FRANCESCO GIUNTA

Francesco Giunta (San Piero a Sieve, 21 marzo 1887Roma, 8 giugno 1971) è stato un politico italiano.

Fu segretario nazionale del Partito Nazionale Fascista dal 13 ottobre del 1923 al 23 aprile del 1924.

[modifica] Biografia

Laureato in giurisprudenza, avvocato e giornalista, in gioventù fu interventista Dopo la prima guerra mondiale, che combatté come capitano di fanteria. Sposò la marchesa Zenaide Del Gallo di Roccagiovine, pronipote di Napoleone Bonaparte. Segretario della sezione di Firenze dell'Associazione Nazionale Combattenti, e poi fu legionario fiumano. Si iscrisse al partito di Mussolini, a Milano, nel maggio 1920 e fu inviato come Segretario del Fascio a Trieste.

Nel luglio del 1920, a seguito degli avvenuti incidenti di Spalato, i fascisti triestini organizzarono un comizio nella piazza principale di Trieste. Nel corso del quale, mentre parlava Giunta, fu accoltellato mortalmente il cuoco dell'albergo Bonavia di Fiume, Giovanni Nini. La responsabilità di questa uccisione fu attribuita ad un gruppo di sloveni che avrebbero assassinato Nini perché, nel tentativo di allontanare uno slavo che aveva assalito verbalmente un ufficiale del Regio esercito, aveva gridato frasi a sostegno dell'italianità della Dalmazia.[1]. Per rappresaglia le squadre d'azione guidate da Giunta cinsero d'assedio il Narodni dom, centro culturale della comunità slovena di Trieste protetto dai carabinieri. Dal terzo piano i manifestanti furono attaccati con due bombe a mano e da una scarica di colpi di fucile che uccisero l'ufficiale dei Carabinieri Luigi Casciana e ferirono otto persone al chè anche i militari che circondavano l'edificio si unirono ai fascisti e risposero al fuoco. L'incendio appiccato dai fascisti poco dopo al Narodni dom causò la morte del custode Hugen Roblek.

Come giornalista fu direttore del "Popolo di Trieste" dal 1920 al 1923. Nel 1921 fu uno dei primi deputati del PNF eletti alla Camera. Nell'ottobre 1922 guidò i fascisti della Venezia Giulia durante la Marcia su Roma.

Fu deputato dal 1921 al 1939 e vice presidente della Camera negli anni '20. Membro del Gran consiglio del Fascismo dal 1923 al 1928. Fu Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dal 1927 al 1932; in tale veste, nel 1929, fu uno degli autori del Concordato fra lo Stato Italiano e la Chiesa.

Per la sua schiettezza verso Mussolini, di cui era grande amico, si ritirò per qualche anno dalla politica, fino a che, fu inviato in "periferia" come podestà di Reggio Calabria dal 1935 fino al 1943, quando, nel febbraio, venne richiamato a ricoprire il ruolo di governatore della Dalmazia. Aderì anche alla Repubblica Sociale Italiana, con incarico nell'Ufficio Propaganda.

Al termine della seconda guerra mondiale la Jugoslavia di Tito lo accusò di essere un criminale di guerra insieme al generale Mario Roatta e a Giuseppe Bastianini e, tramite la Commissione alleata (in data 24 gennaio e 14 ottobre 1946), ne richiese invano all'Italia l'estradizione.

  « Sono stato fascista e uno squadrista convinto. Non lo rinnego. Io ho creduto di servire il mio paese e l'ho fatto con il massimo disinteresse. Si è detto che sono stato fazioso. Anche Gesù Cristo è stato fazioso per i farisei. Ma io l'ho fatto per la mia fede e non l'ho mai rinnegato. »
 
(Francesco Giunta nel 1950[2].)

Ricoprì varie altre cariche tra le quali quelle di Presidente della Consulta Araldica, Presidente di Roma Film e Presidente dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Ricevette numerosi titoli e onorificenze dal Papa, dal Re e da Capi di Stato stranieri, tra i quali: Nobile dell'Ordine Piano, Conte di Fiume, Cavaliere di Malta.

Nel 1952 il figlio, Alessandro Giunta, ha sposato la nipote del Duce, Raimonda Ciano di Cortellazzo, figlia di Galeazzo Ciano e di Edda Mussolini.

[modifica] Note

  1. ^ Attilio Tamaro, Venti anni di storia, Editrice Tiber, Roma, 1953, pp. 79:"Mentre si svolgeva l'imponente comizio e Francesco Giunta, segretario del fascio, parlava, uno slavo uccise un fascista, che s'era intromesso per salvare un ufficiale da quello aggredito
  2. ^ Mimmo Franzinelli, Squadristi, 2003, Mondadori, pag. 227

[modifica] Voci correlate

Predecessore: Segretario del PNF Successore: National Fascist Party logo.svg
Michele Bianchi 13 ottobre 1923 - 23 aprile 1924 Alessandro Melchiori I
  con    
      II
  con    
      III
  con    
      IV
  con    
      V
  con    
      VI
  con    
      VII
  con    
      VIII
  con    
      IX
  con    
      X
  con    
      XI
  con    
      XII
  con    
      XIII
  con    
  con    
Michele Bianchi {{{data}}} Alessandro Melchiori  
Predecessore: Governatore della Dalmazia Successore: Flag of Italy (1861-1946).svg
Giuseppe Bastianini 14 febbraio 1943 - 10 settembre 1943

 

Fonte: Wikipedia