del 1942, il Dipartimento di decrittazione dell'Oberkommando des Heeres riuscì a decodificare un messaggio dei sovietici in cui si accennava al gruppo. Harro Schulze-Boysen e sua moglie Libertas furono arrestati il 30 agosto 1942; Arvid Harnack e la moglie Mildred il 7 settembre, Hans e Hilde Coppi il 12 settembre 1942. Nella tarda primavera del 1943 erano state imprigionate e successivamente giustiziate o condannate a lunghe pene detentive, 150 persone, molte delle quali peraltro non avevano neanche preso parte alle attività antinaziste organizzate dal gruppo Schulze-Boysen e Harnack[3].

Il gruppo delle Tre rosse

Sándor Radó
Georges Blun

Appartenenti all'Orchestra Rossa erano considerate dalla Gestapo anche tre radiotrasmittenti a onde corte, battezzate dall'RSHA "Die Roten Drei" (Le tre rosse), che durante la seconda guerra mondiale trasmettevano dalla Svizzera, pertanto da territorio neutrale: due da Ginevra e una da Losanna[4]. Il gruppo era presieduto da Sándor Radó (nome in codice, «Dora», anagramma di «Rado»), un famoso cartografo ungherese militante comunista immigrato in Svizzera nel 1936. La Drei Roten era stata fondata nel 1936, con l'arrivo di Radó a Ginevra. Nell'aprile 1942 l'organizzazione era costituita da un gruppo principale, diretto da Radó, e da tre sottogruppi diretti da Rachel Dübendorfer (nome in codice: «Sissy»), Georges Blun (nome in codice: «Long»), e Otto Puenter (nome in codice: «Pakbo»). Rado ebbe inoltre contatti con il centro di spionaggio «Lucy»[5]; è stato ipotizzato che Radó possa essere stato in realtà un agente segreto britannico avente l'obiettivo di far giungere all'Unione Sovietica informazioni ottenute dai britannici per mezzo del sistema Ultra senza far tuttavia conoscere ai sovietici l'origine di tali informazioni. I contatti con i servizi segreti britannici saranno utilizzati comunque dai sovietici come capo d'accusa contro Radó il quale, al termine della seconda guerra mondiale, fu processato in URSS e trascorse dieci anni in un gulag[6].

 

Fonte: Wikipedia

LEOPOLD TREPPER

ll'ambasciata sovietica di Vichy il 21 giugno 1941 un uomo si presentò all'addetto militare. «Ho un messaggio urgente per Mosca: questa notte Hitler attaccherà l'URSS». L'addetto militare cedette con riluttanza: gli seccava coprirsi di ridicolo. Ma il visitatore notturno aveva ragione: con amarezza lo scoprì il giorno dopo. Il visitatore si chiamava Leopold Trepper, alto, capelli biondi, un po' grasso.
Nato in Polonia nel 1904 da una famiglia modesta, aveva frequentato l'università di Cracovia. Poi fece il muratore, il fabbro. A 22 anni venne imprigionato perché comunista. Nel 1928, seguito da una fama di « agltatore rosso», scappò in Palestina, terra dei suoi correligionari. Nel 1930 di nuovo in galera: questa volta è la polizia inglese che se la prende con lui.
Emigra in Francia e si inserisce in una organizzazione di «corrispondenti operai» che fanno la spia per l'URSS. Scoperto, scappa a Berlino. Di qui passa a Mosca. Nel 1932, a 28 anni, entra nell'Accademia dell'Armata Rossa, dove segue i corsi del generale Orlov, teorico di spionaggio.
Nel 1937 torna in Francia, clandestinamente, per organizzare una rete di informatori. Nel 1938 passa in Belgio e mette assieme una catena di spie. Con 10 mila dollari recluta agenti. Assieme a Leo Grossvogel, comunista convinto, discendente di una ricca famiglia di industriali, fonda la Foreign Excellent Trench Coat, una compagnia commerciale di copertura. L'obiettivo è, soprattutto, anti-occidentale: Gran Bretagna e Francia sono sotto la lente di Trepper.

Scoppia la guerra e Trepper si sposta a Parigi. 1940: incontra Reillel Katz, un ebreo conosciuto in Palestina. Con lui, Grossvogel e Carlos Alamao (una spia russa truccata da sudamericano), Trepper organizza le basi di quella che verrà chiamata dai servizi segreti tedeschi l'Orchestra Rossa, die Rote Kapelle. A Berlino hanno un corrispondente d'eccezione: Harro Schulze Boysen, nipote dell'ammiraglio von Trip, discendente da una nobile famiglia prussiana.
Nel 1936 il maresciallo Göring fu testimone alle sue nozze. Nel momento di amicizia russo-germanica, Harro Schulze Boysen (che aveva in gioventù apertamente contrastato il regime nazista) chiamò attorno a sé vecchi amici e gettò le basi di un'organizzazione formidabile. Membro della sezione della stampa estera al ministero dell'Aeronautica, professore incaricato all'Accademia degli affari esteri, Rarro è uno degli uomini meglio informati di Germania. Sua moglie, Libertas, lavora al ministero della propaganda. Lo aiutano Arvid von Rarnack, nipote di un grande storico della Chiesa, la moglie Mildred, di origine americana; Adam e Greta Kuchkoff e altri.

Quando la stazione d'ascolto tedesca di Cranz localizzò emittenti clandestine che dal Belgio e da Berlino (fu uno scandalo!) comunicavano con Mosca, scoppiò il finimondo. Era il 26 giugno 1941. A metà novembre i tecnici della polizia e del controspionaggio nazista trovano finalmente una traccia: nei dintorni di Bruxelles, servendosi di vari rilevatori che si muovono a distanza, riescono a localizzare la zona delle trasmissioni: in rue des Atrebates. Prendono Carlos Alamao e due donne. Saltano fuori anche i nomi di Trepper e Katz.
Scoprono codici e formulari in bianco. Perfino le foto di Trepper e di Katz. Ma non sapevano dov'erano: li cercavano in Belgio, mentre si trovavano a Parigi.
Trepper volle riorganizzare la rete distrutta. Andò in Belgio e s'incontrò con un residente sovietico clandestino, il capitano Efremov. Gli diede 100 mila franchi belgi, e gli consigliò prudenza per sei mesi.

Agli inizi del 1942 l'Orchestra Rossa inviò a Mosca notizie di enorme importanza sul movimento delle truppe, la situazione politica tedesca, i programmi degli attacchi in Europa. Ma un po' per il doppio gioco di Efremov, un po' per inspiegabili errori della centrale di Mosca, la rete fu scoperta e smantellata.
Trepper si lamentò spesso della lunghezza delle trasmissioni: Mosca pretendeva troppo e troppo a lungo.
La rete di Berlino saltò per un tragico messaggio in codice spedito dalla Russia: indicava indirizzi e località dei «coristi». Gli specialisti dell'Abwehr lo tradussero e saltò fuori il nome di Harro Schulze Boysen.
Per aver salva la vita l'ex pupillo del regime (convinto che la guerra finisse entro il 1943 con la disfatta nazista) propose agli uomini dell'Abwehr di sospendere la sentenza: in cambio si sarebbe impegnato a non far pubblicare l'enorme massa di documenti da lui depositati in Svezia.
Per un anno Harro e i suoi compagni avrebbero dovuto aver salva la vita. Convinto d'averla spuntata egli rivelò la verità: in Svezia non c'era alcun documento. Il 22 dicembre 1942 venne impiccato.
Il 19 fiovembre anche Trepper (tradito) finì nelle mani della Gestapo. Lo sorpresero dal dentista, sotto l'effetto di un anestetico. Si svegliò e credette di sognare: uomini in divisa gli tenevano le pistole puntate contro. Le sue prime parole sbalordirono gli stessi tedeschi: «E va bene, vi racconto tante cose, ma voi dovete accettare che non vi dica proprio tutto.»

I nazisti ebbero l'accortezza di non interrompere le tras,missioni dell'Orchestra Rossa. Mandavano, in codice, notizie false a Mosca. Si inventò che Stati Uniti e Inghilterra stavano trattando una pace separata con Hitler: si tentò, insomma, di prostrare il morale sovietico, rompendo il buon accordo tra gli alleati. Durò fino al 13 settembre 1943.
Seguito dal suo angelo custode della Gestapo, un giorno Trepper entrò in una farmacia. Uscì da una porta secondaria: non lo rividero più. Riapparve dopo la liberazione di Parigi.
Andò, alla fine, a Mosca.