La battaglia di Montelungo

La battaglia di Montelungo fu il primo episodio che vide in combattimento unità militari italiane organiche a fianco degli Alleati dopo l'armistizio di Cassibile. Fu una battaglia marginale per le dimensioni e per i risultati, ma segnò la rinascita dell'Esercito Italiano dopo lo sfaldamento dell'8 settembre 1943.

Indice

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I reparti [modifica]

Dopo molte insistenze da parte del Comando Supremo italiano, che aveva già ottenuto l'utilizzo di varie unità navali al fianco degli Alleati, un reparto italiano venne inviato al fronte per una operazione di sfondamento delle linee tedesche. Questo reparto istituito il 27 settembre 1943 a San Pietro Vernotico (BR), che aveva la consistenza di una brigata, era stato denominato Primo Raggruppamento Motorizzato; costituito con soldati di tutte le regioni d'Italia con uniformi logore e raccogliticcie ed armato di armamento leggero (compresi mortai Brixia e mitragliatrici Breda 37) con il supporto di un gruppo di artiglieria, era stato dotato di tutti i camion che la logistica militare italiana era riuscita a reperire, e non aveva avuto alcun aiuto alleato in termini di materiali. Il raggruppamento era formato dal 67º Reggimento fanteria "Legnano", dal 51º Battaglione bersaglieri allievi ufficiali di complemento, dall'11º Reggimento artiglieria, dal 5º Battaglione controcarro, da una compagnia mista del genio e da un'unità di servizi[1]. La bandiera di guerra era quella della divisione Legnano. Il Raggruppamento era a disposizione del generale dell'US Army Geoffrey Keyes: guidato dal generale Vincenzo Dapino viene incaricato di partecipare allo sfondamento della Linea del Volturno.

La battaglia [modifica]

Fanti italiani all'assalto sulle pendici di Montelungo, Caserta, dicembre 1943


Il comando alleato, per saggiare le capacità operative di questo nuovo reparto, gli assegnò un compito: attaccare e conquistare Monte Lungo, nel comune di Mignano Monte Lungo, in provincia di Caserta.

Per opporsi alla avanzata nemica, i tedeschi avevano fatto saltare in aria il 29 e il 30 settembre varie abitazioni, la fortezza, il municipio ed il ponte sul Rava, unico passo tra la consolare Casilina ed il centro di Mignano. Il 3 dicembre gli Italiani, appoggiati da due reggimenti di fanteria ed un battaglione di ranger americani, ricevettero l'ordine di conquistare monte Lungo. L'8 dicembre, come previsto nei piani alleati, attaccarono avanzando coperti dalla spessa nebbia, ma questa venne spazzata inaspettatamente da un forte vento: il Raggruppamento, preso di infilata da postazioni laterali che gli statunitensi non erano riusciti a conquistare, così subiva forti perdite ed era costretto a ripiegare. Con un nuovo schema d'attacco, il 16 dicembre gli italiani conquistarono il monte [2].

Le conseguenze [modifica]

I tedeschi dovettero infine ripiegare, ma guadagnarono tempo per approntare le posizioni di quella che sarebbe stata la Linea Gustav, ritardando considerevolmente l'avanzata alleata.

 

Battaglia di Montelungo
Parte della seconda guerra mondiale
ItalyDefenseLinesSouthofRome1943 4.jpg
La Linea Gustav
Data 8 dicembre 1943 - 16 dicembre 1943
Luogo Mignano Monte Lungo
Esito vittoria Alleata
Schieramenti
bandiera Germania bandiera Regno d'Italia
US flag 48 stars.svg USA
Comandanti
Frido von Senger und Etterlin,
Richard Heidrich
Harold Alexander,
Geoffrey Keyes,
Vincenzo Dapino,
Mark Wayne Clark
Effettivi
1.000 5.000

8 dicembre 1943 - La Battaglia di Monte Lungo

 

L'area delle due battaglie per lo sfondamento della Winter Line

Nel quadro delle operazioni per lo sfondamento della "Winter Line" il 1° Raggruppamento venne inserito nello schieramento della 36^ divisione statunitense di fanteria.
Concentrato nell'area dell'abitato di Mignano, il raggruppamento ricevette gli ordini per la conquista di Monte Lungo.

Il piano elaborato dal comando della 36^ divisione "Texas" (fig.1) prevedeva un assalto simultaneo, da sinistra verso destra ai monti Maggiore, a cura del 142° reggimento di fanteria statunitense, a Monte Lungo, a cura del 1° Raggruppamento, a S.Pietro infine ed al Monte Sammucro a cura del 143° reggimento fanteria statunitense ed a Quota 950, a destra del Sammucro a cura di un battaglione Ranger anchesso statunitense.

La sera del 7 dicembre i nostri soldati raggiunsero, in autocolonna, il bivio di Presenzano e, di qui, proseguirono a piedi per le basi di partenza.
Il mattino dopo, sul campo di battaglia gravava una densa nebbia e appoggiati da un breve tiro di preparazione, coperti prima dall'oscurità e poi dalla nebbia, fanti e bersaglieri superarono di slancio le prime difese nemiche puntando risolutamente sulla quota principale di Monte Lungo.

Nel frattempo però le operazioni per i reggimenti statunitensi non andavano assolutamente bene.
L'azione dei fanti della 36^ "Texas" erano fortemente contrastate sul Monte Maggiore, a destra del Monte Lungo ed a sinistra di questo, sugli accessi per San Pietro Infine, mentre sia il Monte Sammucro che la quota 950, dopo un iniziale successo, erano state rioccupate da un contrattacco tedesco, facendo mancare al saliente centrale costituito dai nostri, ogni copertura sui fianchi (fig.2).
Tale mancanza di copertura sarà pagata a caro prezzo. Quando la nebbia si sarà sollevata, i bersaglieri del LI battaglione, posti a sinistra del dispositivo d'attacco saranno colti d'infilata dal fuoco tedesco predisposto dai fianchi di Monte Maggiore verso il Monte Lungo.
Giunti di slancio in cima al Monte Lungo, percorrendo la via di massima pendenza, bersagliati dal fuoco che colpisce sui fianchi, i fanti del 67° reggimento riescono a colpi bombe a mano ad occupare la quota principale di Monte Lungo (fig.3).
Prima però che riescano a sistemarsi a difesa un contrattacco tedesco ricaccia indietro i nostri che sono costretti a ripiegare. Il primo attacco a Monte Lungo, dunque, non era riuscito.

Nei giorni successivi vennero diramati gli ordini per la reiterazione dell'attacco (fig.4).
L'operazione, nonostante l'organizzazione minuziosa che prevedeva la caduta degli obiettivi da destra verso sinistra, Q. 950, il Sammucro, San Pietro Infine e quindi il Monte Lungo, andò, a causa della resistenza tedesca, esattamente al contrario.

L'occupazione di Monte Maggiore e di Monte Lungo (fig.5), minacciando di tagliare le vie di collegamento del nemico, scardinò definitivamente lo schieramento tedesco che resisteva, senza dare il minimo segno di cedimento, alla pressione alleata nel settore di San Pietro Infine.

Alle ore 9,15 del 16 dicembre fanti e bersaglieri italiani, preceduti da 45 minuti di preparazione della nostra artiglieria, ripartirono all'attacco del monte, questa volta con le spalle coperte dal 142° reggimento statunitense che aveva occupato il Monte Maggiore. Il nemico, minacciato di fronte e di fianco, fu costretto al ripiegamento: alle ore 12,30 la vetta era definitivamente in mano italiana (fig.6).

La nostra Bandiera e quella americana sventolarono, per la prima volta unite, sulla cima del monte conquistato, a conclusione di cruenti combattimenti che costarono 79 morti e 89 feriti.

 

 

LE FASI DELLA BATTAGLIA
Vai alle pagine della 2^cp./LI battaglione bersaglieri e del I battaglione 67° fanteria
1. Le direttrici d'avanzata nei piani della 34^ div. USA
Il piano d'attacco per l'8 dic.'43
Vai alle pagine del LI battaglione d'Istruzione bersaglieri e del I battaglione del 67° Fanteria
2. Prima fase dei combattimenti
8 dic.'43 - Solo l'azione italiana sembra completarsi
Vai alle pagine della 2^ cp. LI battaglione bersaglieri e del I battaglione del 67° Fanteria
3. 8 dic.'43 - La reazione nemica respinge i nostri
Vai alle pagine del I battaglione 67° fanteria e del LI battaglione bersaglieri
4. 16 dic.'43 - Il piano d'operazioni per il giorno 16 dicembre
Gli Italiani occupano il Monte Lungo
5. 16 dic.'43 - Italiani e Americani occupano il Monte Lungo
I Tedeschi ripiegano verso Cassino
6. 16 dic.'43 - Occupato il Monte Lungo i tedeschi ripiegano