COSTANZO CIANO

Costanzo Ciano, conte di Cortellazzo e di Buccari (Livorno, 30 agosto 1876Ponte a Moriano, Lucca, 26 giugno 1939), è stato un militare e politico italiano.

on. Costanzo Ciano
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Costanzo Ciano
Luogo nascita Livorno
Data nascita 30 agosto 1876
Luogo morte Ponte a Moriano
Data morte 26 giugno 1939
Titolo di studio  
Professione Ufficiale di marina
Partito Partito Nazionale Fascista
Legislatura XXVI;XXVII;XXVIII;XXVIX;XXX Legislatura del Regno d'Italia
Gruppo Fascista
Coalizione Fascista
Circoscrizione Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara (XXVI legislatura); Toscana (XXVII legislatura); C.U.N. (XXVIII-XXX legislatura).
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
 
[ Pagina istituzionale]

Indice

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Biografia[modifica]

La carriera militare[modifica]

Entra nell'Accademia Navale di Livorno all'età di 15 anni (1891), e consegue la nomina a guardiamarina il 16 luglio 1896. Viene promosso sottotenente di vascello nel 1898 e nel 1901 ottiene il grado di tenente di vascello. Partecipa al conflitto italo-turco del 1911-1912. Nel 1913 riceve un encomio solenne per aver compiuto missioni speciali di polizia coloniale al comando del piroscafo Siracusa, requisito durante le azioni di guerra.

Ufficiale della Regia Marina nel 1915, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il capitano di corvetta Costanzo Ciano si trova destinato in Cirenaica, a Tobruk. Durante un'operazione di antiguerriglia riesce a fare prigioniero il comandante delle forze senussite e il suo Stato Maggiore. Rientrato in Italia opera nel conflitto prevalentemente al comando di unità siluranti di superficie (M.A.S. e torpediniere), compiendo numerosissime e rischiose imprese, fra cui la famosa Beffa di Buccari, per le quali fu insignito della Medaglia d'Oro al Valore Militare. Fu promosso capitano di fregata il 16 giugno 1917 e capitano di vascello per merito di guerra il 1º aprile 1918, a fine guerra fu collocato nell'ausiliaria su domanda.

La carriera politica[modifica]

Il 31 ottobre 1919 assunse la carica di Sottosegretario di Stato per la Regia Marina e di Commissario per la Marina Mercantile ed il 9 novembre 1923 conseguì la promozione a contrammiraglio nella Riserva Navale.

Sotto il fascismo fu Ministro delle Poste e delle comunicazioni, e Presidente della Camera dei deputati del Regno d'Italia, poi Camera dei Fasci e delle Corporazioni, fino al 1939, anno della morte.

La dinastia familiare[modifica]

Era il fratello di due gerarchi minori dell'epoca fascista, Alessandro ed Arturo, ed il padre di Galeazzo Ciano. Il casino di caccia allestito per il figlio, sulla via Appia Nuova alle porte di Roma, fu - con il frontale circolo del golf dell' Acquasanta - il quartier generale della dinastia nella capitale[1]. Alla morte di Costanzo l'area campestre fu intestata in parte al fattore Caroni[2], in parte alla famiglia Gerini[3], salvandosi dalle confische del patrimonio di famiglia dopo l'8 settembre 1943.

Dal 1927 al 1939 fu disputata la competizione automobilistica Coppa Ciano, corsa sul Circuito di Montenero, a Livorno.

Sull'isola di Santo Stefano, nell'arcipelago della Maddalena in Sardegna, nelle cave di granito di Villamarina, è ancora oggi visibile il busto di Costanzo Ciano, realizzato a mano dagli scalpellini. Parte di un complesso scultoreo più ampio e commissionato dal regime fascista, esso doveva essere collocato sulla sommità di Monteburrone, località a sud di Livorno (vedi Mausoleo di Ciano).

Costanzo Ciano è anche stato ritratto da un pregevole bronzo di Francesco Messina (1940), attualmente collocato nel Museo Tecnico Navale della Spezia.

Curiosità[modifica]

  • L'ammissione di Costanzo Ciano alla massoneria, data per certa da Rosario F. Esposito[4], sembra non essersi mai verificata, avendo Ciano preteso un grado elevato sin dall'iniziazione[5].
  • A causa del suo robusto appetito, con particolare predilezione per l'ottimo e rinomato cacciucco, fu soprannominato dal popolo livornese "ganascia".[senza fonte]

Note[modifica]

  1. ^ ITALIA 1940, I DUBBI DEL DUCE E LA ' STRANA PACE', in Repubblica — 04 maggio 1990.
  2. ^ "Fu lui a costruire le prime case e poi, appena prima della guerra, ottenuta l'autorizzazione pare grazie all' amicizia con Galeazzo Ciano, a erigere un vero e proprio villaggio fatto di casette basse e popolari abitato da operai e scalpellini": Ugo Riccarelli, L' enclave della Villa dei Quintili, Repubblica — 29 marzo 2006, pagina 9. La successiva urbanizzazione del quartiere Statuario di Roma, ad opera del medesimo ingegner Italo Caroni, fu oggetto nella IV legislatura delle interrogazioni parlamentari nn. 11021 del senatore Giardina e 16707 del deputato Bavetta, in ordine alla violazione dei limiti edilizi previsti nella convenzione del 1941 con il comune di Roma per l'edificazione della "borgata Caroni".
  3. ^ Lorenzo Quilici, Viabilità e insediamenti nell'Italia antica, p. 191.
  4. ^ Rosario F. Esposito, La Massoneria e l'Italia. Dal 1800 ai nostri giorni, Edizioni Paoline, Roma, 1979, p. 362
  5. ^ Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano, 1992, p. 564, n.

Onorificenze[modifica]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
  — 1937
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  — 1937
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
  — 1937
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
  — 8 maggio 1918 R.D. n. 71
Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia
  — Pola 14 giugno 1918 R.D. n. 73
Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia
  — 13 gennaio 1919 R.D. n. 105

Le decorazioni e i riconoscimenti per merito di guerra:

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
  — Alto Adriatico, aprile-maggio 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
  — Alto Adriatico 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
  — Alto Adriatico, novembre 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
  — Venezia, 1917
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
  — Alto Adriatico, 1917
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
  «Al comando di una squadriglia di MAS percorreva novanta miglia entro mari nemici, spingendosi per angusti sinuosi canali, sorpassando strettoie sbarrate e difese da artiglierie, raggiungendo lo scopo di lanciare i sei siluri delle sue tre unità contro le navi rifugiate nella parte più profonda di un munito ancoraggio avversario.

Rifaceva quindi lo stesso cammino esponendosi alla reazione del nemico, la quale per mare, per terra, per aria si presentava facilissima, naturale, sicura sulla via del ritorno.»
— Buccari, 1918

Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
  • Promozione a capitano di vascello (Buccari, 1918);
  • Distintivo per ferito di guerra.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Predecessore: Presidente della Camera dei deputati Successore:
Giovanni Giuriati 28 aprile 1934 - 2 marzo 1939
23 marzo 1939 - 27 giugno 1939
Dino Grandi
Presidenti della Camera dei deputati
Regno di Sardegna
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Predecessore: Ministro delle Poste e dei Telegrafi del Regno d'Italia Successore: Flag of Italy (1861-1946).svg
Giovanni Antonio Colonna di Cesarò 5 febbraio 1924 - 30 aprile 1934