Guerra d'inverno

 

La guerra d'inverno, nota anche come guerra russo-finnica, è un conflitto che si svolse tra il 30 novembre 1939 ed il 13 marzo 1940, nel più ampio contesto della Seconda guerra mondiale.

Come conseguenza, l'Unione Sovietica fu espulsa dalla Società delle Nazioni. L'aspettativa di Stalin di una semplice e rapida conquista fu frustrata dalla inaspettata resistenza finlandese che sfruttò a suo vantaggio il rigidissimo inverno e la conoscenza delle foreste. Cosi' nel marzo 1940 fu firmato un accordo di pace che prevedeva la cessione alla Russia soltanto di circa il 10% del territorio della Finlandia e del 20% delle sue risorse industriali.

Pare che le scarse prestazioni dell'esercito sovietico nel corso di questa guerra abbiano avuto un'influenza decisiva sulla decisione di Hitler di attaccare l'Unione Sovietica nel 1941 (Operazione Barbarossa).

Indice

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Antefatti[modifica]

La Germania nazista e l'Unione Sovietica comunista firmarono il 23 agosto del 1939 un patto di non aggressione, il cosiddetto patto Molotov-Ribbentrop. Il trattato includeva una clausola segreta sulla spartizione dei paesi dell'Europa centro-orientale tra le due potenze firmatarie. La Finlandia fu assegnata alla sfera di influenza sovietica.

Durante l'autunno 1939 Stalin richiese che la Finlandia e i paesi baltici permettessero all'Unione Sovietica la costruzione di basi militari sul loro territorio. In particolare, le trattative condotte dai sovietici miravano ad ottenere dalla Finlandia uno spostamento dei confini nei dintorni del porto artico di Petsamo, la cessione dell'isola Suursaari (o Gogland) e di Koivisto, il diritto d'ingresso per le navi sovietiche nella Baia di Lapponia e lo smantellamento della linea fortificata che il maresciallo Gustaf Mannerheim aveva fatto costruire sull'istmo di Carelia. Stalin giustificava queste richieste con l'intenzione di creare un sistema difensivo nel Golfo di Finlandia che proteggesse Leningrado, una delle città più importanti dell'Unione Sovietica. Per proteggere Leningrado, che distava appena 50 chilometri dalla frontiera finlandese, Stalin voleva in qualche modo installare una base militare nel porto di Hanko, che egli definiva "la Gibilterra del Nord", per prevenire l'ingresso di navi inglesi o tedesche nel golfo.

La Finlandia però temeva che la Russia le riservasse la stessa sorte toccata alle repubbliche baltiche. Infatti dopo l'invasione tedesca della Polonia, Stalin, con la scusa di voler difendere gli Stati baltici dalle mire di Hitler, aveva occupato militarmente l'Estonia, la Lettonia e la Lituania. Successivamente questi stati, dopo la parentesi dell'occupazione nazista, furono poi accorpati all'interno dell'ordinamento giuridico dell'Unione Sovietica.

A causa di questi fondati timori quindi, il governo finlandese rifiutò inaspettatamente la richiesta, così il 30 novembre 1939 la Russia attaccò il paese con un'armata composta da 23 divisioni e 450.000 uomini che raggiunsero rapidamente la linea Mannerheim. Il pretesto per l'invasione fu un falso incidente di frontiera, il cosiddetto incidente di Mainila, un villaggio di frontiera nel quale l'artiglieria sovietica sparò sui propri soldati accusando poi i finlandesi.

La guerra[modifica]

File:Finnish soldiers during the Winter War
Soldati finlandesi in posa

Il teatro delle operazioni coinvolgeva l'intera linea di confine tra Finlandia e Unione Sovietica. Il fronte si poteva suddividere in tre grandi zone:

Settore nord (Lapponia)[modifica]

Gli scontri si concentrarono nella zona di Petsamo, allo scopo di ottenere il controllo da parte russa di importanti giacimenti minerari. Tra l'altro Petsamo era l'unico porto finlandese affacciato sul mare di Barents. La guarnigione di Petsamo, costituita in tutto da circa 700 fanti fu rapidamente sconfitta dalle ingenti forze russe schierate nel settore.

Settore centro (Finlandia centrale)[modifica]

Soldati sciatori finlandesi

In questo settore i russi tentarono più volte di sfondare allo scopo di dividere la Finlandia in due tronconi e interrompere i rifornimenti da parte della Svezia. Gli scontri si concentrarono a Suomussalmi e a Salla. Ma per i russi le cose andarono diversamente da quanto previsto, anzi in questo settore i reparti finlandesi passarono addirittura all'offensiva e penetrarono avanzando anche per pochi chilometri in territorio russo. Il piano dei russi di dividere in due la Finlandia, pur essendo teoricamente sensato, si rivelò in pratica difficilmente attuabile a causa delle fitte foreste della zona, le quali limitarono l'efficacia dei veicoli e dei carri armati russi esclusivamente alle strade. Lo stesso problema non lo avevano le truppe finlandesi che potevano giungere ovunque grazie anche ai reparti sciatori. Per loro fu un grande vantaggio non solo la conoscenza del territorio, ma anche il clima che quell'inverno fu particolarmente rigido. Quando i russi provarono ad attaccare in forze lungo la strada che passava vicino Suomussalmi i finlandesi ottennero il loro successo più eclatante: nei pressi di Raatteentie tre reggimenti finlandesi di fanteria circondarono e annientarono due divisioni autotrasportate e una brigata corazzata sovietica catturando ingentissime quantità di materiale bellico e logistico.

Settore meridionale (Carelia)[modifica]

In questo settore era concentrato il grosso dell'esercito finlandese e di quello russo. Lo scopo dei finlandesi era di difendere il confine ad ogni costo: a questo scopo era stata costruita una serie di fortificazioni di varia consistenza durante gli anni trenta denominata Linea Mannerheim in onore al suo ideatore, ex eroe dell'indipendenza finlandese nel 1917 e ora capo supremo dell'esercito. Su questa linea di difesa si concentrarono gli sforzi maggiori da parte dell'esercito russo e fu qui che nel febbraio del 1940 i russi sfondarono: alle 12.45 del 1º febbraio scattò l'offensiva voluta personalmente da Stalin.

Fra il 4 e il 5 febbraio, i russi sferrarono sette attacchi contro la linea Mannerheim, senza però nessun risultato. Solo il 13, dopo molti tentativi e con grande sacrificio di uomini e di mezzi, l'armata rossa poté aprirsi una breccia ad est di Summa, dove un contingente di 980 carri armati russi riuscì a penetrare e fece strage delle forze finlandesi. Il generale sovietico Timošenko, subentrato a Vorošilov alla guida delle operazioni dopo il disastro di Suomossalmi, progettò una battaglia in grande stile nella zona di Viipuri (Vyborg), prevedendo di costituire una testa di ponte sulla riva occidentale dell'omonima baia dopo aver attraversato la spessa crosta di ghiaccio.

I finlandesi opposero una inaspettata resistenza a bordo di slitte blindate e armate di mitragliatrici pesanti, e i russi riuscirono a conquistare la città di Viipuri, le isole fortificate della baia e il porto di Koivisto (oggi Primorsk), soltanto dopo grandi difficoltà e pesanti perdite.

Le forze armate dei due schieramenti[modifica]

La Finlandia aveva un piccolo esercito composto da soli 180.000 uomini, ma le truppe finlandesi si rivelarono un avversario temibile utilizzando tecniche di guerriglia, pattuglie sugli sci e sfruttando la conoscenza del territorio (come ad esempio ad Änäkäinen).

Fu usata con successo una bomba a petrolio riadattata dalla guerra civile spagnola che divenne nota come bomba Molotov. L'inverno 1939-40 fu freddissimo: furono raggiunte temperature di -40 °C e i finlandesi sfruttarono anche questo a loro vantaggio.

Con grande sorpresa da parte russa, la maggioranza dei socialisti finlandesi fu contro l'invasione sovietica.

Volantino di propaganda militare sovietica

L'esercito sovietico si mostrò abbastanza impreparato. I vertici militari erano stati pesantemente decimati dalle grandi purghe staliniane e furono, prima della guerra, rimpiazzati con persone meno preparate ma più compiacenti agli ordini superiori. In questa situazione i comandanti russi utilizzavano tattiche obsolete in modo pedissequo e privo di iniziativa: le ritorsioni dell'alto comando in caso di fallimento in pratica impedivano qualsiasi iniziativa individuale che non si attenesse al manuale. L'esercito sovietico si mostrò inoltre impreparato ad un conflitto in condizioni climatiche estreme.

Il cosiddetto "incidente di Raatteentie" avvenuto nel corso della battaglia di Suomussalmi, nel quale due divisioni russe e una brigata corazzata furono distrutte in un'imboscata da una forza pari a tre reggimenti di soldati finlandesi, viene citato ancora oggi in molte accademie militari come esempio di cattiva organizzazione delle operazioni militari.

Degna di nota è la scarsità dell'armamento finlandese. L'appoggio dell'aeronautica e della contraerea era scarso mentre l'esercito russo poteva contare su un vasto arsenale di carri armati, caccia e bombardieri. Gli aviatori finlandesi dimostrarono comunque un buon grado di preparazione: i caccia finlandesi da anni montavano le mitragliatrici convergenti verso il bersaglio mentre sui caccia russi erano ancora montate in parallelo. Questo diminuiva l'efficacia delle mitragliatrici russe e presto anche i piloti sovietici verso la fine delle guerra d'inverno adottarono accorgimenti simili.

La situazione era invece più bilanciata a livello di fanteria: entrambi i contendenti potevano contare su fucili a colpo singolo e armi automatiche. Nell'esercito finlandese però solo i soldati che avevano completato l'addestramento di base disponevano di uniformi e fucili. Gli altri dovettero ricorrere ad abbigliamento proprio e spesso anche ad armi proprie. I finlandesi sopperirono utilizzando ampiamente armi, attrezzature e munizioni catturate al nemico. Il fucile standard in dotazione alle truppe finlandesi era in pratica una variante del Mosin-Nagant (solo più tardi si dotò del modello 91/38 paracadutato dalle truppe italiane) in dotazione all'esercito russo. Quando la Finlandia era ancora un Granducato russo gli Zar per premiare la fedeltà dei finlandesi avevano dotato all'inizio del secolo il Granducato di un piccolo esercito equipaggiandolo con i moderni fucili (per l'epoca) Mosin-Nagant. La scelta della Finlandia negli anni trenta di non cambiare il calibro dei fucili in dotazione ai soldati si rivelò saggia.

Il sostegno straniero[modifica]

Volontari norvegesi

L'opinione pubblica mondiale supportava fortemente la causa finlandese. La successione di eventi bellici che avrebbero successivamente coinvolti la quasi totalità dei paesi europei e le grandi potenze mondiali nella seconda guerra mondiale aveva subito una battuta di arresto dopo l'invasione della Polonia da parte di Hitler. Pertanto l'attenzione dell'opinione pubblica si focalizzò sulla guerra d'inverno. L'aggressione sovietica venne considerata completamente priva di giustificazioni e diverse organizzazioni straniere inviarono aiuti materiali al piccolo stato: Francia, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda, Ungheria, Italia, Stati Uniti.

Molti emigranti rientrarono in Finlandia e molti volontari si unirono alle forze finlandesi: 1.010 danesi, 727 norvegesi, 372 Ingriani, 346 emigrati finlandesi e 210 volontari di altre nazionalità da tutte le parti del mondo, Italia compresa. Tra i volontari che partirono per la Finlandia ci fu anche Christopher Lee, poi divenuto famoso come interprete cinematografico del Conte Dracula.

La Svezia, che si era dichiarata non belligerante e non paese neutrale, fu la nazione che contribuì maggiormente con ingenti rifornimenti militari (aerei soprattutto), soldati, aiuti umanitari e 8.260 volontari. Il tutto avvenne comunque a livello non ufficiale, in quanto il governo svedese rifiutò qualsiasi coinvolgimento nella guerra.

L'Italia fascista, pur essendo alleata della Germania di Hitler, rifornì la Finlandia con molti lanci contenenti materiale bellico, soprattutto fucili modello 91/38 da 6,5 mm. La Finlandia acquistò dall'Italia anche 35 caccia Fiat G.50, il cui trasporto era previsto tramite ferrovia attraverso la Germania. Poiché la Germania nazista era al tempo in ottimi rapporti con l'Unione Sovietica (il patto Molotov-Ribbentrop era appena stato firmato), essa vietò il passaggio di tali aerei sul suolo tedesco, per cui gli aerei vennero trasportati smontati via nave fino alla Svezia, dove vennero assemblati e quindi poterono giungere in Finlandia. Ma l'intervento tedesco non si limitò al boicottaggio degli aiuti: i tedeschi rifornivano di carburante nei loro porti le unità navali sovietiche nel Baltico.[8]

  « Nelle vostre conversazioni, ci sarà modo di esprimere comprensione per il punto di vista dei russi. Siete pregati di astenervi da qualunque sentimento di simpatia per la posizione della Finlandia »
 
(documento del ministero degli esteri tedesco agli ambasciatori in tutto il mondo[9])

Il supporto delle grandi potenze liberali, Inghilterra e Francia, fu però limitato e irrimediabilmente tardivo. Fu decisa la costituzione di un corpo di spedizione alleato di circa 20.000 uomini soltanto quando l'esercito russo aveva ormai sfondato la linea Mannerheim: due battaglioni di truppe alpine francesi, due battaglioni della legione straniera, un battaglione polacco aggregato ai francesi; comandati dall'ammiraglio François Darlan. Per i britannici, tre divisioni. Lo sbarco a Narvik fu fissato per il 13 marzo 1940. Fu bloccato all'ultimo momento dal governo britannico sia per il timore della reazione tedesca, sia per la pace firmata il giorno prima tra Finlandia ed Urss. Norvegia e Svezia intanto avevano già negato il permesso di sbarco e transito agli alleati. Difatti l'unica via di rifornimento della Finlandia passava attraverso il porto norvegese di Narvik, essendo il baltico bloccato dai tedeschi. Narvik divenne quindi un importante obiettivo logistico anglo-francese.[10]

Tra l'altro l'obiettivo non dichiarato del corpo di spedizione era non tanto aiutare la Finlandia nelle operazioni ma mettere al sicuro i giacimenti di petrolio, le miniere di ferro, e varie risorse naturali della Lapponia svedese e finlandese.

Trincea finlandese

Il mancato sbarco fece cadere il governo francese Daladier. Alle ore 10 del 28 marzo 1940, il consiglio militare interalleato si riunì a Downing Street e decise di consegnare il 2 aprile una nota diplomatica intimidatoria agli svedesi e norvegesi, e minare il 4 aprile in più punti la strada costiera norvegese.[11]

  « Resta il fatto che il problema delle forze da sbarcare per impedire ai norvegesi di dragare le mine posate con tanta disinvoltura nelle loro acque territoriali non fu trattato, e neppure quello della reazione che bisognava aspettarsi. Sarebbe temerario supporre che la Germania assista passivamente ad un nostro intervento nelle acque norvegesi »
 
(Ammiraglio Darlan[12])

In merito a queste problematiche fu deciso il contemporaneo sbarco di truppe, con la consapevolezza che il giorno seguente i tedeschi avrebbero reagito. L' Operazione Wilfred fu posticipata all'8 aprile, la posa di mine al 9 aprile lo sbarco (pacifico, si sperava) dei britannici nei porti di Narvik, Trondheim, Bergen, Stavanger. Navi impiegate: Devonshire, Berwick, York, Glasgow. Porto di partenza: Rosyth. L'8 aprile alle ore 18.45, un mercantile tedesco venne affondato nelle acque norvegesi dal sottomarino polacco Orzel. Teste di ponte anglofrancesi in Norvegia l' 8 maggio: Aandalsnes (15' brigata britannica) e Namsos (5' reggimento truppe alpine francesi)[13].

L'armistizio[modifica]

Pietre e filo spinato usati come difese sulla linea Mannerheim
Cadaveri ed equipaggiamenti sovietici dopo una battaglia

Verso la fine dell'inverno i russi capirono che avevano commesso l'errore di dividere le loro forze in tante unità invece di concentrarle per sfruttare al massimo la superiorità numerica. Questo errore nell'impiego del proprio potenziale era stato commesso sia nell'impiego della fanteria sia in quello delle forze corazzate che erano state divise in tanti piccoli raggruppamenti a supporto della fanteria. Semën Timošenko, dopo il disastro di Suomossalmi, non commise gli stessi errori e concentrò le forze: alla fine di febbraio l'Armata Rossa decuplicò gli sforzi e riuscì a fare breccia nella linea Mannerheim nei pressi di Summa. I finlandesi si ritirarono ma sia una prima linea di difesa nella zona dei laghi sia una seconda vennero spezzate dall'avanzata sovietica. Nel corso di una riunione del comando supremo, lo stesso Mannerheim dovette ammettere che la situazione era insostenibile: alla fine di febbraio i finlandesi avevano esaurito le scorte di munizioni. Se da un lato la Finlandia era stremata dalla sforzo bellico l'Unione Sovietica, nonostante le operazioni militari stessero finalmente dando i risultati sperati, era disponibile a trattare per porre fine alle gravi perdite di uomini e di mezzi e ad una guerra condotta in modo imbarazzante dai vertici militari.

A quel punto i rappresentanti diplomatici tedeschi consigliarono alla Finlandia di negoziare con l'Unione Sovietica. Nonostante l'avanzata in territorio finlandese, rimanevano ancora grosse sacche di resistenza e con la primavera in arrivo i russi rischiavano di restare intrappolati nel fango dei boschi. Una bozza di accordo di pace fu presentata alla Finlandia il 2 febbraio 1940; anche gli Svedesi erano ansiosi di vedere finire questo conflitto, temevano che un collasso della Finlandia potesse portare i russi ad avanzare verso di loro.

Nei primi due mesi di offensiva i sovietici avevano avuto 27.500 morti, 80.000 feriti e 1.600 prigionieri contro i 1.500 morti e 1.200 feriti finlandesi. Nella seconda fase della guerra i sovietici avevano avuto 21.245 morti e 78.863 feriti contro i 23.734 morti e i 42.337 feriti finlandesi. Nel totale questa guerra costò 24.934 morti e 43.557 feriti ai finlandesi e 48.745 morti e 158.863 feriti ai sovietici, ma per la pace i finlandesi dovevano pagare un caro prezzo.

Quando il governo finlandese si mostrò esitante di fronte alle pesanti condizioni poste dai sovietici, il re svedese Gustavo V fece una pubblica dichiarazione nella quale confermava il rifiuto di fornire alla Finlandia truppe regolari.

Il 29 febbraio il governo finlandese accettò così di negoziare e il 6 marzo 1940 fu firmato un armistizio. L'8 marzo, una delegazione capeggiata dal filocomunista Paasikivi si recò a Mosca e firmò la pace quattro giorni dopo.

Pace di Mosca[modifica]

Cessioni territoriali finlandesi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Trattato di Mosca (1940).

Il Trattato di pace di Mosca che pose fine alle ostilità fu stipulato il 12 marzo, con tempismo perfetto essendo stato previsto per il giorno seguente lo sbarco alleato a Narvik.

La Finlandia fu costretta a cedere la sua parte della Carelia (compreso il maggior centro industriale finlandese e la seconda città della Finlandia, Viipuri, in tutto circa il 10% del territorio), benché la maggior parte di queste aree fossero saldamente in mano all'esercito finlandese. Circa 422.000 abitanti della Carelia (il 12% della popolazione finlandese) persero le loro case. Le truppe militari e i civili furono rapidamente evacuati.

La Finlandia dovette inoltre cedere parte dell'area di Salla, la penisola di Kalastajansaarento nel mare di Barents e quattro isole nel Golfo di Finlandia. La penisola di Hanko dovette essere concessa alla Russia per trent'anni come base militare.

Nonostante le pesanti perdite territoriali, la nazione nordica era riuscita comunque a conservare la sovranità evitando il destino riservato dall'Unione Sovietica alle repubbliche baltiche. I sentimenti di rivalsa spinsero la Finlandia verso un ulteriore avvicinamento alla Germania che si sarebbe concretizzato nel 1941 nell'appoggio all'Operazione Barbarossa.

Note[modifica]

  1. ^ Comandante del distretto militare di Leningrado Kiril Meretskov iniziò operazione a favore dei finlandesi. Il commando passò dal 9 dicembre al generale del supremo commando (conosciuto anche come Stavka), direttamente sotto Kliment Voroshilov direttore sotto di Kliment Voroshilov (presidente), Nikolai Kuznetsov, Joseph Stalin e Boris Shaposhnikov. Nel Gennaio del 1940, il distretto militare di Leningrado fu riformato e rinominato "North-Western Front" Ovvero Fronte del nord ovest. Semën Timošenko fu scelto come comandante dell'esercito per distruggere le linee di Mannerheim.
  2. ^ Pentti Virrankoski, Suomen Historia 2, 2001, ISBN 951-746-342-1, SKS
  3. ^ Erkki Käkelä, Laguksen miehet, marskin nyrkki: Suomalainen panssariyhtymä 1941-1944, 1992, ISBN 952-90-3858-5, Panssarikilta
  4. ^ Tomas Ries, Cold Will - The Defense of Finland, 1988, ISBN 0-08-033592-6, Potomac Books
  5. ^ Ohto Manninen, Talvisodan salatut taustat, 1994, ISBN 951-9052-51-0
  6. ^ Finnish Defence College, Talvisodan historia 4, p.406, 1991, ISBN 951-0-17566-8, WSOY, Le morti includono anche i 3671 soldati che morirono dopo il termine della guerra a causa delle serie ferite riportate in battaglia.
  7. ^ G.F. Krivosheev, Soviet Casualties and Combat Losses in the Twentieth Century, 1997, ISBN 1-85367-280-7, Greenhill Books
  8. ^ Enciclopedia "storia controversa della seconda guerra mondiale", De Agostini, 1976, volume 1, pagina 265
  9. ^ Enciclopedia "storia controversa della seconda guerra mondiale", de agostini, 1976, volume 1, pagina 265
  10. ^ Enciclopedia "storia controversa della seconda guerra mondiale", de agostini, 1976, volume 1, pagina 265
  11. ^ Enciclopedia "storia controversa della seconda guerra mondiale", de agostini, 1976, volume 1, pagina 265
  12. ^ Enciclopedia "storia controversa della seconda guerra mondiale", De Agostini, 1976, volume 1, pagina 265
  13. ^ Enciclopedia "storia controversa della seconda guerra mondiale", De Agostini, 1976, volume 1, pagina 265-267

 Fonte:wikipedia