Caratteri del fascismo nella Repubblica Sociale[modifica]

Il profilo delle personalità del fascismo rifondato al Congresso di Verona si distinse da quello del ventennio per il protagonismo di numerosi personaggi degli ambienti squadristi, via via emarginati da Mussolini dopo la Marcia su Roma. I vecchi squadristi, che per lunghi anni spesso erano stati relegati ad incarichi di secondo piano, tornarono alla ribalta, prendendo l'iniziativa sin dall'annuncio dell'armistizio e prima della proclamazione della Repubblica il 27 settembre 1943.

Un'altra caratteristica del fascismo repubblicano fu l'importanza assunta dalle componenti volontarie, che si vennero coagulando sin da prima della fondazione della repubblica e poi ne costituirono un tratto significativo[101], nelle proprie formazioni sia militari sia civili. Questo sforzo si lega al recupero della tradizione "movimentista" del primo fascismo. Ciò nonostante la RSI dovette ricorrere a numerosi bandi di leva al fine di mobilitare alcune centinaia di migliaia di italiani. Solo con la reiterazione dei bandi - che includevano la minaccia di passare per le armi i renitenti - si riuscì in fasi successive e ad arruolare un numero complessivamente calcolato da fonti reducistiche in sette-ottocentomila uomini[102], dei quali, sempre secondo le stesse fonti fasciste, un numero oscillante attorno ai duecentomila volontari[103], in buona parte giovanissimi (anche minorenni). La maggioranza della popolazione mantenne un atteggiamento di indifferenza e freddezza (la cosiddetta "zona grigia"[104]) o di ostilità (la "Resistenza disarmata" nelle fabbriche con centinaia di migliaia di scioperanti e sabotaggi continui dello sforzo bellico, nelle campagne, nei campi di internamento tedeschi (col rifiuto degli italiani internati di aderire alle forze armate della RSI[105]) verso il rinato fascismo, consentendo al contempo lo sviluppo e il sostentamento della lotta armata antifascista.

Nel corso dei 600 giorni di durata della Repubblica Sociale, i dibattiti interni al Fascismo si orientarono essenzialmente su:

  • la critica al passato regime, ai suoi compromessi con la monarchia, la Chiesa e l'establishment industriale[106], ritenuti ostacoli che avevano impedito la completa realizzazione della "rivoluzione fascista"
  • la socializzazione delle imprese, che divenne tanto un propagandistico "ritorno alle origini" del fascismo quanto una maniera revanscista per colpire le classi sociali alto-borghesi, ritenute dal fascismo squadrista disfattiste, antifasciste se non in aperta combutta col nemico
  • la nuova veste istituzionale da dare allo stato, se accettare l'introduzione di elementi democratici nella costituzione dello Stato e se consentire un regime pluripartitico o monopartitico[107]
  • la nuova forma da dare alle Forze Armate, interamente volontarie oppure mantenendo una continuità con il vecchio esercito monarchico di coscritti, nonché sulla loro apoliticità oppure sulla necessità di dar loro una veste politica, sulla falsariga delle SS tedesche[108].
  • il problema del "dopo" tanto in prospettiva di una vittoria dell'Asse (ritenuta ancora possibile grazie alle "armi segrete" di cui si pensava disponesse il Reich) sia quando la sconfitta divenne certa.

Fra le componenti psicologiche e politiche che mossero la RSI e il Fascismo Repubblicano se ne possono evidenziare alcune come emergono dalla memorialistica:

  • il desiderio di preservare la continuità del regime fascista e del suo collocamento bellico al fianco della Germania;
  • il desiderio di vendetta contro quegli elementi ritenuti esiziali per il vecchio fascismo: "i nemici di dentro e di fuori" che avevano impedito il completamento della "rivoluzione", avevano sabotato lo sforzo bellico facendo intelligenza col nemico, e avevano tradito Mussolini spingendolo a scelte errate, identificati con la massoneria, gli ebrei, la plutocrazia, la monarchia, ecc.;
  • il cupio dissolvi, una forte componente nichilista dettata dal desiderio di cercare "la bella morte" e concludere con essa un'esperienza politica ed umana condannata alla sconfitta[109].
  • il desiderio di rendere un servizio alla nazione italiana nel suo momento ritenuto più buio (riscattandone l'onore, secondo i fascisti compromesso dall'armistizio dell'8 settembre). Da parte di taluni si è cercata una giustificazione della RSI nel tentativo - evidentemente fallito, visti gli esiti - di "ammorbidire" l'occupazione germanica[110] e di mantenere in piedi l'apparato dello Stato per consentire la sopravvivenza del popolo durante la guerra)[111].

Il "neofascismo"[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Neofascismo.

Nonostante il divieto di ricostituzione del disciolto partito nazionale fascista, stabilito dalla Costituzione Repubblicana, movimenti fascisti sopravvissero anche dopo la guerra.

In particolare il Movimento Sociale Italiano di Pino Romualdi e Giorgio Almirante, che fu accusato a più riprese di ricostituzione del disciolto partito fascista.Nel 1994 questo partito ridusse i legami col movimento mussoliniano e si trasformò in Alleanza Nazionale durante un congresso a Fiuggi. Un gruppo di irriducibili nostalgici, legati all'ex-segretario e combattente della Rsi Pino Rauti, si staccò allora da AN fondando il partito della Fiamma Tricolore. Di recente, dopo alcune vicende personali, Rauti ha lasciato anche questo movimento per fondarne uno nuovo (Mis, Movimento idea sociale).

Contemporaneamente Alessandra Mussolini, nipote del dittatore, lasciava AN in polemica col suo presidente Gianfranco Fini, che aveva preso le distanze dalle posizioni legate al fascismo e alla figura di Mussolini.[112] La Mussolini fondò così un proprio partito (AS, Azione Sociale) che promosse l'alleanza denominata Alternativa Sociale che univa AS ad altri due movimenti neofascisti e nazionalisti: Forza Nuova, guidato da Roberto Fiore, e Fronte Sociale Nazionale, fondato da Adriano Tilgher.

Interpretazioni del Fascismo[modifica]


 

All'interno della vasta critica storica sul fascismo, è possibile individuare varie interpretazioni, tra le quali:

  • quella di Mussolini, che nell'Enciclopedia Italiana alla voce relativa scrisse "il fascismo fu ed è azione";
  • quella liberale di Benedetto Croce, che considera il fascismo come una "parentesi" della storia italiana, una "malattia morale" a seguito della grande guerra;
  • quella democratico-radicale[113] di Gaetano Salvemini e del Partito d'Azione, che considera il fascismo come un prodotto logico, inevitabile, degli antichi mali d'Italia;
  • quella di tradizione marxista, che considera il fascismo come un prodotto della società capitalista e della reazione della grande borghesia contro il proletariato attraverso la mobilitazione di masse piccolo-borghesi e sottoproletarie (il "regime reazionario di massa" descritto dai comunisti italiani in clandestinità);
  • quella revisionista di Renzo De Felice, che intende rivedere il giudizio storico tradizionale sul fascismo, sottolineandone il consenso raggiunto nella società italiana e le radici profonde nella situazione del primo dopoguerra. Tale definizione, tuttavia, è essenzialmente limitata all'ambito culturale italiano, essendo il termine revisionismo riferibile in genere ad ambiti più vasti e differenziati in sede di dibattito storico internazionale.

Note[modifica]

  1. ^ Renzo De Felice "Intervista sul Fascismo", Arnoldo Mondadori Editore, 1992, pagg. 40-41: "...io dico che il fascismo è un fenomeno rivoluzionario, se non altro perché è un regime, e ancor di più un movimento - e qui c'è da tener presente la differenza di grado tra quello che fu il regime e quello che avrebbe voluto essere il movimento - che tende alla mobilitazione, non alla demobilitazione delle masse, e alla creazione di un nuovo tipo di uomo. Quando si dice che il regime fascista è conservatore, autoritario, reazionario, si può avere ragione. Però esso non ha nulla in comune con i regimi conservatori che erano esistiti prima del fascismo e con i regimi reazionari che si sono avuti dopo...Il regime fascista, invece, ha come elemento che lo distingue dai regimi reazionari e conservatori, la mobilitazione e la partecipazione delle masse. Che poi ciò sia realizzato in forme demagogiche è un'altra questione: il principio è quello della partecipazione attiva, non dell'esclusione. Questo è un punto che va tenuto presente, è uno degli elementi, diciamo così, rivoluzionari. Un altro elemento rivoluzionario è che il fascismo italiano - anche qui si può dire demagogicamente, ma è un altro discorso- si pone un compito, quello di trasformare la società e l'individuo in una direzione che non era mai stata sperimentata né realizzata. I regimi conservatori hanno un modello che appartiene al passato, e che va recuperato, un modello che essi ritengono valido e che un evento rivoluzionario ha interrotto: bisogna tornare alla situazione prerivoluzionaria. I regimi di tipo fascista invece, vogliono creare qualcosa che costituisca una nuova fase della civiltà."
  2. ^ "Io sono reazionario e rivoluzionario, a seconda delle circostanze. [...] Ma sono certamente rivoluzionario quando vado contro ogni superata rigidezza conservatrice o contro ogni sopraffazione libertaria. [...] Se domani fosse necessario, mi proclamerei il principe dei reazionari.", Benito Mussolini, discorso tenuto al Senato il 27 novembre 1922, cit. in Benito Mussolini, Opera Omnia; "Con lo scatenarsi dello squadrismo agrario il fascismo aveva inequivocabilmente dimostrato di essersi trasformato in un movimento reazionario legato alle classi dominanti più retrive, deciso ad inserirsi ad ogni costo nella politica nazionale a livello parlamentare e governativo", pag. 119, Renzo De Felice, Sindacalismo rivoluzionario e fiumanesimo nel carteggio De Ambris-d'Annunzio, Morcelliana, 1966; Paolo Buchignani, La Rivoluzione in camicia nera, Mondadori, 2007; George Mosse, Intervista sul nazismo, Laterza, 1977; Renzo De Felice, Intervista sul fascismo, a cura di M. A. Ledeen, Laterza, 1975. Sergio Panunzio riferisce della locuzione conservazione reazionaria e la fa propria, spiegandola così: "Il Fascismo ha due connessi e inscindibili aspetti, e guai a staccarli l'uno dall'altro, rompendo il suo organismo ideale e morale: [l'aspetto] conservatore e restauratore, l'aspetto innovatore o instauratore. Donde la sua natura di fatto storico, di conservazione rivoluzionaria". cfr. S. Panunzio, Rivoluzione e Costituzione (Problemi costituzionali della rivoluzione), Milano, Fratelli Treves, 1933, p. 243
  3. ^ Giuseppe Parlato, La sinistra fascista Il Mulino Ricerca, 2000; Emilio Gentile, Le origini dell'ideologia fascista, Laterza 1975; Francesco Perfetti, Il dibattito sul fascismo, Bonacci, 1984
  4. ^ Per l'interpretazione del Fascismo come revisionismo del socialismo, cfr. Augusto del Noce Appunti per una definizione storica del fascismo di Augusto del Noce, Conferenza tenuta il 19 aprile 1969 presso la sezione milanese dell'Unione Italiana per il Progresso della Cultura. URL consultato il 12-09-2008., Ernst Nolte, I tre volti del fascismo, Sugar, Milano, 1966 e Marco Piraino e Stefano Fiorito "L'identità fascista" (Book, 2008).
  5. ^ Dario Padovan, Organicismo sociologico, pianificazione e corporativismo in Italia durante il fascismo in Rassegna italiana di sociologia - 4\2007; zeev Sternhell, Sul fascismo e la crisi dello Stato ebraico, in "MicroMega", 4\1989; Salvatore Lupo, Il fascismo. La politica in un regime totalitario, Donzelli, 2000
  6. ^ a b "Secondo gli storici del fascismo, Mussolini sarebbe «salito al governo con atto rivoluzionario», in seguito alla Marcia su Roma del 28 ottobre 1922 (Volpe 1932, p.867). Seguendo un celebre giudizio di Gobetti, molti storici e giuristi antifascisti hanno invece corretto l'apologetica affermazione di Volpe, ritenendo che nella crisi del governo Facta e nell'incarico a Mussolini si fosse manifestata una rottura della legalità statutaria anche da parte della monarchia; così da dover parlare di «colpo di Stato monarchico-fascista» (Barile, 1964, p.31).", cfr. Raffaele Romanelli (curatore), "Storia dello Stato italiano - dall'Unità ad oggi", Donzelli Editore, Roma, 1995, ISBN 88-7989-127-8, pag. 41
  7. ^ Il carattere violento del fascismo, particolarmente nella contrapposizione al comunismo è persino francamente rivendicato dallo stesso Benito Mussolini in diverse occasioni, come ad esempio nel Discorso di Udine
  8. ^ http://fncrsi.altervista.org/Radici_giacobine.htm
  9. ^ a b Grčić, Joseph. Ethics and political theory. Lanham, Maryland, USA: University of America, Inc, 2000. Pp. 120
  10. ^ Griffin, Roger (ed.); Feldman, Matthew (ed.). Fascism: Fascism and culture. London, UK; New York, USA: Routledge, 2004. Pp. 185.
  11. ^ "Pax Romanizing". TIME Magazine, 31 December 1934. The Fascist International declared their opposition to the seeking of autonomy and cultural distinction of Jewish groups in Europe, claiming that such attempts were dangerous and an affront to national unity.
  12. ^ De Grand, Alexander. Fascist Italy and Nazi Germany: the "fascist" style of rule. Routledge, 2004. Pp. 28.
  13. ^ Kent, Allen; Lancour, Harold; Nasri, William Z. Encyclopedia of Library and Information Science: Volume 62 - Supplement 25 - Automated Discourse Generation to the User-Centered Revolution: 1970-1995. CRC Press, 1998. ISBN 0-8247-2062-8, 9780824720629. p. 69.
  14. ^ "Lo Stato non vuole difendersi? lo Stato non ha la forza? lo Stato ha paura delle violenze? ci pensiamo noi, dissero i fascisti" cfr. Guido Bergamo, "Il Fascismo visto da un repubblicano", in "Il Fascismo e i partiti politici", a cura di Renzo de Felice, Cappelli. "il programma economico-nazionale è salvare l'Italia dal bolscevismo in quanto è rivoluzione e in quanto è d'importazione straniera". cfr. Giovanni Zibordi, "Critica socialista del fascismo" in "Il Fascismo e i partiti politici", ibidem
  15. ^ "Il significato fondamentale che il fascismo rivestì man mano che esso si definì (...) è quello di una reazione prendente le mosse dalle forze combattentistiche e nazionali, di fronte ad una crisi che era la crisi stessa dell'idea di Stato, dell'autorità e del potere centrale in Italia (cfr. Julius Evola, "Il Fascismo visto dalla destra", Settimo Sigillo, Roma)
  16. ^ "La Nazione non è la semplice somma degli individui viventi, nè lo strumento dei partiti per i loro fini, ma un organismo comprendente la serie infinita delle generazioni in cui i singoli sono elementi transeunti" et al.(Cfr "Programma e statuto del PNF", 1922)
  17. ^ Paolo Benedetti, Mazzini in camicia nera, Annali della Fondazione Ugo La Malfa, 2009. Cfr. anche «Camerata Mazzini, presente!» di Giovanni Belardelli dal Corriere della Sera del 11 luglio 2008. URL consultato il 14-03-2010.
  18. ^ Piero Gobetti, "Elogio della ghigliottina'", in: La rivoluzione liberale, n. 34/1922
  19. ^ Lezione di Lelio Basso tenuta il 30 gennaio 1961
  20. ^ Cfr. Emilio Gentile Fascismo: storia e interpretazione
  21. ^ Cfr. "Dizionario della lingua italiana Treccani, voce "Fascismo", vol. D-L pag. 393. - "A più riprese nel corso della guerra e dopo l'armistizio si erano formati nel parlamento e nel paese dei Fasci, per la resistenza, per la vittoria, per la difesa dal nemico, e simili. S'intitolavano Fasci a significare ch'erano unioni contingenti e provvisorie di elementi vari, concordi in un obbiettivo comune (...) Dopo Caporetto il loro programma e la loro missione fu salvare l'Italia dal cosiddetto "disfattismo". cfr. Giovanni Zibordi, "Critica socialista del fascismo" in "Il Fascismo e i partiti politici", a cura di Renzo de Felice, Cappelli
  22. ^ Renzo De Felice, Breve storia del fascismo, Oscar Storia Mondadori, Cles (Tn), 2009, pag. 12: (Il movimento fascista fu )"...aiutato da contingenze favorevoli: l'atteggiamento di Giolitti nei confronti del fascismo e la vera e propria esplosione del fascismo agrario. A Mussolini era sin troppo chiaro come quello assegnato da Giolitti al movimento fosse un valore strumentale..."
  23. ^ Renzo De Felice, Breve storia del fascismo, Oscar Storia Mondadori, Cles (Tn), 2009, pag. 15-16: (L'accesso al potere di Mussolini)"Tale intendimento doveva tenere conto della necessità da più parti rilevata-da Giolitti per primo al "Corriere della Sera" di Albertini,...- di "costituzionalizzare" il fascismo: necessità dettata in gran parte dalla crisi che aveva colpito le organizzazioni di sinistra. Una crisi che non rappresentava comunque per il fascismo un fattore del tutto positivo: se la piccola e media borghesia si erano appellate ad esso contro la sinistra, una volta esaurita la "minaccia rossa", il fascismo appariva meno "seducente" e quindi meno meritevole di sovvenzioni."
  24. ^ Cfr. discorso alla Camera dei Deputati di Benito Mussolini il 16 novembre 1922 - Fabio Andriola, in Mussolini, prassi politica e rivoluzione sociale riferisce di 2.200 fasci e 320.000 iscritti al novembre 1921
  25. ^ Cfr la citata lezione di Lelio Basso: "Gl'industriali si volsero anch'essi al fascismo, poco dopo gli agrari, e cioè fra il 1920 e il 1921"
  26. ^ Cfr atti dei lavori alla Camera dei Deputati, 1922-1924
  27. ^ Cfr. Luigi Salvatorelli, Mussolini al potere, lezione tenuta a Milano il 20 febbraio 1961
  28. ^ a b Renzo De Felice, Mussolini il fascista, cit.
  29. ^ R. De Felice, Mussolini il Fascista, tomo II, cit. p. 304
  30. ^ Manifesto del tecnicismo giuridico è considerata la prolusione tenuta da Arturo Rocco presso l'università di Sassari il 15 gennaio 1910, intitolata Il problema e il metodo della scienza del diritto penale, e pubblicata in Rivista di diritto e procedura penale, 1910, vol. I, pp. 497 ss. e 561 ss.
  31. ^ a b Profili storici:Dal 1900 a oggi di Andrea Giardinetta, Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto, pagine 254, 363, 369, 371 e 372
  32. ^ [1] Vedi qui
  33. ^ "Giliberto Capano e Elisabetta Gualmini - La pubblica amministrazione in Italia - Bologna, il Mulino 2006", pag. 121
  34. ^ INPS La nostra storia
  35. ^ Per una disamina della politica estera fascista si rimanda all'opera di De Felice (Mussolini l'alleato), nonché allo studio incompiuto di Franco Bandini L'Estate delle Tre Tavolette e al lavoro di Fabio Andriola Il Carteggio Churchill-Mussolini.
  36. ^ Renzo de Felice, Mussolini il duce, cit.
  37. ^ Cfr. G. Candeloro, Vol 9, 1993
  38. ^ ibidem
  39. ^ Come attestato nei "Diari Storici 7º Stormo, XXV, XXXI e XLV Gr, Aus/am" riportati in Angelo Del Boca, I gas di Mussolini - Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti, Roma, 2007, ISBN 88-359-5859-8, pp. 141-146
  40. ^ Angelo Del Boca, I gas di Mussolini - Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti, Roma, 2007, ISBN 88-359-5859-8, p. 71: "Il 6 febbraio 1922 Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Giappone firmarono a Washington una convenzione che escludeva l'impiego di armi chimiche, tranne come ritorsione contro avversari che le avessero impiegate per primi. La convenzione non fu ratificata per l'opposizione della Francia su un altro dei suoi punti. Nel 1925 fu la Società delle nazioni a prendere l'iniziativa di un trattato internazionale che interdiceva ogni utilizzazione delle armi chimiche e batteriologiche. Firmato il 17 giugno 1925 dai rappresentanti di 26 Stati, il trattato fu ratificato dall'Italia senza condizioni il 3 aprile 1928 e da molti altri Stati (e altri vi aderirono successivamente: il trattato è tuttora in vigore)."
  41. ^ R. De Felice, Mussolini il Duce, pp. 707 e ss. cfr. in particolare p. 710:Da quest'epoca in poi (gennaio 1936) le sue interferenze nella direzione delle operazioni furono essenzialmente solo politiche, volte ad autorizzare o impedire quelle forme di guerra o quelle iniziative particolari (uso di gas asfissianti, bombardamenti di rappresaglia, attacchi alla ferrovia Gibuti-Addis Abeba, stabilimento di basi sul lago Tana etc.) che a seconda del particolare momento politico internazionale egli riteneva opportuno o controproducente adottare
  42. ^ Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale p. 532
  43. ^ Non di questa opinione Pierluigi Romeo di Colloredo, secondo il quale l'unico mezzo di lancio dell'iprite furono le bombe d'aereo. Di Colloredo, I Pilastri del Romano Impero, p. 102 n. Il lancio di con artiglierie di proietti caricati ad arsine è confermato invece in modo diretto da documenti ufficiali italiani riportati in Angelo Del Boca, I gas di Mussolini - Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti, Roma, 2007, ISBN 88-359-5859-8, pp. 206-207
  44. ^ Il testo dei telegrammi è citato in: Angelo del Boca. I gas di Mussolini. Il fascismo e la guerra d'Etiopia. Roma: Editori Riuniti, 1996, pp. 148-182. Una selezione più estesa dei telegrammi è disponibile in: I telegrammi di Mussolini dal sito web «Crimini di guerra». Riportato il 31 gennaio 2007.
  45. ^ Mussolini e i generali italiani cercarono di avvolgere nella massima segretezza le operazioni della guerra chimica, ma i crimini dell'esercito fascista furono rivelati al mondo dalle denunce della Croce Rossa internazionale e di alcuni osservatori stranieri. La reazione italiana fu – per ben 19 volte - il bombardamento "per errore" delle tende della Croce Rossa poste nelle vicinanze di accampamenti militari etiopici. La prima di queste incursioni – autorizzate da Mussolini in persona - avvenne nel dicembre 1935 e colpì una struttura gestita dagli Svedesi, dove si contarono 29 morti e 50 feriti.
  46. ^ Nel corso di una cerimonia ufficiale esplose una bomba. La rappresaglia fu immediata e crudele. I circa trecento etiopi presenti alla cerimonia furono trucidati e, subito dopo, le camicie nere della Milizia fascista si riversarono nelle strade di Addis Abeba dove seviziarono e uccisero tutti gli uomini, le donne, i vecchi e i bambini che incontrarono nel loro cammino; incendiarono case, impedendo agli abitanti di uscirne; organizzarono esecuzioni in massa di gruppi di 50-100 persone.
    I dati riportati sono ricavati da un documentario storico prodotto dalla BBC nel 1989 (Fascist legacy) e dalle seguenti opere: Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna, vol. IX, Milano 1981, Angelo Del Boca, Giorgio Rochat e altri, I gas di Mussolini, Roma 1996.
  47. ^ Nell'appunto relativo al 4 settembre 1938 dei suoi Diari, l'allora Ministro degli Esteri e genero del duce scrisse: «Il Duce è molto montato contro gli ebrei. Mi fa cenno ai provvedimenti che intende far adottare dal prossimo Gran Consiglio e che costituiranno, nel loro complesso, la Carta della Razza. In realtà è già redatta di pugno dal Duce. Il Gran Consiglio non farà che sanzionarla con la sua deliberazione.» Tratto da Galeazzo Ciano, Diario 1937-1943 - a cura di Renzo De Felice Edizione integrale, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 2006, ISBN 88-17-11534-7 pag. 173.
  48. ^ r.d.l. 1381, 1390, 1539, 1630, 1728, 1779 e 2111 del 1938 e 126 del 1939, nonché leggi 1024, 1054, 1055 e 1056 del 1939 ed altre successivamente
  49. ^ Cfr. Il testimone di cemento di Alessandro Bernasconi e Giovanni Muran, NBM
  50. ^ "Il Fascismo pertanto alle sue origini fu un movimento politico e morale. La politica sentì e propugnò come palestra di abnegazione e sacrificio dell'individuo a un'idea in cui l'individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto; idea che è Patria, come ideale che si viene realizzando storicamente senza mai esaurirsi, tradizione storica determinata e individuata di civiltà ma tradizione che nella coscienza del cittadino, lungi dal restare morta memoria del passato, si fa personalità consapevole di un fine da attuare, tradizione perciò e missione", da Manifesto degli intellettuali del fascismo, marzo 1925 - "l'ideologia fascista è il prodotto di una sintesi del nazionalismo organico e della revisione antimaterialistica del marxismo" Zeev Sternhell, "Nascita dell'ideologia fascista", Baldini & Castoldi, Milano 1993
  51. ^ "Per me tutte queste terminologie di destra, di sinistra, di conservatori, di aristocrazia o democrazia, sono vacue terminologie scolastiche; servono spesso per distinguerci, qualche volta, o per confonderci, spesso." Benito Mussolini, discorso al Senato, 27 novembre 1922 "Noi ci permettiamo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari,legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente", Benito Mussolini, discorso del 23 marzo 1921
  52. ^ "Quanto al secondo pilastro del Fascismo esso significa antidemagogia e pragmatismo. Non abbiamo nessun preconcetto, non ideali fissi e soprattutto non orgoglio sciocco. Coloro che dicono: "Siete infelici, eccovi la ricetta per la felicità", mi fanno venire a mente la reclame: Volete la salute?." Benito Mussolini, discorso tenuto a Trieste il 20 settembre 1920. "Il fascismo è prassi, in quanto è inserito in uno specifico momento storico" definizione di Fascismo redatta da Giovanni Gentile per l'Enciclopedia italiana, 1937.
  53. ^ Marco Tarchi, Il fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli, Laterza, 2003
  54. ^ Cfr. il Manifesto del Partito Futurista Italiano, poi confluito nel PNF. E ancora, discorso del senatore del Partito Popolare Crisoliti, il 3 dicembre 1924 al Senato del Regno: "quando vidi che il regime volgendo la sua azione all'estero [...] per la prima volta costringeva tutto il mondo a guardare a noi, al vasto esperimento che l'Italia sola faceva, allora vidi sorgere l'immagine di un'Italia più grande e sacra di quella che altri uomini ed altri partiti avean dall'origine governata."
  55. ^ Fabio Andriola, Mussolini, prassi politica e rivoluzione sociale, 1990
  56. ^ cfr. Emil Ludwig, "Colloqui con Mussolini", Mondadori
  57. ^ Sul rapporto tra il filosofo Giovanni Gentile e il fascismo, si veda quest'intervista compresa nell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche.
  58. ^ Si vedano gli aspri dibattiti presenti in tutta la stampa fascista dell'epoca
  59. ^ Trattasi questa di una lista sintetica, suscettibile d'essere ampliata
  60. ^ Cfr. gli slogan "Mussolini ha sempre ragione" e "Credere, obbedire, combattere"
  61. ^ Il manuale delle guardie nere, Ed. reprint
  62. ^ Il manuale delle guardie nere, Ed. Reprint
  63. ^ Per un'interpretazione di parte fascista repubblicana, si veda Piero Pisenti, Una Repubblica necessaria, Volpe, Roma, 1977; Giorgio Pisanò, Storia della Guerra Civile in Italia, CED 1966, et. al. Per una critica di parte antifascista, cfr. Luciano Gruppi, Togliatti e la via italiana al socialismo, Editori Riuniti, 1976, Giorgio Bocca, La repubblica di Mussolini, Mondadori 1977 e Mussolini socialfascista, Garzanti 1983, et al.
  64. ^ Le spese militari si contrassero dal 1923 al 1935 dal 31,6% al 25,03% del bilancio dello Stato, con una riduzione del 6,57%, a fronte di un aumento della spesa per le opere pubbliche dal 12,24 al 24,56%. Cfr. Renzo De Felice, Mussolini il Duce tomo I, Einaudi, 1974
  65. ^ Li si educava [i giovani] [...] al rifiuto di tutte le concezioni politiche che non fossero quella fascista, all'odio nei confronti dei "sovversivi" (socialisti e comunisti), al disprezzo delle "democrazie occidentali", Antonio Desideri, Mario Themelly, Storia e storiografia, Firenze, D'Anna, 2006
  66. ^ "Istituzione prediletta del regime fascista - sorta dalla legalizzazione dello squadrismo - fu la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), divenuta nel 1923 corpo regolare nelle forze armate dello Stato. Suo compito era, secondo le prescrizioni del "duce", il mantenimento dell'ordine all'interno del paese", Antonio Desideri, Mario Themelly, Storia e storiografia, Firenze, D'Anna, 2006
  67. ^ Ad esempio, lo storico e filosofo Benedetto Croce poté manifestare le proprie critiche verso il fascismo; è tuttavia da ricordare che Croce godeva di una notevole reputazione all'estero, ed eliminarlo avrebbe significato attirarsi rilevanti critiche internazionali che non avrebbero certo giovato al regime.
  68. ^ Gli antifascisti militanti che non emigrarono venivano spesso inviati al confino
  69. ^ Chiesa e monarchia restarono formalmente autonomi durante il regime, e sarà proprio questo mantenimento della "formalità" che permetterà al re di destituire successivamente Mussolini. Bisogna tuttavia ricordare che, nei fatti, i due poteri restarono indissolubilmente legati, se non sottoposti, alle volontà del regime (ad esempio, il regime soppresse le organizzazioni giovanili cattoliche e l'Azione cattolica dovette limitare la propria opera al terreno religioso); vedi Tommaso Detti, Giovanni Gozzini, Storia contemporanea: il Novecento, Milano, Mondadori, 2002.
  70. ^ "Il tentativo messo in atto dal fascismo (…) era di “occupare”, insieme allo Stato, la società, di riplasmarla dalle fondamenta facendo leva soprattutto sui giovani. (…) L'ostacolo maggiore era senza dubbio rappresentato dalla Chiesa. (…) Un altro limite insuperabile stava all'interno, anzi al vertice delle istituzioni statali ed era rappresentato dalla monarchia". Giovanni Sabbatucci, Storia Contemporanea - Il Novecento, Laterza, 2004, pp. 138-141
  71. ^ Riguardo alle libertà lasciate a personaggi antifascisti, si trattò di casi più unici che rari, che risentirono di situazioni prettamente contingenti, come ad es. lo storico Benedetto Croce, per il quale vedi la nota 47
  72. ^ De Felice, Renzo, Le interpretazioni del fascismo, Roma-Bari, Laterza, pag. XIII (prefazione del 1983)
  73. ^ "La repressione del dissenso non si limitò ai solo militanti politici dichiarati, ma si esercitò a vari livelli: quello della conflittualità operaia e della disciplina sindacale; quello delle "manifestazioni sediziose" individuali (imprecazioni, scritte sui muri e perfino barzellette sul duce e sui gerarchi fascisti); quello dei comportamenti trasgressivi dell'ordine costituito e della morale cattolica (dal rifiuto della tessera del PNF all'adulterio)", Tommaso Detti, Giovanni Gozzini, Storia contemporanea: il Novecento, Mondadori, 2002.
  74. ^ Renzo de Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Rizzoli
  75. ^ Ingenera spesso confusione il fatto che con "discriminare" nell'ambito dei provvedimenti razziali si intendesse esattamente il contrario, ovvero che gli ebrei discriminati fossero coloro i quali non subivano le conseguenze di detti provvedimenti, a vario titolo. In questa sede si usa il termine discriminare nell'accezione corrente.
  76. ^ Franco Franchi, Fascismo: cinque tesi e una premessa, Europa;
  77. ^ F. Andriola, Mussolini, prassi politica e rivoluzione sociale, cit.
  78. ^ Gianni Scipione Rossi, La Destra e gli Ebrei, Rubettino, 2003
  79. ^ Eucardio Momigliano, Storia tragica e farsesca del razzismo fascista, Mondadori, 1946
  80. ^ Fascisti rossi - Paolo Buchignani - Mondadori - 1998
  81. ^ Julius Evola, Imperialismo pagano Ur; Julius Evola, Il Fascismo visto da destra Edizioni Mediterranee
  82. ^ Versione del 1923. Cfr. Emanuele Mastrangelo, I canti del Littorio, lo Scarabeo, 2005
  83. ^ Cfr. Asvero Gravelli, I canti della Rivoluzione. Lo stesso aspetto è colto anche da Emilio Gentile, ne Il culto del Littorio, Rizzoli
  84. ^ cfr. Renzo de Felice, Storia degli ebrei italiani... cit.
  85. ^ Francesco Rossignoli, La storia dell'idea comunista nel '900: l'interpretazione di F. Furet, in Linea Tempo, marzo 1998
  86. ^ Si veda - per esempio - uno dei passi della canzone Battaglioni M (testo di Auro d'Alba), che recita "Contro Giuda e contro l'oro\sarà il sangue a far la storia", laddove "Giuda" può essere inteso come metafora del tradimento ma anche un riferimento antisemita. Si veda anche lo slogan su una cartolina delle SS italiane: "Sacrosanta lotta del sangue contro l'oro - del lavoro contro il capitalismo - dello spirito contro la materia", cit. in Ernesto Zucconi: SS Italiane, NovAntico 1995, nonché sulla lapide dedicata ai commando NP fascisti-repubblicani fucilati dagli angloamericani nel 1944 e visibile in http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=5036, et alia
  87. ^ Si veda il quotidiano Il regime fascista di Roberto Farinacci del periodo 1941-1945
  88. ^ Cfr Emanuele Mastrangelo, I canti del Littorio, Lo Scarabeo, Bologna, 2005
  89. ^ Il 14 aprile gli Alleati attaccano e sfondano la Linea Verde. Il 24 varcano il Po. Il 25 aprile fu proclamata l'insurrezione partigiana dal CLNAI, e tre giorni dopo il gruppo dirigente della RSI sarà sommariamente fucilato dai partigiani. I combattimenti nel Norditalia continuarono fino alla resa dell'Asse il 2 maggio successivo, sebbene alcuni reparti della RSI si arresero il 3, 4 e 5 maggio in Valtellina e Valdaosta
  90. ^ Emilio Gentile, Il culto del littorio, cit.
  91. ^ Giuseppe Bottai, Dalla Rivoluzione francese alla Rivoluzione fascista, Archivio di studi corporativi, Edizioni del Diritto del Lavoro, Roma, 1931, 1 (1930), 3, pagg. 417-426
  92. ^ Soffici, Ardengo (1921) [1911] Lemmonio Boreo, Firenze: Vallecchi
  93. ^ Corno, David G. (1994). Organi sociali. Scienza, riproduzione, la modernità e l'italiano,Princeton: Princeton University Press
  94. ^ Chomsky Noam; Herman Edward S. La Washington connection e il fascismo nel Terzo mondo. Vol. 1: L'economia politica dei diritti umani.. 2005
  95. ^ Renzo De Felice, Le interpretazioni del fascismo, Einaudi 1983, introduzione pag. XI
  96. ^ Si veda l'introduzione al testo di Lewis riportato in bibliografia
  97. ^ http://americalatina.blogosfere.it/2007/11/trascrizione-della-discussione-tra-jose-luis-rodriguez-zapatero-rz-il-re-juan-carlos-di-spagna-e-hug.html
  98. ^ Bruno Spampanato, Renzo De Felice, Paolo Pisanò, Giuseppe Parlato, si veda inoltre la memorialistica di Mario Castellacci, Enrico de Boccard, Carlo Mazzantini, Giorgio Albertazzi, et alia.
  99. ^ Cfr. "Rapporto sul Ribellismo" - documento dell'epoca citato in Giorgio Pisanò, Gli Ultimi in Grigioverde, CDL Edizioni, IV volume e in Renzo De Felice, Mussolini l'Alleato, II, cit. Appendice - Documento n° 3, nonché i giornali (rapporti giornalieri) dei comandi GNR.
  100. ^ Cfr. Renzo De Felice, Mussolini l'Alleato II, cit. pp. 309 e ss.
  101. ^ Sin dall'alba del 9 settembre 1943, a Trieste ed in altre città italiane si riaprirono le sedi del PNF chiuse dal governo Badoglio, diverse migliaia di militari e camicie nere si ammutinarono contro l'armistizio e in alcuni casi, gruppi di giovani anche minorenni tentano più o meno con successo di farsi arruolare dai tedeschi per continuare a combattere (cfr. Mario Castellacci, La memoria bruciata, Mondadori, 1998; Emilio Cavaterra, "Quattromila studenti alla guerra", Settimo Sigillo, Roma; Carlo Mazzantini, "A cercar la bella morte" e "I Balilla andarono a Salò" ,Marsilio
  102. ^ Giorgio Pisanò, Gli ultimi in grigioverde, cit.
  103. ^ ibidem. Nella fattispecie, 20 000 marò nella "Decima", ottantamila brigadisti neri, seimila ausiliarie, quattromila allievi ufficiali GNR, cinquemila "fiamme bianche" nonché gli effettivi dei battaglioni bersaglieri volontari, della Legione Tagliamento battaglione "M", dei battaglioni "Ruggine", delle formazioni paracadutisti "Nembo", dei reparti arditi "Forlì" etc.
  104. ^ Renzo De Felice, Il Rosso e il Nero, Baldini&Castoldi, 1995; Renzo De Felice, Mussolini l'alleato - La guerra civile, Einaudi, 1992
  105. ^ "Era molto umiliante che tra circa 600 000 internati militari non se ne potessero trovare 50 000 pronti a combattere", Frederick W. Deakin, Storia della repubblica di Salò, pp. 595, Einaudi, 1963
  106. ^ Paolo Pisanò, Storia della guerra civile in Italia (Eco Edizioni), segnatamente il cap. il gioco degli industriali
  107. ^ Renzo De Felice, Mussolini l'alleato - la guerra civile, Einaudi 1997. Cfr. inoltre Corriere della Sera del 3 ottobre 1943, l'articolo La Costituente, e Bruno Spampanato, Contromemoriale, Edizione di Illustrato, s.d.
  108. ^ Renzo De Felice, Mussolini l'alleato - la guerra civile, Einaudi 1997
  109. ^ Carlo Mazzantini, A cercar la bella morte, Marsilio 1996; Enrico de Boccard, Le donne non ci vogliono più bene, Sveva Editrice, 1995
  110. ^ Hitler, nel suo incontro con Mussolini del 17 settembre 1943 dichiarò ad un Mussolini demotivato e restio a riprendere incarichi pubblici (Renzo De Felice Mussolini l'alleato - La guerra civile, Einaudi, 1992) L'Italia settentrionale dovrà invidiare la sorte della Polonia, se voi non accettate di ridare valore all'alleanza fra Italia e Germania mettendovi a capo dello Stato e del nuovo governo
  111. ^ Vincenzo Costa, L'ultimo federale, il Mulino, 2004.
  112. ^ sino a poco tempo prima da lui stesso definito come "Il più grande statista del XX secolo": [2]
  113. ^ Per la definizione del termine vedi http://www.eclettico.org/cr/libri/busato/capitolo1.htm

 

Fonte: Wikipedia

IL FASCISMO: LO STATO TOTALITARIO