AUSCHWITZ la falsa "convergenza di prove" di Robert Jan Van Pelt 14^ parte

LA METODOLOGIA DI VAN PELT

 18.1. La leggenda del «terribile segreto» di Auschwitz

 

Per spiegare in qualche modo l'origine dei rapporti fantasiosi che ho esposto nel capitolo 15, la storiografia olocaustica afferma che il presunto sterminio ebraico costituiva un «terribile segreto» (l'espressione è di Walter Laqueur) che riuscì a filtrare solo a poco a poco e faticosamente.

 Van Pelt si appella anche alla struttura composita del campo. All'affermazione di Irving che il rilascio di detenuti da Auschwitz sembrava «incompatibile col carattere di un centro di sterminio di massa segretissimo»1805 egli obietta:

 «Se Auschwitz fosse stato soltanto un centro di sterminio di massa (segretissimo) situato in un [determinato] posto, l'argomento di Irving potrebbe essere decisivo. Tuttavia Auschwitz racchiudeva molto siti diversi e dal punto di vista istituzionale era impegnato in funzioni molto diverse. Inoltre esso funzionò come un centro di sterminio di massa (segretissimo) solo in parte nella sua storia. Se tra i detenuti rilasciati fossero inclusi anche i cosiddetti Sonderkommandos che lavoravano nei crematori, Irving avrebbe un punto a suo favore. Ma non fu così»1806.

 Con questa risposta van Pelt dimostra ancora una volta la sua tragica ignoranza su Auschwitz.

 Egli ignora nel caso specifico il movimento di resistenza clandestino del campo e le sue attività.

 Fin dall'inizio ad Auschwitz si formarono gruppi di resistenza polacchi; a partire dal 1942 sorsero altri gruppi nazionali: austriaco, francese, belga, russo, tedesco, ceco, jugoslavo. All'inizio di maggio del 1943 questi gruppi furono subordinati ad una direzione centrale che assunse il nome di Kampfgruppe Auschwitz (Gruppo di lotta Auschwitz), che aveva contatti anche col il gruppo di resistenza del cosiddetto “Sonderkommando”.

 I resistenti godevano di una fitta rete di contatti e di complicità all'esterno del campo, da parte della popolazione polacca e da varie istituzioni clandestine che facevano capo alla Delegatura, la rappresentanza del governo polacco in esilio1807.

 Barbara Jarosz descrive in che modo le informazioni venissero raccolte e fatte uscire dal campo:

 «Un'altra importante attività del movimento di resistenza era la raccolta di prove dei crimini commessi dalle SS e la loro trasmissione al di fuori del campo. Fra i più importanti documenti fatti uscire dal Lager vanno annoverati: [...].

 4. Le piante dei crematori e delle camere a gas rubate nel 1944 dall'ufficio dell'SS-Bauleitung di Birkenau da tre detenute, la polacca Krystyna Horczak e le ceche Vera Foltynova e Valeria Valova. [...].

 

1805 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 88.
1806 Idem, p. 90.
1807 B. Jarosz, The Resistance Movement in and around the Camp, in: Auschwitz. Nazi Extermination Camp, op. cit., pp. 133-155; H. #wiebocki, Die lagernahe Widerstandsbewegung und ihre Hilfsaktionen für die Häftlinge des KL Auschwitz, in: “Hefte von Auschwitz”, 9, 1995, pp. 5-187.

 

 
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 Tre foto scattate clandestinamente nel campo nell'estate del 1944 dai membri del Sonderkommando del crematorio V: Alex di Grecia (ne ignoriamo il cognome), Szlojme Dragon e suo fratello Josel, Alter Szmul Fajzylberg (nel campo Stanislaw Jankowski) e Sawid Szmulewski.

 

7. Gli elenchi dei convogli di uomini e donne deportati al campo e degli Ebrei con numeri di serie A e B, stilati nel settembre 1944 dai detenuti Kazimierz Smolen, Ludwik Rajewski, Tadeusz Szymanski, Tadeusz Wlsowicz, Jan Trabaczewski, impiegati nell'ufficio accetazione (Aufnahme) ella sezione politica. Contengono le date d'arrivo dei trasporti, i numeri assegnati ai prigionieri e le località di provenienza del convoglio.

 

Oltre ai documenti, dal campo venivano fatti uscire anche rapporti sotto forma di messaggi, nei quali si fornivano le cifre esatte degli internati, il numero dei trasporti in arrivo e in partenza,i cognomi dei detenuti condannati a morte dal Tribunale della Gestapo di Katowice, i cognomi delle SSdella guarnigione del Lager; si descrivevano inoltre le condizioni di vita e si stabilivano le date e i percorsi delle fughe. [...]. I dati contenuti nei rapporti erano raccolti dai prigionieri impiegati nelle sezioni amministrative del campo, nella camera principale degli scrivani, nell'ospedale, negli uffici della sezione politica, nel reparto accettazione, dove, a rischio della propria vita, copiavano documenti, piani, rapporti. [...].

 

Come i messaggi segreti, anche i documenti venivano inoltrati attraverso contatti collaudati. A fare da tramite fra l'organizzazione del campo e il territorio limitrofo erano spesso lavoratori civili impiegati in diverse ditte tedesche: Stanislaw Mordarski, Józef Cholewa, Franciszek Walisko e Helena Dato#, commessa dello spaccop per le SS (il cosiddetto Haus 7). I prigionieri trasmettevano i messaggi e i materiali alle staffette e queste li recapitavano a Brzeszcze. Da qui, tramite la famiglia Korna# di Spytkowice o Aniela Kieres di Chrzanów, venivano inoltrate a Cracovia.

 

Nel 1944 l'organizzazione guadagnò un altro contatto nella persona dell'infermiera austriaca Maria Stromberger, detta suor Maria, che lavorava nell'ospedale delle SS»1808.

 

In effetti ad Auschwitz non esisteva luogo in cui non operasse un commando di detenuti e non esisteva commando di detenuti in cui non operassero direttamente o indirettamente uomini della resistenza. L'ex detenuto Otto Wolken ha redatto una lista di oltre 100 Kommandos di Auschwitz, che vale la pena di riportare integralmente per mostrare la loro diffusione capillare nel campo1809:

 

Arbeitskommando/commando di lavoro Arbeitsplatz/luogo di lavoro
Abbruchkommando Bauleitung/ Commando di demolizione presso i DAW
Arbeitseinsatz/ Impiego lavorativo Baracca sezione III
Aufräumungskommando DEST/ commando di sgombro DEST presso il ponte della ferrovia
Baubüro/ Ufficio progettazione Baracche della Bauleitung
Bauhof/ Deposito dei materiali da costruzione Deposito dei materiali da costruzione BBD [?] BBD
Bekleidungswerkstätten /Laboratori di vestiario Ampliamento del campo
Betonkolonne Huta /Colonna calcestruzzo Huta Auschwitz
Brotauflader / Caricatori di pane Panetteria del campo
Brunnenbohrer Spiar [Spirra] /Trivella per pozzi Spirra Presso la baracca della Bauleitung
Brunnenbohrer Wodak/ Trivella per pozzi Wodak Lagerbereich / Area del campo DAW. - Hallen/ Sale DAW Presso i DAW
DAW/Deutsche Ausrichtungs Werke1810/ Fabbriche tedesche di armamenti DAW
DAW-Werkstätten/ Officine DAW Presso le officine DAW
Druckerei/ Tipografia Ampliamento del campo
Elektriker Verwaltung/ Amministrazione elettricisti BBD
Entseuchungskommando/ commando di disinfezione Area del campo
Entwesungskammer/ Camera di disinfestazione Presso i DAW
Erweiterungsarbeiten/ Lavori di ampliamento Presso la casa VII
Essenfahrer/ Conducenti per il vitto All'intero e all'esterno

 

1808 B. Jarosz, I movimenti di resistenza interni e limitrofi al campo, in: Francisek Piper, Teresa #wiebocka (a cura di), Auschwitz. Il campo nazista della morte. Edizioni del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, 1997, pp. 203-204. 1809 AGK, NTN, 149, pp. 7-11.
1810 Recte: Deutsche Ausrüstungswerke.

 

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Fa. Boos Aufnahmegebäude/ Ditta Boos edificio di ricezione Infermeria per la truppa
Fa. Boos Transportkommando/ Commando di trasporto ditta Boos
Werkhalle (officina)
Fa. Industrie Bau A.G./ Ditta ndustrie Bau A.G. Officine di sicurezza
Fa. Niegel Ofenbau/ Ditta Niegel costruzione stufe Ampliamento del campo
Fa. Petersen/ Ditta Petersen Dietro la barra della Bauleitung
Fa. Wagner/ Ditta Wagner Nuova lavanderia
Fahrbereitschaft Bauleitung/ Pronto impiego dei veicoli della Bauleitung Deposito dei materiali da costruzione
Fahrbereitschaft Kommandantur/ Pronto impiego dei veicoli del comando Area del campo
Faulgasanlage/ Impianto del gas di fogna Auschwitz
Feuerlöschteich/ Vasca antincendio Lenz Presso le officine di sicurezza Lenz
Feuerlöschteich/ Vasca antincendio Rajsko
Flusskies/ Ghiaia di fiume Rajsko
Flusskies DEST/ Ghiaia di fiume DEST Presso il fiume Sola
Fourier/ Furieri Comando
Fourier Baubüro/ Furieri ufficio progettazione Baracche della Bauleitung
Garagen Praga-Halle/ Autorimesse Praga-Halle Praga Halle
Gärtner Aussen/ Giardinieri esterno Insediamento SS
Gärtner Bauleitung/ Giardinieri Bauleitung Baracche della Bauleitung
Gärtner Haus Höss/ Giardinieri casa Höss Casa Höss
Gärtnerei Rajsko/ Orticultura Rajsko Rajsko
Gemeinschaft Schuhe/ Raggruppamento scarpe Presso l'edificio del monopolio Gemeinschaftsküche/ Cucina comune DAW. - Alloggi
Gemeinschaftslager/ Campo comune Presso l'officina (Werkhalle)
Getreidespeicher/ Granai Edificio del monopolio
Grasmäher Bauleitung/ Falciatrici Bauleitung Presso la baracca della Bauleitung Haus 157 /Casa 157 Casa 157
Holzhof/ Deposito del legname Deposito del legname
Hygiene Institut Rajsko/ Istituto di Igiene di Rajsko Rajsko
Kantine Wirtschaftsbaracke/ Spaccio baracca magazzino Baracca magazzino Kantinenverwaltung/ Amministrazione dello spaccio Casa VII
Kartoffelfahrer/ Conducenti per le patate Bunker delle patate
Kartoffelschäler/ Pelatori di patate Cucina SS
Kohlenplatz/ deposito del carbone Deposito del carbone
Koksablader und Heizer/ Scaricatori di coke e fuochisti Edificio del monopolio Kurzwellenentwesung/Disinfestazione a onde corte Nuova lavanderia
Lagerbäckerei Tagschicht-Nachtschicht/ Panetteria del campo turno diurno-notturno Panetteria del campo
Lederfabrik / Fabbrica di cuoio Auschwitz
Luftschutz/ Protezione antiaerea Baracca sezione III
Luftwaffenbaracke Rajsko/Baracca Luftwaffe Raisko Rajsko
Materialschuppen/Capannone per i materiali Nuovo deposito dei materiali da costruzione
Mehlfahrer/ Conducenti per la farina Presso il mulino di Auschwitz
Melioration Bauleitung/Migliorie Bauleitung Baracche della Bauleitung
Molkerei/ Latteria Presso il mattatoio
Mühle Auschwitz/ Mulino di Auschwitz Auschwitz
Mühlfahrer Landwirtschaft/ Conducenti per la farina
Landwirtschaft (agricoltura) Area del campo
Neuer Bauhof/ Nuovo deposito dei materiali da costruzione Nuovo deposito dei materiali da costruzione
Pferdestall-Baracken Bauleitung/ Baracche scuderia Bauleitung presso il campo comune
Pferdestall-[ Baracken ] Landwirtschaft/ Baracche scuderia Landwirtschaft Nuova stalla
Planierungskommando DLGM [?]/ Commando DAW- alloggi livellamento DLGM

 

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 Politische Abteilung I/ Sezione Politica I Comando
Politische Abteilung II/ Sezione Politica II Blockführerstube (stanza del Blockführer)
Poststelle/ Ufficio postale Blockführerstube
Provisorische Bäckerei/ Panetteria provvisoria Panetteria del campo
Reiniger Kommandantur/ Pulitori comando Comando
Reiniger Truppe/ Pulitori truppa Area del campo
Roll[wagen]kommando/ Commando addetto al traino di carretti Deposito del legname
Sandgrube Haus Palitsch/ Cava di sabbia casa Palitsch Casa Palitsch
Sandgrube Haus VII/ Cava di sabbia vasa VII Casa VII
Schädlingsbekämpfung/ Disinfestazione Ampliamento del campo
Schlachthaus/ Mattatoio Area del campo
Schmiede Landwirtschaft/ Fucina Landwirtschaft Fucina
Splittergraben/ Trincee antischeggia Auschwitz
SS-Apotheke/ Farmacia SS Infermeria SS
SS-Bekleidungskammer/ Camera vestiario SS Ampliamento del campo
SS-Friseure/ Barbieri SS Infermeria SS
SS-Küche/ Cucina SS Baracca magazzino Magazzino SS Baracca magazzino Infermeria SS Infermeria SS
SS-Unterkunftskammer/ Alloggi SS Ampliamento del campo
SS-Zahnstation/ Stazione dentistica Infermeria SS
Strasse zum Bahnhof /Strada per il deposito dei materiali da costruzione Presso il circolo ufficiali
Strassenbau Lagererweiterung/ Costruzione stradale ampliamento del campo
Ampliamento del campo
Strassenbau u. Kanalisation/ Costruzione stradale e canalizzazione Dietro il deposito dei materiali da costruzione
Truppenwirtschaftslager/ Campo magazzino per la truppa Campo magazzino per la truppa
Übergabestation Kluge/ Stazione di consegna Kluge Deposito dei materiali da costruzione
Waffenmeisterei/ Armeria Presso le officine
Warenlager/ Magazzino delle merci Edificio del teatro
Wasserturm Riedel/ Serbatoio idrico sopraelevato Riedel Deposito dei materiali da costruzione
Wasserversorgung/ Approvvigionamento idrico Dietro la panetteria
Werkhalle Union Werkhalle Union
Werkstätten Bauleitung/ Officine Bauleitung Officine
Wirtschaftshof/ Cortile magazzino Area del campo
Wohnhäuserausbau Rajsko/ Rifinitura abitazioni Rajsko Rajsko
Zivilarbeiterwerkstätten/ Officine dei lavoratori civili Presso il campo comune

Tutti questi Kommandos tenevano sotto costante controllo l'intero campo e non c'era avvenimento di cui fossero ignari.

 

Particolarmente importanti, per quel che ci riguarda, erano i Kommandos della Zentralbauleitung. Nel febbraio 1943 il Baubüro (ufficio progettazione) impiegava 96 detenuti, in massima parte (85) polacchi, ma anche due Ebrei: Mordcha Gothein (numero 64034) e Ernst Kohn (numero 71134)1811. Questi detenuti, tra l'altro, furono gli autori materiali di alcune piante dei crematori, come la 1300 del 18 giugno 1942 del crematorio II (detenuto n. 17133), la 2136 del 22 febbraio 1943 del crematorio III (detenuto n. 538, Leo Sawka), la 2197 del 19 marzo 1943 (detenuto n. 71134, Ernst Kohn!), la pianta 2036 dell'11 gennaio 1943 del crematorio IV/V (detenuto n.127, Josef Sikora) o la pianta del crematorio I n. 1241 del 10 aprile 1942 (detenuto n. 20033, Stefan Swiszczowski).

 

Altri Kommandos della Zentralbauleitung, per il tipo di attività che svolgevano, avevano ampia libertà di movimento ad Auschwitz.

 

Una parte dei detenuti del Kommando Baubüro erano impiegati negli uffici della Zentralbauleitung; gli altri lavoravano all'esterno del campo e godevano di ampia libertà di movimento. Una «Lista dei detenuti impiegati all'esterno della catena di sentinelle» (Liste der

 

1811 RGVA, 502-1-256, “Kommando: Baubüro der Zentralbauleitung”, lista nominativa del 16 febbraio 1943.

 

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ausserhalb der Postenkette beschäftigten Häftlingen) datata 26 agosto 1943 ne elenca 52, ripartiti nei seguenti Kommandos: Bauleitung migliorie (16 detenuti), Sezione misurazione (8), approvvigionamento idrico, canalizzazione (9), Bauleitung KGL (10), Sezione progettazione (3), Bauleitung KL (3), Bauleitung zona industriale (2) e Sezione contabilità (1). Del primo gruppo faceva parte anche il detenuto ebreo Kurzweig, numero 65655 1812.

 

Nel maggio 1943 il Vermessungskommando (commando misurazione) contava 29 detenuti, di cui tre “geometri” fuggirono il giorno 21 1813, il che conferma la loro libertà di movimento. Uno di questi detenuti, Wilhelm Wohlfahrt, dichiarò al processo Höss di aver assistito da lontano ad una gasazione omicida in uno dei cosiddetti Bunker1814.

 

Il ruolo degli operai civili nella raccolta e diffusione di informazioni fu senza dubbio molto superiore a quello descritto sopra. Ad Auschwitz lavorarono infatti almeno 46 ditte civili che, nel 1943, impiegavano complessivamente circa 1.300 operai civili, quasi tutti polacchi1815. Una lettera dell'SS-Sturmbannführer Friedrich Hartjenstein, all'epoca comandante del campo di Auschwitz II-Birkenau, mostra di quale libertà di movimento potessero godere gli operai civili. La sera del 12 aprile 1944, «sul cavalcavia ferroviario di Auschwitz-Birkenau» fu fermato un operaio civile polacco che si chiamava Wilhelm Lorenz. Egli esibì un lasciapassare, che gli aveva rilasciato la ditta Lenz il 23 marzo 1944, in base al quale «quest'uomo è autorizzato ad accedere senza sorveglianza ai luoghi di lavoro dopo il ritiro della grande catena di sentinelle» [«ist dieser Mann berechtigt, nach Einziehen der großen Postenkette die Arbeitstellen ohne Beaufsichtigung zu betreten»], cosa che Hartjenstein considerava inammissibile e che vietò per ragioni di sicurezza1816.

 

Molti cantieri civili erano disseminati nell'area campo di Birkenau: la serie di rapporti giornalieri «Impiego lavorativo» (Arbeitseinsatz) ne menziona 20, come «ditte incaricate dalla Bauleitung»:

 

351-B Fa. Knauth Kanalisation BII/ ditta Knauth canalizzazione BII
352-B Strassenbau b.d. Kartoffellager/ costruzione stradale presso il magazzino delle patate
353-B Fa. Lenz Truppen-Kommandantur/ ditta Lenz comando truppe
359-B Fa. Lenz Lebensmittelmagazin/ ditta Lenz magazzino viveri
354-B. Fa. Riedel Strassenbau KL. II/ ditta Riedel costruzione stradale KL II
361-B. Fa. Riedel Strassenbau FL./ ditta Riedel costruzione stradale Frauenlager (campo femminile)
372-B. Fa. Riedel Strassenbau BI/b FL./ ditta Riedel costruzione stradale BIb/ Frauenlager
355-B. Fa. Brandt Kanalisation BII/ Ditta Brandt canalizzazione BII
356-B. Fa. Deutsche Bau AG b. Kläranlage II/ ditta Deutsche Bau AG presso l'impianto di depurazione delle acque
357-B. Fa. Richter Brunnebau/ ditta Richter costruzione pozzi
358-B. Fa. Keil Splittergrabenkommando/ ditta Keil commando trincee antischegge
360-B. Fa. Anhalt Barackenausbau BII/ ditta Anhalt costruzione baracche
373-B. Fa. Anhalt Gleisanschluss/ ditta Anhalt binario di raccordo
362-B. Fa. Hirt Kanalisation/ ditta Hirt canalizzazione
363-B. Fa. Huta Barackenausbau BII/ ditta Huta costruzione baracche BII
364-B Fa. Conti Wasserwerksgesellschaft/ ditta Conti società di rifornimento idrico
365-B. Fa. Wagner Strassenbau BII/ ditta Wagner costruzione stradale BII
368-B. Fa. Spirra Brunnebau/ ditta Spirra costruzione pozzi
372-B. Fa. Spirra Brunnebau/ ditta Spirra costruzione pozzi
370-B. Fa. Falk Barackeninstallation/ ditta Falk installazione baracche.

 

La presenza di queste ditte nella documentazione (lacunosa) che si è conservata è attestata dal 20 aprile al 3 ottobre 1944 1817.

 

Un'altra categoria di civili che circolavano ad Auschwitz erano i parenti delle SS che vi prestavano servizio. La loro visita era permessa dal regolamento del campo ed annunciata nello Standortbefehl. Ad esempio, lo Standortbefehln. 40/43 del 2 novembre 1943, sotto la rubrica «Permessi di soggiorno (Aufenthaltsgenehmigungen)», ne menziona dieci. Riporto solo la prima:

 

1812 RGVA, 502-1-26, p. 150.
1813 Aktenvermerk del 21 maggio 1943. RGVA, 502-1-60, p. 67.
1814 C. Mattogno, The Bunkers of Auschwitz. Black propaganda versus History, op. cit., pp. 103-105.
1815 C. Mattogno, The Central Construction Office of the Waffen-SS and Police Auschwitz, op. cit., pp. 51-55.
1816 RGVA, 502-1-83, p. 18.
1817 APMO, D-AuI-3/1; D-AuII-3a/16; D-AuII-3a/25-49.

 

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«SS-Sturmmann1818 Josef Beitzel, visita della famiglia dal 29 ottobre al 30 novembre 1943. Domicilio: Babitz n. 27 presso Flegel» [«SS-Strm. Josef Beitzel, Besuch der Familie v. 29.10.-30.11.43. Wohnung: Babitz Nr. 27 bei Flegel»]1819.

 

Lo Standortbefehl n. 51/43 del 16 novembre 1943, al punto 4, reca il seguente avviso:

 

«Civili nell'area del campo.

 

Nei prossimi giorni a tutti gli accessi all'area del campo saranno apposti cartelli col seguente testo in tedesco e polacco:“Area del campo. Accesso per civili soltanto con bracciale timbrato e corrispondente e tesserino dello Standortälteste [il comandante del campo]. I civili sorpresi senza tesserino saranno arrestati”. Si invita ogni membro delle SS a controllare l'esecuzione di questa disposizione».

 

Zivilpersonen im Lagerbereich.

 

[«In den nächsten Tagen werden an sämtlichen Zugängen zum Lagerbereich Tafeln mit folgendem Text in deutscher und polnischer Sprache aufgestellt:Lagerbereich. Betreten für Zivilpersonen nur mit gestempelter Armbinde und entsprechendem Ausweis des Standortältesten. Angetroffene Zivilpersonen ohne Ausweis werden festgenommen”. Jeder SS-Angehörige wird angewiesen, die Durchführung dieser Anordnung mit zu überwachen»]1820.

 

Il problema dei civili che circolavano per il campo era tanto grave che Höss fu costretto a promulgare, il 10 giugno 1944, uno specifico Sonderbefehl (ordine speciale) che si apriva con queste parole:

 

«Per impedire definitivamente il girovagare di civili nell'area del campo di Birkenau, ho istituito con effetto immediato un servizio rafforzato di pattugliamento della locale compagnia di polizia. Questo ha il compito di controllare accuratamente i documenti di tutti i civili, comprese le donne, che si trovino in compagnia di uomini SS. Le persone sospette devono essere arrestate e condotte alla Sezione Politica».

 

[«Um das Herumtreiben von Zivilpersonen im Bereich des Lagers Birkenau endgültig zu unterbinden, habe ich mit sofortiger Wirkung einen verstärkten Streifendienst der hiesigen Polizeikompanie eingesetzt. Dieser hat die Aufgabe, sämtliche Zivilpersonen, auch Frauen die sich in Begleitung von SS-Männern befinden, auf Personalausweis genauest zu kontrollieren. Zweifelhafte Personen sind festzunahmen und der Politischen Abteilung vorzuführen»]1821.

 

Ad Auschwitz vi furono anche numerose evasioni di detenuti, spesso preparate dal movimento di resistenza. Negli atti del processo della guarnigione del campo c'è una lista nominativa, sicuramente incompleta, di 144 detenuti fuggiti dalla fine del 1942 all'inizio del 1944. Essa contiene 17 nomi per il 1942, 114 per il 1943, 8 per il 1944, 5 senza indicazione della data1822. Alcuni evasi furono ripresi, altri riuscirono a sfuggire alla cattura.

 

Restano infine da considerare i detenuti rilasciati.
Il Kalendarium di D. Czech riporta complessivamente 1.255 rilasci così ripartiti:
575 Erziehungshäftlinge (detenuti a scopo di
rieducazione),
465 Schutzhäftlinge (detenuti in detenzione preventiva),
167 detenute,
47 detenuti
ebrei,
1prigioniero di guerra sovietico.

Per quanto riguarda la cronologia, le registrazioni vanno dal 19 gennaio al 27 luglio 1942 e dal 4 novembre 1944 al 17 gennaio 1945.
Ma altri rilasci (Entlassungen) figurano nella Stärkemeldung1823 del Frauenlager di Birkenau dell'ottobre 1944, e precisamente:
9 il giorno 7,
10 il giorno 12 e
38 il giorno 13 1824.
Altri 23 detenuti rilasciati, di cui 7 ebrei, sono registrati nel “Kommandobuch (registro dei Kommandos).
Un altro registro che attesta numerosi rilasci è il «Nummernbuch1825 150000-200000», nel quale, in relazione ai primi 30.000 numeri, sono annotati 168 rilasci di detenuti maschi tra il settembre 1943 e il novembre 1944 1826. Nella serie di rapporti intitolati «Übersicht über Anzahl und Einsatz der weiblichen Häftlinge des Konzentrationslagers Auschwitz O/S (Sommario del numero e dell'impiego delle detenute del campo di concentramento di

 

1818 Il grado di SS-Sturmmann corrispondeva più o meno a caporale.
1819 GARF, 7021-108-54, p. 54a.
1820 GARF, 7021-108-32, p. 72.
1821 AGK, TNT, 121, p. 129.
1822 AGK, NTN, 155, pp. 292-296.
1823 Serie di rapporti sulle variazioni della forza del Frauenlager che vanno dal 1° ottobre al 1° dicembre 1944.
1824 APMO, AuII- 3a, FKL, pp. 56, 61a, 62a.
1825 Registro dei numeri di matricola assegnati ai detenuti.
1826 Sul Nummernbuch vedi il capitolo 6.1.3.

 

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Auschwitz Alta Slesia)», di cui si sono conservati alcuni esemplari, 83 detenute risultano rilasciate tra il 2 aprile e il 30 giugno 1944 1827.

 

Tra il 1943 e il 1944, numerose persone furono internate nel cosiddetto

 

«Arbeitserziehungslager Birkenau (Campo di rieducazione al lavoro di Birkenau)», poi denominato «Arbeitzerziehungslager Auschwitz I (Campo di rieducazione al lavoro di Auschwitz I)». Si trattava di operai civili stranieri che avevano violato il contratto di lavoro i quali, scontata la pena, venivano inviati all' ufficio di collocamento di Bielitz, filiale di Auschwitz (Arbeitsamt Bielitz, Nebenstelle Auschwitz), da dove venivano rimandati alla ditta presso la quale lavoravano o destinati ad un altro lavoro. Questi detenuti non erano immatricolati, perciò non furono registrati nella serie “E” degli Erziehungshäftlinge. Secondo i documenti che si sono conservati, furono arrestati e poi rilasciati almeno 304 detenuti di questa categoria, 205 uomini e 99 donne. Nella tavola che segue indico la ripartizione cronologica dei rilasci:

 

luglio 1943............... 2

 

agosto 1943............ 3

 

settembre 1943...... 3

 

ottobre 1943........... 7

 

novembre 1943...... 3

 

dicembre 1943..... 11

 

gennaio 1944......... 1

 

aprile 1944............. 4

 

maggio 1944........ 27

 

giugno 1944 .........57

 

luglio 1944............ 67

 

agosto 1944......... 37

 

settembre 1944... 50

 

ottobre 1944........ 29

 

novembre 1944..... 2

 

dicembre 1944...... 1

 

totale.................... 304

 

Queste cifre sono parziali. Nel luglio 1944 furono liberati e presentati all'Arbeitsamt Bielitz 71 detenuti, 33 uomini e 38 donne1828; in agosto 84 detenuti, 43 uomini e 41 donne1829, il che ci porta ad almeno 355 detenuti rilasciati.

 

Infine nel 1944 da Auschwitz furono trasferiti in altri campi non meno di 192.300 detenuti, esclusi i circa 67.000 presenti al campo il 17 gennaio 1945 ed evacuati successivamente.
Tra questi 192.300 trasferiti c'erano almeno 98.600 Ebrei non immatricolati1830.

 

Ricapitolando, il movimento di resistenza di Auschwitz, tramite la sua fitta rete di collegamenti, sorvegliava tutti i centri nevralgici del campo e aveva accesso a tutti i documenti importanti, incluse le piante dei crematori. Gli operai civili, in massima parte polacchi, erano un'altra fonte preziosa di informazioni e nello stesso tempo un collegamento primario col mondo esterno; i detenuti evasi, al pari di quelli rilasciati rappresentarono un'ulteriore fonte diretta di informazioni che confluirono nella Delegatura.

 

In pratica ad Auschwitz tutti sapevano tutto ed è evidente che la politica dei rilasci e dei trasferimenti perseguita dalle SS non si concilia affatto con la storia del «centro di sterminio di massa segretissimo».

 

Da quanto ho esposto sopra deviva una conclusione ancora più importante: il movimento di resistenza aveva tutte le informazioni e tutti i mezzi per esporre fin dall'inizio la versione “vera” della storia delle gasazioni omicide, cioè la versione che fu confezionata dalla Commissione di inchiesta sovietica: ma allora perché, prima della liberazione del campo, esso elaborò una congerie di racconti falsi e insensati che culminarono nel fantasioso rapporto Vrba-Wetzler?
La risposta è semplice: la storia delle camere a gas omicide non è una verità nascosta che venne a poco a poco alla luce,
ma una propaganda che si trasformò a poco a poco in “verità”.

 

1827 Vedi capitolo 7.4.
1828 RGVA, 502-1-437, p. 24.
1829 RGVA, 502-1-437, p. 62.
1830 C. Mattogno, I detenuti trasferiti da Auschwitz-Birkenau nel 1944-1945, in: Auschwitz: trasferimenti e finte gasazioni. “I Quaderni di Auschwitz”, Effepi, Genova, 2004, n. 3, pp. 5-16.

 

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18.2. Le visite di alti ufficiali SS ad Auschwitz

 

Nel paragrafo precedente ho mostrato che ad Auschwitz non c'era alcun «terribile segreto» da custodire, che tutti sapevano tutto e che la storia delle gasazioni omicide fu inventata dai detenuti del movimento di resistenza clandestino. Ciò è pienamente confermato dalle SS. Dal 1942 al 1944 Auschwitz fu visitato più volte da alti ufficiali SS che si occuparano dei vari aspetti logistici e organizzativi del campo, ma mai nessuno accennò - neppure velatamente, neppure in “linguaggio cifrato” - al presunto sterminio in massa di Ebrei, che pure doveva essere la funzione essenziale di Auschwitz. In questo paragrafo prendo in esame le visite più importanti.

 

Il 4 giugno 1942 l'SS-Hauptsturmfüher May, capo dell' Ufficio W IV (Aziende di lavorazione del legno) [Amt W IV (Holzbearbeitungsbetriebe)] dell'SS-WVHA si recò ad Auschwitz. Egli si occupò esclusivamente dei Deutsche Ausrüstungswerke, che descrisse in 6 punti nel suo relativo rapporto1831.

 

Una nota per gli atti di Bischoff datato 20 settembre 1942 riferisce sulla visita ad Auschwitz dell'SS-Sturmbannführer Ohle, capo dell' Ufficio WIII (Aziende alimentari) [Amt WIII (Ernährungsbetriebe)] dell'SS-WVHA, il 18 settembre. L'oggetto delle discussioni fu l'ampliamento della panetteria e il miglioramento del mattatoio. Riguardo al primo punto il documento dice:

 

«La panetteria dev'essre ingrandita in modo tale da poter produrre il pane necessario per circa 160.000 uomini».

 

[«Die Bäckerei muß in dem Umfang vergrößert werden, damit das erforderliche Brot für ca. 160.000 Mann hergestellt werden kann»].

 

Per il mattatoio si proponevano nuovi macchinari e modifiche strutturali1832.

 

Il 23 settembre 1942 ebbe luogo una visita ad Auschwitz dell'SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Oswald Pohl, capo dell'SS-WVHA, accompagnato da Kammler. Al mattino, dalle 9,30 alle 12,30, presso il “Circolo delle Waffen-SS” (Haus der Waffen-SS) si svolsero dei colloqui cui parteciparono, oltre a Pohl e Kammler, 3 ufficiali SS e 19 alti funzionari civili, tra i quali il Gauleiter dell'Alta Slesia Fritz Bracht1833. Il giorno dopo Höss ne redasse un dettagliato resoconto. I punti trattati furono i seguenti:

 

«Punto 1: determinazione dei confini - zona di interesse di fronte alla città di Auschwitz
Punto 2: Approvvigionamento idrico e prelievo idrico
Punto 3: eliminazione delle acque di scarico
Punto 4a: spostamento dal territorio del KL Auschwitz della progettata stazione di smistamento
Punto 4b: spostamento della ferrovia fuori della zona di interesse del KL Auschwitz

[«Punkt 1: Grenzfestlegung - Interssengebiet gegenüber der Stadt Auschwitz
Punkt 2: Bewässerung und Wasserentnahme
Punkt 3: Abwässerbeseitigung
Punkt 4a: Verlegung des geplanten Verschiebebahnhofs aus dem Gelände des K.L. Auschwitz
Punkt 4b: Verlegung der Eisenbahn ausserhalb des Interessengebietes K.L. Auschwitz»]1834.

 

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, Pohl ispezionò l'Interessengebiet (zona di interesse) di Auschwitz1835. Nel suo discorso di chiusura, che tenne alle 18 presso il circolo ufficiali (Führerheim), Pohl lodò gli ufficiali di Auschwitz per i progressi nei lavori di costruzione del campo e li esortò ad essere sempre ligi al dovere1836.

 

Il 20 aprile 1943 giunse ad Auschwitz l'SS-Gruppenführer und Generalleutnant der Waffen-SS August Frank, vice di Pohl all'SS-WVHA. Il giorno dopo egli ebbe un colloquio con Bischoff, che ne resasse un resoconto. Si discusse di «progettazione generale» (allgemeine Planung) relativa allo spostamento degli insediamenti delle SS nell'area agricola), di «giardini della Bauleitung»(Garten der Bauleitung), di «fotografie aeree del KL Auschwitz»(Luftbildaufnahme des K.L. Auschwitz), di «ufficio di avanzamento dei lavori di costruzione del KL Auschwitz»(Baubetriebsdienststelle des K.L.

 

1831 Bericht über die Dienstreise vom 1.-8.6.42 nach Butschowitz, Auschwitz, Lemberg, Lublin und Posen redatto a Berlino dall'SS-Hauptsturmführer May l'11 giugno 1942. NO-1216.
1832 RGVA, 502-1-19, pp. 83-84.
1833 Teilnehmer an den Besprechungen anlässlich der Anwesenheit des SS-Obergruppenführers Pohl. 23 settembre 1942. RGVA, 502-1-19, p. 94.
1834 Inhalt der Besprechungen anlässlich des Besuches des SS-Obergruppenführers Pohl im “Haus der Waffen-SS” in Auschwitz am 23.9.1942. RGVA, 502-1-19, pp. 97-101
1835 Besichtigung des SS-Obergruppenführers Pohl am 23.9.1942. RGVA, 502-1-19, p. 86.
1836 Bericht über Inhalt der Schlussbesprechung des Hauptamtschefs, SS-Obergruppenführer Pohl mit sämtlichen SS-Führern des K.L. Auschwitz am 23.9.1942. RGVA, 502-1-19, pp. 95-96.

 

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Auschwitz) in relazione alle assegnazioni di materiali o Kontingente; seguì una «visita dei cantieri» (Baustellenbesichtigung) nei seguenti cantieri: «panetteria provvisoria»(provisorische Bäckerei), «impianto centrale di riscaldamento»(Fernheizwerk), «alloggi per la truppa nel campo per prigionieri di guerra» (Truppenunterkunft KGL)1837.

 

Il 7 maggio 1943 vi fu la visita di Kammler. Dalle 20,15 alle 23,30 egli discusse al circolo ufficiali con Höss, con l'SS-Obersturmbannführer Karl Ernst Möckel, capo dell'SS-Standortverwaltung (amministrazione della guarnigione), con Bischoff, con l'SS-Sturmbannführer Joachim Caesar, capo dei Landwirtschaftsbetriebe (aziende agricole), coll'SS-Standortarzt (medico della guarnigione) Wirths e con Kirschneck. I temi dibattuti furono: «costruzioni agricole» (Landwirtschaftliche Bauten), «costruzioni sotto la giurisdizione dello Standortarzt»(Bauten in Zuständigkeit des Standortarztes) e «costruzioni per l'amministrazione del KL» (Bauten für die Verwaltung des K.L.).

 

Il 9 maggio Bischoff redasse un dettagliato rapporto. Da esso traspare che le uniche preoccupazioni delle SS erano di carattere igienico-sanitario:

 

«Descrizione generale dello Standortarzt sul fatto che il mantenimento della salute dei detenuti per i grandi compiti non appare assicurato, a causa delle cattive condizioni delle latrine, un sistema di canali inadeguato, mancanza di baracche per malati e latrine separate per malati e per l'assenza di possibilità di lavaggio, di bagno e di disinfestazione».

 

[«Allgemeine Schilderung durch den Standortarzt, daß die Gesunderhaltung der Häftlinge für die großen Aufgaben nicht gesichert erscheint, durch die schlechten Latrinenverhältnisse, einem unzulänglichem Kanalsystem, Mangel an Krankenbaracken und gesonderten Krankenlatrinen und dem Fehlen von Wash-, Bade- und Entwesungsmöglichkeiten»].

 

Il dott. Wirths chiese dunque a Kammler di rimediare a queste manchevolezze, inoltre di aumentare il numero delle «baracche scuderia nelle sezioni per malati» (Pferdestallbaracken zu Krankenstationen) e di migliorare le possibilità di disinfestazione:

 

«Per conseguire una soluzione definitiva per la disinfestazione nel campo per prigionieri di guerra, è stato proposto da parte dello Standortarzt di creare nuovi impianti completi di disinfestazione, inclusa possibilità di bagno, per ciascuna delle sezioni dei settori, cioè 10».

 

[«Um eine endgültige Lösung für die Entlausung im K.G.L. zu schaffen, wurde vom Standortarzt angeregt, für jeden Unterabschnitt der Bauabschnitte, das sind 10 neue komplette Entwesungsanlagen, einschlissliech Bademöglichkeit zu schaffen»]1838.

 

Kammler si trattenne ad Auschwitz almeno fino al 10 maggio, perché il giorno 12 egli stesso redasse un rapporto di quattro pagine con oggetto «rifornimento idrico e drenaggio del KL e KGL Auschwitz» (Be- und Entwässerung K. L. e K.G.L. Auschwitz) e con riferimento «colloquio del 10 maggio 1943»1839.

 

Come ho accennato sopra, da questa visita prese il via il programma delle «Misure speciali per il miglioramento delle installazioni igieniche» (Sondermassnahmen für die Verbesserung der hygienischen Einrichtungen) che si esplicò, tra l'altro, nel progetto - solo in parte realizzato - di un ospedale per i detenuti (Häftlingslazarett) nel Bauabschnitt III di Birkenau che prevedeva la costruzione di «114 baracche per malati (BW 3e)»[114 Krankenbaracken(BW 3e)] e «12 baracche per malati gravi (12b)» [12 Baracken für Schwerkranke (BW 12b)]1840.

 

Il 22 maggio 1943 Kammler si recò di nuovo ad Auschwitz. Durante una riunione, cui parteciparono il comandante del campo, Möckel, Bischoff, Kirschneck, il dott. Wirths, due ufficiali dell'SS-WVHA, due funzionari del Ministero del Reich degli armamenti e delle munizioni e due rappresentanti del plenipotenziario generale per la regolamentazione dell'economia edilizia di Breslavia, Höss tenne un discorso in cui riassunse come segue la storia del campo:

 

«Tra la Vistola e la Sola, nel triangolo determinato dalla loro confluenza, è sorto nel 1940, dopo l’evacuazione di 7 villaggi polacchi, grazie all’ampliamento del territorio di una caserma di artiglieria e a parecchie costruzioni aggiunte, restaurate e nuove, adoperando

 

1837 Niederschrift über die Besprechung am 21. April 1943 mit SS-Gruppenführer und Generalleutnant der Waffen-SS Frank anläßlich der Besichtigung des K.L. Auschwitz. RGVA, 502-1-26, pp. 171-174.
1838 Aktenvermerk di Bischoff del 9 maggio 1943 con oggetto “Besprechung mit dem Amtgruppenchef C SS-Brigadeführer und Generalmajor der Waffen-SS Dr. Ing. Kammler”. RGVA, 502-2-117, pp. 4-9.
1839 RGVA, 502-1-233, pp. 39-42.
1840 Vedi al riguardo il mio articolo The Morgues of the Crematoria at Birkenau in the Light of Documents, in: “The Revisionist”, Vol. 2, Number 3, August 2004; IV., “The Detainee Sick-Bay of Construction Section III at Birkenau”, pp. 289-294.

 

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quantità assai grandi di materiale proveniente dalle demolizioni, il campo di Auschwitz.Previsto originariamente come campo di quarantena, esso è divenuto poi campo del Reich e ha ricevuto di conseguenza una nuova finalità. La posizione di confine tra il Reich e il Governatorato generale, a causa del continuo aggravarsi della situazione, è risultata particolarmente favorevole, perché era garantito il riempimento del campo con mano d’opera. A ciò si è aggiunta negli ultimi tempi la soluzione della questione ebraica (die Lösung der Judenfrage), per la quale è stato necessario creare i presupposti per alloggiare inizialmente 60.000 detenuti, i quali in breve tempo cresceranno1841 a 100.000. Gli abitanti del campo sono previsti prevalentemente per la grande industria che si sviluppa nelle vicinanze. Il campo racchiude nella sua zona d’interesse varie fabbriche di armi, per le quali bisogna regolarmente mettere [a disposizione] la mano d’opera».

 

[«Im Mündungsdreieck zwischen Weichsel und Sola entstand im Jahre 1940 nach der Evakuierung von 7 Polendörfern, durch Ausbau eines Artillerie-Kasernen- Geländes und vielen Zu- Um- und Neubauten, unter Verarbeitung grösserer Mengen Abbruchmaterialien, das Lager Auschwitz. Ursprünglich als Quarantänelager vorgesehen, wurde dieses später Reichslager und erhielt damit neue Zweckbestimmung. Es erwies sich die Grenzlage zwischen Reich und G.G. wegen der sich immer wieder zuspitzenden Lage als besonders günstig, da die Füllung des Lagers mit Arbeitskräften gewährleistet war. Dazu kam in letzter Zeit die Lösung der Judenfrage, wofür die Voraussetzung für die Unterbringung von zuerst 60.000 Häftlingen, die innerhalb kurzer Zeit auf 100.000 aufwächst, geschafft worden musste. Die Insassen der Lager sind überwiegend vorgesehen für die in der Nachbarschaft erwachsende Grossindustrie. Das Lager birgt in seinem Interessengebiet verschiedene Rüstungsbetriebe, wofür regelmässig die Arbeitskräfte zu stellen sind»]1842.

 

Il discorso di Höss dimostra che la «soluzione della questione ebraica» (Lösung der Judenfrage) non richiedeva impianti di sterminio e di cremazione, ma misure di costruzione di alloggiamenti per 100.000 detenuti, e la presunta funzione sterminatrice di Auschwitz non solo non era primaria, ma era totalmente assente!

 

Esso conferma pienamente ciò che le SS avevano stabilito otto mesi prima. Il 15 settembre 1942 si svolse un incontro tra Speer e Pohl. Il giorno dopo, Pohl ne redasse per Himmler un dettagliato rapporto. La discussione si era articolata in quattro punti, il primo dei quali era l' «ingrandimento del campo di baracche di Auschwitz in conseguenza della migrazione ad est» (Vergrösserung Barackenlager Auschwitz infolge Ostwanderung). Su questo punto Pohl riferì:

 

«Il ministro del Reich prof. Speer ha autorizzato l’ampliamento su vasta scala del campo baracche di Auschwitz e ha stanziato una cubatura supplementare delle costruzioni di Auschwitz di 13.700.000 Reichsmark. Questa cubatura comprende l’installazione di circa 300 baracche con i relativi impianti di servizio e complementari. I materiali necessari saranno assegnati nel quarto trimestre del 1942 e nel primo, secondo e terzo trimestre del 1943. Se questo programma supplementare di costruzioni sarà eseguito, ad Auschwitz si potranno alloggiare complessivamente 132.000 persone».

 

[«Reichminister Prof. Speer hat die Vergrösserung des Barackenlagers Auschwitz im vollen Umfang genehmigt und ein zusätzliches Bauvolumen für Auschwitz in Höhe von 13,7 Millionen Reichsmark bereitgestellt. Dieses Bauvolumen umfasst die Aufstellung von rd. 300 Baracken mit den erforderlichen Versorgungs- und Ergänzungsanlagen. Die notwendigen Rohstoffe werden im 4. Quartal 1942 sowie im 1., 2. und 3. Quartal 1943 zugeteilt. Wenn dieses zusätzliche Bauprogramm durchgeführt ist, können in Auschwitz insgesamt 132.000 Mann untergebracht werden»].

 

Pohl rilevò poi che

 

«tutti i partecipanti erano d’accordo sul fatto che la mano d’opera presente nei campi di concentramento deve ormai essere impiegata per compiti di armamenti di ampio respiro»

 

[«alle Beteiligten waren sich einig, dass die in den Konzentrationslagern vorhandene Arbeitskraft nunmehr für Rüstungsaufgaben von Grossformat eingesetzt werden müssen»].

 

1841 Il preterito “anwuchs” è stato corretto nel presente “anwächst” che nel contesto ha evidentemente valore di futuro.
1842 Aktenvermerk datato 22 maggio 1943 senza intestazione e senza firma, redatto probabilmente da Bischoff. RGVA, 502-1-26, pp. 85-87.

 

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Dopo aver sottolineato la necessità di ritirare gli operai civili tedeschi e stranieri dagli impianti di armamenti il cui personale non fosse al completo (per colmare le lacune esistenti in altri impianti simili) e di sostituirli con i detenuti dei campi di concentramento, Pohl proseguì:

 

«Il ministro del Reich prof. Speer vuole garantire in tal modo l’impiego a breve
scadenza anzitutto di 50.000 Ebrei abili al lavoro
in stabilimenti chiusi esistenti che abbiano possibilità di alloggiamento.
La mano d’opera necessaria a questo scopo la raccoglieremo anzitutto ad Auschwitz dalla migrazione verso l’Est (Ostwanderung), affinché i nostri impianti aziendali esistenti non siano disturbati nella loro produzione e nella loro costruzione da un cambio continuo di mano d’opera.
Gli Ebrei abili al lavoro destinati alla migrazione verso l’Est interromperanno dunque il loro viaggio e dovranno eseguire lavori nell’ambito degli armamenti».

 

[«Reichsminister Prof. Speer will auf diese Weise kurzfristig den Einsatz von zunächst 50.000 arbeitsfähigen Juden in geschlossenen vorhandenen Betrieben mit vorhandenen Unterbringungsmöglichkeiten gewährleisten. Die für diesen Zweck notwendigen Arbeitskräfte werden wir in erster Linie in Auschwitz aus der Ostwanderung abschöpfen, damit unsere bestehenden betrieblichen Einrichtungen durch einen dauernden Wechsel der Arbeitskräfte in ihrer Leistung und ihrem Aufbau nicht gestört werden. Die für die Ostwanderung bestimmten arbeitsfähigen Juden werden also ihre Reise unterbrechen und Rüstungsarbeiten leisten müssen»]1843.

 

La Ostwanderung era la deportazione ebraica all’Est. L’ultima frase, in tale contesto, significa che gli Ebrei inabili al lavoro destinati alla Ostwanderung non interrompevano il loro viaggio - dunque non si fermavano ad Auschwitz - ma proseguivano il loro «viaggio»(Reise) all’Est.

 

Il 17 agosto 1943 Pohl ritornò ad Auschwitz. Alle 8,30 fu ricevuto negli uffici della Zentralbauleitung, dove furono discussi i progetti di costruzione del campo. Seguì un viaggio all'interno della zona di interesse. Il giorno stesso Bischoff redasse un rapporto sulla visita. Pohl ispezionò il mattatoio, indi l'«ampliamento della cucina» (Küchenerweiterung), la panetteria, l'edificio del monopolio e l'edificio lavanderia e ricezione (Wäscherei- und Aufnahmegebäude) nello Stammlager, poi i Deutsche Ausrüstungswerke, il «campo degli operai civili» (Zivilarbeiter-Lager) e il campo di Birkenau, riguardo al quale Bischoff riferisce:

 

«Poi furono ispezionati accuratamente i settori I e II del campo per prigionieri di guerra, nonché crematori e alloggi per la truppa. Qui ricevette un particolare apprezzamento l'ordinata sistemazione interna degli alloggi per i detenuti nel settore di costruzioni II recentemente occupato».

 

[«Es wurde dann der Bauabschnitt I und II des K.G.L. sowie die Krematorien und Truppenunterkünfte eingehend besichtigt. Besondere Anerkennung fand dabei der saubere Innenausbau der Häftlingsunterkünfte im neu belegten Bauabschnitt II»].
L'ispezione proseguì all' «impianto di trattamento delle acque del campo per prigionieri di guerra» (Wasserbereitungsanlage des K.G.L.) e questi sono gli unici accenni al campo di Birkenau in un rapporto di oltre tre pagine. Dopo aver visitato il campo femminile di Budy, Pohl si recò al quartier generale, poi ispezionò l'«edificio del mulino» (Mühlengebäude) e l'«impianto di chiarificazione delle acque e del gas di fogna (Klär- und Faulgasanlage). Alle 13 l'ispezione era conclusa. Pohl trascorse il pomeriggio a Golleschau, da dove verso le 19 ritornò agli uffici della Zentralbauleitung1844.

 

Pohl visitò di nuovo Auschwitz il 16 giugno 1944 ed ebbe un colloquio con 9 ufficiali SS del campo. Si discusse della difficoltà di approvvigionamento di cemento e dell'ampliamento della panetteria con altri due forni, «poiché c'è un accresciuto fabbisogno di pane e i forni che ora si trovano in funzionamento continuativo necessitano di riparazioni urgenti»(«da ein erhöhter Brotbedarf vorliegt und die jetzt im Dauerbetrieb befindlichen Öfen einer dringenden Reparatur bedürfen»).

 

Pohl approvò poi, «dopo verifica del grado di urgenza», 29 Bauwerke. Il n. 1 era l'

 

«ampliamento della panetteria e due forni» (Erweiterung der Bäckerei und zwei Backöfen). Il n. 9 riguardava «3 baracche per misura immediata “azione ebraica”» (3 Baracken für Sofortmaßnahme

 

1843 Rapporto di Pohl a Himmler del 16 settembre 1942 con oggetto:”a) Rüstungsarbeiten. b) Bombenschäden”. BAK, NS 19/14, pp. 131-133.
1844 Aktenvermerk di Bischoff del 17 agosto 1943 con oggetto: “Besuch des Hauptamtchef SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Pohl in Auschwitz”. RGVA, 502-2-105, pp. 60-63.

 

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Judenaktion”), di cui ho illustrato altrove il contesto storico e il significato1845. Il punto n. 16 si riferiva invece al «mascheramento dei crematori e misure di sicurezza tramite erezione di una seconda recinzione (Il mascheramento deve avvenire mediante stuoie grezze che devono essere procurate dall'amministrazione della guarnigione»[«Tarnung der Krema, und Sicherheitsmaßnahmen durch Errichtung eines zweiten Zaunes (Die Tarnung hat durch Rohmatten, die durch die SS-Standortverwaltung zu beschaffen sind, zu erfolgen»]1846.

 

Questa misura è da mettere in relazione con la seguente direttiva segreta di Glücks, con oggetto «Costruzioni speciali nei campi di concentramento» (Sonderbauten in den Konzentrationslagern), diramata da Liebehenschel il 15 giugno 1943 ai comandanti di Sachsenhausen, Dachau, Neuengamme und Auschwitz:

 

«Secondo comunicazione del capo dell'ufficio centrale, nell'ispezione delle costruzioni specili già completate si è trovato che queste non sono situate in una posizione particolarmente favorevole. Il capo dell'ufficio centrale ha ordinato che nella realizzazione di altre costruzioni speciali bisogna fare attenzione al fatto che queste, conformemente alla loro destinazione, siano situate un po' in disparte e non possano essere osservate da chiunque».

 

[«Nach Mitteilung des Hauptamtschef ist bei der Besichtigung bereits fertiggestellter Sonderbauten angetroffen, dass diese nicht besonders günstig liegen. Der Hauptamtschef hat angeordnet, dass bei der Errichtung weiterer Sonderbauten darauf zu achten ist, dass diese ihrer Zweckbestimmung gemäss etwas abseits liegen und icht von allen möglichen Leuten begafft werden können»]1847.

 

Una «Lista dei Bauwerke in costruzione con grado di completamento»

 

(Aufstellung der im Bau befindlichen Bauwerke mit Fertigstellungsgrad) redatta da Jothann il 4 settembre 1944, al punto 17 del paragrafo b), menziona il «mascheramento dei crematori e misure di sicurezza mediante erezione di una seconda recinzione» (Tarnung der Krema. und Sicherheitsmassnahmen durch Errichtung eines 2. Zaunes) con un grado di completamento del 90%1848. Tuttavia il numero delle guardie all'interno dei crematori rimase praticamente invariato dalla fine di luglio alla fine di agosto: 22 guardie per 903 o 873 detenuti (dall'11 agosto). Il 30 agosto nei crematori c'erano 22 guardie per 874 detenuti, con un rapporto di 1:40; il 7 settembre 12 guardie per 874 detenuti, con un rapporto di circa 1:701849.

 

Ciò non si concilia con una «mascheramento» e delle «misure di sicurezza» in funzione delle presunte gasazioni omicide. Queste misure si riferivano piuttosto ai civili, che circolavano in gran numero ad Auschwitz.

 

Il 26 giugno 1944 sette alti funzionari governativi, tra i quali il capo dell'ufficio centrale del Reich (Reichshauptamtsleiter) Giese, della cancelleria del Führers, effettuarono una accurata visita ad Auschwitz, sulla quale il consigliere ministeriale Müller e ildott. Gündner del RStA [Reichsstaatsanwaltschaft: procura di Stato del Reich] redassero un dettagliato «Rapporto di un viaggio» (Reisebericht) segreto di otto pagine1850. Esso descrive la struttura e l'organizzazione delcomplesso Auschwitz-Birkenau, che aveva una forza totale di 135.000 detenuti, di cui 30.000 si trovavano nello Stammlager1851.
Il rapporto menziona fatti già noti, ad esempio
la possibilità per i
detenuti di scrivere lettere ai parenti e
di ricevere anche pacchi viveri;
«un'orchestra di almeno 70
detenuti (orchestra di ottoni)»[eine aus mindestens 60 Häftlingen bestehende Kapelle (Blasorchester)] che teneva «un concerto all'aperto (ein Platzkonzert)»;
l'ospedale dei detenuti
(Häflingslarazett) dello Stammalager
con 60 «detenuti medici» (Gefangenenärzte) e
2.000 detenuti ricoverati1852;
il sistema della «ricompensa del lavoro»(Arbeitsbelohnung), consistente nel premiare i detenuti che lavoravano bene con «buoni di 1 o 2 RM»(Gutscheine über 1 oder 2 RM) che servivano «all'acquisto di merci (zum Einkauf von Waren)» nel campo1853.

1845 C. Mattogno, Special Treatment in Auschwitz. Origin and Meaning of a Term, op. cit., pp. 96-98.
1846 Aktenvermerk di Jothann del 17 giugno 1944 con oggetto: “Besprechung anläßlich des Besuches des Hauptamtchefs, SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Pohl über bauliche Belange in Auschwirz”. APMO, D-AuI-1/119 e NO-2359.
1847 NO-1242.
1848 RGVA, 502-1-85, p. 196.
1849 C. Mattogno, Auschwitz: Open Air Incinerations, op. cit., pp. 80-88.
1850 Reisebericht. Besichtigung des Konzentrationslagers Auschwitz am 28. Juni 1944 durch MinDirektor Engert, MinRat Müller und RStA Dr. Gündner (RJM), GStA Dr. Haffner, OstA Scheunpfung und Vizepräsident Kaliebe (Kattowitz), Reichshauptamtsleiter Giese (Kanzlei des Führers). Berichtsverfasser: MinRat Müller und RStA Dr. Gündner. BAK; R22/1468, pp. 57-60a.
1851 Idem, p. 57.
1852 Idem, p. 58.
1853 Idem, pp. 60-60a.

 

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Altri fatti sono molto meno noti:
«Nel comando I [dello Stammlager] visitammo un'altra baracca nella quale è esposta una raccolta di opere di detenuti (disegni, quadri, sculture in legno ecc) e di oggetti presi ai detenuti. Lì c'è inoltre la stanza degli scrivani, dove i detenuti disbrigano anche gli affari personali dei prigionieri e lavori simili che vengono rifiutati ai prigionieri nell'esecuzione della pena dell'amministrazione della giustizia. [...]. Alla stanza degli scrivani è annessa una biblioteca per i detenuti non molto spaziosa che, secondo l'affermazione del detenuto che l'amministra, deve contenere 45.000 volumi».

 

[«In der Kommandantur I wurde noch eine weitere Baracke besichtigt, in der eine Sammlung von Häftlingsarbeiten (Zeichnungen, Gemälde, Schnitzereien usw.) und den Häftlingen abgenommenen Gegenständen ausgestellt ist. Ferner befindet sich dort die mit Häftlingen besetzte Schreibstube, wo die Häftlinge auch die Personalangelegenheiten der Gefangenen und ähnliche Arbeiten erledigen, die im Strafvollzug der Justizverwaltung den Gefangenen vorenthalten werden. [...]. Der Schreibstube ist eine räumlich nicht sehr große Häftlingsbücherei angegliedert, die nach Angabe des Häftlings, der sie verwaltet, 45.000 Bände enthalten soll»]1854.

 

Il rapporto riferisce inoltre sull'attività delle varie fabbriche e officine che si trovavano nel complesso Auschwitz-Birkenau.

 

La visita ebbe luogo in piena deportazione degli Ebrei ungheresi ad Auschwitz e i visitatori assistettero perfino all'arrivo di un trasporto:

 

«In un altro luogo di carico fu scaricato un terno merci con Ebrei ungheresi. Nello stesso luogo c'è in costruzione un campo [Birkenau] di baracche di legno che non hanno finestre e solo da sopra sono illuminare e aerate tramite strutture sul tetto simili a lampioni.
La suddivisione e lo scopo di questo campo non poté essre accertato dettagliatamente passandovi davanti. Si vide soltanto una vivace confuzione di detenuti e detenute di tutte le razze, soprattutto ebrei».

 

[«Auf einer weiteren Verladestelle wurde ein Güterzug mit ungarischen Juden ausgeladen. An der gleichen Stelle befindet sich ein Lager aus Holzbaracken im Bau, die keine Fenster haben und nur von oben durch laternerartige Dachaufbauten belichtet und belüftet werden. Die Einteilung und Zweckbestimmung dieses Lagers waren bei der Vorbeifahrt im einzelnen nicht zu erkennen. Man sah nur ein buntes Durcheinander von männlichen und weiblichen Häftlingen aller Rassen, hauptsächlich Juden»]1855.

 

Tuttavia essi costeggiarono il crematorio V, riguardo al quale nel rapporto viene riferito:
«La via del ritorno ci portò davanti a un crematorio dove manifestamente dei cadaveri venivano cremati anche su roghi».

 

[«Der Rückweg ins Lager führte an einem Krematorium vorbei, wo Leichen
anscheinend auch auf Scheiterhaufen verbrannt wurden»1856.

 

Questo rapporto, che reca nella pagina iniziale il timbro «Segreto!» (Geheim!), dimostra che i visitatori - che erano, ripeto, alti funzionari governativi - non sapevano nulla di uno sterminio in massa ad Auschwitz e nel corso della loro visita non videro e non udirono nulla che potesse far sorgere loro qualche sospetto al riguardo.

 

Tutti i rapporti menzionati in questo paragrafo costituiscono una reale concordanza di prove sulla totale ignoranza da parte delle SS di uno sterminio ebraico in massa, ignoranza impossibile se un tale sterminio fosse stato reale.

 

18.3. L'illusione della «convergenza di rapporti indipendenti» e della «convergenza di prove»

 

Il principio metodologico adottato da van Pelt è, come ho già accennato, la «convergenza di prove», di cui la convergenza delle testimonianze è un presupposto imprescindibile. Essa implica che le testimonianze, oltre che realmente concordanti, siano anche realmente indipendenti. Van Pelt, in diretta polemica con Irving, afferma che è «altamente improbabile che la conoscenza su Auschwitz fosse una invenzione del tempo di guerra escogitata da propagandisti britannici»

 

1854 Idem, p. 58a.
1855 Idem, p. 59,
1856 Idem, p. 59a.

 

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e presume di aver dimostrato che

 

«la conoscenza su Auschwitz emerse cumulativamente da una convergenza di rapporti indipendenti, acquisendo uno stato epistemologico situato da qualche parte nel regno delimitato da un lato da un giudizio di conoscenza di un fatto “al di là del ragionevole dubbio” e dall'altro dall'orizzonte sempre sfuggente che promette la certezza assoluta».

 

Egli conclude che il presunto sterminio ebraico ad Auschwitz dev'essere considerato «una certezza morale»1857.

 

In realtà bisogna parlare di una «certezza immorale», perché essa è essenzialmente basata sull'inganno.

 

La storia delle camere a gas omicide, come ho documentato sopra, non fu «una invenzione del tempo di guerra» di propagandisti Britannici,
ma una invenzione dei propagandisti del movimento di resistenza clandestino di Auschwitz.

 

Ciò del resto fu ammesso candidamente da Bruno Baum, ex detenuto che aveva fondato il gruppo di resistenza tedesco, costituito da comunisti, socialdemocratici e antifasciti internati.

Nel
1949 egli pubblicò un libro sulle attività del movimento di resistenza clandestino, nel quale raccontò quanto segue:

 

«Da me il materiale arrivò a Cyrankiewicz, che lo inoltrò.
Dalla metà del 1944
mandammo qualcosa almeno due volte alla settimana. Dunque la tragedia di Auschwitz si diffuse nel mondo.

Credo di non esagerare dicendo che la maggior parte della propaganda
su Auschwitz che all'epoca circolò per il mondo fu scritta da noi nel campo stesso»1858.

 

La versione finale della storia emerse cumulativamente dalla rielaborazione di racconti propagandistici interdipendenti che si arricchì in una stratificazione progressiva fino a consolidarsi nel nucleo essenziale esposto nel rapporto Vrba-Wetzler. Tutti i testimoni che rimasero ad Auschwitzfurono impregnati di questa propaganda, che, come ho mostrato sopra, traspare perfino in una testimonianza ungherese del 1945 apparentemente “indipendente”.

 

Dopo la liberazione di Auschwitz, gli ex detenuti rimasti al campo vissero promiscuamente per almeno due mesi sotto la pressione della propaganda sovietica, come è testimoniato dall'appello

«All'opinione pubblica internazionale» (An die internationale Öffentlichkeit) redatto in tedesco e firmato il 4 marzo 1945, «a nome dei 4.000 salvati», dal dott. Mansfeld Geza, professore universitario di Budapest, dal dott. Berthold Epstein, professore universitario di Praga, dal «docente dott. Bruno Fischer, Praga» e da Henri Limousin, professore universitario di Clermont-Ferrand. Quest'appello menzionava la versione finale della storia delle camere a gas omicide senza però rinunciare a tutti i temi propagandistici precedenti: bambini bruciati vivi, impiego di grasso umano per l'arsione dei cadaveri e per la produzione di «oli e grassi tecnici per macchine, anzi perfino sapone»1859.

 

I testimoni del “Sonderkommando”, come Tauber, Dragon e Mandelbaum, poterono non solo consultarsi tra di loro e concordare una versione comune, ma anche esaminare piante e documenti tedeschi ed osservare gli impianti e i dispositivi dei crematori e gli elementi dei forni all'epoca immagazzinati nel Bauhof.

 

I detenuti che furono trasferiti da Auschwitz prima dell'arrivo dei Sovietici e che testimoniarono subito dopo la fine della guerra non poterono beneficiare della versione finale della storia delle camere a gas elaborata al campo nel febbraio-marzo 1945.
Ciò spiega il fatto che le testimonianze dei detenuti del “Sonderkommando” rimasti ad Auschwitz (Tauber, Dragon, Jankowski, Mandelbaum) sono in generale concordanti,
mentre quelle dei detenuti trasferiti precedentemente (Bendel, Nyiszli, Gertner, Lettich) sono molto discordanti.

 

D'altra parte, poiché tutte le testimonianze affondavano comunque le radici in un terreno propagandistico comune, esse sono concordanti su punti palesemente falsi o assurdi:

 

1) Tauber, Dragon, Jankowski e Bendel “confermarono” la cifra propagandistica sovietica di 4 milioni di morti ad Auschwitz1860. Qui si verifica dunque una convergenza di testimonianze sul falso.

 

2) Tutti i testimoni “confermarono” la presenza di immense “fosse di cremazione” (da 1 a 4) nell'area del Bunker 2, dove non esistettero mai, e nel cortile del crematorio V (da 2 a 5), dove vi fu un solo sito di cremazione molto esiguo. Qui si verifica un'altra convergenza di testimonianze sul falso1861.

 

1857 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 292.
1858 B. Baum, Widerstand in Auschwitz. Bericht der internationalen antifaschistischen Lagerleitung. VVN-Verlag, Berlino-Potsdam 1949, p. 34.
1859 Testo originale del rapporto con firme autografe in : GARF, 7021-108-46, pp. 8-11.
1860 Vedi capitolo 14.3.
1861 Vedi capitolo 8.8.5.

 

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3) Tutti i testimoni “confermarono” le assurdità termotecniche sui forni crematori inventate dalla propaganda del movimento di resistenza clandestino del campo per rendere credibile la storia dello sterminio in massa1862. Qui si verifica una convergenza di testimonianze sull'assurdo. In conclusione, la «convergenza di rapporti indipendenti» è puramente illusoria e non ha alcun valore di conoscenza epistemologica né di certezza morale. Nessuna testimonianza è “indipendente” dalle altre e la semplice “conferma” di un dato testimoniale da parte di un'altro dato non dimostra che esso sia vero, come la “convergenza” sui 4 milioni di morti non rende reale questa cifra.

 

Il caso di Belzec illustra bene la fallacia del metodo di lavoro di van Pelt: qui infatti esiste davvero una «convergenza» di «rapporti» presuntamente «indipendenti» su un fatto ormai notoriamente falso: lo sterminio mediante corrente elettrica1863. Al riguardo van Pelt scrive:

 

«Solo l'anno dopo la Polish Fortnightly Review cominciò a menzionare campi come centri di esecuzione di Ebrei. Al governo polacco in esilio erano arrivati molti rapporti sulle deportazioni dal ghetto di Varsavia. Nell'autunno del 1942 un testimone oculare sulla sorte dei deportati era giunto in Inghilterra. Il combattente della resistenza polacca Jan Kozielewski (più noto col nome di battaglia Jan Karski) aveva visitato il campo di sterminio di Belzec travestito da poliziotto lettone1864 ed era stato testimone della distruzione di un trasporto ebraico.Karski informò il governo polacco in esilio e il 1° dicembre 1942 la Polish Fortnightly Review pubblicò un articolo di fondo intitolato “Sterminio dell'ebraismo polacco”, nel quale riferì che il ghetto di Varsavia aveva subìto deportazioni quotidiane di 7.000 persone al giorno a partire dal 24 luglio. [...].

 

Sorprendentemente, la Polish Fortnightly Review non pubblicò tutte le osservazioni di Karski su Belzec ma scelse di stampare come annesso al rapporto una descrizione precedente del “Campo di sterminio ebraico di Belzec” datato 10 luglio 1942 che era evidentemente basato sul sentito dire»1865.

 

Come è noto, questo rapporto descriveva il presunto sterminio a Belzec «con una piastra elettrica (z p#yt# elektryczn#)».

 

Van Pelt continua:

 

«Nell'estate del 1942, quando il trasporto fu redatto, nessuno che non facesse parte del gruppo di esecuzione aveva lasciato vivo Belzec, perciò la descrizione del metodo di uccisione era ampiamente basato su dicerie»1866.

 

Come ha scritto Walter Laqueur, Karski era specializzato in «propaganda nera» fra i soldati tedeschi e infatti i suoi rapporti non sono altro che «propaganda nera». In uno studio specifico sul campo di Belzec ho esaminato la genesi e gli sviluppi della storia raccontata da Karski, che si possono riassumere così:

 

«La prima versione di questa storia, risalente al novembre 1942, menzionava sì i treni della morte, ma soltanto come strumenti di tortura per portare gli Ebrei del ghetto di Varsavia “in campi speciali a Treblinka, Belzec e Sobibor”, dove venivano uccisi. Per quanto riguarda Belzec, egli non solo non pretendeva ancora di aver visitato questo campo, ma gli attribuiva il metodo di sterminio allora in voga della folgorazione. Ma già nel dicembre 1942 Karski aveva inventato la storia della sua fantomatica visita - in divisa da poliziotto polacco - ad un “campo di smistamento” a cinquanta chilometri da Belzec, rielaborando il tema letterario dei treni della morte, che ora diventavano essi stessi strumento e metodo di sterminio, mentre a Belzec egli affibiava ancora i metodi di uccisione dei gas letali e della corrente elettrica. Nella fase finale dell'elaborazione letteraria della sua storia, Karski trasformò il “campo di smistamento” nel campo stesso di Belzec, che ora pretendeva di aver visitato in divisa da guardia estone!»1867.

 

Per quanto riguarda la fonte del rapporto del 10 luglio 1942, esso, secondo il rapporto stesso, era stato redatto «secondo informazioni di un Tedesco che vi è impiegato»1868: la fonte era dunque proprio uno che faceva «parte del gruppo di esecuzione» del campo!

 

1862 Vedi capitolo 8.8.7.
1863 Idem, pp. 11-22.
1864 Karski disse, contraddittoriamente, di essersi travestito da poliziotto polacco e da guardia estone, non da poliziotto lettone.
1865 Idem, pp. 144-145.
1866 Idem, p. 145.
1867 C. Mattogno, Be##ec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia. Effepi Edizioni, Genova, 2006, p. 31. Sull'intera questione vedi il capitolo II, 3, Dalla folgorazione ai “treni della morte”, pp. 30-44. 1868 Idem, p. 19.

 

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Per di più, come ha sottolineato Michael Tregenza, Belzec non poteva celare alcun segreto, sia per la posizione del campo, sia perché la popolazione locale ucraina aveva stretto amicizia con il personale del campo, a tal punto che dei civili lavoravano addirittura all'interno del campo1869; perciò, come egli afferma esplicitamente, «fin dall'inizio nel villaggio ognuno sapeva che cosa accadeva al campo»1870. E se, nonostante ciò, i vari rapporti parlarono di un presunto sterminio in impianti elettrici o in treni cosparsi di calce viva, è evidente che si trattava di semplice propaganda nera. In tale contesto non ha senso parlare di «sentito dire» o di «dicerie»: bisognerebbe piuttosto parlare di menzogne deliberate.

 

Su Belzec van Pelt aggiunge:

 

«Solo recentemente a Belzec, con la scoperta delle enormi fosse comuni, è stato possibile acquisire, sul luogo del massacro, una qualche conoscenza visiva delle atrocità che vi furono perpetrate»1871.

 

Come ho dimostrato nello studio summenzionato, le presunte 33 «enormi fosse comuni», con un volume complessivo di circa 21.300 m3, sarebbero state sufficienti, teoricamente, soltanto per circa 170.000 dei 600.000 Ebrei presuntamente gasati e inumati a Belzec, per i quali sarebbero stati necessarie fosse comuni per un volume totale di circa 75.000 m3. In realtà le fosse originarie erano assai meno di 33 e il loro volume era molto minore dei 21.300 m3 summenzionati. Infatti 9 fosse erano state scavate per disposizione del giudice istruttore distrettuale Cz. Godziszewski il 12 ottobre 1945 e l'area del campo rimase esposta agli scavi indiscriminati della popolazione locale alla ricerca di valori fino alla fine del 1963; ciò, oltre allo scavo di nuove fosse, provocò tra l'altro anche l'unione di piccole fosse vicine in fosse più grandi a causa della distruzione delle pareti di terra che le separavano.

 

Le fosse comuni di Belzec dimostrano pertanto che in tale campo non fu effettuato nessuno sterminio in massa1872.

 

La «convergenza di prove» è il principio metodologico fondamentale di van Pelt. Esso consiste nell'estensione della pretesa «convergenza di rapporti indipendenti» a fonti documentarie (documenti, fotografie, reperti archeologici). Il risultato dovrebbe essere una “convergenza” tra testimonianze e fonti documentarie, cioè una “conferma” reciproca: le fonti documentarie avvalorerebbero le testimonianze e viceversa. La “convergenza” più importante addotta da van Pelt riguarda la cremazione: la testimonianza di Tauber troverebbe “conferma” da un lato in altre testimonianze (di Dragon, Jankowski, Broad, Müller e Höss), dall'altro in documenti (la lettera della Zentralbauleitung del 28 giugno 1943 e la richiesta di brevetto del forno Sander). In realtà, come ho dimostrato nel capitolo 11, una tale “convergenza” è pura fantasia, perché le testimonianze sono tecnicamente insensate, sicché realizzano una “convergenza” nel falso, i dati della lettera sono in stridente contrasto con i dati sperimentali del forno di Gusen e il forno Sander (che non fu mai costruito e di cui van Pelt accresce in modo spopositato la possibile capacità di cremazione) non ha alcuna relazione tecnica con i forni di Auschwitz-Birkenau, perciò non può essere “conferma” di nulla.

 

Parimenti infondata è la presunta «convergenza di prove» riguardo alle presunte aperture di introduzione dello Zyklon B, basata su testimonianze fantasiose (Tauber, Kula), su un disegno che illustra graficamente tali fantasie (Olère) e una fotografia aerea interpretata in modo altrettanto fantasioso1873.

 

In conclusione, le testimonianze addotte da van Pelt non sono “indipendenti” (e molte neppureconcordanti”) e i documenti, da lui sistematicamente travisati, non forniscono loro alcunaconferma”. Ciò distrugge radicalmente la sua metodologia storiografica e infirma completamente tutte le conclusioni che su di essa si basano.

 

1869 Idem, pp. 56-59..
1870 Idem, p. 57.
1871 R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 12.
1872 C. Mattogno, Be##ec in Propaganda, Testimonies, Archeological Research, and History, op. cit., pp. 95-129.
1873 Vedi capitolo 12.

 

331 —

 

CONCLUSIONE

 

Van Pelt si esprime con grande arroganza sul revisionismo storico. Egli definisce la relativa letteratura «un insulto all'intelletto»1874 e critica la sua presunta incapacità di presentare una storiografia alternativa:

 

«I negazionisti pretendono di essere storici revisionisti, ma devono ancora produrre una storia che offra una spiegazione “riveduta” degli eventi in questione»1875.

 

Ciò è esattamente ciò che ho fatto nei miei numerosi studi che ho citato in quest'opera, molti dei quali erano apparsi già prima di The Pelt Report e parecchi anche in inglese. Tuttavia van Pelt, che ha discusso le dichiarazioni di tutti i revisionisti che abbiano scritto qualche pagina su Auschwitz, non mi ha neppure menzionato né in The Pelt Report, né in The Case for Auschwitz. Il suo silenzio era palesemente intenzionale.

 

Come ho accennato nel capitolo 8.1., nell’ottobre 1999 John C. Zimmerman pubblicò una critica alla versione in web del mio articolo Body Disposal at Auschwitz: The End of the Holocaust Denial1876. Alle sue obiezioni infondate risposi con l’articolo John C. Zimmerman and “Body Disposal at Auschwitz”: Preliminary Observations1877, nel quale documentai l'incompetenza storica, tecnica e documentaria di Zimmerman e la sua palese malafede.

 

Dopo la mia replica, egli scrisse un altro articolo, ancora più insulso, My Response to Carlo Mattogno1878.

 

A questo punto scrissi una lunga e dettagliata replica – Supplementary Response to John C. Zimmerman on his "Body disposal at Auschwitz"1879 - nella quale smascherai una per una tutte le menzogne di Zimmerman. Questa risposta fu pubblicata in web nel 2000. Da allora John C. Zimmerman tace. Nel 2000 egli pubblicò sì un libro1880 che contiene varie critiche contro di me, ma si tratta di un semplice riciclaggio delle farneticazioni storico-tecniche dei suoi articoli summenzionati.

 

Nonostante ciò, in uno studio successivo ho confutato dettagliatamente le fantasiose analisi delle fotografie aeree di Birkenau da lui addotte1881.

 

Sta di fatto che alla mia replica finale Zimmerman non ha saputo controbattere nulla e il suo silenzio equivale a una resa incondizionata, all’ammissione che i suoi argomenti erano e restano infondati e insostenibili1882.

 

Ricordo che questo Zimmerman era uno dei consiglieri di van Pelt.
Poiché, come ho spiegato
sopra, il problema della cremazione ha un'importanza fondamentale nell'economia della pretesa «convergenza di prove» di van Pelt, si può credere seriamente che i due non abbiano discusso a fondo sul mio articolo summenzionato? È dunque chiaro che essi sono giunti alla conclusione che era più prudente non occuparsi affatto di questioni che erano incapaci di padroneggiare e che avrebbero rischiato di demolire il già traballante sistema dimostrativo di van Pelt. E, per la stessa ragione, ritennero più prudente non occuparsi affatto di nessuno dei miei studi.

 

L'accusa lanciata da van Pelt si può facilmente ritorcere contro di lui: il suo studio su Auschwitz non ha infatti alcun valore scientifico già per le metodologie inconsistenti e ingannevoli che vi ha adottato; ma esso non ha neppure valore storiografico, perché espone un guazzabuglio di fonti contrastanti tra le quali, in offesa al più elementare senso critico, pretende stabilire “convergenze” del tutto fantasiose partorite dalla sua tragica incompetenza tecnica. Ma anche in campo storico le conoscenze di van Pelt appaiono decisamente carenti. Egli di Auschwitz conosce esclusivamente l'aspetto “sterminio”, perciò travisa sistematicamente tutte le fonti in funzione di esso. Ma perfino sul presunto sterminio, come ho documentato sopra, van Pelt mostra conoscenze incomplete e superficiali.

 

The Case for Auschwitz non è opera di storia, ma una rassegna giornalistica di fonti storiche mal comprese e male interpretate.

 

1874 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit.,, p. 69.
1875 Idem, p. 318.
1876 http://www.holocaust-history.org/auschwitz/body-disposal/
1877 http://vho.org/GB/c/CM/jcz.html
1878 http://www.holocaust-history.org/auschwitz/response-to-mattogno/
1879 http://vho.org/GB/c/CM/Risposta-new-eng.html
1880 J.C. Zimmerman, Holocaust Denial. Demographics, Testimonies and Ideologies, op. cit.
1881 C. Mattogno, Auschwitz: Open Air Incinerations, op. cit., pp. 43-68.
1882 Vedi l'edizione riveduta e corretta delle mie risposte a Zimmerman in: G. Rudolf, C. Mattogno, Auschwitz Lies. Legends, Lies, and Prejudices on the Holocaust, op. cit., pp. 87-194, “An Accountant Poses as Cremation Exper”t, pp. 87-194.

 

 
332 —

 

 ABBREVIAZIONI

 

AFH Archivio Friedman, Haifa.
AGK Archiwum G#ównej Komisji Badania Zbrodni Przeciwko Narodowi
Polskiemu Instytutu Pamieci Narodowej (Archiwio della Commissione centrale di inchiesta sui crimini contro il popolo polacco - memoriale nazionale), Varsavia AKfSD Archiwium Kuratorium für Sühnemal KZ Dachau (Archivio del Consiglio di sorveglianza del monumento di espiazione del campo di concentramento di Dachau)
AMS Archiwum Muzeum Stutthof (Archivio del Museo di Stutthof)
APK Archiwum Pa#stwowego w Katowicach (Archivio di Stato di Katowice)
APMGR Archiwum Pa#stwowego Muzeum Gross-Rosen (Archivio del Museo statale di Gross-Rosen), Walbzrych
APMM Archiwum Pa#stwowego Muzeum na Majdanku (Archivio del Museo di Stato di Majdanek)
APMO Archiwum Pa#stwowego Muzeum w Oswiecimiu (Archivio del Museo di Stato di Auschwitz)
BAK Bundesarchiv Koblenz
DPA Deutsches Patentamt, Berlino
FSBRF Federal'naja Slu#ba Bezopasnosti Rossiiskoi Federatsii (Ufficio Federale della Sicurezza della Federazione Russa) Mosca,
GARF Gosudarstvenni Archiv Rossiskoi Federatsii (Archivio di Stato della Federazione Russa), Mosca
KfSD Kuratorium für Sühnemal KZ Dachau
ICJ Institute of Contemporary Jewry (The Hebrew University), Gerusalemme
ÖDMM Öffentliches Denkmal und Museum Mauthausen
PRO Public Record Office, Londra
PT Památník Terezín (Monumento di Terezin)
RGVA Rossiiskii Gosudarstvennii Vojennii Archiv (Archivio russo di Stato della guerra), Mosca.
ROD Rijksinstituut voor Oorlogsdocumentatie (Istituto statale di documentazione sulla guerra), Amsterdam
SB Sennefriedhof Bielefeld
SE Stadtarchiv Erfurt
SW Staatsarchiv Weimar
VHA Vojensky Historicky Archiv (Archivio storico militare), Praga
WAPL Wojewódzkie Archiwum Panstwowe w Lublinie (Archivio di Stato provinciale di Lublino) MATTOGNO : La falsa “convergenza di prove” di Robert Jan Van Pelt

 

FONTE: CARLO MATTOGNO