MAUSER

Peter-Paul Mauser, proveniente da una famiglia di armaioli, è famoso soprattutto per i suoi fucili; dal 1872, infatti, si occupò della produzione di fucili sia per l'Esercito germanico che per altri paesi. La Casa Gebrtider Mauser & Co. fu costituita nel 1874, in sostituzione della precedente ditta Gebrlider Mauser. Fu intorno a questo periodo che egli cominciò a interessarsi alle armi corte. La Società fu poi ribattezzata Waffenfabrik Mauser AG nel 1884. L'Esercito tedesco desiderava in quell'epoca una pistola a ripetizione, e Mauser legò il suo nome alla prima realizzazione di un revolver.

REVOLVER MAUSER "ZIG ZAG" M78

Modello: Revolver

Calibro: 9 mm. Mauser (revolver)

Funzionamento: a rotazione in senso orario, 6 camere, semplice o doppia azione

Sicurezza: sprovvista

Caricatore: tamburo girevole

Posizione del fermo: sprovvista

Capacità caricatore: 6 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 269 mm.

Lunghezza canna: 136 mm.

Peso scarica: 0,75 kg.

Contrassegni: sulla nervatura della canna: GEBR. MAUSER & CIE OBERNDORF A/N WURTTEMBERG 1878 PATENT

Numero di serie: sulla parte posteriore del dorso del calcio, sulla faccia posteriore del tamburo e sul fusto, al di sotto dello stesso. Marchi di prova: sebbene queste armi siano state prodotte prima dell'entrata in vigore della legge, molte portano i marchi in questione essendo state sottoposte all'omologazione in epoca successiva.

Il revolver Mauser, chiamato comunemente ({ Zig-zag)} per evidenti ragioni, fu un'arma di notevole importanza, piut­tosto originale nella configurazione e impeccabile nella mec­canica e nella finitura. La sua principale originalità sta nel sistema di rotazione del tamburo e di graduazione del singolo colpo. La circonferenza del cilindro è solcata a zig­zag; il grilletto fa funzionare il cane a singola o a doppia azione e il meccanismo di scatto mette in movimento un'asta situata nel fusto sotto il tamburo. Quando il cane è armato, l'asta è spinta in avanti e un perno sulla sua estremità superiore ingrana una scanalatura del cilindro, si infila in una scanalatura obliqua e ruota il cilindro stesso di un sesto di giro per presentare una nuova cartuccia davanti al cane. Se quest'ultimo fa cilecca l'asta si ritrae, ma in tale caso il perno percorre la scanalatura verso il basso senza muovere il tamburo. Sotto questo aspetto il revolver differisce dai modelli statunitensi Webley-Fosbery e Union Arms, realizzati secondo il brevetto Fosbery del 1896; lo zig-zag di Fosbery muoveva infatti il tamburo di un dodicesimo di giro al rinculo e nuovamente all'atto della ricarica.

Il sistema di caricamento è un'altra particolarità incon­sueta del revolver Mauser. I primi esemplari avevano un fusto solido e facevano uso del normale sistema a portel­lino, con il cane da armarsi e abbassarsi allo scopo di ruotare il tamburo, camera per camera. Ciò era lento e pericoloso, e il passo successivo fu l'introduzione del sistema bascu­lante, che è il più comune sui revolvers Mauser reperibili oggigiorno. Canna e tamburo sono incernierati all'altezza della culatta e bloccati con un fermo a molla e uno normale. Quest'ultimo, con presa zigrinata, è situato proprio dinanzi al tamburo, mentre quello a molla è azionato mediante l'anello visibile anteriormente al paragrilletto. Per aprire la pistola dopo il tiro, si muove il fermo zigrinato e si spinge quello ad anello all'ingiù e in avanti per sganciarlo. Così l'intera sezione canna-tamburo può ruotare di circa 80°; a questo punto la canna si ferma e uri'ulteriore pressione sull'anello fa agire una camma che spinge l'estrattore fuori dal tamburo per liberarlo dai bossoli sparati. Togliendo la 

pressione all'anello, l'estrattore rientra nel tamburo e l'arma può essere ricaricata. Dopo l'operazione di caricamento, durante la quale è necessario tenere l'arma capovolta in modo da non far cadere le cartucce dal tamburo, la chiu­sura dell'arma fa scattare il fermo a molla, dopo di che si può serrare l'arma con quello ad anello.

Il revolver Mauser fu prodotto in tre calibri standard: 7,6 mm., 9 mm. e 10,6 mm., a parte altri calibri per cui fu occasionalmente camerata su ordinazione. L'unico commento sull'arma è che ogni esemplare che ho avuto modo di esa­minare ha un calcio ornato con profonde decorazioni che lo rende assai scomodo per un uso prolungato.

Il 10,6 mm. fu essenzialmente inteso come arma militare, ma non venne adottato dall'Esercito in quanto costoso e complicato; al suo posto fu invece accettato il tipo Com­missione. Ne furono perciò costruiti relativamente pochi, e il modello oggi più comune è il 9 mm.

MAUSER MODELLO 1896

Costruttrice: Mauser Modello: 1896 Militare

Calibro: 7,63 mm. Mauser

Funzionamento: utilizzazione del rinculo, blocco dell'otturatore, cane interno

Sicurezza: leva manuale accanto al cane

Caricatore: integrale, monofilare, davanti al paragrilletto

Posizione del fermo: sprovvista

Capacità caricatore: 10 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a U

Lunghezza totale: 279 mm.

Lunghezza canna: 121 mm.

Numero righe: 4

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 1,13 kg.

Contrassegni: sopra la camera: SYSTEM MAUSER sui primi esemplari; WAFFENFABRIK MAUSER OBERNDORF A.N. sui successivi. Sulla destra del fusto, posteriormente: WAFFENFABRIK MAUSER OBERNDORF A.N.

Marchi di prova: corona, N coronata su canna, fusto e otturatore.

Numero di serie: completo sulla parte sinistra della culatta e sulla parte posteriore dell'otturatore. Le due ultime cifre su quasi tutte le parti mobili.

Sebbene la produzione del revolver 1878 si fosse protratta' per diversi anni, Mauser non si sentì in dovere di continuare gli studi in quel campo, e la sua successiva arma corta fu il famoso Modello Militare automatico. Questo fu studiato nel 1893 dal Sovrintendente Generale della Società, Sig. Federle, con l'aiuto di due suoi fratelli. Può sembrare che fosse soltanto uno svago dei fratelli FederIe e non un pro­getto della Mauser. Ma quando nel 1894 lo stesso Mauser volle cimentarsi con le pistole automatiche, egli ovviamente incaricò FederIe di migliorare il suo studio, e il prototipo dell'arma apparve nel marzo 1895. Le principali caratteri­stiche furono brevettate sotto il nome di Mauser con il n. 90.430 in Germania (in data Il dicembre 1895) e 959 in Gran Bretagna (14 gennaio 1896). Fra la realizzazione del proto­tipo e l'inizio della produzione vi fu naturalmente un certo numero di modelli intermedi variamente modificati, con ser­batoi da 6, lO e 20 colpi, e in diversi calibri. Fu ben presto chiaro che la cartuccia più adatta al sistema Mauser era in quell'epoca, per la sua efficienza, la 7,65 mm. Borchardt; Mauser l'adottò quindi come munizionamento standard con lievi cambiamenti nelle dimensioni e una più potente carica di lancio, ribattezzandola 7,63 Mauser. Verso la metà del 1896 il progetto venne definito e la pistola fu effettivamente approvata quando il Kaiser stesso presenziò a una sua dimo­strazione a Potsdam (agosto 1896) e sparò personalmente alcuni colpi.

La produzione fu lenta per i primi mesi finché non ven­nero approntate le necessarie attrezzature; finalmente, a metà 1897, poté essere iniziata la produzione in grande serie. Entro breve tempo seguirono piccole modifiche, alcune per migliorare il funzionamento, altre per facilitare la produ­zione. Una delle più importanti e più appariscenti fu l'ado­zione di un doppio chiavistello invece di uno singolo, come in origine; questa risale ai primi del 1897, cioè prima del­l'inizio della produzione in grande serie. A partire dal nu­mero di serie 360, tutte queste modifiche minori erano già state incorporate e da allora in poi il modello rimase es­senzialmente invariato per tutto il tempo che rimase in produzione. I primi modelli possono essere identificati dal­l'incisione SYSTEM MAUSER sulla camera che nell'agosto 1897 fu sostituita dalla scritta WAFFENFABRIK MAUSER OBERNDORF A. N.

Per evitare troppe ripetizioni, il Modello 1896 verrà ora descritto dettagliatamente e i successivi saranno trattati brevemente, citando soltanto le differenze rispetto a questo.

La Mauser Militare Modello 1896 è una pistola a blocco di culatta con serbatoio fisso situato anteriormente al grilletto. Esso viene caricato per mezzo di una piastrina, tirando in­dietro l'otturatore, finché quest'ultimo non viene trattenuto dalla leva d'elevazione del caricatore, inserendo la piastrina nell'apposita guida ricavata nel prolungamento della canna e spingendo con il pollice le cartucce; un lato del prolunga­mento di cui sopra è allargato in corrispondenza dell'aper 

tura, in modo da consentire di mettere in sede anche l'ultima cartuccia. La rimozione della piastrina permette quindi al­l'otturatore di avanzare e di mettere in canna il primo colpo.

La canna è in un sol pezzo con un prolungamento a forma di due bracci che terminano in un tunnel a sezione quadrata, entro il quale scorre l'otturatore. Al di sotto di questa sede e collegato al prolungamento vi è il blocco otturatore, con due alette sulla superficie dorsale, che è annegato nella parte superiore del fusto. La canna si muove in solchi rica­vati nella parte superiore del fusto, il quale è semplicemente un corpo cavo che porta l'impugnatura e il serbatoio delle cartucce, oltre al meccanismo di sparo interno. Quest'ul­timo complesso può essere facilmente rimosso e costituisce anche il collegamento tra il grilletto imperniato al fusto e il cane incernierato al meccanismo di sparo.

Al momento dello scatto, il blocco di culatta si alza così che le due alette della sua superficie superiore si incastrano in due solcature corrispondenti ricavate nella parte inferiore dell'otturatore, collegando quindi quest'ultimo e il prolun­gamento della canna. Lo stesso blocco di chiusura è assicu­rato dalla sua estremità inferiore appoggiando su uno spe­rone d'acciaio nel meccanismo di sparo. Premendo il gril­letto, il meccanismo di scatto trasmette il movimento al cane armato, liberandolo e facendolo battere sul percussore sito nell'otturatore, che avanza colpendo la cartuccia. Il rinculo fa arretrare canna, prolungamento della stessa e otturatore di circa 2 mm. Il movimento all'indietro del blocco di chiusura è trasmesso mediante una manovella alla molla principale del meccanismo di sparo, comprimendola. Alla fine di questo movimento, il bordo inferiore del blocco di chiusura scivola dallo sperone del meccanismo di scatto e, a causa della pressione della molla, il blocco stesso ricade, sganciandosi dall'otturatore. Dopo di che, esso urta contro una superficie portante del fusto e impedisce ulteriori movimenti della canna e del suo prolungamento. L'otturatore rimane tuttavia libero di muoversi e continua a farlo nel prolungamento della canna, armando il cane e comprimendo la molla di recupero che si trova all'interno dell'otturatore stesso. Una volta cessato anche il movimento di quest'ultimo, la molla lo riporta indietro, sfila la prima cartuccia dal caricatore e la mette in camera. A questo punto l'otturatore rimette in avanti il complesso canna"prolungamento, e il blocco di chiusura viene fatto tornare sullo sperone del meccanismo di. sparo, riportando i denti del meccanismo negli appositi incavi dell'otturatore e richiudendo l'arma nuovamente pronta per lo sparo. Una volta sparato l'ultimo colpo del caricatore, la piastrina dell'elevatore blocca l'ottu­ratore in posizione aperta.

Il sistema di sicurezza usato su questa pistola consiste in una barra verticale oscillante incorporata nel meccanismo di sparo presso il cane. Per tenere l'arma in posizione di sicurezza, la barra viene abbassata, bloccando il cane; viene quindi alzata per mettere la pistola in posizione di sparo. Non è previsto il «mezzo cane", ma vi è un interessante sistema di indicazione di sicurezza dalla posizione della testa del cane che, quando non è armato, copre la tacca di mira, servendo da avvertimento in caso il tiratore tentasse di prendere la mira senza aver caricato e armato la pistola. La tacca di mira è del tipo a U fissa e non è previsto un calciolo da spalla.

Il Modello 1896 può essere perciò definito un'arma da usarsi con una sola mano ed è provvisto di un caricatore da 10 colpi e una canna da 133 mm. Pochi esemplari con caricatore da 6 colpi e canna da 121 mm. vennero prodotti ai primi del 1897. Questo modello, in entrambe le versioni, si può incontrare oggi molto raramente e solo in musei o collezioni.

MAUSER M98, M03 e M05

In alto: questo tipo di Mauser Militare, a fianchi lisci, fu adottato dalla Regia Marina Italiana come Mod. 99 e ordinato in circa 5.000 esemplari quale «pistola fucile". Fu impiegato, sempre munito di calciolo e dotato di sacco raccogli-bossoli, a bordo degli aerei italiani durante la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1898 apparve il modello più comune ai nostri giorni che differisce dal tipo 1896 soltanto per:

1) La lunghezza della canna (140 mm.).

2) La testa del cane, ora a forma di anello anziché di cono che non copre più l'alzo quando è in posizione di riposo 3 ) L'alzo, che è del tipo a quadrante ( ritto con cursore e tacca di mira a V), regolabile da 50 a 700 metri.

4) La parte posteriore dell'impugnatura, che reca una fre­satura a T destinata ad accogliere un'aletta a T d'inne­sto, solidale con il calciolo.

5) Il passo della rigatura, che è aumentato a un giro ogni 18 calibri, allo scopo di migliorare la stabilità e la preci­sione della pallottola. La velocità iniziale è di 400 m/sec., per il modello cal. 7,63 impiegato in Italia, e la gittata di 1.000 metri.

Poco dopo l'introduzione di questo modello (1899) l'aspetto dell'arma fu modificato per le fiancate del fusto lisce invece che fresate. Questo cambiamento non durò a lungo, e per il 1906 i pannelli ritornarono in auge.

Il successivo Modello 1903 presentava le seguenti varia­zioni:

1) Una forma più efficace di disconnettore nel meccanismo di sparo.

2) Lievi modifiche nella sagoma del grilletto e nella sua sistemazione nel fusto che ne resero migliore l'azione.·

3) L'alzo, ora graduato a 1.000 metri.

4) Il percussore non è più trattenuto da una piastra scorre­vole nell'otturatore, ma foggiato con due alette. Con la pressione e la rotazione del perno di mezzo giro, esso può essere sfilato.

Il Modello 1905, prodotto in quantità molto limitata, era un ritorno al concetto originale di pistola, e presentava pertanto:

1) Canna ridotta a 101 mm.

2) Caricatore a 5 colpi.

3) Alzo costituito dalla sola tacca a V.

4) Anello del cane di grosso diametro, che in posizione di riposo celava l'alzo.

5) Calcio più corto, senza scanalatura per il calciolo da spalla.

Questo tipo pesava 0,96 kg. ed era lungo soltanto 216 mm. Nel 1907 sembrò che Mauser fosse sul punto di rinun­ciare a questo modello in favore di qualcosa di più moderno, dal momento che aveva brevettato un tipo notevolmente modificato con caricatore amovibile nell'impugnatura e un meccanismo completamente nuovo. Ma questo studio fu abbandonato, anche se alcune particolarità del brevetto ven­nero poi incorporate nelle pistole tascabili Mauser degli anni a venire. Il 1907 vide anche l'adozione da parte di Mauser della cartuccia 9 mm. Mauser, essenzialmente un bossolo 7,63 mm. Mauser raddrizzato in modo da ospitare una pal­lottola cal. 9 (probabilmente una copia della Parabellum Luger). Il risultato portò a una balistica eccezionalmente potente, generalmente indicata come 9 mm. Mauser Export, per la cui cartuccia fu progettata una pistola che consisteva semplicemente nel Modello 1903 opportunamente camerato e rinforzato. Sembra che questa sia stata realizzata soprat­tutto per il Sud America come arma da caccia e non era facilmente trovabile in Europa; è senza dubbio assai rara oggigiorno. Le caratteristiche rimangono quelle del Modello 1903, tranne per il peso (1,32 kg.) e la lunghezza (318 mm.). La canna, lunga 140 mm., ha 16 righe destrorse con un passo di 30 calibri.

MAUSER M12 E MAUSER "BOLO"

Il successivo cambiamento nel Modello Militare fu quello del 1912, con un ritorno al concetto di carabina, con:

l) Rigatura a 6 righe destrorse, con passo di 24 calibri.

2) Estrattore più largo e più corto, otturatore più pesante

e molla di recupero un po' più robusta.

3) Cane più piccolo e leggero.

4) Azione della sicura invertita (F in basso, S in alto).

5) Peso 1,25 kg.; lunghezza canna 318 mm.

6) Calcio con scanalatura per il calciolo da spalla.

7) Alzo regolabile graduato fino a 1.000 m.

Questo modello è probabilmente comune come il 1898, essendo stato prodotto in migliaia di esemplari tra il 1912 e il 1918. Nel 1916 l'Esercito tedesco ne commissionò un certo quantitativo nel calibro 9 mm. Parabellum. Ci si era infatti resi conto che era più rapido adottare questo sistema per disporre di pistole ca!. 9 mm. Parabellum invece di at­trezzare gli stabilimenti Mauser per la produzione della Pistola '08, dato che le uniche variazioni necessarie al Mo-

dello 1912 consistevano nella canna, nella testa dell'otturatore e nel caricatore. Quest'ultimo doveva essere modificato per accogliere la cartuccia più corta; per il resto l'arma rima­neva una M12 rielaborata. Le guancette del calcio sono con­trassegnate da un grosso «9» inciso nel legno e dipinto in "rosso. Alcune armi fabbricate nel dopoguerra con parti di ricambio hanno il« 9" nero anziché rosso e, in certi casi, -il calcio non porta alcuna incisione. Esse mostrano inoltre

'marchi di prova commerciali invece di quelli governativi di omologazione che compaiono sulle «9 rosse ». È inutile dire che si tratta di pezzi eccezionalmente rari ai giorni nostri.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Trattato di Versailles

vietò la fabbricazione di pistole cal. 9 mm. e anche di armi con canna di lunghezza superiore ai 100 mm. o con calciolo da spalla. Così nel 1920 fece la sua apparizione una nuova Mauser; essa era simile nell'aspetto al modello precedente, ma in conformità al Trattato aveva una canna di 99 mm.

Il calcio portava sempre l'incisione per il calciolo, sebbene si affermasse che per queste armi non venivano costruiti né forniti calcioli di sorta.

L'intera produzione era destinata al mercato russo, a quell'epoca avido di ogni tipo di pistole, e perciò questo modello fu denominato « Bolo", un termine che in gergo si­gnifica bolscevico. Indipendentemente dalla disponibilità o meno di fondine-calcio, le Bolo erano ancora munite di alzo a quadrante graduato fino a 1.000 metri.

MAUSER M26

Nel 1922, in base a una riorganizzazione di un certo rilievo, la Waffenfabrik Mauser divenne la Mauser Werke AG e di conseguenza i contrassegni sulle armi furono cambiati. Già dal 1926 si cominciava a tenere in minor considerazione le disposizioni del Trattato di Versailles, almeno per quanto riguardava le armi leggere. Inoltre in questo periodo il mercato mondiale richiedeva le pistole Mauser, per cui venne prodotto il nuovo Modello Militare 1926. Questo non differiva gran che dal Modello 1912, se non per la canna da 133 rom., la fondina-calciolo e l'alzo graduato sino a 1.000 m. Il principale cambiamento notato fu l'adozione della sicura « universale" Mauser; per la prima volta faceva apparizione un'iscrizione, ed eccezionalmente la leva di sicurezza aveva 3 posizioni. Tirando questa indietro presso il cane, si presenta la posizione F (arma pronta al fuoco); spingendola in avanti in modo da mostrare la lettera S, il cane è bloccato e non può toccare il percussore. In questa posizione il cane è armato e l'otturatore può essere arretrato; premendo il grilletto, il cane interromperebbe la corsa prima di colpire il percussore. La terza posizione (intermedia) rende visibili

È interessante osservare che i sovietici adottarono la loro versione della cartuccia Mauser 7,63 mm. (che differiva dall'originale solo leggermente nelle dimensioni) per le loro armi leggere, come le pistole Tokarev e un certo numero di mitra.

sia la lettera F che la S. In quest'ultima pOSIZIOne l'intero meccanismo viene bloccato,. e si raccomandava che in questa stessa posizione, a cane armato, venisse caricato il serbatoio.

Il modello vide anche l'introduzione dello stemma Mauser (con la parola Mauser in un ovale) inciso su entrambi i fianchi del fusto. Il Modello 1926 è sempre costruito in ottimo materiale e in modo perfetto; fu esportato prevalen­temente in Cina e in Sud America, ma dopo il 1933 in questi paesi si diffuse una quantità enorme di imitazioni spagnole e cinesi (a basso prezzo) e, una volta che queste armi comin­ciarono a diffondersi, le vendite delle Mauser originali dimi­nuirono gradualmente.

In concomitanza con il tipo 1926 Militare, un secondo Mo­dello « Bolo" fu costruito, probabilmente in seguito a un'or­dinazione da parte del governo sovietico. Esso era caratte­rizzato da una canna da 94 mm., ma per il resto era identico al Modello 1926 Militare, compresa la sicura universale. Il calcio recava l'incisione per la fondina-calciolo, anche se quest'ultima non veniva fornita con l'arma. Naturalmente queste armi sono molto rare fuori dai confini russi.

MAUSER "SCHNELLFEURPISTOLE" ( MAUSER 712)

Mentre le imitazioni della Mauser prendevano piede tra i clienti più sprovveduti, un'altra arma spagnola stava de­stando scalpore, particolarmente fra i cinesi. Si trattava di un'imitazione della Mauser Militare 1912, ma con il dente d'arresto del cane modificato, in modo da permettere il tiro a raffica. Invece del caric.atore integrale, l'alloggiamento delle cartucce era aperto e consentiva a un caricatore amovibile di custodire 20 o 30 colpi, trasformando l'arma in una pistola mitragliatrice a buon mercato.

Ora queste armi costituiscono un'insidia e una delusione' a causa della limitata corsa dell'otturatore, della leggerezza delle parti e della potente cartuccia, il ritmo di tiro è eleva­tissimo e la pistola è addirittura incontrollabile. La Mauser teneva presente questi inconvenienti ma, dal momento che 

i clienti richiedevano questo genere di armi, decise di rea­lizzare qualcosa che potesse definirsi soddisfacente, cioè la " Schnellfeuerpistole " del 1932. Il primo modello fu prodotto in base a un progetto di J osef Nickl, un tecnico della Mauser ari si doveva gran parte del progetto della pistola Mod. 1907 e della tascabile 1910. Si trattava grosso modo della Mod. 1926 ma con il dente d'arresto del cane modificato e con un selettore di fuoco situato sulla sinistra del fusto. Il cari­catore era amovibile e poteva contenere 10 cartucce in un tipo e 20 in un altro. Senza calciolo e con caricatore vuoto, pesava 1,315 Kg.; con il selettore su R (raffica), il ritmo di tiro era di circa 850 colpi al minuto, di gran lunga troppo alto per un impiego pratico. Con il selettore sulla N, l'arma funzionava normalmente (colpo per colpo).

Intorno al 1936 si ebbe una seconda versione della «Pi­stola a tiro rapido", prodotta in modesto numero, con un selettore basato su un meccanismo brevettato da Karl We­stinger, un altro ingegnere della Mauser. Le modifiche interne sono molto lievi, essendo destinate più a facilitare la produ­zione che a migliorare il funzionamento; il selettore è di forma rettangolare invece che ovale appuntito del tipo Nickl. Entrambe le varianti furono fomite agli Eserciti cinese, ju­goslavo e tedesco (a quest'ultimo in quantità limitata a scopo sperimentale). Mentre l'arma appariva ben costruita come tutte le altre Mauser, essa aveva il solito inconveniente delle armi che sparano a culatta chiusa; di conseguenza, quando viene abbandonato il grilletto dopo una raffica, ri­mane in canna un nuovo colpo. E quando l'arma diventa calda per il continuo fuoco, è facile che essa spari a causa dell'autocombustione dovuta al calore della camera di scop­pio. Tre raffiche di 10 colpi ciascuna sono sufficienti a surri­scaldarla, al punto che in venti secondi può partire senza fallo il colpo successivo per autocombustione.

Nel 1939, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la .Mauser aveva già abbastanza lavoro per soddisfare le com­messe militari relative alle pistole P38 e P08 per continuare

la produzione del Modello Militare. Essa non riprese mai più, dato il disegno troppo complesso per una moderna produ­zione su vasta scala, e non poteva più reggere la concor­renza con i nuovi tipi militari.

Per scomporre una Mauser Modello Militare, dopo aver controllato se l'arma è scarica, si sfila il fondo del caricatore premendo sul pulsante dello stesso, cui seguiranno automa­ticamente elevatore e molla a lamina. Con il cane armato, si appoggia la canna su un adatto sostegno e si spinge verso l'alto il fermo situato nella parte posteriore del fusto sotto il cane stesso. Si preme l'impugnatura in basso e il gruppo canna-prolungamento-otturatore si sfilerà all'indietro. Si de­vono poi afferrare la canna con una mano e il meccanismo di bloccaggio con l'altra, separandoli, quindi il blocco cadrà posteriormente. Non è consigliabile smontare il meccanismo di sparo se non in caso di necessità. Bisogna inserire la punta di un cacciavite nella fessura ricavata nella testa del percussore, facendo pressione in avanti e girando di un quarto a destra, quando è libero di uscire dall'otturatore. Spingendo un corpo appuntito nell'otturatore per compri­mere la molla di rinculo, sarà possibile togliere il bullone che mantiene la piastrina attraverso il fusto, al che ottu­ratore e fusto potranno essere arretrati rispetto alla canna e la molla potrà essere tolta dall'otturatore stesso.

La ricomposizione segue il procedimento inverso. Sarà ne­cessario premere la molla di recupero con il punteruolo, in modo da poter inserire il pezzo trasversale. Il blocco del meccanismo di sparo può essere unito al complesso della canna con grande facilità, ma occorre assicurarsi che il chiavistello di bloccaggio del fusto al di sotto del cane scatti in posizione di chiusura dopo aver sistemato nel fusto il complesso canna.

Avendo discusso abbastanza a lungo delle Mauser Militari, si può ora prendere in esame gli altri tipi di automatiche Mauser costruite nel periodo in questione.

MAUSER WTP1

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra posteriore del fusto

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 6 colpi

Mirino: sprovvista

Alzo: solcatura rudimentale sul dorso del carrello

Lunghezza totale: 114 mm.

Lunghezza canna: 61 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,33 kg.

Contrassegni: sulla sinistra del carrello: MAUSER-WERKE AG OBERNDORF aN WTP - 6,35-DRPUAP. Su entrambe le guancette: stemma della Mauser.

Marchi di prova: corona, U coronata

Numero di serie: sprovvista.

Nel 1918, alla fine della guerra, Mauser intravide il possibile successo di una pistola di piccole dimensioni veramente tascabile; sembrava che anche in Germania molti si stes­sero cimentando in questo campo, per cui era possibile unirsi a loro per presentare un prodotto di qualità.

Il risultato fu la «Westentaschenpistole» o «Vest Pocket Pistol» in cal. 6,35. Tipicamente Mauser in quanto com­pletamente originale e non, come era consueto, una copia della solita Colt 0,25in, è del tutto differente da ogni altra produzione Mauser. Si tratta di una semplice arma a chiu­sura labile di piccole dimensioni ma, come al solito, ben fatta e robusta per la sua categoria.

Per scomporre la WTP 1 bisogna scaricare l'arma, premere il grilletto e sfilare il caricatore. Quindi si rimuovono le viti dell'impugnatura e si toglie il rivestimento in un sol pezzo (in plastica) dalla parte posteriore. Si preme ora sul fermo a molla e si spinge in basso il pistone alla base del grilletto, accessibile dal lato destro. Esso si muove di soli 6 mm., ma è sufficiente a sbloccare la canna dal fusto. Canna e carrello possono allora scorrere in avanti ed essere sfilati 

anteriormente tutti insieme. Capovolgendo questo complesso, spingendo la canna all'infuori e alzandone l'estremità poste­riore, si permette a essa di uscire posteriormente insieme alla molla di recupero con portamolla.

Si fa poi pressione con un punteruolo o una matita sul premistoppa del percussore e si sfila la piastra di ritegno liberandola dal carrello; percussore, molla e premistoppa potranno essere rimossi. Il ritegno con molla del caricatore può essere smontato ruotandolo per 90" e sollevandolo per il suo perno sporgente dalla parte posteriore del calcio.

La ragione per cui le guancette del calcio vengono smon­tate sta soprattutto nel fatto che l'espulsore è comandato dalla molla di scatto (il che è visibile ad arma smontata), ma non vi è spazio a sufficienza nell'impugnatura onde per­mettere a questa molla di arretrarsi quanto basta per con­sentire all'espulsore di abbassarsi al di sotto del livello del fusto e al carrello di muovere avanti o indietro durante lo smontaggio e il rimontaggio. Talvolta si può sfilare il car­rello superando a forza l'ostacolo, ma riportarlo indietro è un'altra faccenda.

MAUSER WTP2

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla parte anteriore sinistra dell'impugnatura

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 6 colpi

Mirino: sprovvista

Alzo: solcatura rudimentale sul dorso del carrello

Lunghezza totale: 102 mm.

Lunghezza canna: 55 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,30 kg.

Contrassegni: sulla sinistra del carrello: MAUSER-WERKE AG OBERNDORF aN e stemma della Mauser. Sulla destra del carrello: WTP-6,35-DRP. Su entrambe le guancette: stemma della Mauser.

Marchi di prova: U coronata sul carrello.

Numero di serie: a destra del carrello, posteriormente.

Il 1938 vide l'introduzione della «Westentaschenpistole 2", una variante migliorata del modello precedente. È più pic­cola e più leggera, ha una diversa leva di sicurezza, la coda del percussore assottigliata in modo da fuoruscire dal fusto a indicare che l'arma è carica ed è dotata di sicurezza nel caricatore. Il tipo di guancette monoblocco, caratteristico del modello Mauser, è stato abbandonato in favore di un più convenzionale modello in due parti, una per ciascun lato di un'impugnatura sagomata. A causa di ciò il meccanismo di scatto è leggermente mutato e non occorre più togliere le guancette per smontare l'arma. Indipendentemente da questo, la scomposizione è identica a quella della WTPl, e il medesimo perno del paragrilletto· mantiene insieme canna e fusto. Si noti anche che in questo modello non vi è piastrina di ritegno per percussore e molla; essi possono essere sfilati direttamente dal carrello quando questo viene smontato.

MAUSER MODELLI 1910,1914 e 1934

Modello: 1910

Calibro: 6,35 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale anteriore al calcio, con ritegno a molla sulla S

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura Capacità caricatore: 9 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira a V registrabile

Lunghezza totale: 116 mm.

Lunghezza canna: 79 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,43 kg.

Contrassegni: sulla destra del carrello: WAFFENFABRIK MAUSER A.G. OBERNDORF aN MAUSER'S PATENT. Sulla destra del fusto: stemma della Mauser. Su entrambe le guancette: monogramma della MW.

Marchi di prova: corona, U coronata sul carrello.

Numero di serie: sulla sinistra anteriore del carrello, nella parte posteriore del fusto; le ultime tre cifre sull'appoggio frontale della canna.

Modello: 1914


Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile; percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra anteriore dell'impugnatura, con ritegno a molla sulla S

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira a U registrabile

Lunghezza totale: 153 mm.

Lunghezza canna: 87 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,60 kg.

Contrassegni: sulla destra del carrello: WAFFENFABRIK MAUSER A.G. OBERNDORF aN MAUSER'S PATENT. Sulla destra del fusto: stemma della Mauser. Su entrambe le guancette: monogramma della MW.

Marchi di prova: corona, U coronata sul carrello.

Numero di serie: sulla sinistra anteriore del carrello, nella parte posteriore del fusto; le ultime tre cifre sull'appoggio frontale della canna.

Modello: 1934

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra anteriore dell'impugnatura, con ritegno a molla sulla S

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira a U registrabile

Lunghezza totale: 153 mm.

Lunghezza canna: 87 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,60 kg.

Contrassegni: sulla sinistra del carrello: MAUSER-WERKE AG OBERNDORF aNo Sulla destra del carrello: CAL. 7,65 DRPuAP Marchi di prova: corona, U coronata sul carrello.

Numero di serie: sulla sinistra anteriore del carrello, nella parte posteriore del fusto; le ultime tre cifre sull'appoggio frontale della canna.

Modello: 1934

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, percussore lanciato

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra anteriore dell'impugnatura, con ritegno a molla sulla S

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del fermo: fondo posteriore dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira a U registrabile

Lunghezza totale: 153 mm.

Lunghezza canna: 87 mm.

Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,60 kg.

Contrassegni: sulla sinistra del carrello: MAUSER-WERKE AG OBERNDORF aNo Sulla destra del carrello: CAL. 7,65 DRPuAP Marchi di prova: corona, U coronata sul carrello.

Numero di serie: sulla sinistra anteriore del carrello, nella parte posteriore del fusto; le ultime tre cifre sull'appoggio frontale della canna.

Nel 1910 fu introdotta la prima pistola tascabile nel calibro 6,35 mm. Questa è in notevole contrasto con il Modello Militare ed è una comune àrma à chiusura labile. Si basa, per quanto concerne l'aspetto, sui brevetti 1907, ma fu note­volmente modificata da Nick1 prima di apparire sul mercato. Il cambiamento più importante fu la chiusura labile, mentre i brevetti del 1907 riguardavano un'arma a culatta bloccata. Essa è eccezionalmente ben costruita e, essendo alquanto più pesante delle normali 6,35 mm. e dotata di canna più lunga, è molto più precisa ed efficiente di molte delle sue contem­poranee. Nel 1914 ci si basò su questo modello per produrre un tipo analogo nel calibro 7,65 mm., differente in dimen­sioni soltanto per l'adozione della nuova cartuccia; nel 1934 vi fu infine un altro miglioramento nella forma dell'impu­gnatura, resa più anatomica. Tutti e tre i modelli sono meccanicamente identici (si possono infatti scambiare i componenti della 1914 con quelli della 1934), ma gradual­mente vennero apportate alcune minori modifiche, quali can­ne di maggior lunghezza. Poiché, come si è detto, si tratta di modelli analoghi, la seguente descrizione può riferirsi a tutti e tre.

La pistola si compone di tre elementi' principali: canna, carrello e fusto con impugnatura in un sol pezzo. Il carica­tore è inserito in quest'ultima in maniera tradizionale ed è liberato per mezzo di un ritegno a molla sul bordo poste­riore del calcio. Il fondo del serbatoio dei tipi 1910 e 1914 ha una sporgenza anteriore squadrata, mentre quello del 1934 l'ha arrotondata e con lo stemma della Mauser. L'arma è a percussore lanciato, dotato di un prolungamento ad asta che sporge attraverso un foro nella parte posteriore del carrello quando il meccanismo è armato. Un avviso di arma scarica mantiene il carrello arretrato quando l'ultimo colpo è stato sparato, e tale dispositivo può essere neutralizzato soltanto con !'inserimento di un nuovo caricatore pieno o vuoto che permette al carrello di avanzare. In più è stato aggiunto un sistema di sicurezza per impedire lo sgancio del percussore in caso manchi il caricatore nel calcio. Le altre particolarità degne di nota saranno esaminate più at­tentamente parlando dello smontaggio dell'arma.

Per scomporre la pistola, dopo aver preso le normali pre­cauzioni, si arretra il carrello fino a bloccarlo posterior­mente. Sulla parte anteriore del fusto, sotto la volata, vi è un piccolo fermo che trattiene una piastrina davanti al perno di bloccaggio della canna. Nei Modelli 1910 e 1914 si tratta soltanto di un pezzo di molla d'acciaio piegato, meno ele­gante ma altrettanto funzionale. Premendo questo ritegno, si consente alla piastrina di bloccaggio del piolo di ruotare di 90° (in entrambe le direzioni) ed essere spinta in avanti per 

sfilare il perno. La canna può. ora essere direttamente solle­vata e allontanata dall'arma. Si vedrà che la canna stessa è foggiata con due denti, uno leggero e vicino alla volata e uno più pesante in culatta. Entrambi sono forati, quello anteriore per il tubo di guida della molla di recupero e quello posteriore per il piolo di bloccaggio. Questo metodo ha il pregio di fissare saldamente la canna al fusto, pur consentendole un facile smontaggio per la pulizia.

Tolta la canna, si libera il caricatore .che è fatto uscire a metà percorso. Poi viene inserito nuovamente, tenendo arre­trato il carrello. Quando il caricatore va in sede, il carrello avanzerà finché sarà fermato dalla piattaforma di elevazione del caricatore stesso. Si arretra leggermente la canna fino a che si incontrano le superficie d'incastro tra carrello e fusto, posteriormente; si preme poi il grilletto per sganciare il percussore. Si sfila quindi il caricatore permettendo al carrello di avanzare fino ad uscire dalla parte anteriore del fusto. CosÌ si potranno rimuovere anche la molla di recupero e il portamolla, come il percussore e relativa molla, dal loro tunnel nel carrello.

Tolte le viti delle guancette su entrambi i lati dell'impu­gnatura, si tirano le guancette da dietro; la superficie intema di esse è fatta in modo da adattarsi alle scanalature tonde 

nel fusto, e può staccarsi m una sola direzione. Non con­viene tentare di girarla o afferrarla con qualche strumento, altrimenti il materiale si scheggerà. Se la guancetta è dura a muoversi, occorre battere la. parte anteriore con un pezzo di legno.

Staccate finalmente le guancette, si vedrà come le guan­cette anatomiche siano dovute unicamente alla sagomatura del legno e non a quella del fusto. Nella parte superiore sinistra dell'impugnatura vi è una piastra a coda di rondine che nasconde il meccanismo di scatto e che può essere tolta spingendola in alto e sfilandola dal fusto. Risultano quindi accessibili tutti gli elementi del meccanismo in questione, ma è consigliabile toccarli solo in caso di riparazione.

Nel 1912 apparve un modello ingrandito del tipo 1910 che presentava sensibili differenze interne. Si basava ancora sui brevetti del 1907 e aveva una chiusura a blocco con due bracci incernierati, metodo applicato in origine a un pro­getto Mauser di fucile semiautomatico del 1898.

L' Armeepistole» del 1912 era in cal. 9 mm. Parabellum e sembra sia stata prodotta per un'eventuale sostituzione della P08 per l'Esercito tedesco. Non fu mai adottata e ne furono costruiti pochissimi esemplari.

MAUSER HSc

Calibro: 7,65 mm. Auto Pistol

Funzionamento: chiusura labile, cane interno, doppia azione

Sicurezza: leva manuale sulla sinistra posteriore del carrello

Caricatore: serbatoio amovibile monofilare nell'impugnatura

Posizione del termo: fondo dell'impugnatura

Capacità caricatore: 8 colpi

Mirino: lama fissa

Alzo: tacca di mira fissa a V

Lunghezza totale: 152 mm.

Lunghezza canna: 86 mm. Numero righe: 6

Direzione rigatura: destrorsa

Peso scarica: 0,60 kg.

Contrassegni: sulla sinistra del carrello: stemma della Mauser; MAUSERWERKE AG OBERNDORF aN Mod. HSc KAL 7,65 mm.

Marchi di prova: N con aquila.

Numero di serie: sul bordo anteriore del calcio.

Nel 1937 Mauser realizzò una pistola a doppia azione, in concorrenza con i Modelli Walther PP e PPK. Si tratta del tipo HSc (HS = «Hahn Selbstspanne» - «Cane, ad autoca­rica », e la «c» indicava il terzo modello sviluppato). Seb­bene costruita con intenti commerciali, allo scoppio della guerra nel 1939 fu introdotta nel servizio militare; sembra che la maggior parte di queste pistole Mauser da 7,65 mm. sia stata impiegata dalla Kriegsmarine o dalla Luftwaffe, anziché dall'Esercito, e che sia stata in dotazione solo ai carristi di alcuni reparti.

L'HSc è un modello notevolmente avanzato, e infatti oggi è ancora in produzione. Ha una linea aerodinamica ed è costruito con materiali di prim'ordine e con grande perizia. L'impugnatura e la maneggevolezza ne fanno un'arma per il tiro istintivo.

Molti esemplari hanno guancette in legno in un sol pezzo, ma nel 1944, allo scopo di semplificare la produzione, furono adottate quelle in plastica stampata; alcuni degli ultimi prod9tti del periodo bellico mostrano qualche componente più piccolo in acciaio stampato anziché fresato come nel tipo originale. Oltre a essere fabbricata nel cal. 7,65, la HSc apparve, sia pure in numero limitatissimo, in 0,22 in Long Rifle e in 9 mm. corto.

Il cane è quasi completamente annegato all'interno del carrello, con una breve sporgenza che permette al cane stesso di essere armato col pollice. Alcune pistole sembra siano state costruite completamente «hammerless », dato che il cane era totalmente invisibile. La leva di sicurezza sul carrello è sistemata in modo da spostare il percussore dal percorso del cane quando è sulla S.

Per scomporre l'HSc, bisogna sfilare il caricatore e scari­care l'arma. Si deve quindi lasciare il cane armato e mettere la sicura. Poi si preme il fermo sulla parte anteriore del paragrilletto e si arretra il carrello fino a lasciarlo libero dalle guide del fusto. Una volta libero, esso potrà essere sfilato in avanti al di sopra della canna e rimosso.

La molla di recupero può così essere estratta dalla canna anteriormente; togliendo come di consueto le viti, si po­tranno smontare le guancette dalla parte posteriore dell'im­pugnatura per mettere in luce il meccanismo di scatto. Il rimontaggio segue l'ordine inverso.