Genesi e funzioni del campo di Birkenau

Carlo Mattogno


Giugno 2008


Robert Jan van Pelt è stato uno dei primi scrittori ad avere accennato all'importanza di Auschwitz nei progetti delle SS di colonizzazione dei territori orientali occupati. Nel libro da lui scritto in collaborazione con Debórah Dwork egli ha affermato che «la creazione del campo di Birkenau, che dalla fine del 1942 era diventato il maggiore centro di annientamento ebraico d'Europa, era collegata direttamente al programma di Himmler di trasformare Auschwitz in un paradigma di colonizzazione tedesca all'Est»1.

Successivamente van Pelt ha cercato di sviluppare questa tesi in riferimento soprattutto all'Alta Slesia 2, ma ulteriori ricerche hanno poi documentato che questo paradigma era parte di un progetto molto più vasto, il “Generalplan Ost”, il “progetto generale Est”, che coinvolse i campi di Birkenau, di Lublino e di Stutthof come semplici centri di raccolta di manodopera, prima di prigionieri di guerra sovietici, poi di Ebrei. Questa nuova interpretazione è stata sostenuta in particolare da Jan Erik Schulte, autore di un importante articolo intitolato «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42»

(Dal campo di lavoro al campo di sterminio. Storia della genesi di Auschwitz-Birkenau 1941-1942) 3 che delinea appunto la storia iniziale del campo di Birkenau,inquadrandola nel “Generalplan Ost”.

Ne riassumo i punti essenziali, inserendoli in una prospettiva più ampia.

Nelle cosiddette annotazioni di Cracovia, Rudolf Höss, il primo comandante di Auschwitz, scrisse:

Note:

1) D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present. W.W. Norton & Company. New York-Londra, 1996, p. 254.

2) R. J. van Pelt, «A Site in Search of a Mission», in: Yisrael Gutman e Michael Berenbaum (a cura di), Anatomy of the Auschwitz Death Camp. Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis, 1994, pp. 93-114.

3) In: Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte, 1, 2002, pp. 41-69.

 

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«Se prima della guerra i campi di concentramento erano stati fine a se stessi, ora che eravamo in guerra, secondo la volontà di Himmler, erano diventati mezzi per raggiungere un fine. Dovevano, infatti, servire in primo luogo alle necessità stesse della guerra, agli armamenti.

Per quanto era possibile, ogni prigioniero doveva diventare un operaio della produzione bellica.

Ogni comandante doveva assolutamente mettere il proprio campo in condizioni di servire a questo scopo, e, secondo la sua volontà, anche Auschwitz doveva diventare una immensa fabbrica di armamenti, occupando i prigionieri. I discorsi tenuti durante la sua visita nel marzo del 1941 erano stati chiarissimi in questo senso, e altrettanto chiaramente parlavano il campo per 100.000 prigionieri di guerra [Kriegsgefangene], il riattamento [Ausbau,ampliamento] del vecchio campo per 30.000 prigionieri [Häftlinge, detenuti], l'allestimento per Buna4 di 10.000 prigionieri [Häftlinge]»5.

Schulte rileva che una tale affermazione «non appare più credibile»6, e ha pienamente ragione. Su questa visita di Himmler il rapporto redatto il 17 marzo 1941 dall'SS-Untersturmführer Heinrich Schwarz, capo dell'impiego dei detenuti (Häftlingseinsatzführer) di Auschwitz, e indirizzato al capo della sezione centrale I/5 dell'SS-Hauptamt Haushalt und Bauten (Ufficio centrale bilancio e costruzioni delle SS), diretto dall'SS-Gruppenführer Oswald Pohl, si limita a riferire quanto segue:

«Il 1° marzo 1941, alle 15,30, è giunto ad Auschwitz il Reichsführer-SS e Capo della Polizia tedesca. Il Reichsführer-SS è stato molto soddisfatto dei progressi e dei lavori eseguiti nel KL Auschwitz, che sono stati riconosciuti dal Reichsführer-SS nel corso dell'ispezione in compagnia dell'Ispettore dei campi di concentramento, SS-Oberführer Glücks, e ha espresso il suo più pieno apprezzamento al comandante del campo, SS-Sturmbannführer Höss»

[Am 1.3.41, 15.30 Uhr traf der Reichsführer SS und Chef der Deutschen Polizei im K.L. Auschwitz ein. Über den Fortschritt und die geleisteten Arbeiten im K.L. Au. die bei der Besichtigung vom Reichsführer SS im Begleitung des Inspekteurs der K.L. SS-Oberführer Glücks festgestellt worden sind, war der Reichsführer SS sehr befriedigt und sprach dem Kommandanten des K.L. Au.SS-Sturmbannführer Höß seine vollste Anerkennung aus»] 7.

Nessun accenno alla costruzione del campo di Birkenau per 100.000 Kriegsgefangene, cosa peraltro anche anacronistica, perché questi prigionieri di guerra dovevano essere sovietici, ma la campagna di Russia cominciò oltre tre mesidopo.

La storiografia del Museo di Auschwitz, nella descrizione della genesi del campo di Birkenau, è rimasta fin dall'inizio ancorata alle contraddittorie dichiarazioni di Höss e risulta conseguentemente piuttosto ambigua. Essa la inserisce nel quadro del

Note:

4) Il campo di Monowitz.

5) Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss. Einaudi, Torino, 1985, p. 95. Testo tedesco: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss. A cura di Martin Broszat. Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1981, pp. 98-99.

6) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 41.

7) GARF, 7021-108-32, p. 28.

 

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presunto ordine di sterminio ebraico impartito da Himmler a Höss nell'estate del 1941 che avrebbe dovuto essere attuato ad Auschwitz, ma ne trae solo indirettamente la logica conseguenza. Franciszek Piper afferma infatti esplicitamente che

 «Himmler personalmente nell'estate del 1941 decise di inserire il KL Auschwitz nell'azione di sterminio ebraico» 8.

Ciò implicherebbe la progettazione del campo di Birkenau in funzione di quest'ordine; d'altro canto, questa interpretazione contrasta con i documenti, i quali attestano che questo campo fu progettato e realizzato appunto come Kriegsgefangenenlager, campo per prigionieri di guerra. Per superare questa difficoltà, la suddetta storiografia, ignorando la mole di prove contrarie addotte da Jean-Claude Pressac, persiste nell'asserire che il crematorio previsto per le esigenze del Kriegsgefangenenlager era concepito fin dall'inizio con una camera a gas omicida. Ecco come Piper espone questa tesi:

«Dopo che Himmler, durante la sua ispezione del KL Auschwitz il 1° marzo 1941, aveva ordinato di ampliare il campo, l'Amt II-Bauten (Ufficio II-Costruzioni) dell' SS-Hauptamt Haushalt und Bauten elaborò anzitutto un progetto preliminare per la costruzione di un campo a Birkenau, che era previsto per 125.000 prigionieri di guerra, e per l'esecuzione di quest'incarico istituì nel KL Auschwitz il 1° ottobre 1941 una Sonderbauleitung (direzione speciale delle costruzioni) per la costruzione di un campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS a capo del quale fu posto Karl Bischoff» 9.

Nel 1946 il giudice polacco Jan Sehn, pur riconoscendo che il campo di Birkenau era destinato ai prigionieri di guerra, insinuò:

«Per la costruzione di questo campo fu creata all'interno della direzione delle costruzioni una sezione speciale chiamata “Sonderbauleitung”10 e nella corrispondenza ufficiale si dice esplicitamente che il campo che veniva costruito era destinato “all'attuazione in esso del trattamento speciale dei detenuti” (Durchführung der Sonderbehandlung)»11.

Poiché egli interpretava tale espressione come un criptonimo del presunto sterminio, in pratica lo scopo reale della costruzione del campo di Birkenau diventava lo sterminio stesso. Piper invece afferma che il nuovo crematorio (il futuro crematorio II) «era previsto per i prigionieri di guerra»12, il che è fuor di dubbio. Il 12 novembre 1941, dopo una conversazione telefonica con un rappresentante della ditta Topf, Bischoff, all'epoca Bauleiter di Auschwitz, inviò al Rüstungskommando (comando degli armamenti) di Weimar la seguente lettera:

Note:

8) F. Piper, «Die Entstehungsgeschichte des KL Auschwitz», in: Wac#aw D#ugoborski, Franciszek Piper (a cura di), Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz. Verlag des Staatlichen Museums Auschwitz-Birkenau. O wi#cim, 1999, vol. I, p. 68.

9) F. Piper, «Die Vernichtungsmethoden», in: Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, p. 170.

10) La denominazione completa era “Sonderbauleitung für die Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS in Auschwitz O.S”., “Sonderbauleitung per la costruzione di un campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS ad Auschwitz Alta Slesia”,

11) J. Sehn, «Obóz koncentracyjny i zag#ady O wi#cim» (Il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz), in: Biuletyn G#ównej Komisji Badania Zbrodni Niemieckich w Polsce. Pozna#, 1946, p. 70.

12) F. Piper, «Die Vernichtungsmethoden», in: Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, p. 171. MATTOGNO : Generalplan Ost

 

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«La ditta Topf & Söhne, impianti tecnici di combustione, Erfurt, ha ricevuto da questo ufficio l’incarico di costruire il più presto possibile un impianto di cremazione, perché al campo di concentramento di Auschwitz è stato annesso un campo per prigionieri di guerra che in brevissimo tempo sarà occupato da circa 120.000 Russi. La costruzione dell’impianto di cremazione è diventata perciò assolutamente necessaria per prevenire epidemie e altri pericoli».

[«Die Firma Topf & Söhne, feuerungstechn. Anlagen, Erfurt hat von der hiesigen Dienststelle den Auftrag erhalten, schnellstens eine Verbrennungsanlage aufzubauen, da dem Konzentrationslager Auschwitz ein Kriegsgefangenenlager angegliedert wurde, das in kürzester Zeit mit ca. 120 000 Russen belegt wird. Der Bau der Einäscherungsanlage ist deshalb dringend notwendig geworden um Seuchen und andere Gefahren zu verhüten»]13.

Piper però aggiunge poi che

«giacché il crematorio equipaggiato con cinque forni crematori era previsto per lo sterminio in massa di Ebrei, fu deciso di costruire nello stesso tempo per i prigionieri di guerra direttamente sul posto a Birkenau un crematorio a parte che doveva ricevere due forni crematori con tre muffole ciascuno»14.

Poiché il preventivo di costo di questi due forni risale al 12 febbraio 1942,mentre i primi disegni del nuovo crematorio per il campo di Birkenau15 furono elaborati il 15 gennaio16, è chiaro che per Piper esso fu progettato a scopo omicida,nonostante le prove contrarie addotte da Pressac. E dal momento che il crematorio è menzionato già nel «Rapporto esplicativo sul progetto preliminare per la nuova costruzione del campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS. Auschwitz, alta Slesia» (Erläuterungsbericht zum Vorentwurf für den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS, Auschwitz O/S) del 30 ottobre 1941 17, in pratica anche Piper viene ad insinuare che il campo di Birkenau fu costruito in ottemperanza al presunto ordine di sterminio impartito a Höss da Himmler nel giugno 1941.

In realtà all'epoca Himmler pensava a ben altro.

Il 24 giugno 1941 egli ordinò al suo maggiore esperto nel settore, l'SS-Oberführer prof. dott. Konrad Meyer-Hetling, di sviluppare i piani di colonizzazione tedesca dei territori orientali incorporati dalla Germania (soprattutto per i Reichsgaue Danzica-Prussia orientale e Wartheland). Il 15 luglio questi completò uno studio denominato “Generalplan Ost”18. Il progetto nelle sue linee essenziali era

Note:

13) RGVA, 502-1-314, pp. 8-8a.

14) F. Piper, «Die Vernichtungsmethoden», in: Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, p. 172.

15) Il crematorio doveva essere originariamente costruito nel campo di Auschwitz, accanto al vecchio crematorio. Quando la sede fu spostata a Birkenau, le camere mortuarie interrate dovettero essere rialzate a causa dell'alto livello della falda freatica e divennero seminterrate. Ciò comportò la rielaborazione dei primi progetti, risalenti all'ottobre-novembre 1941.

16) Disegno 936 del 15 gennaio 1941, in: J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, pp. 268-269.

17) RGVA, 502-1-233, p. 24.

18) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 42.

 

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già stato delineato per la Polonia da E. Wetzel e da G. Hecht in una memoria segreta intitolata «Die Frage der Behandlung der Bevölkerung der ehemaligen polnischen Gebietes nach rassenpolitischen Gesichtspunkte» (La questione del trattamento della popolazione dell'ex territorio polacco secondo punti di vista politico-razziali).

Qui «lo scopo della politica orientale» era definito così:

«Lo scopo della politica tedesca nei nuovi territori del Reich dev'essere la creazione di una popolazione razzialmente e perciò spiritualmente e psicologicamente omogenea. Ne consegue che tutti gli elementi non germanizzabili devono essere eliminati senza alcun riguardo»19.

Questa eliminazione consisteva in un trasferimento di popolazioni, il quale comportava anche delle eccezioni che costituivano una “Sonderbehandlung”, un “trattamento speciale”:

«Sonderbehandlung dei bambini di valore dal punto di vista razziale.

Una parte rilevante degli strati del popolo polacco non germanizzabili per motivi nazionali sarà invece espulsa nel territorio polacco restante. Qui però bisogna cercare di escludere dal trasferimento i bambini di valore dal punto di vista razziale 20 e di educarli nel Vecchio Reich in appropriati istituti di educazione eventualmente secondo il modello dell'ex orfanotrofio militare di Potsdam o in ambito familiare tedesco»21.

«Sonderbehandlung delle minoranze non polacche.

Nella sfera dei nuovi territori del Reich vivono, come già detto, Casciubi nella Prussia occidentale, Masuri nella Prussia orientale e occidentale, Wasserpolen 22 e Slonsachi in Alta Slesia. Queste minoranze, che contengono, come parti dei Casciubi e dei Wasserpolen, notevoli strati tedeschi a suo tempo slavizzati, nel complesso non si sono comportate secondo lo sciovinismo polacco, anzi, talvolta sono state addirittura in modo inequivocabile politicamente dalla parte dei Tedeschi. I membri delle suddette minoranze che hanno agito secondo il sentire polacco devono essere trattati come nazionalisti polacchi ed espulsi. Ma la grande massa della popolazione di queste minoranze dev'essere lasciata nella sua patria e non deve soggiacere a particolari limitazioni della sua vita»23.

Gli Ebrei dovevano essere trasferiti nei territori polacchi non incorporati

(Governatorato generale):

«Il territorio polacco restante, che contiene già una popolazione di 12.700.000 persone, avrebbe così una popolazione di circa 19.300.000 persone 24. Ad esse si aggiungerebbero ancora circa 800.000 Ebrei del Reich (Vecchio Reich, Ostmark [Austria], Sudetengau [Gau dei Sudeti] e

Note:

19) PS-660, p. 16.

20) Sottolineato nell'originale.

21) PS-660, p. 18.

22) I Wasserpolen (letteralmente Polacchi dell'acqua), chiamati anche Lechi (Lechen), abitavano nell'Alta Slesia.

23) PS-660, pp. 24-25.

24) In conseguenza del previsto trasferimento di 6.636.000 Polacchi residenti nei territori polacchi annessi dalla Germania.

 

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Protettorato). Inoltre dagli ex territori polacchi incorporati dal Reich dovrebbero essere espulsi altri 530.000 Ebrei»25.

Per quanto riguarda il trattamento di queste popolazioni, il principio era di separare e contrapporre Ebrei e Polacchi. Gli Ebrei avrebbero goduto di un trattamento in parte addirittura meno severo:

«Per rendere l'Ebreo atto all'emigrazione sarà opportuno fargli comunque avere una migliore istruzione scolastica. Le associazioni politiche ebraiche devono essere proibite come quelle polacche. Invece le associazioni culturali ebraiche possono essere tollerate un po' più facilmente di quelle polacche. Qui bisogna certamente lasciare agli Ebrei più mano libera che ai Polacchi, perché gli Ebrei non hanno una reale forza politica, come i Polacchi hanno la loro ideologia della Grande Polonia. Però la notoria essenza dell'ebraismo e la sua tendenza ad affari e intrighi politici ed economici dev'essere naturalmente tenuta presente. La lingua jiddisch può essere lasciata nella vita comune. Invece è impossibile [consentire] la lingua ebraica scritta nelle relazioni ufficiali».

Seguivano altre limitazioni, relative alla stampa, ai nomi, ai beni agricoli, e misure per evitare l'accrescimento della popolazione, come l'aborto26. Il 17 luglio 1941 Himmler, in qualità di «Commissario del Reich per il consolidamento del germanesimo» (Reichskommissar für die Festigung deutschen Volkstums) 27 nominò l'SS-Brigadeführer Odilo Globocnik, che era SS-und Polizeiführer di Lublino, «Incaricato della costruzione di basi delle SS e della Polizia nel nuovo territorio orientale» (Beauftragte für die Errichtung der SS- und Polizeistützpunkte im neuen Ostraum). In una nota redatta il 21 luglio 1941, punto 13, Himmler ordinò che l'incaricato del Reichsführer-SS doveva mettere in atto entro l'autunno la catena di comando «per la costruzione di basi delle SS e della Polizia nel nuovo spazio orientale»28. Come scrive Schulte,

«anche altri ordini impartiti da Himmler a Lublino rendono evidente che egli voleva impiegare i detenuti per provvedimenti legati alla colonizzazione dell'Est» 29.

I grandiosi progetti di Himmler traspaiono nel suo ordine segreto del 5 dicembre 1941 sull' «Impiego dei detenuti dei campi di concentramento» trasmesso al capo del Reichssicherheitshauptamt (Ufficio centrale di Sicurezza del Reich), SS-Gruppenführer Reinhard Heydrich, all'ispettore dei campi di concentramento SS-Brigadeführer Richard Glücks, a tutti i comandanti dei campi e all'SS-Gruppenführer Oswald Pohl, capo dell' SS-Hauptamt Verwaltung und Wirtschaft (Ufficio centrale amministrazione e economia):

Note:

25) PS-660, p. 25.

26) Idem, pp. 35-36.

27) Per espletare quest'incarico, che gli era stato attribuito da Hitler con decreto del 7 ottobre 1939, Himmler istituì un «Ufficio RKF» (Dienststelle RKF [Reichskommissar für die Festigung deutschen Volkstums]) diretto dall'SS-Oberführer Ulrich Greifelt, che nel giugno 1941 si trasformò in «RKF-Stabshauptamt» (Ufficio centrale di comando RKF).

28) NO-3031.

29) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 44.

 

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«I progetti di costruzione delle SS, soprattutto dopo la guerra, esigono che fin d'ora si prendano in larga misura provvedimenti preparatori. Ciò riguarda anzitutto l'approntamento delle necessarie forze lavorative per la costruzione. Le SS si trovano nella rara posizione favorevole di trarre e addestrare queste forze lavorative dai detenuti dei campi di concentramento.

Ho perciò incaricato il capo dell' SS-Hauptamt Verwaltung und Wirtschaft ,SS-Gruppenführer Pohl, di addestrare fino alla conclusione della pace per le grandi opere da intraprendere dopo:

1) almeno 5.000 scalpellini

2) almeno 10.000 muratori.

Se si considera che in tutta la Germania prima della guerra c'erano soltanto circa 4.000 scalpellini qualificati, si può facilmente comprendere e valutare la portata di questo lavoro di formazione. Ma noi abbiamo bisogno di questi 5.000 scalpellini perché esiste già ora un incarico del Führer in base al quale i Deutsche Erd- und Steinwerke GmBH, come impresa delle SS,all'inizio della pace devono fornire ogni anno almeno 10.000 m3 di granito per le grandi opere del Führer. Ciò è più di quanto abbiano fornito le cave di pietra del Vecchio Reich prima della guerra»30.

Schulte afferma che

«per le misure di costruzione del “Generalplan Ost” Meyer calcolava per i primi cinque anni un fabbisogno di 850.000 lavoratori, di cui 400.000 per i territori di colonizzazione nell'Unione Sovietica occupata. Per il secondo quinquennio egli prevedeva ancora 580.000 uomini, di cui 130.000 dovevano essere impiegati nel nuovo “Ostraum” (spazio orientale)»31.

Per ottenere la manodopera necessaria, Himmler, nel luglio 1941, ordinò la costruzione di un campo di concentramento a Lublino previsto per 25.000-50.000 detenuti non meglio specificati. Quando però i primi successi militari contro l'Unione Sovietica fecero cadere nelle mani dei Tedeschi un gran numero di prigionieri, Himmler decise che gli esecutori dei lavori progettati sarebbero stati i prigionieri di guerra sovietici e ordinò di conseguenza l'istituzione di un Kriegsgefangenenlager a Lublino, la cui prima pianta risale al 7 ottobre 1941 32.

La competenza delle costruzioni spettava all'SS-Oberführer Hans Kammler,capo dell'Amt II-Bauten (Ufficio II-Costruzioni) dell' SS-Hauptamt Haushalt und Bauten. Il 1° febbraio 1942 fu istituito l'SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt (Ufficio centrale amministrativo ed economico delle SS), fondendo l'Hauptamt Verwaltung und Wirtschaft e l'Hauptamt Haushalt und Bauten, il cui Amt II (Ufficio II) divenne l'Amtsgruppe C (Gruppo di uffici C), sempre diretto da Kammler.

Il 1° novembre 1941 egli inviò alla Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei di Lublino l'ordine postdatato di costruzione del campo:

«Con la presente viene impartito l'ordine di costruzione di un Kriegsgefangenenlager a Lublino per l'alloggiamento di 125.000 prigionieri di guerra» [«Der Baubefehl für die Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers

Note:

30) NO-385.

31) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 48.

32) Vedi al riguardo J.Graf, C. Mattogno, Concentration camp Majdanek. A Historical and Technical Study. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2003, pp. 20-24 e documento 2 a p. 256.

 

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in Lublin zur Unterbringung von 125.000 Kriegsgefangene wird hiermit erteilt»]33.

  Ma la forza del campo fu presto ampliata a 150.000 prigionieri. L'8 dicembre Kammler trasmise il seguente ordine alla locale Zentralbauleitung:

«Facendo seguito all'ordine di costruzione del 1° novembre 1941, con la presente impartisco l'ordine di costruzione ampliato per l'istituzione di un campo per prigionieri di guerra a Lublino per una forza totale di 150.000prigionieri o detenuti». [«Im Nachgang zum Baubefehl vom 1.11.41 erteile ich hiermit den erweiterten Baubefehl zur Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers in Lublin für eine Gesamtkopfzahl von 150000 Kriegsgefangenen bzw.Häftlingen»]34.

Qualche settimana dopo, il 26 novembre, Globocnik, in qualità di Beauftragte für die Errichtung der SS- und Polizeistützpunkte im neuen Ostraum, ordinò alla Zentralbauleitung di Lublino «la costruzione di un campo di transito per rifornimenti [Durchgangsnachschublager] per lo Höhere SS- und Polizeiführer di Russia Sud e Caucasia che comprendeva 13 baracche, di cui 11 erano magazzini 35. Il campo fu completato e consegnato l'11 settembre 1942 36. Esso era destinato a rifornire i vari uffici addetti alle costruzioni nei territori orientali. Una circolare del capo dell'Amt CV/Zentrale Bauinspektion (Ufficio CV/Ispezione centrale delle costruzioni), SS-Sturmbannführer Lenzer, datata 1° settembre 1942 con oggetto «Uffici SS addetti alle costruzioni e misure di costruzione nei territori occupati soprattutto nello spazio orientale» (SS-Baudienststellen und Baumassnahmen in den besetzten Gebieten insbesondere im Ostraum), disponeva di ripartire ogni programma di costruzione in lavori esterni (A-Arbeiten) e interni (B-Arbeiten) e imponeva ai gruppi di costruzione (Baugruppen) di comunicare entro il 1° novembre quali lavori erano stati eseguiti nel 1942 e quali potevano esserlo fino al 1° aprile 1943 37.

In tale contesto rientra anche l'origine del campo di Birkenau, che ricalcò strettamente le vicende iniziali del campo di Lublino. Esso fu progettato il 30 ottobre 1941, parimenti per 125.000 prigionieri, cui erano destinate 174 baracche alloggio (Gefangenenunterkunftbaracken) ciascuna delle quali poteva contenere un massimo di 744 persone 38, ma il relativo ordine di costruzione di Kammler fu anch'esso postadato al 1° novembre:

«Con la presente viene impartito l'ordine di costruzione di un Kriegsgefangenenlager ad Auschwitz per l'alloggiamento di 125.000 prigionieri di guerra» [«Der Baubefehl für die Errichtung eines

Note:

33) APMM, Zentralbauleitung, 120, p. 8.

34) APMM, 120, p. 11.

35) Lettera del capo della Zentralbauleitung di Lublino a Globocnik del 27 gennaio 1942. WAPL, 168, p. 3. Erläuterungsbericht mit Kostenaufstellung über den BaueinesDurchgangsnachschublagers für den Höheren SS- und Polizeiführer Rußland Süd in Lublin. WAPL, 168, pp. 10-11.

36) Übergabe-Verhandlung dello Hauptnachschublager (campo principale per rifornimenti). WAPL, 168, p. 23.

37) WAPL, 54, p. 13.

38) Erläuterungsbericht zum Vorentwurf für den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS, Auschwitz O/S. e Kostenvoranschlag für den Vorentwurf den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS Auschwitz O.S. RGVA, 502-1-233, p. 14,15 e 22.

 

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Kriegsgefangenenlagers in Auschwitz zur Unterbringung von 125.000 Kriegsgefangene wird hiermit erteilt»]39.

Le prime piante del campo, il Lageplan des Kriegsgefangenenlagers-Auschwitz O.S (Pianta del campo per prigionieri di guerra di Auschwitz Alta Slesia) del 7 e del 14 ottobre 1941 40 contemplavano 174 baracche alloggio, ma già quella del 5 gennaio 1942 41 ne conteneva 282, quella del 6 giugno (42) 360 e quella del 16 agosto 513 43.

La forza è indicata soltanto in quest'ultima.

Questa pianta appare divisa in quattro settori, di cui tre con 153 baracche alloggio ciascuno per 60.000 prigionieri e una con 54 baracche alloggio per 20.000 prigionieri, sicché la forza complessiva era di 200.000 prigionieri.

La pianta del 6 giugno 1942 comprende due settori con 153 baracche alloggio ciascuno e uno con 54 baracche, perciò la forza prevista avrebbe dovuto essere di 140.000 prigionieri, ma, come vedremo subito, era di 150.000.

Invece le 282 baracche alloggio della pianta del 5 gennaio 1942 erano sicuramente destinate a 125.000 persone. In pratica, dal 7 e 14 ottobre 1941 al 16 agosto 1942 il numero delle persone previste per ogni baracca alloggio diminuì mediamente da (125.000 : 174 =) 718 a (200.000 : 513 =) 390.

Il primo accenno noto ad un aumento della forza del Kriegsgefangenelager da 125.000 a 150.000 prigionieri di guerra si trova in una lettera di Kammler all'SS-Hauptsturmführer Karl Bischof, capo della Zentralbauleitung 44 di Auschwitz, del 22 Giugno 1942:

«Prego comunicarmi immediatamente di quante baracche ha bisogno per il completamento del campo per prigionieri di guerra per alloggiare 150.000 prigionieri di guerra» [«Erbitte umgehend Mitteilung wieviele Baracken Sie zur Fertigstellung des Kriegsgefangenenlagers zur Unterbringung von 150000 Kriegsgefangenen benötigen»] 45.

In una lettera all'Amt C V dell' SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt datata 29 giugno, Bischoff scrisse che fino ad allora, per il terzo anno finanziario di guerra,erano state autorizzate 264 baracche alloggio e precisò:

«Poiché secondo l'ordine del Reichsführer-SS e Capo della Polizia tedesca il campo dev'essere ampliato da 125.000 prigionieri di guerra a 150.000 prigionieri di guerra, per il completamento del campo sono però ancora assolutamente necessari i seguenti Bauwerke 46, che in parte sono già stati indicati nella lista della cubatura del plenipotenziario per le costruzioni in legno del 25 maggio 1942».

[«Da laut Befehl des Reichsführer SS und Chef der Deutschen Polizei das Lager von 125.0000 Kriegsgefangenen auf 150000 Kriegsgefangene erweitert werden soll, sind zur Fertigstellung des Lagers jedoch noch unbedingt folgende Bauwerke erforderlich, die bereits zum Teil bei der

Note:

39) RGVA, 502-1-233, p. 11.

40) Piante pubblicate da J.-C. Pressac in Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., pp. 185-186.

41) Idem, p. 189.

42) Idem, p. 195.

43) Idem, p. 203.

44) La Bauleitung di Auschwitz fu promossa a Zentralbauleitung il 14 novembre 1941.

45) GARF, 7021-108-32, p. 32

46) Bauwerk, abbreviato in BW, cantiere o costruzione o insieme di costruzioni dello stesso tipo.

 

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Aufstellung des B.F.H 47.-Volumens für das Kriegsgefangenenlager vom 25.5.1942 angegeben waren»].

Le baracche alloggio supplementari erano 63 Unterkunftbaracken tipo 260/9 [m 40,76 x 9,56] e 36 tipo IV/3 [m 19,95 x 8,14] 48. In totale, per una forza di 150.000 prigionieri, si prevedevano dunque 363 baracche, perciò la pianta del 6 giugno 1942 si riferiva senza dubbio alla nuova forza ordinata da Himmler.

A Lublino l'ampliamento del campo a 150.000 prigionieri era stato deciso già in precedenza: la relativa pianta reca la data del 23 marzo 1942 49.

L'ampliamento del Kriegsgefangenenlager di Birkenau a 200.000 persone fu ordinato da Himmler durante la sua visita ad Auschwitz il 17 e 18 luglio 1942. In una lettera in data 3 agosto 1942 indirizzata all'Amt C V dell' SS-Wirtschafts- Verwaltungshauptamt, Bischoff scrisse:

«L'ampliamento del progetto è stato presentato al capo del gruppo di uffici C SS-Brigadeführer e Generalmajor der Waffen-SS dott. ing. Kammler in occasione della visita del Reichsführer del 17 e 18 luglio 1942 e si prega di apporre una relativa nota di approvazione su una copia della pianta allegata e di rispedirla prontamente».

[«Die Erweiterung der Planung hat anläßlich des Reichsführer-Besuches am 17. und 18. Juli 1942 dem Amtgruppenschef C SS-Brigadeführer und Generalmajor der Waffen-SS Dr. Ing. Kammler vorgelegen und wird um entsprechenden Genehmigungsvermerk auf 1 Exemplar des beiliegenden Lageplanes und baldige Rücksendung desselben gebeten»]50.

E il 27 agosto Bischoff comunicò al medesimo ufficio:

«Nella pianta allegata si è già tenuto conto dell'ampliamento della forza del campo per prigionieri di guerra recentemente richiesta a una forza di 200.000 persone».

[«In beiliegendem Lageplan ist der neuerdings geforderte Ausbau des Kriegsgefangenenlagers auf eine Belegstärke von 200.000 Mann bereits berücksichtigt»]51.

La pianta allegata era quella summenzionata del 16 agosto 1942.

Nel “Generalplan Ost” rientrò inizialmente anche il campo di Stutthof. Himmler lo visitò il 23 novembre 1941 e il 19 dicembre scrisse all' SS-Gruppenführer Pohl:

«Sono giunto alla convinzione che Stutthof è di grandissima importanza per la futura colonizzazione del Gau Danzica-Prussia occidentale. [...].

Stutthof inoltre dev'essere ampliato nel senso che in un campo si possano accogliere 20.000 Russi, con i quali potremo poi compiere il lavoro di colonizzazione del Gau Danzica-Prussia.

[«Ich bin zu der Überzeugung gekommen, daß Sutthof von größter Bedeutung für die spätere Besiedlung des Gaues Danzig-Westpreußen ist.

[...].

Note:

47) Bevollmächtigte für den Holzbau.

48) GARF, 7021-108-32, pp. 34-35.

49) J.Graf, C. Mattogno, Concentration camp Majdanek. A Historical and Technical Study, op. cit., documento 3 a p. 257.

50) GARF, 7021-108-32, p. 37.

51) GARF, 7021-108-32, p. 41.

 

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Stutthof muß außerdem in der Richtung ausgebaut werden, da es in einem Lager später 20000 Russen aufnehmen kann, mit denen wir dann den Siedlungsaufbau des Gaues Danzig-Westpreußen vollziehen können»]52.

Schulte asserisce che

«includendo Stutthof, Himmler, Pohl e Kammler contavano conseguentemente alla metà di dicembre del 1941 su un totale di 300.000 -nel quadro delle fasi costruttive successive almeno 375.000 - prigionieri di guerra sovietici o detenuti che dovevano essere impiegati per i lavori di colonizzazione all'Est»53.

Tuttavia da un lato i prigionieri di guerra effettivamente consegnati ai campi furono pochissimi - ad Auschwitz circa 10.000 dall'inizio di ottobre del 1941 -,dall'altro essi morirono in massa a causa delle disastrose condizioni di vita e di lavoro - ad Auschwitz, secondo il libro dei decessi (Totenbuch), ne perirono 8.320 nell'arco di 144 giorni 54.

«Per Himmler e Pohl - osserva Schulte - si poneva così di nuovo il problema di chi dovesse costruire le basi delle SS e della Polizia e i grossi insediamenti nel “nuovo spazio orientale” e di chi dovesse ampliare le infrastrutture locali. Dopo il brutale trattamento nei campi per prigionieri di guerra appartenenti alle SS e nei campi base delle Forze Armate, i prigionieri dell'Armata Rossa non erano più disponibili come manodopera almeno per un tempo prevedibile. Poiché non era in questione una modifica dei giganteschi piani, la direzione delle SS dovette prendere in considerazione come lavoratori forzati un nuovo gruppo di vittime» 55.

Questo nuovo gruppo furono gli Ebrei, i quali

«dovevano portare avanti la colonizzazione dell'Est progettata dalle SS ecostruire una gigantesca rete stradale che doveva servire a scopi non solo militari, ma anche, soprattutto, di strategia colonizzatrice. Il “GeneralplanOst” del giugno 1942 metteva in evidenza non senza ragione l'importanzadella rete autostradale, che avrebbe realizzato il collegamento tra i singoliinsediamenti. Come Adolf Hitler sottolineò alla metà di ottobre del 1941,questa rete stradale doveva gravare sui prigionieri di guerra sovietici. Diconseguenza anche l'Organizzazione Todt aveva stabilito l'impiego diprigionieri dell'Armata Rossa per la costruzione della strada di transito IV 56.

Quando questi non furono più disponibili, lavoratori forzati ebrei sostituirono i loro predecessori assassinati. Anche Ebrei deportati dovettero essere

Note:

52) Facsimile del documento in: Stutthof. Das Konzentrationslager. Wydawnictwo “Marpress”. Gda#sk, 1996, fuori testo.

53) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 53.

54) Jerzy Brandhuber, «Die sowjetischen Kriegsgefangenen im Konzentrationslager Auschwitz», in: Hefte von Auschwitz. Wydawnictwo Pa#stwowego Muzeum w O#wi#cimiu, 4, 1961, pp. 32-35.

55) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 56.

56) La Durchgangstraße IV o Dg IV doveva andare dalla Galizia all'Ucraina orientale.

 

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impiegati a tal fine. Nel gennaio 1942 era previsto il loro impiego in lavori di costruzione stradale in Ucraina» 57.

Appunto a questi lavori di costruzione stradale si riferiva Heydrich nel ben noto passo del protocollo di Wannsee 58:

«Sotto adeguata direzione, nel quadro della soluzione finale, gli Ebrei devono andare in modo appropriato all'impiego lavorativo all'Est. In grandi colonne di lavoro, con separazione dei sessi, gli Ebrei abili al lavoro vengono condotti in questi territori per costruire strade59; ciò facendo, senza dubbio una gran parte verrà meno per diminuzione naturale».

[«Unter entsprechender Leitung sollen nun im Zuge der Endlösung die Juden in geeigneter Weise im Osten zum Arbeitseinsatz kommen. In großen Arbeitskolonnen, unter Trennung der Geschlechter, werden die arbeitsfähigen Juden straßenbauend in diese Gebiete geführt, wobei zweifellos ein Großteil durch natürliche Verminderung ausfallen wird»]60.

Le SS pensavano anche alla bonifica dei territori paludosi del Pripjet, che si estendevano tra Polonia orientale e la Rutenia Bianca, come è attestato, tra l'altro, da due studi che apparvero nel dicembre 1941 e nel giugno 1942 nella Zeitschrift für Geopolitik (Rivista di Geopolitica): «Die Pripjetsümpfe als Entwässerungsproblem»

(Le paludi del Pripjet come problema di drenaggio), di Richard Bergius, e «Pripjet- Polesien, Land und Leute» (Pripjet-Polesia, territorio e abitanti), di Hans Julius Schepers 61. Inoltre l'idea di una rete di canali che collegassero il Mar Nero al Mar Baltico (Wasserstraßenverbindung) era già stata avanzata da Alfred Rosenberg l'8 maggio 1941 in una direttiva per un commissariato del Reich nei territori orientali62.

In tale contesto il 26 gennaio 1942 Himmler ordinò a Glücks quanto segue:

«Dato che in un futuro immediato non ci si possono attendere prigionieri di guerra russi, manderò nei campi un gran numero degli Ebrei ed Ebree che vengono evacuati dalla Germania. Faccia in modo di accogliere nelle prossime 4 settimane 100.000 Ebrei e fino a 50.000 Ebree nei campi di concentramento. Nelle prossime settimane i campi di concentramento dovranno affrontare grossi compiti e incarichi economici. L'SS-Gruppenführer Pohl la informerà nei dettagli».

[«Nachdem russische Kriegsgefangene in der nächsten Zeit nicht zu erwarten sind, werde ich von den Juden und Jüdinnen, die aus Deutschland ausgewandert werden, eine große Anzahl in die Lager schicken. Richten Sie darauf ein, in den nächsten 4 Wochen 100000 männliche Juden und bis zu 50000 Jüdinnen in die KL aufzunehmen. Große wirtschaftliche Aufgaben

Note:

57) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 59.

58) Idem, pp. 57-58.

59) Letteralmente: «costruendo strade».

60) NG-2586-G, p. 8 dell’originale.

61) G. Aly, “Endlösung”. Völkerverschiebung und der Mord an den europäischen Juden. S. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno, 1995,, pp. 275-276.

62) PS-1029.

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und Aufträge werden in den nächsten Wochen an die Konzentrationslager herantreten. SS-Gruppenführer Pohl wird Sie im einzelnen unterrichten»]63.

In questi 150.000 detenuti ebrei Himmler vide «soprattutto manodopera per il “Generalplan Ost”»64.

Conformemente alle direttive summenzionate, i primi trasporti inviati ad Auschwitz contenevano soltanto Ebrei abili al lavoro che furono tutti immatricolati.

Il 16 febbraio 1942 Martin Luther, funzionario del Ministero degli Esteri, inviò all’ambasciata tedesca a Bratislava un telescritto nel quale informava che «nel quadro dei provvedimenti per la soluzione finale della questione ebraica in Europa» (im Zuge der Massnahmen zur Endlösung der europäischen Judenfrage) il governo del Reich era pronto a trasferire immediatamente «20.000 Ebrei slovacchi giovani e forti» (20.000 junge kräftige slowakische Juden) all’Est (nach den Osten), dove c’era bisogno di impiego lavorativo (wo Arbeitseinsatzbedarf besteht)65. Circa 10.000 Ebrei furono mandati ad Auschwitz.

Il 22 giugno 1942 l'SS-Sturmbannführer Adolf Eichmann stilò una lettera indirizzata al consigliere d’ambasciata Franz Rademacher, del ministero degli Esteri,con oggetto «Impiego lavorativo di Ebrei da Francia, Belgio e Olanda», nella quale scrisse:

«Si prevede di trasportare nel campo di Auschwitz per impiego lavorativo a partire dalla metà di luglio o dall’inizio di agosto di quest’anno in treni speciali che circoleranno ogni giorno con 1.000 persone ciascuno inizialmente circa 40.000 Ebrei dal territorio francese occupato, 40.000 Ebrei dall’Olanda e 10.000 Ebrei dal Belgio».

(«Es ist vorgesehen, ab Mitte Juli bzw. Anfang August ds. Jrs. in täglich verkehrenden Sonderzügen zu je 1.000 Personen zunächst etwa 40.000 Juden aus dem besetzten französischen Gebiet, 40.000 Juden aus den Niederlanden und 10.000 Juden aus Belgien zum Arbeitseinsatz in das Lager Auschwitz abzubefördern»).

Ma già il 10 marzo 1942, l’SS-Hauptsturmführer Theodor Dannecker,incaricato degli affari ebraici in Francia, con riferimento alla riunione che si era tenuta il 4 marzo presso l’ufficio IV B 4 del Reichssicherheitshauptamt, scrisse che si potevano intraprendere le trattative preliminari con le autorità francesi «in vista della deportazione di circa 5.000 Ebrei all’Est» (wegen des Abschubs von rd. 5000 Juden nach dem Osten).

«A questo riguardo – precisò Dannecker – si deve trattare anzitutto di Ebrei maschi, abili al lavoro, non oltre i 55 anni» («Dabei habe es sich zunächst um männliche, arbeitsfähige Juden, nicht über 55 Jahre, zu handeln»)66.

La tabella che segue riassume i dati relativi ai primi 18 trasporti ebraici giunti ad Auschwitz da Slovacchia e Francia 67.

Note:

63) Idem, p. 59. NO-500.

64) Idem, p. 60.

65) T-1078.

66) RF-1216.

67) D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945. Rowohlt Verlag, Reinbek bei Hamburg, 1989, date indicate.

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numero dei deportati...........uomini immatr.........donne immatr

          16767                           10332                     6435

Schulte stesso riconsce che«secondo la volontà del Reichsführer-SS, dovevano continuare ad esseredeportati ad Auschwitz soprattutto Ebrei “abili al lavoro”»68, e che 

«Himmler e Pohl ancora all'inizio di giugno del 1942 consideravano Auschwitz un campo di lavoro forzato - riempito prevalentemente di detenuti ebrei - per la “colonizzazione dell'Est”»69, perciò «lo sterminio sistematico non era ancora in primo piano»70.

Ma come si concilia tutto ciò proprio col presunto sterminio ebraico?

Note:

68) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., pp. 65-66.

69) Idem, p. 67.

70) Idem, p. 66.

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Schulte afferma che

«per le SS di Auschwitz non era insolito che il loro campo servisse nello stesso tempo da centro di uccisione e da campo di lavoro forzato. Nella tarda estate e nell'autunno del 1941 erano già state internate due categorie di prigionieri di guerra sovietici, una per l'esecuzione, l'altra per il lavoro»71.

In questo contesto egli invoca - in nota - la presunta prima gasazione omicida con Zyklon B nello scantinato (“Bunker”) del Block 11 dello Stammlager:

«Dopo che nel settembre o dicembre 1941 dei prigionieri di guerra sovietici erano già stati uccisi in camere a gas provvisorie del campo principale, nel crematorio I fu costruita una camera a gas» (corsivo mio)72.

I primi trasporti di prigionieri sovietici giunsero ad Auschwitz il 7 ottobre 1941.L’invio di questi trasporti fu ordinato conformemente alle «Disposizioni per il trattamento dei prigionieri di guerra sovietici in tutti i campi per prigionieri di guerra» (Anordnungen für die Behandlung sowjetischer Kriegsgefangenen in allen Kriegsgefangenenlagern) emanate l'8 settembre 1941 dal comando supremo delle Forze Armate (Oberkommando der Wehrmacht). Queste disposizioni prescrivevano tra l'altro di individuare nei campi per prigionieri di guerra i militari e civili russi e di selezionarli nei seguenti tre gruppi:

a) politicamente indesiderati (politisch Unerwünschte)

b) politicamente non pericolosi (politisch Ungefährliche)

c) politicamente degni di fiducia in modo particolare (politisch besonders Vertrauenswürdige).

La decisione su chi fossero gli elementi «politicamente indesiderati» spettava al Comando operativo (Einsatzkommando) della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza73.

Queste disposizioni si rifacevano alle direttive del 17 luglio 1941 (Einsatzbefehl/ordine operativo/ n. 8) relative all'insediamento nei campi per prigionieri di guerra di Kommandos del Capo della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza (Heydrich), ai quali veniva affidato il controllo di tutti i detenuti del campo e «la cernita e l'ulteriore trattamento:

a) degli elementi intollerabili dal punto di vista politico, criminale o altro,

tra i quali:

b) di quelle persone che possono essere impiegate per la ricostruzione dei territori occupati».

Ogni settimana i capi degli Einsatzkommandos dovevano inviare un rapporto al Reichssicherheitshauptamt, il quale, in base ai rapporti, avrebbe comunicato le misure da adottare, tra cui l'esecuzione74.

Note:

71) Idem, p. 65.

72) Idem, p. 64, nota 120.

73) Testo in: Hans Buchheim, Martin Broszat, Hans-Adolf Jacobsen, Helmut Krausnik, Anatomie des SS-Staates. Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1982, vol. 2, pp. 218-220.

74) PS-502.

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Secondo le disposizioni citate, i prigionieri di guerra sovietici dovevano essere sottoposti ad un controllo per separare - e giustiziare - gli elemanti politicamente pericolosi da quelli innocui o che potevano divenire dei collaborazionisti.

Nella vicenda intervenne anche l’Ispettorato dei campi di concentramento, alla ricerca di mano d’opera per il “Generalplan Ost”.Il 15 novembre 1941 l’SS-Brigadeführer Glücks inviò ai campi di concentramento un ordine segreto che sanciva quanto segue:

«Il Reichsführer-SS e Capo della Polizia tedesca si è dichiarato in linea di massima d’accordo sul fatto che l’esecuzione dei prigionieri di guerra sovietici (specialmente commissari) trasferiti nei campi di concentramento per l’esecuzione, i quali, in virtù del loro stato fisico, possano essere impiegati per il lavoro in una cava di pietra, venga annullata. Per questo provvedimento bisogna previamente richiedere il consenso del Capo della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza.

A questo riguardo si ordina:

All’arrivo al campo di trasporti per l’esecuzione, devono essere scelti, da parte del capo del campo di custodia protettiva (E)75 e del medico del campo,i Russi fisicamente forti che sono idonei per un lavoro in una cava. Una lista nominativa dei Russi scelti deve essere presentata in doppia copia a quest’ufficio. In questa lista il medico del campo deve annotare che non esistono obiezioni mediche all’impiego nel lavoro degli interessati. Dopo la dichiarazione di consenso del Capo della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza, da questo ufficio viene ordinato il trasferimento dei Russi interessati in un campo di cave di pietra».

[Der Reichsführer-SS und Chef der Deutschen Polizei hat sich grundsätzlich damit einverstanden erklärt, daß von den in die Konz. Lager zur Exekution überstellten russischen Kriegsgefangenen (insbesondere Kommissare), die auf Grund ihrer körperlichen Beschaffenheit zur Arbeit in einem Steinbruch eingesetzt werden können, die Exekution aufgeschoben wird. Zu dieser Maßnahme muß vorher das Einverständnis des Chefs der Sicherheitspolizei und des SD eingeholt werden. Hierzu wird befohlen:

Beim Eintreffen von Exekutionstransporten in die Lager sind die körperlich kräftigen Russen, die sich für eine Arbeit in einem Steinbruch eignen, durch den Schutzhaftlagerführer (E) und dem Lagerarzt heraus zu suchen. Eine namentliche Liste der herausgesuchten Russen ist in Doppel ausgefertigt hier vorzulegen.

Auf dieser Liste muß der Lagerarzt vermerken, daß gegen den Arbeitseinsatz der Betreffenden arztlicherseits keine Bedenken bestehen. Nach Einverständniserklärung des Chefs der Sicherheitspolizei und des SD wird die Überstellung der Betreffenden Russen in ein Steinbruchlager von hier befohlen]76.

Due giorni dopo, il 17 novembre, Maximilian Grabner, capo della Sezione Politica di Auschwitz, inviò allo Schutzhaftlagerführer (E) del campo (Karl Fritzsch) la seguente lettera:

Note:

75) Erziehungshäftlinge, detenuti in custodia preventiva a scopo di rieducazione.

76) GARF , 70 21-108-47, p. 5.

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«In base all’ordine che segue i Russi esentati dall’esecuzione devono essere comunicati nominativamente a quest’ufficio. Nello stesso tempo si prega di riferire a quest’ufficio quali [Russi] sono in questione per l’ordine che segue, perchè questi devono essere trasmessi in liste all’Ispettorato dei campi di concentramento e al Capo del Servizio di sicurezza. A questo riguardo è assolutamente necessario l’accordo con il medico del campo.

Sono in questione i Russi indicati nella lista allegata77 e i prigionieri di guerra russi scelti la settimana scorsa dal Sonderkommando per l’esecuzione».

[«Auf Grund des umstehenden Erlasses sind die von der Exekution ausgenommen Russen namentlich hierher zu melden. Gleichzeitig wird ersucht nach hier zu berichten welche zum unstehenden Befehl in Frage kommen, da diese listenmässig beim IKL und beim Chef der Sicherheitspolizei eingereicht werden müssen. In dieser Hinsicht das Einvernehmen mit dem hiesigen Lagerarzt unbedingt erforderlich. [sic] In Frage kommen die auf der beiliegenden Liste aufgeführten Russen und die vom Sonderkommando in der vergangenen Woche zur Exekution ausgesuchten russ. Kriegsgefangene»]78.

Il Sonderkommando menzionato da Grabner era la commissione presieduta dal dott. Rudolf Mildner, capo della Gestapo di Kattowitz, che giunse ad Auschwitz nel novembre 1941 e che dunque aveva elaborato una prima lista di prigionieri di guerra sovietici da giustiziare già all’inizio della seconda decade del mese. Sulla sua attività riferì dettagliatamente Kazimierz Smolen, ex detenuto di Auschwitz ed ex direttore del locale Museo79.

È pertanto evidente che le prime esecuzioni non possono essere avvenute prima del 17 novembre. Proprio sulla base di queste considerazioni, da me già esposte all'inizio degli anni Novanta80, Pressac spostò la datazione della “prima gasazione” ad Auschwitz dal settembre (la datazione del Kalendarium di Auschwitz) al dicembre 1941 81. Da parte sua Schulte, non sapendo quale datazione scegliere, le cita entrambe. Tuttavia la “prima gasazione” non ha alcun fondamento storico82, al pari della «camera a gas» del crematorio I 83.

Ma anche indipendentemente da ciò, la spiegazione di Schulte della contraddizione segnalata sopra appare comunque infondata già per il fatto che i prigionieri di guerra sovietici non solo non erano destinati ad una esecuzione in massa, ma, tra i condannati a morte - circa 300 secondo Smolen 84 - gli abili al lavoro furono graziati, il che depone a favore della preminenza dell'impiego lavorativo perfino su condanne a morte legali di singoli prigionieri.

Note:

77) Questo documento non è stato ritrovato.

78) GARF , 7021-108-47, p. 5a.

79) Dichiarazione giurata di K. Smole#, Cracovia, 15 dicembre 1947. NO-5849. Vedi anche D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op. cit., p. 137.

80) Auschwitz: la prima gasazione. Edizioni di Ar, Padova, 1992, p. 159. Edizione americana accresciuta: Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005.

81) Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse. CNRS Editions, Parigi, 1993, p. 34. Trad. it.: Le macchine dello sterminio. Auschwitz 1941-1945. Feltrinelli, Milano, 1994, p. 44.

82) C. Mattogno, Auschwitz: la prima gasazione, op. cit.

83) Vedi il mio studio Auschwitz: Crematorium I and the Alleged Homicidal Gassing. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005.

84) Dichiarazione giurata di K. Smole#, Cracovia, 15 dicembre 1947. NO-5849. MATTOGNO : Generalplan Ost

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Lo sterminio ebraico in massa si sarebbe successivamente sviluppato ad Auschwitz attraverso una ulteriore fase non meno insostenibile: la gasazione degli Ebrei divenuti inabili al lavoro che avevano lavorato nei campi di lavoro dell'organizzazione Schmelt in Alta Slesia 85. Il primo trasporto di questi detenuti,  secondo il Kalendarium di Danuta Czech, sarebbe arrivato al campo il 15 febbraio 1942, ma Schulte osserva a ragione che

«la situazione referenziaria di questo trasporto è estremamente insoddisfacente. La sua datazione si basa soltanto su una comunicazione del Servizio di ricerche internazionale»

che appare in una nota del memoriale di Höss86. Non esiste infatti alcun documento che attesti la realtà di quel trasporto. Schulte dichiara che

«all'inizio di maggio del 1942 Auschwitz fu inserito nelle azioni di sterminio regionali che avevano riguardato dapprima gli Ebrei del Warthegau,poi quelli del distretto di Lublino e di Lemberg», e ora toccava a quelli dell'Alta Slesia orientale87.

Il riferimento è ai presunti campi di sterminio di Chelmno e di Belzec, che sarebbero entrati in funzione nel dicembre 1941 e nel marzo 1942 88. Evidentemente egli non si rende conto che l'istituzione di campi di sterminio totali, nei quali venivano presuntamente assassinati anche Ebrei abili al lavoro, contrasta in modo stridente con la politica di Himmler e di Pohl di acquisizione di manodopera ebraica per il “Generalplan Ost”. Questa contraddizione è particolarmente evidente per il campo di Belzec. Il 17 marzo 1942 Fritz Reuters, un impiegato dell’Abteilung Bevölkerungswesen und Fürsorge (Sezione affari relativi alla popolazione e previdenza) dell’ufficio del Governatore del distretto di Lublino redasse una nota in cui riferì su un colloquio che aveva avuto il giorno prima con l’SS-Hauptsturmführer Hermann Höfle. Questi aveva deciso che gli Ebrei inabili al lavoro sarebbero stati inviati tutti a Belzec; il campo avrebbe potuto «accogliere 4-5 trasporti al giorno di 1.000 Ebrei», che sarebbero stati deportati «oltre il confine» e non sarebbero più ritornati nel Governatorato generale. Il campo si trovava infatti sul vecchio confine tedesco-sovietico, perciò era definito «l’estrema stazione di confine della circoscrizione di Zamo ». Per quanto riguarda gli Ebrei abili al lavoro, la nota dice:

«L’SS-Hauptsturmführer Höfle sta per costruire un grosso campo nel quale gli Ebrei abili al lavoro possano essere registrati col sistema degli schedari secondo le loro professioni e da lì possano essere richiesti. Piaski  sarà liberato degli Ebrei polacchi e diventerà punto di raccolta (Sammelpunkt) per gli Ebrei che arrivano dal Reich. [...]. Höfle chiede dove,sul tratto Dblin-Trawniki 89, possano essere scaricati 60.000 Ebrei»90.

Note:

85) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 64.

86) Idem, p. 64, nota 120.

87) Idem, p. 65.

88) Vedi al riguardo i miei studi: Belzec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia. Effepi, Genova, 2006 e Il campo di Chelmo tra storia e propaganda, di prossima pubblicazione.

  1. Dblin si trova circa 76 km a nord-ovest di Lublino (in direzione di Varsavia), Trawniki circa 35 km a est di Lublino e circa 13 km a est di Piaski. MATTOGNO : Generalplan Ost

  2. Faschismus-Getto-Massenmord. Dokumentation über Ausrottung und Widerstand der Juden in Polen während des zweiten Weltkrieges. Röderberg-Verlag, Francoforte sul Meno, 1960, pp. 269-270. Cfr. Belzec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia, op. cit., pp. 32-33.

 

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Höfle era il sostituto dell’SS-und Polizeiführer del distretto di Lublino, cioè di Globocnik, che era anche l'«Incaricato della costruzione di basi delle SS e della Polizia nel nuovo territorio orientale», sicché operava anch'egli nel quadro del “Generalplan Ost”. Lo scopo del campo per Ebrei abili al lavoro era probabilmente quello di fornire manodopera per la Durchgangstraße IV nella vicina Galizia.

Per quanto riguarda la presunta uccisione degli Ebrei dell' Alta Slesia, bisogna rilevare che sulla realtà dei 15 trasporti presuntamente arrivati ad Auschwitz da questa regione tra il 5 maggio e il 18 agosto 1942, i cui passeggeri sarebbero stati tutti gasati (35.130 persone), non esiste alcuna traccia documentaria 91.

Per non parlare poi della presunta istituzione dei due “Bunker” di gasazione,che come tali non sono mai esistiti 92.

Schulte menziona l'inizio di maggio come punto di partenza delle presunte «azioni di sterminio» perché nel Kalendarium di Auschwitz è scritto che il 4 maggio 1942 avvenne la prima selezione di detenuti malati, che sarebbero stati gasati nel “Bunker 1” 93. Ma ciò, di nuovo, non è suffragato da alcun documento.

Queste però, per Schulte, furono soltanto azioni episodiche. Le gasazioni sistematiche furono introdotte a suo avviso all'inizio di luglio del 1942. Ecco come egli espone la sua tesi:

«Per poter eseguire l'incarico dell'uccisione e reclutare nello stesso tempo lavoratori forzati per l'impiego futuro, le SS del campo cominciarono a selezionare i trasporti che arrivavano in “abili al lavoro” e “inabili al lavoro”.

Per quanto è noto, la selezione di un intero trasporto avvenne il 4 luglio 1942: 372 Ebrei slovacchi furono giudicati “abili al lavoro”, i restanti 628 furono mandati alle camere a gas» 94.

Quest'affermazione è tratta dal Kalendarium di Auschwitz e si fonda sulla semplice constatazione che, a partire dal 4 luglio 1942 95, il numero dei detenuti immatricolati di un trasporto è molto inferiore al numero totale dei deportati. Non c'è dubbio che gli immatricolati fossero in generale abili al lavoro, ma nulla dimostra che gli inabili venissero gasati. Già Il 13 agosto l’SS-Sturmbannführer Rolf Günther inviò alle autorità SS a Parigi un telegramma con oggetto «Deportazione di Ebrei ad Auschwitz. Lì evacuazione dei bambini ebrei» (Ab(t)ransport von Juden nach Auschwitz. Dort Abschiebung der Judenkinder) 96. I bambini dovevano essere evacuati nei ghetti orientali. Ho anche rilevato che Gisi Fleischmann, nota dirigente sionista slovacca, in una lettera datata 24 marzo 1943, riferì che dei rapporti di

Note:

91) Di ciò mi sono occupato nell'articolo «Franciszek Piper e “Die Zahl der Opfer von Auschwitz”», in: Il numero dei morti di Auschwitz. Vecchie e nuove imposture. Effepi, Genova, 2004, pp. 20-21.

92) Vedi al riguardo il mio studio The Bunkers of Auschwitz. Black Propaganda versus History. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2004.

93) E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 64.

94) Idem, p. 67.

95) A partire dal 5 agosto per i trasporti ebraici dalla Francia.

96) Vedi il mio studio “Sonderbehandlung” ad Auschwitz. Genesi e significato. Edizioni di Ar, Padova, 2001, pp. 33-43.

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deportati menzionavano la presenza di Ebrei belgi a Dblin-Irena 97 e a Koskowola,un paesino a 6 km da Puawy, nella regione di Lublino, che vi erano arrivati nelle ultime settimane, ma tutti i trasporti di Ebrei partiti dal Belgio fino al marzo 1943 erano stati diretti ad Auschwitz 98, alcuni dei quali, dunque, avevano proseguito il loro viaggio per la regione di Lublino. Su tale questione ritornerò sotto.

Ciò che Schulte dice subito dopo appare ancor più contestabile:

«Poiché non c'era una concreta pianificazione per un impiego dei lavoratori forzati ebrei nella “colonizzazione dell'Est” e neppure l'Ufficio economico e amministrativo delle SS aveva dato indicazioni per la creazione di un bacino di manodopera, la decisione sulla vita e sulla morte degli Ebrei deportati ad Auschwitz stava quasi esclusivamente alle SS che prestavano servizio alla banchina di scarico di Birkenau, le quali, come sempre, potevano sentirsi le spalle coperte dal Reichsführer-SS. Già il 17 e 18 luglio 1942 Himmler assistette alla selezione di deportati di un trasporto e all'uccisione nelle camere a gas delle persone classificate non “abili”. In tal modo egli sanzionava di fatto la procedura introdotta dalle SS del campo» 99.

Ciò è storicamente infondato e contraddittorio.

Come ho dimostrato in un altro studio, il 17 e 18 luglio 1942 giunsero ad Auschwitz due trasporti ebraici dal campo olandese di Westerbork e uno dalla Slovacchia. In base al ruolino del campo, il primo trasporto arrivò non prima delle ore 20 del giorno 16 e non oltre le ore 6 del giorno 17, gli altri due non prima delle 20 del giorno 17 e non oltre le 6 del giorno 18. Secondo il diario di Himmler, egli atterrò all'aeroporto di Kattowitz alle 15,15 del giorno 17, perciò non poté vedere il primo trasporto di Ebrei olandesi, che fu presuntamente gasato prima delle 6. La sua visita ad Auschwitz si concluse alle 20 con una cena al circolo degli ufficiali. Dopo la cena,Himmler fu accompagnato a Kattowitz, dove fu ospitato per la notte dal Gauleiter Bracht. Il mattino del 18, alle 9, egli era ancora a casa di Bracht e si recò di nuovo ad Auschwitz solo dopo colazione. Perciò egli non poté vedere neppure gli altri due trasporti di Ebrei, che furono presuntamente gasati tra le 20 del giorno 17 e le 6 del giorno 18 100. Perciò Himmler in nessun caso poté assistere ad una gasazione di Ebrei 101.

D'altra parte la “sanzione” di Himmler implica un riconoscimento e una accettazione da parte sua di uno stato di fatto, perciò egli non aveva impartito a Höss alcun ordine generale di sterminio ebraico; viceversa, se si accetta il racconto di Höss, secondo il quale Himmler gli aveva dato quest'ordine nel giugno 1941,inevitabilmente il campo di Birkenau sarebbe stato progettato e costruito in esecuzione di quest'ordine e si ricadrebbe nell'interpretazione del Museo di Auschwitz discussa all'inizio. Appunto ciò viene rimproverato a Schulte da Michael Thad Allen, che radicalizza la tesi del Museo di Auschwitz 102. Egli invece dichiara esplicitamente che

Note:

97) Irena è un sobborgo di D#blin.

98) Serge Klarsfeld e Maxime Steinberg, Mémorial de la déportation des Juifs de Belgique. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1994, pp. 42-45.

99) E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 67.

100) Vedi al riguardo il mio studio “Sonderbehandlung” ad Auschwitz. Genesi e significato, op. cit., «La visita di Himmler ad Auschwitz», pp. 18-29 e relative fonti.

101) “Sonderbehandlung” ad Auschwitz. Genesi e significato, op. cit., pp. 18-29.

102) M.T. Allen, «Anfänge der Menschenvernichtung in Auschwitz, Oktober 1941. Eine Erwiderung auf Jan Erik Schulte», in: Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte, 4/2003, pp. 565-572.

 

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«Himmler, Pohl e gli esperti SS di pianificazione avevano concepito Auschwitz-Birkenau non come campo di sterminio, ma come campo di lavoro per la colonizzazione dell'Est»103 e spiega che

«all'inizio di giugno del 1942 Himmler decise che in futuro dovessero essere deportati ad Auschwitz anche gli Ebrei occidentali “inabili al lavoro” », evidentemente a scopo di sterminio, perché «solo dal luglio 1942 Birkenau fu utilizzato come campo di sterminio per gli Ebrei europei»104.

Perciò il presunto ordine di sterminio di Himmler risalirebbe al giugno 1942, con buona pace delle dichiarazioni di Höss - che dunque vengono riconosciute totalmente inattendibili nel loro sviluppo storico-cronologico - e di tutta la storiografia olocaustica che si basa su di esse e che risulta parimenti infondata.

Schulte aggiunge che

«il 19 luglio il Reichsführer-SS ordinò l'uccisione di tutta la popolazione ebraica del Governatorato generale ad eccezione di pochi Ebrei da radunare in campi di lavoro»105,

ma il documento da lui invocato dice:

«Ordino che il trasferimento di tutta la popolazione ebraica del Governatorato generale sia attuata e conclusa entro il 31 dicembre 1942» [«Ich ordne an, daß die Umsiedlung der gesamten jüdischen Bevölkerung des Generalgouvernements bis 31. Dezember 1942 durchgeführt und beendet ist»].

Un passo successivo chiarisce il significato di quest'ordine:

«Queste misure sono indispensabili per la separazione etnica di razze e popoli necessaria nel quadro del nuovo ordine europeo nonché nell'interesse della sicurezza e della pulizia del Reich tedesco e delle sue sfere d'interesse».

[«Diese Maßnahmen sind zu der im Sinne der Neuordnung Europas notwendigen ethnischen Scheidung von Rassen und Völker sowie im Interesse der Sicherheit und der Sauberkeit des deutschen Reiches und seiner Interessengebiete erforderlich»]106.

Ciò rimanda inequivocabilmente proprio al “Generalplan Ost”.

Schulte conclude che

Note:

103) E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 69.

104) Idem.

105) Idem, p. 68.

106) Faschismus – Getto – Massenmord. Röderberg-Verlag, Francoforte sul Meno, 1960, p. 303.

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«nel luglio 1942 l'impiego lavorativo di detenuti ebrei in progetti di colonizzazione dell'Est da parte dell'Ufficio centrale economico e amministrativo delle SS passò dunque ampiamente in secondo piano»107, ma subito dopo si invischia in un'altra contraddizione:

«Invero Himmler e Pohl progettarono ancora di costruire pur sempre ad Auschwitz-Birkenau un grosso campo di lavoro forzato per la “colonizzazione dell'Est”, però le azioni omicide ebbero priorità suprema sia a causa delle decisioni del Reichsführer-SS della metà di maggio del 1942 sia per il modo di procedere delle SS del campo»,

sicché

«all'impiego lavorativo non fu data più che un'importanza secondaria.Dal luglio 1942 Auschwitz-Birkenau fu impiegato soprattutto come centro di uccisione per gli Ebrei dell'Europa occidentale e sud-orientale»108.

Qui però sorge il problema dell'ampliamento della forza del campo a 200.000 detenuti, che, come abbiamo visto sopra, fu decisa da Himmler in seguito alla sua visita ad Auschwitz del 17 e 18 luglio 1942 e trovò conferma nella pianta di Birkenau del 16 agosto. Schulte, invece di risolvere questa contraddizione, si limita a prenderne atto scrivendo:

«Probabilmente in base ad un intervento diretto di Himmler durante il suo soggiorno ad Auschwitz furono ampliate sia le capacità di sterminio sia quelle di accoglienza»109.

Anche lasciando da parte la contraddittorietà di quest'affermazione, resta il fatto indiscutibile che l'unica decisione documentata di Himmler è quella relativa all'ampliamento del campo, perciò, l'impiego lavorativo restava ancora in primo piano e in secondo piano non c'era alcuno sterminio. D'altra parte, Hitler emanò l'ordine di cessare tutti «i preparativi e le progettazioni per i compiti futuri della pace» soltanto il 13 gennaio 1943 110.

La funzione del campo di Birkenau, che continuava comunque ad essere chiamato Kriegsgefangenenlager 111, cambiò solo nel settembre 1942. Nel mese di ottobre il progetto di costruzione (Bauvorhaben) “Kriegsgefangenenlager Auschwitz” assunse la denominazione ufficiale di “Durchführung der Sonderbehandlung” (attuazione del trattamento speciale)112. Questo cambiamento consisteva in un vasto programma di costruzioni per trasformare il campo in una fonte di manodopera per le industrie che erano già sorte o dovevano sorgere nel territorio di Auschwitz. Un organigramma della Zentralbauleitung redatto da Bischoff nel gennaio 1943 menzionava in una stesura la “Bauleitung des

Note:

107) E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 68.

108) Idem.

109) Idem, p. 68, nota 144.

110) «Der Generalplan Ost», in: Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte, 1958, 3, p. 292.

111) Questa denominazione restò in vigore fino al 31 marzo 1944, quando il campo fu chiamato “Lager II Birkenau”. Nota per gli atti di Kirschneck del 31 marzo 1944. AGK, NTN, 94, p. 60.

112) Vorhaben: Kriegsgefangenenlager Auschwitz (Durchführung der Sonderbehandlung). VHA, OT31(2)/8.

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Kriegsgefangenenlager (Durchführung der Sonderbehandlung)”113, in un'altra la “Bauleitung Kriegsgefangenenlager Auschwitz (Durchführung der Sonderbaumassnahmen)”114, stabilendo una piena equivalenza tra «attuazione del trattamento speciale» e «attuazione delle misure di costruzione speciali».

Il 6 ottobre 1942 fu conseguentemente disegnata una nuova pianta che mostra il campo diviso in tre sezioni: la sezione (Lagerabschnitt) 1 per 20.000 detenuti e le sezioni 2 e 3 per 60.000 detenuti ciascuna, per una forza totale di 140.000 detenuti 115.

Una lettera di Kammler al Generalbevollmächtigte für die Regelung der Bauwirtschaft (plenipotenziario generale per la regolamentazione dell'economia edilizia) datata 15 settembre 1942 con oggetto «Compiti di costruzione speciali per il KL Auschwitz» (Sonderbauaufgaben für das K.L. Auschwitz) ci informa che tale programma era stato concordato tra Albert Speer, incaricato del piano quadriennale e plenipotenziario per la regolamentazione dell’economia edilizia, e Pohl, capo dell’SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt:

«Con riferimento al colloquio tra il signor ministro del Reich prof. Speer e l’ SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Pohl Le comunicherò più avanti la cubatura supplementare per il programma speciale (Sonderprogramm) del KL Auschwitz come segue:

1.) Lista dei necessari Bauwerke supplementari con la relativa cubatura per la costruzione.

2.) Lista dei materiali e delle baracche necessarie.

I lavori vengono eseguiti essenzialmente da detenuti. Come tempo di costruzione per l’intero Bauvorhaben vengono stabilite 50 settimane di lavoro. Oltre ai detenuti sono necessari in media 350 operai specializzati e generici. Ciò corrisponde a 105.000 116 giornate di lavoro».

[«Unter Bezugnahme auf die Besprechung zwischen Herrn Reichsminister Prof. Speer und SS-Obergruppenführer und General der Waffen-SS Pohl teile ich nachstehend das zusätzliche Bau-Volumen für das Sonderprogramm des K.L. Auschwitz wie folgt mit:

1.) Zusammenstellung der erforderlichen zusätzlichen Bauwerke mit zugehörigem Bauvolumen.

2.) Zusammenstellung der erforderlichen Baustoffe und Baracken.

Die Arbeiten werden im wesentlichen durch Häftlinge ausgeführt. Als Bauzeit für das gesamte Bauvorhaben werden 50 Arbeitswochen angesetzt.Ausser den Häftlingen werden im Durchschnitt 350 Fach- und Hilfsarbeiter benötigt. Dies ergibt 105.000 Tagewerke»]117.

Questo programma si inquadrava in un progetto più ampio che era stato discusso da Speer e Pohl parimenti il 15 settembre 1942. Il giorno dopo Pohl ne redasse per Himmler un dettagliato rapporto. La discussione si era articolata in quattro punti, il primo dei quali era l’«Ingrandimento del campo di baracche di

Note:

113) Geschäftsverteilungsplan der Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz und der unterstellten Bauleitungen. RGVA, 502-1-57, p. 316.

114) Organigramma della Zentralbauleitung relativo al personale essenziale per l’attività delle singole Bauleitungen. RGVA, 502-1-57, p.310.

115) Lageplan des Kriegsgefangenenlagers Auschwitz O.S. VHA, OT31(2)/8.

116) La settimana è calcolata di 6 giorni: 6 x 50 x 350 = 105.000 giornate lavorative.

117) GARF, 7021-108-32, p. 43.

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Auschwitz in conseguenza della migrazione ad est» (Vergrösserung Barackenlager Auschwitz infolge Ostwanderung). Su questo punto Pohl dichiarò:

«Il ministro del Reich prof. Speer ha autorizzato l’ampliamento su vasta scala del campo baracche di Auschwitz e ha stanziato una cubatura supplementare delle costruzioni di Auschwitz di 13.700.000 Reichsmark.

Questa cubatura comprende l’installazione di circa 300 baracche con i relativi impianti di servizio e complementari. I materiali necessari saranno assegnati nel quarto trimestre del 1942 e nel primo, secondo e terzo trimestre del 1943.

Se questo programma supplementare di costruzioni sarà eseguito, ad Auschwitz si potranno alloggiare complessivamente 132.000 persone».

[«Reichminister Prof. Speer hat die Vergrösserung des Barackenlagers Auschwitz im vollen Umfang genehmigt und ein zusätzliches Bauvolumen für Auschwitz in Höhe von 13,7 Millionen Reichsmark bereitgestellt. Dieses Bauvolumen umfasst die Aufstellung von rd. 300 Baracken mit den erforderlichen Versorgungs- und Ergänzungsanlagen. Die notwendigen Rohstoffe werden im 4. Quartal 1942 sowie im 1., 2. und 3. Quartal 1943 zugeteilt. Wenn dieses zusätzliche Bauprogramm durchgeführt ist, können in Auschwitz insgesamt 132.000 Mann untergebracht werden»].

Pohl rilevò poi che

«tutti i partecipanti erano d’accordo sul fatto che la manodopera presente nei campi di concentramento deve ormai essere impiegata per compiti di armamenti di ampio respiro» [«alle Beteiligten waren sich einig, dass die in den Konzentrationslagern vorhandene Arbeitskraft nunmehr für Rüstungsaufgaben von Grossformat eingesetzt werden müssen»].

Dopo aver sottolineato la necessità di ritirare gli operai civili tedeschi e stranieri dagli impianti di armamenti il cui personale non fosse al completo (per colmare le lacune esistenti in altri impianti simili) e di sostituirli con i detenuti dei campi di concentramento, Pohl prosegue:

«Il ministro del Reich prof. Speer vuole garantire in tal modo l’impiego a breve scadenza anzitutto di 50.000 Ebrei abili al lavoro in stabilimenti chiusi esistenti che abbiano possibilità di alloggiamento.

La manodopera necessaria a questo scopo la raccoglieremo anzitutto ad Auschwitz dalla migrazione verso l’Est (Ostwanderung), affinché i nostri impianti aziendali esistenti non siano disturbati nella loro produzione e nella loro costruzione da un cambio continuo di mano d’opera.

Gli Ebrei abili al lavoro destinati alla migrazione verso l’Est interromperanno dunque il loro viaggio e dovranno eseguire lavori nell’ambito degli armamenti».

[«Reichsminister Prof. Speer will auf diese Weise kurzfristig den Einsatz von zunächst 50.000 arbeitsfähigen Juden in geschlossenen vorhandenen Betrieben mit vorhandenen Unterbringungsmöglichkeiten gewährleisten. Die für diesen Zweck notwendigen Arbeitskräfte werden wir in erster Linie in Auschwitz aus der Ostwanderung abschöpfen, damit unsere bestehenden betrieblichen Einrichtungen durch einen dauernden Wechsel der Arbeitskräfte in ihrer Leistung und ihrem Aufbau nicht gestört werden.

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Die für die Ostwanderung bestimmten arbeitsfähigen Juden werden also ihre Reise unterbrechen und Rüstungsarbeiten leisten müssen»]118.

In pratica Auschwitz doveva fungere da campo di transito per gli Ebrei deportati nel quadro della Ostwanderung (la deportazione all'Est): gli abili al lavoro si fermavano al campo, gli inabili, inclusi i bambini, proseguivano il loro viaggio all’Est.

Il senso di questo cambiamento di funzione del campo fu spiegato molto chiaramente da Höss in un discorso tenuto ad Auschwitz il 22 maggio 1943 al cospetto di Kammler e di altri funzionari, nel quale delineò la genesi e lo sviluppo dei compiti istituzionali del campo:

«Tra la Vistola e la Sola, nel triangolo determinato dalla loro confluenza,è sorto nel 1940, dopo l’evacuazione di 7 villaggi polacchi, grazie all’ampliamento del territorio di una caserma di artiglieria e a parecchie costruzioni aggiunte, restaurate e nuove, adoperando quantità assai grandi di materiale proveniente dalle demolizioni, il campo di Auschwitz. Previsto originariamente come campo di quarantena, esso è divenuto poi campo del Reich e ha ricevuto di conseguenza una nuova finalità (Zweckbestimmung). La posizione di confine tra il Reich e il Governatorato generale, a causa del continuo aggravarsi della situazione, è risultata particolarmente favorevole,perché era garantito il riempimento del campo con mano d’opera. A ciò si è aggiunta negli ultimi tempi la soluzione della questione ebraica (die Lösung der Judenfrage), per la quale è stato necessario creare i presupposti per alloggiare inizialmente 60.000 detenuti, i quali in breve tempo cresceranno a 100.000. Gli abitanti del campo sono previsti prevalentemente per la grande industria che si sviluppa nelle vicinanze. Il campo racchiude nella sua zona d’interesse varie fabbriche di armi, per le quali bisogna regolarmente mettere [a disposizione] la mano d’opera»119.

Dunque la “soluzione della questione ebraica” ad Auschwitz si riferiva semplicemente a misure di costruzione di alloggiamenti per 100.000 detenuti.

All'inizio di maggio del 1943 fu dato il via a un vasto programma di «Misure speciali per il miglioramento delle installazioni igieniche» (Sondermassnahmen für die Verbesserung der hygienischen Einrichtungen) del campo di Birkenau che nei documenti è denominato indifferentemente “Sofortprogramm” (programma immediato), “Sondermassnahme”, (misura speciale), “Sonderprogramm” (programma speciale), “Sonderbaumassnahmen” (misure di costruzione speciali) e “Sonderaktion” (azione speciale)120. Il relativo ordine scritto fu trasmesso da Kammler al comandante di Auschwitz il 14 maggio121. Fin dall’inizio della sua attuazione, in questo programma per il miglioramento delle installazioni igieniche del campo di Birkenau rientrarono anche i crematori 122. I documenti relativi espongono l'idea di installare «docce nello spogliatoio del crematorio III» (Brausen

Note:

118) Rapporto di Pohl a Himmler del 16 settembre 1942 con oggetto: a) «Rüstungsarbeiten. b) Bombenschäden». BAK, NS 19/14, pp. 131-133.

119) Aktenvermerk del 22 maggio 1943. 502-1-26, p. 85.

120) “Sonderbehandlung” ad Auschwitz. Genesi e significato, op. cit., 56-59.

121) Aktenvermerk di Jothann del 5 ottobre 1943. RGVA, 502-1-83, p. 77.

122) Per un approfondimento della questione rimando al mio studio «The Morgues of the Crematoria at Birkenau in the Light of Documents», in: The Revisionist, vol. 2, n. 3, agosto 2004, pp. 271-294.

 

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im Auskleideraum des Krematoriums III) 123, che costituiva un «progetto per [la] produzione di acqua calda per circa 100 docce» (Projekt für Warmwasserbereitung für ca. 100 Brausen)124. Un rapporto del 16 maggio dice esplicitamente:

«Inoltre si prevede di montare serpentini di riscaldamento nel forno per la combustione dei rifiuti del crematorio III per ottenere tramite essi l'acqua [calda] per un impianto doccia da costruire nel seminterrato del crematorio III». [«Weiters ist geplant, im Krematorium III in dem Müllverbrennungsofen Heizschlangen einzubauen, um durch diese das Wasser für eine im Keller des Krematoriums III zu errichtende Brauseanlage zu gewinnen»]125.

L’estensione del progetto al crematorio II è confermata da un questionario (Fragebogen) sui crematori di Birkenau senza data redatto da Bischoff nel giugno 1943 in cui si dice che era progettato l'utilizzo dei gas di scarico dei camini «per impianti di bagni nel crematorio II e III» (für Badeanlagen im Krema. II u. III) 126.

Il progetto di installare 100 docce nel crematorio III (e un altro impianto simile nel crematorio II) era destinato a tutti i detenuti del campo, come si desume dal fatto che in quel periodo, per la Zentralsauna, l’impianto di disinfezione e disinfestazione ideato per l'intero campo, erano previste solo 54 docce. Per varie ragioni il progetto fu poi ridimensionato e nel crematorio III furono installate soltanto 14 docce127.

Nel complesso, le camere mortuarie dei crematori di Birkenau furono sempre disponibili come tali, mattina e sera, cosa impossibile se esse fossero state trasformate in “spogliatoi” e “camere a gas” per lo sterminio ebraico 128.

Già il 20 marzo 1943 l'SS-Standortarzt (medico della guarnigione), SS-Hauptsturmführer Eduard Wirths, fece questa richiesta al comandante del campo:

«Per il trasporto dei cadaveri dall’ospedale dei detenuti al crematorio bisogna procurare due carri a mano coperti che permettano il trasporto di 50 cadaveri ciascuno».[«Für den Abtransport der Leichen aus dem HKB zum Krematorium müssen 2 gedeckte Handwagen beschaffen werden, die den Transport von je 50 Leichen gestatten»]129.

E ancora il 25 maggio 1944 (in piena deportazione e presunta uccisione in massa degli Ebrei ungheresi) il dott. Wirths scrisse:

«Nelle infermerie dei detenuti dei campi del KL Auschwitz II ogni giorno vi è naturalmente un certo numero di cadaveri, il cui trasporto ai crematori è invero regolamentato e avviene due volte al giorno, al mattino e alla sera». [«In den Häftlingsrevieren der Lager des KL Auschwitz II fallen naturgemäß

Note:

123) Bericht über die Arbeitseinteilung beim Sofortprogramm im K.G.L. Auschwitz di Bischoff del 13 maggio 1943. RGVA, 502-1-83, p. 338.

124) APMO, BW 30/34, p. 40.

125) RGVA, 502-1-83, p. 311.

126) RGVA, 502-1-312, p. 8.

127) RGVA, 502-2-54, pp. 77-78.

128) Vedi al riguardo il mio studio già citato «The Morgues of the Crematoria at Birkenau in the Light of Documents», II, The Use of the Morgues of the Crematoria at Birkenau in 1943-1944, in: The Revisionist, vol. 2, n. 3, agosto 2004, pp. 279-283.

129) Lettera dell’SS-Standortarzt al comandante del KL Auschwitz del 20 marzo 1943 con oggetto «Häftlings-Krankenbau – KGL». RGVA, 502-1-261, p. 112.

 

  • 27 —

täglich eine bestimmte Anzahl von Leichen an, deren Abtransport zu den Krematorien zwar eingeteilt ist und täglich 2 mal, morgens und abends, erfolgt»]130.

All'epoca, invece, secondo la storiografia olocaustica le camere mortuarie dei crematori erano strapiene di Ebrei ungheresi destinati allo sterminio, il che è in evidente contrasto con la lettera summenzionata.

Nel quadro delle «Misure speciali per il miglioramento delle installazioni igieniche» menzionate sopra, il 17 maggio 1943 Kammler ordinò di trasformare il Bauabschnitt III (sezione di costruzione III) del campo di Birkenau in un ospedale per i detenuti.

La progettazione fu affidata all’Amt C dell’ SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt, e precisamente all’SS-Sturmbannführer Wirtz, capo dell’ Amt C/III-Technische Fachgebiete (Ufficio C/III-Settori tecnico-specialistici) e all’SS-Unterstumführer Birkigt, capo dell’Hauptabteilung C/II/3-Lazarette und Reviere (Sezione principale C/II/3 - Infermerie e ospedali).

Il 4 giugno Wirtz e Birkigt disegnarono la pianta n. 2521 “K.L. Auschwitz –Bauabschnitt III. Häftlings-Lazarett u. Quarantäne-Abt.” (Campo di concentramento di Auschwitz - Settore di costruzione III. Ospedale per i detenuti e sezione quarantena) in cui questo settore è suddiviso in due campi di quarantena,uno maschile e uno femminile, per 4.088 persone ciascuno, e due campi ospedale (Krankenfeld), uno maschile e uno femminile, per 3.188 persone ciascuno. I due campi ospedale presentano 2 baracche per «chirurgia» (Chirurgie), 2 baracche per «raggi X e trattamento» (Röntgen und Behandlung), 2 baracche per «farmacia»

(Apotheke), 4 «baracche per appena operati» (Baracke für frisch Operierte) e 4 «baracche per malati gravi» (Baracke für Schwerkranke)131.

La pianta della Zentralbauleitung 2637 – senza data, ma redatta senza dubbio nel giugno 1943 – rappresenta la planimetria della parte maschile dell’«Häftlingsrevier im Bauabschnitt “3” des K.G.L.» (Ospedale per i detenuti nel settore di costruzione “3” del campo per prigionieri di guerra). Essa mostra in dettaglio le baracche per i detenuti appena operati (frisch Operierte), denominate 6a e per i malati gravi (schwere Innere), indicate come 6b 132.

Una «Auftellung über die zur Durchführung der Sondermassnahme im K.G.L.notwendigen Baracken» (Lista delle baracche necessarie per l'attuazione della misura speciale) datata 11 giugno 1943 menziona complessivamente per il “Bauabschnitt III (Häftlingslazarett)” 183 baracche, più 2 per il “Truppenlazarett” (infermeria per la truppa), tra cui:

- 4 baracche speciali (Spezialbaracke[n]) per «appena operati» (frisch Operierte)

- 4 baracche speciali per «malati gravi» (schwere Innere)

- 2 baracche speciali per «raggi X e trattamento» (Röntgen und Behandlung)

- 2 baracche speciali chirurgiche (chirurgische)

  • 111 baracche per malati normali (Baracken für Normalkranken) 133.

 

Note:

130) Lettera dell’SS-Standortarzt all’ SS-Standortälteste del 25 maggio 1944 con oggetto «Bau von

Leichenkammern im KL Auschwitz II». RGVA, 502-1-170, p. 264.

131) J.-C. Pressac, Auschwtz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., p. 512.

132) Häftlingsrevier im Bauabschnitt “3“ des K.G.L. Lageplan des männlichen Teils. RGVA, 502-2-110, numero di pagina illeggibile.

133) RGVA, 502-1-79, p. 100.

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I lavori di costruzione cominciarono alla fine di giugno. Il 13 luglio erano già state costruite 26 baracche, inoltre era iniziato lo scavo dei fossati circolari di drenaggio (Ringgräben) e di un impianto provvisorio di chiarificazione delle acque (provisorisches Vorklärbecken)134.

Il 31 luglio erano state costruite altre 6 baracche, inoltre erano state scavate due fosse circolari di drenaggio e erano cominciati i lavori di installazione della recinzione 135.

Il «Rapporto esplicativo sull’ampliamento del campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS di Auschwitz, Alta Slesia» redatto da Bischoff il 30 settembre 1943,per il settore di costruzione III del campo menziona tra l'altro :

«BW 3e 114 baracche per malati (Krankenbaracken) tipo 501/34 [m 42,50 x 12,50]

BW 6c 4 baracche di disinfestazione (Entwesungsbaracken) tipo VII/5 [m 33,15 x 8,14]

BW 7c 11 baracche per infermieri (Pflegerbaracken) (Schweizerbaracken)

BW 12b 12 baracche per malati gravi (Baracken f. Schwerkranke) tipo 501/34» 136.


Il 25 settembre erano in corso lavori di muratura nelle baracche 68, 70, 71, 74,89, 91, 92 e 93 e lavori di carpenteria nelle baracche 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 76,77, 94, 128 e 146 137.

Il 1° ottobre 1943 l’SS-Obersturmführer Werner Jothann, appena subentrato a Bischoff a capo della Zentralbauleitung 138, elaborò un «Preventivo di costo sull’ampliamento del campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS di Auschwitz»

nel quale, per ogni Bauwerk già costruito o progettato veniva calcolato il costo preventivato. Per il settore di costruzioni III (Bauabschnitt III), denominato “Häftlingslazarett” (ospedale per i detenuti), venivano ribadite tra l'altro le 114baracche per malati (al costo di 4.542.216 Reichsmark), le 4 baracche di disinfestazione (80.940 RM), le 11 baracche per infermieri (103.488 RM) e le 12 baracche per malati gravi (515.625) summenzionate 139:

Nel rapporto del 30 ottobre Jothann informò che fino ad allora erano state costruite 47 baracche, nelle quali erano in corso lavori di rifinitura 140.

I rapporti successivi, fino alla fine di novembre, menzionano il progresso dei lavori di montaggio delle baracche e dei lavori connessi per la costruzione dell’«ospedale per i detenuti» nel Bauabschnitt III.

Il 24 febbraio 1944 Jothann trasmise alla Bauinspektion der Waffen-SS und Polizei “Schlesien” (Ispezione delle costruzioni delle Waffen-SS e della Polizia

Note:

134) Bericht über den Fortgang der Arbeiten für die Sondermassnahmen im KGL. und im Stammlager redatto da Bischoff il 13 luglio 1943. RGVA, 502-1-83, p. 119.

135) Bericht über den Fortgang der Arbeiten für die Sondermassnahmen im KGL. und im Stammlager redatto da Bischoff il 31 luglio 1943. RGVA, 502-1-83, p. 100.

136) Erläuterungsbericht zum Ausbau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS in Auschwitz/OS. RGVA, 502-2-60, p. 81.

137) Bericht über den Fortgang der Arbeiten für die Sondermassnahmen im KGL. und im Stammlager redatto da Bischoff il 25 settembre 1943. RGVA, 502-1-83, pp. 215-216.

138) Bischoff divenne capo della Bauinspektion der Waffen-SS und Polizei “Schlesien”.

139) Kostenvoranschlag zum Ausbau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS in Auschwitz. RGVA, 502-2-60, pp. 86-87.

140) Bericht über den Fortgang der Bauarbeiten fü die Sondermassnahmen im KGL. redatto da Jothann il 30 ottobre 1943. RGVA, 502-1-83, p. 198.

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“Slesia”) la richiesta di metallo della ditta Knauth (fornitrice delle baracche),spiegando che il progetto del campo ospedale prevedeva la costruzione complessiva di 180 baracche 141. Il 31 marzo 1944 nel Bauabschnitt III lavoravano 700 detenuti 142.

Nel 1944 la Zentralbauleitung definì tutte le pratiche burocratiche relative al campo ospedale.

Il 25 maggio Jothann redasse un «Rapporto esplicativo sull'ampliamento del campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS ad Auschwitz Alta Slesia.

Costruzione di 111 baracche per malati» (Erläuterungbericht zum Ausbau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS in Auschwitz O/S. Errichtung von 111 Krankenbaracken), in cui si legge:

 

«I lavori iniziarono il 15.3.1843 (143). 37 (144) baracche sono completate e in parte internamente rifinite»[«Mit den Arbeiten wurde am 15.3.1943 begonnen. 37 Baracken sind fertiggestellt und zum Teil innen ausgebaut»]145.

Il 10 agosto 1944 il capo dell’ Amt C/V (Zentralbauinspektion) dell’SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt, che in data 26 giugno aveva ricevuto la documentazione summenzionata, emise retrospettivamente – secondo la prassi burocratica - l’ordine di costruzione relativo:

«In base ai documenti presentati impartisco con la presente l'ordine di costruzione di 111 baracche per malati nel campo per prigionieri di guerra,campo II, Auschwitz, settore di costruzione III, Bauwerke 3e e 3f»[«Aufgrund der eingereichten Unterlagen erteile ich hiermit den Befehl zur Errichtung von 111 Krankenbaracken im Kgf.L., Lager II, Auschwitz, BA III, BW 3e und 3f»].

La richiesta di costruzione (Bauantrag) per le «12 baracche per malati gravi»

(Baracken für Schwerkranke) fu inviata da Jothann alla Bauispektion der Waffen-SS und Polizei “Schlesien” il 12 agosto 1944 146. Il 31 ottobre l’Amt C/V dell’SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt emise il relativo ordine retrospettivo di costruzione 147.

La richiesta di costruzione per le 11 baracche per infermieri, che costituivano il Bauwerk 7e (Bauantrag zur Errichtung von 11 Stück Pflegerbaracken im BAIII –BW 7e), fu emesso da Bischoff in data 9 ottobre 1944 148.

Il 31 maggio 1944 nel Bauabschnitt III esistevano 63 baracche 149. La deportazione degli Ebrei ungheresi colse del tutto impreparata la Zentralbauleitung e sconvolse i progetti relativi al campo ospedale.

All’inizio di giugno il Bauabschnitt III, sebbene fosse ancora inabitabile, fu trasformato (insieme al campo BIIc e a una parte del campo BIIa e del campo BIIe) in “Durchgangslager” (campo di transito) per gli Ebrei abili al lavoro non immatricolati destinati al trasferimento in altri campi. Il 2 giugno Kammler ordinò a

Note:

141) RGVA, 502-1-83, p. 158.

142) Lettera di Bischoff a Jothann del 31 marzo 1944. RGVA, 502-1-83, p. 34.

143) Errore per 15.5.1943.

144) Probabile errore di battitura: dovrebbe essere 47.

145) RGVA, 502-2-110, pp. 1-1a.

146) RGVA 502-1-261, p. 117.

147) RGVA, 502-1.281, p. 47.

148) RGVA, 502-1-281, numero di pagina illeggibile.

149) Fotografia aerea di Birkenau del 31 maggio 1944. National Archives, Washington D.C., Mission 60 PRS/462 60SQ, Can D 1508, Exposure 3056.

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Jothann di mettere a disposizione 14 baracche del Bauabschnitt III per alloggiarvi questi Ebrei 150. Il primo trasporto ebraico vi fu inviato il 9 giugno. Il 16 giugno vi si trovavano già 7.000 Ebree 151. Attraverso il campo di transito di Birkenau passarono non meno di 98.600 Ebrei 152.

Come ho spiegato altrove 153, la Zentralbauleitung fu colta completamente di sorpresa dall’enorme afflusso di Ebrei ungheresi e non riuscì a predisporre neppure alloggi decenti per gran parte dei futuri lavoratori forzati del Reich.

Il progetto del campo ospedale nel Bauabschitt III del campo di Birkenau fu abbandonato definitivamente il 23 settembre 1944, come risulta dalla lettera di Jothann alla Bauinspektion der Waffen-SS und Polizei “Schlesien” con oggetto «Costruzione di 12 baracche per malati gravi nel settore di costruzione III-BW 12b» (Errichtung von 12 Baracken für Schwerkranke im BA.III-BW 12b) del 6 dicembre 1944:

«In occasione del colloquio del capo dell'ufficio centrale [Pohl] il 23 settembre 1944 ad Auschwitz, è stata ordinata la cessazione dei lavori di costruzione nel settore di costruzione III del campo per prigionieri di guerra ed è cominciata la demolizione delle 12 baracche per malati gravi»

[«Anlässlich der Besprechung des Hauptamtschefs am 23.9.44 in Auschwitz,wurde die Einstellung der Bauarbeiten im BA.III des K.G.L. befohlen, und mit Abbruch der 12 Baracken für Schwerkranke begonnen»]154.

Poiché questo campo ospedale fu progettato e in parte realizzato, resta pienamente valido l'argomento revisionistico esposto da Pressac:

«C'è incompatibilità nella creazione di un campo sanitario a poche centinaia di metri dai quattro crematori, dove, secondo la storiografia ufficiale, delle persone venivano sterminate su vasta scala... Il progetto di costruire una grande sezione ospedale nella BAIII mostra così che i crematori furono costruiti soltanto per cremazione, senza camere a gas 155 omicide,perché le SS volevano “conservare” la forza lavoro del loro campo di concentramento»156.

Ricapitolando, il campo di Birkenau nacque nell'ottobre 1941 come Kriegsgefangenenlager in funzione del “Generalplan Ost”.

Dal settembre 1942 divenne centro di cernita e di raccolta di manodopera ebraica per le industrie tedesche già esistenti o progettate nel territorio di Auschwitz e nello stesso tempo campo di transito per gli Ebrei inabili al lavoro deportati nel quadro della Ostwanderung.

A partire dal maggio 1943 accentuò questa funzione grazie a un vasto programma di «misure speciali per il miglioramento delle installazioni igieniche» e

Note:

150) Fernschreiben del capo dell’Amt C dell’ SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt alla Zentralbauleitung del 2 giugno 1944. RGVA, 502-1-83, p. 5. Lettera di Jothann alla Bauinspektion der Waffen-SS und Polizei “Schlesien” del 2 giugno 1944. RGVA, 502-1-83, p. 3.

151) Rapporto sul KGL-Bauabschnitt III redattato il 16 giugno 1944 da «Der Hygeniker der Bauinspektion “Schlesien”». RGVA, 502-1-168, pp. 6-6a.

152) C. Mattogno, «I detenuti trasferiti da Auschwitz-Birkenau nel 1944-1945», in: Auschwitz: trasferimenti e finte gasazioni. Effepi, Genova 2004, p. 6.

153) La deportazione degli Ebrei ungheresi nel maggio-luglio 1944. Effepi, Genova, 2007, pp. 31-35.

154) RGVA, 502-1-261, pp. 115-115a.

155) Nel testo «gassings», «gasazioni».

156) J.-C. Pressac, Auschwtz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., p. 512.

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al progetto di un enorme campo ospedale per la corservazione e la cura degli Ebrei impiegati nel lavoro.

Nel maggio 1944 Birkenau divenne inoltre un «campo di transito» per lo smistamento della manodopera ebraica in altri campi di concentramento.In questa nuova prospettiva storica, il presunto sterminio ebraico non trova più spazio.

 

 ABBREVIAZIONI

AGK: Archiwum G#ównej Komisji Badania Zbrodni Przeciwko Narodowi Polskiemu Instytutu Pamieci Narodowej (Archivio della Commissione centrale di inchiesta sui crimini contro il popolo polacco - memoriale nazionale), Varsavia

APMM: Archiwum Pa#stwowego Muzeum na Majdanku (Archivio del Museo di Stato di Majdanek)

APMO: Archiwum Panstwowego Muzeum w O wi#cimiu (Archivio del Museo di Stato di Auschwitz)

BAK: Bundesarchiv Koblenz (Archivio federale di Coblenza), Coblenza

GARF: Gosudarstvenni Archiv Rossiskoi Federatsii (Archivio di Stato della Federazione Russa), Mosca

RGVA: Rossiiskii Gosudarstvennii Vojennii Archiv (Archivio russo di Stato della guerra), Mosca

VHA: Vojensky Historicky Archiv (Archivio storico militare), Praga

WAPL: Wojewódzkie Archiwum Panstwowe w Lublinie (Archivio di Stato provinciale di Lublino).

Una "nuova" fotografia aerea di Auschwitz-Birkenau

Carlo Mattogno

AuschwitzAerial,Image taken on 23 August 1944.jpgFoto scattata dalla RAF il 23 Agosto 1944 su Auschwitz-Birkenau,BW5a

E' ben noto che i disinformatori di massa sono normalmente almeno venti anni indietro rispetto alle nuove posizioni della storiografia olocaustica. Basti pensare alla cifra propagandistica sovietica dei 4 milioni di morti ad Auschwitz, abbandonata dal Museo di Auschwitz da quindici anni e puntualmente riproposta da costoro ad ogni nuovo "servizio" (in senso letterale) giornalistico.

Il recente ritrovamento a Londra di una fotografia aerea di Birkenau del 23 agosto 1944 non sfugge alla regola. Esso è stato da costoro presentato come una "scoperta" eccezionale che apre nuovi orizzonti storiografici e fornisce nuove "prove".

In realtà essa fa parte della ben nota serie di fotografie aeree di Birkenau che va dal 31 maggio 1944 al 19 febbraio 1945.



auschwitzfotoaerea,23 August 1944,ingrandimento.jpgFoto scattata dalla RAF il 23 Agosto 1944 su Auschwitz-Birkenau,ingrandimento della prima foto.BW5a.

Tutti sanno (tranne questi sprovveduti disinformatori) che una selezione di queste fotografie fu pubblicata da due agenti della CIA fin dal 1979 (1)]. Nel 1992 le fotografie più importanti furono pubblicate ed analizzate dallo studioso revisionista John C. Ball, esperto in fotogrammetria aerea (2) .

Le fotografie aeree, da oltre un decennio al centro del dibattito storiografico su Auschwitz, dimostrano in realtà esattamente il contrario di ciò che pretendono gli studiosi olocaustici(3) . E la fotografia del 23 agosto 1944 mostra esattamente ciò che mostrano quelle del 31 maggio e del 20 agosto, dunque nulla di nuovo.

Nel libro "Negare la storia": la falsa "convergenza di prove" dell' "Olocausto" (che sarà pubblicato tra qualche mese dall'Editore Effedieffe) ho esposto un'analisi critica dell'opera di Michael Shermer e Alex Grobman "Denying History. Who Says the Holocaust never Happened and Why Do They Say it?", apparsa in traduzione italiana col titolo: "Negare la storia. L'Olocausto non è mai avvenuto: chi lo dice e perché" (4) .

Auschwitzfotoaeree,August 25, 1944,Aerial Photographs of Auschwitz.jpgGli Autori, tra l'altro, hanno presentato una loro "scoperta" relativa alle fotografie aeree di Birkenau del 25 agosto 1944.(in foto.BW5a)

In quel che segue, anticipo la mia risposta, che vale anche per la fotografia del 23 agosto 1944 (5).

LE FOTOGRAFIE AEREE

Gli Autori passano poi ad una altro presunto elemento di prova, le fotografie aeree, che a loro dire, come abbiamo visto sopra, "confermano la struttura delle camere a gas e dei forni crematori".

Niente di più falso per quanto riguarda "la struttura delle camere a gas".

Essi pubblicano alcune fotografie che fornirebbero una "convergenza di prove" del presunto sterminio, ma che in realtà non dimostrano nulla. Esaminiamo le fotografie più importanti.

«3. Fotografia aerea scattata il 25 agosto 1944 che mostra chiaramente il secondo forno crematorio [sic] (compresa la lunga ombra della ciminiera [sic]) e l'adiacente camera a gas (in basso, al centro, ad angolo retto rispetto al crematorio). Sul tetto della camera a gas si possono notare quattro ombre scalari, le aperture attraverso le quali, secondo il resoconto dei testimoni oculari, venivano fatti cadere i granuli di Zyklon-B» (p. 195).

Come è già stato rilevato da altri autori (6), nella fotografia del 25 agosto 1944 le macchie sul soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio II sono lunghe 3-4 metri, quelle sul soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio III hanno una superficie minima di 3 metri quadrati; ma i presunti camini di introduzione dello Zyklon B sporgevano dal suolo di 40-50 centimetri (7). D'altra parte il camino del crematorio II, che era alto circa 16 metri, getta sul terreno un'ombra di circa 20 metri, perciò i presunti camini avrebbero proiettato un'ombra di circa 60 centimetri.

Birkenau Krematoria, from August 25, 1944 photo.gifMa non basta. Tutte le macchie hanno l'asse in direzione nord-sud, mentre l'asse dell'ombra dei camini ha direzione nord-est sud-ovest. Infine, nella fotografia aerea del 31 maggio 1944 il Leichenkeller 1 del crematorio II (8), appare una sola macchia scura sul bordo ovest della copertura (9).

L'interpretazione delle quattro macchie come aperture di introduzione per lo Zyklon-B è tanto inconsistente che il migliore specialista dell'argomento tra i sostenitori della realtà delle camere a gas omicide, Charles D. Provan, ha scritto al riguardo:

«Qualunque cosa si pensi dell'autenticità delle macchie, che siano autentiche o no, è impossibile considerarle come "aperture"» (10).

Passiamo alla fotografia 4 a p. 196:

auschwitz-birkenau,crematorium II,pressac,.jpg«Subito al di sotto della ciminiera [sic] del secondo forno crematorio [sic] sono visibili due dei lati della struttura rettangolare della camera a gas sotterranea che emerge leggermente sul livello del suolo. Sul tetto della camera a gas vi sono quattro piccole strutture che coincidono con le ombre della fotografia aerea nella figura 2».

auschwitzbirkenau,crematorium II,tetto camera a gas,treno.jpgUna tale "coincidenza" esiste solo nella fantasia degli Autori. Come ha dimostrato Jean-Marie Boisdefeu coll'aiuto di un diagramma, gli oggetti che appaiono sulla copertura auschwitzbirkenau,Jean-Marie Boisdefeu,krematoriumII,rudolf.gifdella presunta camera a gas sono 3 e non 4 (il quarto si trovava al di fuori della sua superficie) e tutti e 3 si trovano raggruppati nella metà sud della copertura, il che è in contraddizione sia con la posizione delle macchie nella fotografia aerea del 25 agosto 1944, sia con le testimonianze (11) . Dunque i tre oggetti in questione non sono camini di introduzione dello Zyklon-B.

A questa conclusione è giunto anche C.D. Provan, che ha tracciato a sua volta il diagramma della fotografia, con il seguente risultato:

«Perciò gli oggetti non sono camini per il gas tossico» (12) ...

La fotografia 5 a p. 197 mostra lo scarico di deportati ebrei ungheresi da un treno. Le fotografie 6 e 7 sono ingrandimenti di tre fotografie aeree scattate in rapida successione il 25 agosto 1944. Le due immagini della fotografia 6 sono stampate al contrario! Un gruppo di persone cammina tra i Bauwerke 5a e 5b (a sinistra) e le due baracche cucina antistanti, sulla linea di confine tra i settori BIa e BIb di Birkenau (ma queste cose elementari gli Autori non le sanno). La colonna percorre la strada che tagliava in direzione est-ovest il settore BI del campo, perciò dovevano avere i BW 5a e 5b a destra e le cucine a sinistra. Nelle fotografie in questione, invece, avviene il contrario, perciò esse sono state stampate al contrario. La fotografia 7 mostra, in tre immagini, tre gruppi di persone che camminano all'estremità est del settore BIa: un gruppo si trova tra la baracca 27 e la recinzione del campo; un secondo gruppo percorre la strada tra le baracche 24-30 (a destra) e 22-28 (a sinistra); un terzo gruppo cammina in parte parallelo al secondo, in parte percorre la curva a destra tra le baracche 24-30. Naturalmente gli Autori non sanno neppure questo, come non sanno che le tre immagini sono stampate al contrario rispetto a tutte le piante di Birkenau, ossia con i crematori in basso e la recinzione est in alto.

Tutte queste fotografie dimostrano soltanto che a Birkenau c'erano colonne di detenuti in movimento, nient'altro (13) .

La fotografia 8 (p. 200) è invece interpretata dagli Autori in modo un po' più pretenzioso:

«Infine, la figura 8 sembra rappresentare un gruppo di persone che si muove verso il crematorio V, offrendo un importante ulteriore elemento concreto di prova diretta, che conferma le altre prove che indicano la realtà dell'omicidio di massa (vedi anche la figura 9)» (p. 202).

Rilevo subito che anche le due immagini della fotografia 8 sono stampate al contrario rispetto alle piante di Birkenau: I crematori IV e V vi appaiono in basso, invece che in alto. Ma la cosa più grave è che gli Autori confondono incredibilmente il crematorio V con il crematorio IV! Basta capovolgere il libro per ristabilire il normale orientamento e vedere i crematori IV e V in alto e le baracche dell' "Effektenlager" (il cosiddetto "Kanada") a sinistra. Le zone evidenziate con un rettangolo nelle due immagini mostrano una colonna di persone. Questa colonna si trova sulla strada che divideva l'"Effektenlager" (a sinistra) dal crematorio IV (a destra) e precisamente davanti alle baracche 2-8. A destra la strada fiancheggiava un boschetto di betulle, situato a ovest del crematorio V, nel quale c'era un laghetto antincendio.

Contrariamente a ciò che pensano gli Autori, questa fotografia non dimostra assolutamente nulla riguardo alla "realtà dell'omicidio di massa". Se avessero studiato un po' la materia, gli Autori saprebbero che il cosiddetto Album di Auschwitz mostra appunto gruppi di persone che stazionano nel boschetto, davanti al laghetto (14) .

Ho già dimostrato altrove che l'ipotesi che queste persone attendessero la morte per gasazione non è più fondata dell'ipotesi che esse attendessero di ripartire dal campo (come si desume dal fatto che portavano con sé grossi zaini, bisacce e pentole) (15).

Nel suo libro di memorie, Elisa Springer, che fu deportata ad Auschwitz all'inizio di agosto del 1944, racconta che cosa accadde dopo che il trasporto fu sceso dal treno:

«Giunti a uno spiazzo erboso, davanti a una boscaglia di betulle, ci costrinsero a sdraiarci per terra, e lì rimanemmo tutta la notte, tremanti e abbandonati nel fango. [...]. Al mattino presto, delle SS, con alcuni detenuti con la divisa a strisce, ci ordinarono di alzarci alla svelta e di dirigerci oltre il bosco».

Indi il dottor Mengele selezionò i detenuti abili e inabili al lavoro e il primo gruppo (tra cui Elisa Springer) fu diretto alla Zentralsauna per il bagno e la disinfestazione (16). La testimone non dice che il gruppo degli inabili fu "gasato", lo lascia solo intendere, ma ciò fa parte del bagaglio orrorifico delle testimonianze, come la storiella dei camini dei crematori che vomitavano fiamme (17).

L'ultima fotografia presentata dagli Autori sarebbe una

«fotografia da terra del quinto forno crematorio [sic], con la camera a gas all'estremità più lontana dell'edificio e le due ciminiere [sic] del forno» (p. 201).

La fotografia in questione rappresenta invece il crematorio IV visto da ovest. Ovviamente, che esso contenesse "la camera a gas all'estremità più lontana dell'edificio" non risulta minimamente dalla fotografia, sicché essa non dimostra nulla.

L'INTERPRETAZIONE DELLE FOTOGRAFIE AEREE

Gli Autori dedicano poi un paragrafo alla "interpretazione delle fotografie aeree" (p. 202) in cui essi manifestano di nuovo una preoccupante carenza di conoscenza perfino degli elementi basilari della storiografia olocaustica. Essi affermano che nel maggio 1944, in preparazione della deportazione ad Auschwitz di "mezzo milione di Ebrei" (per l'esattezza, il numero dei deportati fu di 437.402, di cui almeno 39.000 furono deportati in località diverse da Auschwitz (18) ), Werner Jothann, Obersturmführer (tenente colonnello) (19)" ordinò, tra l'altro, che venissero installati "degli ascensori nei crematori II e III per spostare i corpi dalla camera a gas ai crematori" (p. 203), il che è invece smentito dalla loro fonte più importante (20) . Essi pretendono inoltre che le fotografie aeree non possono mostrare prove del presunto sterminio per queste ragioni:

«La svestizione, l'esecuzione con il gas e la cremazione avvenivano tutte all'interno degli edifici con i forni crematori. Era altamente improbabile che un areo alleato li sorvolasse nel momento in cui stava uscendo del fumo dai camini o da una fossa all'aria aperta in cui venivano bruciati i corpi» (p. 204, corsivo mio).

Ora, tanto per rinfrescare la memoria agli Autori, il quadro ufficiale del presunto sterminio degli Ebrei ungheresi delineato da una delle loro fonti principali, Franciszek Piper, è il seguente:

«Per esempio, nelle fasi iniziali dello sterminio di Ebrei ungheresi il crematorio V dovette essere chiuso a causa del danneggiamento dei camini. Perciò alcuni corpi furono cremati nel crematorio IV. I restanti furono cremati a un ritmo di 5.000 cadaveri in 24 ore nelle fosse di cremazione presso i crematori. Lo stesso numero fu cremato nelle fosse del Bunker 2, che fu rimesso in funzione nella primavera del 1944» (21) .

Ma le testimonianze sono ancora più devastanti per la tesi degli Autori.

Durante la deportazione degli Ebrei ungheresi,

  • nel cortile nord del crematorio V esistevano 5 "fosse di cremazione" secondo H. Tauber (22) e F. Müller, che di due fornisce le misure (m 40-50 x 8) (23) ,

  • 3 fosse secondo P. Bendel (di m 12 x 6) (24)

  • per M. Nyiszli queste fosse non sono mai esistite

  • Il cosiddetto "Bunker 2" possedeva 4 camere a gas e 4 fosse di cremazione secondo F. Müller (25)

  • 2 fosse di cremazione di m 50 x 6, in cui venivano cremati 5.000-6.000 cadaveri al giorno, ma nessuna camera a gas per M Nyiszli (26)

Un altro mirabile esempio di "concordanza di prove"!

Ricapitoliamo. Nel periodo in questione, dovevano esistere e dovevano apparire nelle fotografie aeree

*3 o 4 "fosse di cremazione" nel cortile nord del crematorio V e

* 2 o 4 fosse nell'area del cosiddetto "Bunker 2" (all'esterno del campo, a circa 200 metri a ovest della Zentralsauna).

Gli Autori ci informano che si sono rivolti al "al dottor Nevin Bryant, supervisore delle applicazioni cartografiche e dell'elaborazione di immagini del Jet Propulsion Laboratory (gestito dal California Institute of Technology) della Nasa, a Pasadena, California" e hanno fatto analizzare le fotografie aeree di Birkenau "con una tecnologia digitale", e aggiungono:

«I negativi fotografici sono stati convertiti in informazioni digitali dal computer, quindi ingranditi con i programmi software utilizzati dalla Nasa per la produzione di immagini aeree e satellitari» (p. 193).

Tuttavia, nonostante questa sofisticata tecnologia, gli Autori non dicono nulla circa la presenza di "fosse di cremazione" di massa nelle fotografie aeree, pur avendo dedicato ben 7 ingrandimenti alla documentazione di colonne di persone in marcia nel campo!

Evidentemente gli esperti della Nasa non ne hanno trovato alcuna traccia; in caso contrario, gli Autori si sarebbero affrettati a pubblicare i relativi ingrandimenti come "prova concordante" del presunto sterminio ad Auschwitz.

In realtà nelle fotografie del 31 maggio 1944 [e del 20 e 23 agosto] un'area fumante appare, proprio nel cortile nord del crematorio V, ma una sola area fumante e con una superficie di circa 40-50 metri quadrati!

Tuttavia, come ho dimostrato nell'articolo già citato «Risposta supplementare a John C. Zimmerman sulla "Body disposal at Auschwitz"», se la tesi dello sterminio in massa degli Ebrei ungheresi fosse vera, nelle fotografie del 31 maggio 1944, data l'impossibilità di cremare i cadaveri nei forni crematori, dovrebbero apparire "fosse di cremazione" per una superficie complessiva di 7.200 metri quadrati, contro i 40-50 metri quadrati effettivi!

Da ciò risulta chiaro per quale ragione gli Autori abbiano preferito tacere sulla questione delle "fosse di cremazione", essendo impossibile che quest'area fumante sia sfuggita agli esperti della Nasa: le fotografie del 31 maggio 1944 smentiscono non solo le testimonianze, ma anche la realtà oggettiva del presunto sterminio in massa degli Ebrei ungheresi.

Infatti secondo la storiografia ufficiale - dal 16 al 31 maggio arrivarono ad Auschwitz almeno 184.000 Ebrei ungheresi, di cui il 91% (27) , o circa 167.400, furono "gasati" e cremati in 16 giorni, in media circa 10.500 al giorno. La cifra minima degli arrivati il 30 maggio è di circa 9.050, di cui circa 8.200 sarebbero stati "gasati" e cremati (28).

Gli Autori, che non conoscono o fingono di non conoscere questi dati, appellandosi al "Calendario" di Auschwitz, affermano che il 31 maggio 1944 giunse ad Auschwitz un solo trasporto di Ebrei, dal quale ne furono selezionati 100 per il lavoro, mentre altri furono gasati, e commentano:

«Per questa giornata non sappiamo quanti Ebrei siano stati uccisi nella camera a gas, a che ora furono uccisi e se la cremazione avvenne il giorno stesso o il giorno successivo» (p. 205).

Qui essi dimenticano il secondo trasporto di Ebrei ungheresi registrato in tale data dal "Calendario", da cui furono immatricolati 2.000 deportati e i restanti "furono uccisi nelle camere a gas" (29).

Essi aggiungono poi una spiegazione veramente incredibile:

«Si riporta che tra il 16 e il 31 maggio le SS ricavarono ottantotto libbre d'oro e di lega bianca da denti falsi, quindi è possibile che i corpi non venissero cremati fino a che non si portasse a termine questo processo, cioè il 31 maggio, per coloro che erano arrivati quel giorno» (p. 205).

Qui gli Autori non adducono alcuna fonte, e la cosa è perfettamente comprensibile. Tale informazione è ripresa infatti da un articolo pubblicato in una delle loro fonti principali in cui si legge:

«Secondo un rapporto segreto fatto uscire di nascosto dal campo all'inizio dello sterminio degli Ebrei ungheresi nel maggio 1944, le SS presero in consegna 40 kg (80 libbre) di oro e di "metallo bianco" (probabilmente platino)»(30) .

Dunque che questa pretesa raccolta di metallo prezioso (non attestata da alcun documento) sia avvenuta "tra il 16 e il 31 maggio" è una illazione arbitraria degli Autori. Se avessero verificato la fonte, secondo quanto prescrive il loro decalogo metodologico, essi avrebbero saputo che il rapporto in questione è datato 15 giugno 1944 e si riferisce al periodo 25 maggio-15 giugno 1944 (31).

Con ciò il piccolo trucco architettato dagli Autori non serve più a niente. Ma, quand'anche la raccolta di denti artificiali fosse vera e il periodo fosse quello indicato dagli Autori, come si potrebbe dedurre seriamente dall'estrazione dei denti d'oro ai cadaveri il fatto che i cadaveri delle vittime non fossero stati cremati fino al 31 maggio? Con quale logica distorta si può pensare seriamente che i cadaveri non potessero essere cremati man mano che venivano estratti loro i denti d'oro, che è poi esattamente ciò che afferma la storiografia ufficiale?(32) . Al cospetto di una tale logica la loro rivendicazione dell'impiego delle "regole condivise della ragione" suona pateticamente ridicola.

Secondo i documenti sulla deportazione degli Ebrei ungheresi, dal 28 al 31 maggio furono deportati 33.187 Ebrei ungheresi, cifra che rappresenta la differenza tra i 217.236 deportati fino al 31 maggio (33) e i 184.049 deportati fino al 28 maggio (34) .

Come ho dimostrato altrove (35), per gli arrivi ad Auschwitz nei giorni che ci interessano ci sono due possibilità: o il 30 maggio sono arrivati, in cifra tonda, 12.900 Ebrei e il giorno 31 9.050, o viceversa. Nel migliore dei casi per la tesi degli Autori, il 31 maggio arrivarono 9.050 Ebrei e furono gasati e cremati (9.050 x 0,91 =) circa 8.200.

Poiché la capacità dei crematori di Birkenau (nell'ipotesi che fossero cremati anche corpi di bambini) era di circa 1.040 cadaveri in 24 ore (36), ne consegue che il 31 maggio:

  • in cifra tonda, circa 7.150 cadaveri sarebbero stati cremati all'aperto

  • il 30 maggio sarebbero stati uccisi (12.900 x 0,91 =) circa 11.700 Ebrei

  • di cui circa 10.700 sarebbero stati cremati all'aperto

  • Poiché fino al 28 maggio erano stati deportati 184.049 Ebrei, dal 16 (arrivo del primo trasporto) al 31 (considerando una durata del viaggio di tre giorni), in 16 giorni secondo la storiografia ufficiale - erano state gasate (184.049 x 0,91 =) circa 167.500 persone

  • di cui (1.040 x 16 =) circa 16.600 erano state cremate nei crematori e (167.500 16.600 =) circa 150.900 all'aperto

  • in media (150.900 : 16 =) circa 9.400 al giorno

  • Ora, perfino a voler prendere sul serio la tecnica di cremazione all'aperto descritta da F. Müller (1.200 cadaveri in tre strati in una fossa di 320 metri quadrati e profonda 2 metri (37) )

  • insensata sia perché la falda freatica, all'epoca, era più alta (38)

  • sia perché tale tecnica è inefficiente (in quanto i due strati di cadaveri superiori ostacolerebbero l'afflusso dell'aria al primo strato)

  • per cremare all'aperto mediamente 9.400 cadaveri sarebbe stata necessaria una superficie ardente di circa ([9.400 x 320] : 1.200 =) 2.500 metri quadrati

Tornando alle fotografie del 31 maggio 1944, se la storia dello sterminio degli Ebrei ungheresi fosse vera, esse dovrebbero mostrare i seguenti elementi stabili:

- almeno 2.500 metri quadrati di "fosse di cremazione"

- almeno 5.000 metri cubi di terra scavata dalle fosse (39)

- almeno 1.800 tonnellate (40) di legna per i 9.050 cadaveri da cremare il giorno 31, senza contare le scorte per i giorni successivi

Che cosa mostrano invece queste fotografie? Secondo gli Autori, solo colonne di persone in movimento nel campo! Inoltre la superficie fumante di 40-50 metri quadrati da essi prudentemente taciuta!

Una superficie 50 volte inferiore a quella richiesta in base alle false testimonianze, oltre 180 volte inferiore a quella necessaria per cremare all'aperto un quantitativo così enorme di cadaveri.

Ecco dunque un bell'esempio di "prove convergenti" contro lo sterminio in massa prudentemente taciute dagli Autori!

Proseguiamo. A p. 212 gli Autori presentano una fotografia di una sezione della copertura di cemento armato del Leichenkeller 1 (presunta camera a gas omicida) del crematorio II di Birkenau, e commentano:

«Lo squarcio ancora visibile su quel che resta della camera a gas potrebbe essere una delle aperture attraverso le quali le SS facevano cadere i granuli di Zyklon-B».

In realtà, come ho dimostrato in uno studio specifico, questo squarcio non ha nulla a che vedere con le presunte aperture di introduzione dello Zyklon-B, che non sono mai esistite (41) ».

 


Note:

1 / D.A. Brugioni, R.G. Poirer, The Holocaust Revisited: A Retrospective Analysis of the Auschwitz-Birkenau Extermination Complex. U.S. Department of Commerce. National Technical Information Service, Springfield 1979.

2 / J.C. Ball, Air Photo Evidence. Auschwitz, Treblinka, Majdanek, Sobibor, Bergen Belsen, Belzec, Babi Yar, Katyn Forest. Ball Resource Services Limited, Delta, B.C. Canada, 1992.

3 / Vedi il mio articolo Risposta supplementare a John.C. Zimmerman sulla "Body disposal at Auschwitz".
http://www.russgranata.com/Risposta-new-ital.html


4 / Editori Riuniti, Roma, settembre 2002. Cito il libro indicando tra parentesi le relative pagine.

5 / La fotografia è stata pubblicata in vari siti. Vedi ad esempio:

<http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/01_Gennaio/18/raf.shtml>

6 / Ernst Gauss, Vorlesungen über Zeitgeschichte. Strittige Fragen im Kreuzverhör. Grabert Verlag, Tübingen 1993, pp. 104-107. Jean-Marie Boisdefeu, La controverse sur l'extermination des Juifs par les Allemands. Vrij Historisch Onderzoek, Anvers 1996, Tome I, pp. 162-165.
<
http://aaargh-international.org/fran/livres/livres2/bdf1.pdf>

7 / J.-C. Pressac,
Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., p. 253.

8 / Mission: 60 PRS/462 SQ. Exposure: 3056. Can: D 1508, 31 maggio 1942, NA.

9 / Vedi al riguardo il mio articolo "Keine Löcher, Keine Gaskammer(n)". Historisch-technische Studie zur Frage der Zyklon-B-Einwurflöcher in der Decke des Leichenkellers 1 im Krematorium II von Birkenau, cit., pp. 284-304. La fotografia del 31 maggio 1944 è pubblicata a p. 287. Le fotografie aeree sono esaminate alle pp. 287-288.

10 / "No Holes? No Holocaust? A Study of the Holes in the Roof of Leichenkeller 1 of Krematorium 2 at Birkenau. Printed by: Zimmer Printing, 410 West Main Street, Monongahela, PA 15063. © 2000 by Charles D. Provan., p. 13.

11 / J.-M. Boisdefeu, La controverse sur l'extermination des Juifs par les Allemands, op. cit., pp. 166-170.

12 / C.D. Provan, "
No Holes? No Holocaust? A Study of the Holes in the Roof of Leichenkeller 1 of Krematorium 2 at Birkenau, op. cit., p. 33. Vedi anche p. 18.

13 / Questi detenuti si trovavano nel lato opposto del campo rispetto ai crematori, perciò erano indubitabilmente detenuti immatricolati.

14 /
L'Album d'Auschwitz. Éditions du Seuil, Paris 1983, pp. 194, 198-203.

15 / Vedi il mio articolo Die Deportation ungarischer Juden von Mai bis Juli 1944. Eine provisorische Bilanz, in: "Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung", 5. Jg., Heft 4, dicembre 2001, pp. 388-389.

16 / E. Springer, Il silenzio dei vivi. Marsilio, Venezia 1997, pp. 67-70.

17 / Vedi al riguardo il mio articolo "Una testimone dell'ultima ora: Elisa Springer", in: Olocausto: dilettanti a convegno, op. cit., pp. 138-139.

18 / C. Mattogno, Die Deportation ungarischer Juden von Mai bis Juli 1944. Eine provisorische Bilanz, art. cit., p.387.

19 / L'SS-Obersturmführer (tenente, non tenente colonnello!) Werner Jothann era il capo della Zentralbauleitung di Auschwitz. Egli era succeduto al comandante precedente, l'SS-Sturmabannführer Bischoff, il 1· ottobre 1943.

20 / J.-C. Pressac, Le macchine dello sterminio. Auschwitz 1941-1945, op. cit., p. 100.

21 / F. Piper, Gas Chambers and Crematoria, in: Y. Gutman/M. Berenbaum Editors, Anatomy of the Auschwitz Death Camp. Indiana University Press, Bloomington-Indianapolis 1994, p. 173.

22 / J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., p. 500.

23 / F. Müller, Sonderbehandlung. Drei Jahre in den Krematorien und Gaskammern von Auschwitz. Verlag Steinhausen, München 1979, p. 207 e 211.

24 / Trial of Josef Kramer and Forty-four Others (The Belsen Trial), op. cit., p. 131.

25 / F. Müller, Sonderbehandlung. Drei Jahre in den Krematorien und Gaskammern von Auschwitz, op. cit., p. 231.

26 / M. Nyiszli, Medico ad Auschwitz, op. cit., pp. 71-75.

27 / Secondo R.L. Braham, il numero degli uccisi fu di 400.000 su circa 435.000, ossia circa il 91%. The Politics of Genocide. The Holocaust in Hungary. Columbia University Press, New York 1981, vol. 2, p. 676. Questa percentuale è stata ripresa anche da J. C. Zimmerman.

28 / Risposta supplementare a John C. Zimmerman sulla "Body disposal at Auschwitz, art. cit.

29 / D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im KonzentrationslagerAuschwitz-Birkenau 1939-1945. Rowohlt Verlag, Reinbeck bei Hamburg 1989, p. 789.

30 / A. Strzelecki, The Plunder of Victims and Their Corpses, in: Anatomy of the Auschwitz Death Camp, op. cit., p. 258.

31 / Sprawozdanie okresowe /od 25 V 1944 15 VI 1944/. APMO, D-RO/91, tomo VII, p. 446.

32 / Vedi ad es. F. Piper, Gas Chambers and Crematoria, op. cit., p. 173.

33 / NG-5623.

34 / T-1319.

35 / Auschwitz. Holocaust revisionist Jean-Claude Pressac. The "Gassed" People of Auschwitz: Pressac's New Revisions. Granata, 1995, pp. 16-17.

36 / Dissecting the Holocaust. The Growing Critique of "Truth" and "Memory, op. cit., p. 398.

37 / F. Müller, Sonderbehandlung. Drei Jahre in den Krematorien und Gaskammern von Auschwitz, op. cit., p. 207 e 219.

38 / Vedi al riguardo il mio articolo "Verbrennungsgruben" und Grundwasserstand in Birkenau, in: "Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung", 6. Jg., Heft 4, dicembre 2002, pp. 421-424.

39 / In realtà il volume sarebbe maggiore, perché la terra scavata aumenta di volume di circa il 25%. G. Colombo,
Manuale dell'ingegnere. Hoepli, Milano 1916, p. 190.

40 / In ragione di circa 200 kg per ogni cadavere. Vedi lo studio sulla presunta cremazione in massa a Treblinka in: C. Mattogno, J. Graf, Treblinka. Vernichtungslager oder Durchgangslager? Castle Hill Publishers, Hastings, Inghilterra, 2002, pp. 180-192, in particolare p. 185.

 

 

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